paola cassone
romanzi
racconti
collezioni di racconti
collezioni di racconti
diario  
comprami  
scrivimi  
songbook

Erotica

Quando le pieghe della memoria si distendono prima del sonno ti voglio. Ti voglio come quella notte, la nostra unica notte. Il tuo corpo colore della luna piena, splendente armatura di stelle, sottile piacere tra le dita, su di me. I tuoi capelli lisci e sottili, coperta di tela di ragno, le tue mani come pietre lisciate dall'acqua, sollevano brividi sulla mia pelle. Assisto al tuo assaggio del mio corpo come il cuoco che segue con lo sguardo il tragitto delle sue specialità dalla tavola alla bocca dei commensali, ed ogni morso è un fiotto di piacere sempre più intenso, finché non alzi lo sguardo sul mio viso e cerchi la mia bocca con la tua.
Ricordo tutto di quella notte, ogni notte, come una preghiera: la mia pelle recita le tue carezze e la mia mente squarcia le spire del tempo e dello spazio. Tu sei con me.
Sei con me quando mi spoglio: le tue dita slacciano i bottoni della mia camicetta e sganciano le spalline del reggiseno. Sei con me quando il lenzuolo ricade sulla mia pelle nuda e si modella greve intorno ai miei fianchi. Sento il tuo profumo non appena chiudo gli occhi, e ti desidero. Le mie mani intrecciano le tue, la mia bocca sente il tuo sapore, la mia pelle freme al contatto con la tua: tu ed io siamo una cosa sola, tutte le notti, da quella notte.
Quella notte la luna illuminava la stanza: i suoi raggi erano riusciti a penetrare gli scuri chiusi sul nostro amplesso e ti illuminavano a tratti, mantello di luce variegato. C'era uno strano ronzio nell'aria, come il canto di migliaia di cicale mentre la brezza estiva frinisce contro l'erba assopita. Tu forse non lo sentivi, distratto dal tuo desiderio, dal mio corpo, come non vedevi le ombre danzanti sulle pareti della stanza, di quella piccola stanza a prestito. Forse era per questo che i tuoi gesti si facevano sempre più selvaggi, frenetici: ancora non sapevi che avremmo avuto tutta l'eternità per noi; tutta l'eternità in quella notte.
Non ho mai smesso di desiderarti, di desiderare la tua bocca, il tuo collo, la vena che vedevo pulsare prima ancora di toccarla, il calore ed il sapore del sangue sotto i miei denti, sulla mia lingua, giù per la gola: dolce, dissetante, inebriante.
E da allora ogni amplesso, ogni uomo, ogni goccia di piacere l'ho dedicata a te. Perché tu sei stato l'unico che abbia mai amato, l'unico a cui ho concesso di rimanere tra i mortali.
 
torna su
« precedente     successivo »  
 
| design&development: Artdisk