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2010

5 boterhammen en een warme maaltijd

Adesso che mi sono sfogata a parlare del (mal)tempo non mi resta che affrontare l’altra piaga che affligge questo Paese: il cibo. Premetto che non sono particolarmente viziata o schizzinosa, ho vissuto nell’Inghilterra pre-Conran e Oliver e ho viaggiato in tutta l’Asia senza problemi: sono perfino riuscita a mangiare durian e padangfood senza vomitare. Ma raramente ho visto un popolo così gastronomicamente analfabeta come gli olandesi. Il cibo sembra non interessarli minimamente, non distinguono il brunello dal succo d’uva e sono l’unico popolo al mondo che usa l’appelmous (purea di mele) come condimento per carne e verdura e le crocchette come ripieno per i panini. Non sto scherzando: una delle delicatessen locali è il broodje kroket: un panino bianco morbido tipo quelli per gli hamburger in cui viene posta una crocchetta di patate e carne macinata. L’olandese medio, ricevuto il broodje kroket, apre il panino, schiaccia e spalma accuratamente la crocchetta con un coltello e poi richiude il tutto e se lo mangia beato. Ho visto con questi occhi attoniti un noto direttore ricerche imburrare due fette di pane integrale, farcirle con una fetta di ontbijtkoek (panpepato) e mangiarsi il tutto con forchetta e coltello come se fosse la cosa più normale del mondo.
 
La cultura alimentare è talmente scarsa che l’Unilever ha convinto un intero popolo negli anni sessanta a sostituire il burro con la margarina in nome della salute e adesso li sta convincendo che la margarina aiuta a combattere il colesterolo e che è più sana dell’olio d’oliva. Sempre grazie all’Unilever, il burro di arachidi qui è considerato l’alimento principe per una sana crescita infantile e viene spalmato sui panini dei bimbi a partire dal primo anno di vita. Quando lavoravo per la Nesté sono stata edotta sulla barbara usanza in voga negli anni settanta di curare le indigestioni dei lattanti con gocce di Galak. Insomma, io mi lamentavo delle campagne della Ferrero ma ho rivalutato il cavalier Michele da quando ho visto a quali aberrazioni sono sottoposti gli indigeni. Burro di arachidi a parte, qui una fetta di pane integrale, margarina e sottiletta di gouda è considerata il top dell’alimentzione sana ed equilibrata, tanto che dieci anni fa era un’impresa disperata convincere le madri a riempire il brodtrommel (cestino della merenda scolastica) dei figli con alimenti alternativi. Dieci anni fa, proprio di questi tempi, ho dovuto combattere una strenua battaglia per far comperare alla mensa aziendale anche insalata e frutta oltre al pane a cassetta e i salumi e formaggi standard. Sempre in quel periodo, durante un brainstorming, è stato chiesto a tutti i miei colleghi quale formaggi mangiassero abitualmente. La mia padronanza della lingua non era tale da capire i dettagli ma mi sembrava che le risposte fossero alquanto uniformi; quando è toccato a me e ho cominciato ad elencare tutti i miei formaggi preferiti mi sono resa conto che nessuno aveva la più pallida idea di che cosa stessi dicendo. Il mio vicino mi ha pazientemente spiegato che le risposte ammesse erano solo tre e cioè: jong, belegen e oud e si riferivano alle stagionature del gouda.
 
Vero è che se si seguono le regole dietetiche olandesi non si ingrassa nemmeno di un grammo, perchè il menù giornaliero raccomandato è cinque panini e un piatto caldo (vedi titolo). La definizione di panino (boterham): 1 fetta di pane a cassetta spalmata di margarina (boter) e companatico (ham), che va dalla sottiletta di gouda alla granella di cioccolato passando per paté di fegato di maiale, formaggini vari e pindakaas (burro di noccioline); il piatto caldo è il famoso AGV, cioè carne, patate e verdure – tipicamente cavoli, il tutto bollito o stufato. Completano questo deprimente quadro alimentare due bei bicchieri di latte e due frutti - tipicamente mela e banana. Per ingrassare qui ti devi mettere d’impegno e arricchire la dieta con svariati toetjes (dessert) e tussendoortjes (spuntini) e qui devo dire che l’industria alimentare si impegna a fondo nel fornire un ricco assortimento di zuccheri e trigliceridi sotto forma di cremine, budini, bevande ipercaloriche, barrette, merendine, noccioline e affini. L’Olanda è il secondo paese europeo per consumo di cioccolato pro-capite (e per cioccolato qui si intendono anche le candybars tipo Mars che non si possono per legge chiamare cioccolato perchè contengono più zucchero che cacao) e sicuramente la prima per consumo di derivati del latte: basta vedere quale spiegamento di yogurt, budini, creme e dessert in ogni possibile gusto offre un supermercato medio per capire l’importanza del latte nell’alimentazione locale e del resto in un paese cronicamente freddo e piovoso non ci sono molti altri modi di procurarsi la vitamina D necessaria alla sopravvivenza. Ma anche qui la propaganda ha convinto la popolazione che il latte intero fa male alla salute per cui tutti i latticini e derivati – compresi quelli per i bambini - sono a base di latte parzialmente scremato, il che è assurdo perchè la vitamina D contenuta nel latte viene assorbita solo se assunta insieme ai grassi del latte stesso. Degli snack bar ho già parlato l’anno scorso e non intendo dilungarmi, vi arricchisco la cultura in fatto di noccioline, che qui vengono vendute non solo sotto forma di burro ma anche ricoperte in versione dolce (M&M’s) e salata con una crosta tipo cipster in svariati gusti. Le noccioline vengono tipicamente consumate in quantità industriali davanti alla TV assieme ad un bel bicchiere di birra. In alternativa, patatine, che qui vengono vendute in sacchi da 200 gr e in una varietà di gusti da far venire il capogiro. I sacchettini da 50 gr sono destinati al consumo infantile e sono di rigore insieme a Mars, M&M’s, Chupa Chups, Fruittella e altre bombe zuccherine nelle festicciole di compleanno. Ma questo è il meno. Il vero orrore è che i bimbi sono abituati fin dalla più tenera infanzia a consumare caramelle e cioccolato quotidianamente all’ora della merenda. Potete capire il mio profondo sgomento alla visione delle madri che distribuiscono liberamente questi dolciumi ai loro figli solo se come me siete stati tirati su in una famiglia dove chupa chups, nutella e patatine venivano considerate sostanze illegali al pari dell’eroina. Qui invece la nutella è un alimento di lusso: gli indigeni usano il duo penotti, una specie di latte condensato che del cioccolato ha solo il colore.
 
Per finire in bellezza, nonostante l’Olanda sia composta al 20% d’acqua e abbia 400 km di coste marittime, gli olandesi non sono affatto consumatori di pesce e quando lo fanno si limitano al merluzzo fritto, all’aringa cruda (blah) e alle cozze con le patatine fritte e la maionese (doppio blah). Solo gli chef della nouvelle cuisine olandese si impegnano a propagare la cultura ittica a botte di 100 euro a pasto, per cui questa rimane saldamente sui palati delle classi superiori. Tutti gli altri mangiano allegramente erwtensoep (zuppa di piselli) e stamppot (purea di patate con cavoli, speck e wurstel) e sono fermamente convinti che la tomatensoep (zuppa di pomodoro) sia un piatto tipico italiano. Che tristezza ... (24 gennaio)
 
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