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lo sfigario di bree gionas

settembre

1 settembre 2000

9 giorni senza sigarette. 45 minuti al telefono con Martin.
All'insegna dei sogno. Il tempo passa troppo lento, unico benchmark la telefonata di Martin tutte le sere sempre alla stessa ora, 20 e 10, ormai siamo tra 45 e 60 minuti di conversazione al giorno, così non può andare avanti, è decisamente meno caro che uno dei due cambi città. Oggi ho stampato tutto il lavoro fatto sul sito, non credevo di aver accumulato tanto materiale in 8 mesi, ne viene fuori un testo di almeno 200 pagine! Stasera riunione list sull'operatività della società, c'erano tutti, perfino Marta che è stata ingaggiata come grafico da Zen e nonostante questo si è cazzeggiato parecchio, senza riuscire a quagliare niente di serio. Terri però mi ha informato di aver chattato in ICQ con Bone che, nel suo modo molto sbrigativo e cinico, deve stare soffrendo di bestia per il fatto che non ci vediamo più e pensa di avermi perso. Me lo aspettavo, ovviamente con me fa il duro ma il solo fatto che non abbia insistito per rivedermi dimostra che è convinto che sarebbe tempo perso e non gli va di soffrire inutilmente. Che dire ... adesso proprio non mi viene in mente niente altro che: ha avuto 20 anni di tempo per decidere.
2 settembre 2000
 
10 giorni senza sigarette. 34 minuti al telefono con Martin.
Zen e io eravamo piuttosto sconsolati nel debriefing di stamattina sulla riunione di ieri (1 ora di coda alla cassa dell'esselunga): ci siamo detti che ci tocca vivere in mezzo a questa indeterminazione congenita agli attori della faccenda e quindi tanto vale non prendersela. Il fatto che Neo sia particolarmente spanato e che remi contro bisognava metterlo in conto e infatti l'abbiamo fatto, basta seghe - abbiamo tutti di meglio a cui pensare. Ciò detto mi sono preparata a contare i minuti fino alla prossima telefonata di Martin ma provvidenzialmente mi è venuto incontro Masky, redivivo dalle vacanze e ancora con problemi di PC, ho promesso di andare a risolverglieli in giornata e nel frattempo mi sono sciroppata Marta che dopo aver passato 5 minuti a raccontarmi le sue vicissitudini (e stiamo migliorando perché di solito - se si tira insieme abbastanza per raccontarmele - ci impiega 1 minuto e 20 secondi nemmeno le costasse come una telefonata internazionale) è passata all'attacco su di me, dicendomi che TUTTI sono preoccupatissimi che io vada via, le ho chiesto chi sarebbero stati questi tutti e alla fine era lei (ha tirato dentro anche Zen, ma non mi frega perché so prima di lei come la pensa Zen), veramente terrorizzata, tanto che nei successivi 10 minuti ha cercato di convincermi che io sono troppo sofisticata e complessa e profonda perché un Martin qualsiasi mi basti, che mi stuferò presto, che questa vita (quale?) non può essere la mia e in definitiva che devo vivere questa cosa per quello che è finché dura. Io stavo vedendo Sleepless in Seattle in cassetta e già avevo la lacrima facile, ascoltato il discorso mi si sono aperte le cateratte e ho pianto per mezz'ora, urlando tra le lacrime - che cadevano robuste e copiose sul telefono e sul divano - che col cazzo che lei o chiunque altro si poteva permettere di ridurre questa "cosa" ad una storia del cazzo da vivere alla giornata, che se Martin non era l'uomo della mia vita, la fine del mio viaggio, io non avevo più niente da dire a nessuno, che dopo 37 fottuti anni spesi nella ricerca del santo graal non ero mica così scema da berci dentro e buttarlo via, e se questo non fosse il santo graal per me sarebbe finita, quindi che "tutti" la smettessero di preoccuparsi per le ragioni sbagliate e cominciassero a pregare che questo è l'uomo che sposerò e con cui farò almeno 2 bambini o si preparino a raccogliere i miei cocci in giro per l'Europa. Il che è quello che si richiede agli amici veri, quindi "tutti" si regolassero di conseguenza. Dopodiché ho sbattuto giù il telefono e ho pianto ancora un po', cazzo se è difficile, perché oltre la lontananza e il desiderio che brucia senza sosta devo anche sciropparmi le ansie dei miei cosiddetti amici? OK posso anche capire che gli dispiaccia se io cambio vita, anzi, sono commossa all'idea che qualcuno starà male per questo, ma non possono certo cercare di convincermi che Martin è solo un'altra storia destinata a finire per placare la LORO angoscia! Nemmeno lo conoscono! Nemmeno sanno chi è e che cosa sta facendo per me e parlano! Ma di che cazzo parlano, si può sapere? Il resto del pomeriggio da Masky è stato un toccasana: abbiamo messo a posto il suo PC, abbiamo chiacchierato un po' e lui ha accolto le notizie senza commenti; son dovuta ripartire da dicembre perché grazie alla discrezione esagerata di Doc e Una lui non sapeva nemmeno di me e Sweet. Ma almeno è rimasto così scioccato dal racconto che non ha avuto tempo di fare commenti del cazzo e di questo gli sono grata. Serata in famiglia, meno male che Martin ha telefonato puntualissimo e mi ha portato via per mezz'ora a sognare di viaggi impossibili in India e Nuova Zelanda, di house parties a cui sono stata prenotata (October 14. Is it too far ahead planning?), poi però ho dovuto fare i conti con la famiglia e non è stato affatto piacevole. Perché a parte la genuina curiosità di mia cognata e l'atteggiamento zen di mio fratello, mamma e papà sono stati subito ostili a vari livelli, sempre perché sono terrorizzati all'idea che io vada via di nuovo e per sempre, ma ci hanno dato dentro belli pesanti iniziando con commenti finto ingenui (è questa la famosa Terri? Ah no, è Martin, ma davvero? Sì lo so che avevi detto che ha i capelli lunghi ...) per finire con dichiarazioni di guerra aperta (Spero di non conoscerlo mai). Sono tornata a casa con un mal di testa fetente e ho mandato giù un Aulin insieme alla pillola.
3 settembre 2000
 
11 giorni senza sigarette. 67 minuti al telefono con Martin.
La giornata è stata tranquilla: sveglia tardi, palestra fino a sfinirmi e poi pennica sul divano (da quanto non la faccio?), The Avengers su Tele+ che fa veramente schifo come dicono, poi Dee mi ha invitato al cinema a vedere l'orripilanza gore/splatter della stagione. Martin ha chiamato trenta secondi prima che spegnessi il cellulare ... amore ... l'ho richiamato a fine film, siamo stati al telefono esattamente 67 minuti e nessuno voleva smettere ... ci siamo detti cose incredibili, impossibili, pesissime. Abbiamo parlato di figli e di traslochi, mi ha chiesto di andare da lui perché non ce la fa a stare lì senza di me ed è perfino disposto a venire qui anche se non vorrebbe perché Milano non lo ispira. Poi mi ha detto che sa bene che i figli sono una responsabilità ma che lui li vuole perché non è giusto che solo gli stupidi e i cattivi procreino, che anche i romantici buoni come noi devono procreare per garantire l'equilibrio sulla terra ... Io devo capire perché tutto questo non mi spaventa, io devo capire perché più la cosa si fa grande e complessa, più corriamo verso l'ignoto invece di provare ansia provo solo grande felicità. Sarà perché per citare Rob Reiner, quando decidi che vuoi passare il resto della tua vita con qualcuno vuoi che il resto della tua vita inizi prima possibile ... ancora 5 giorni.
4 settembre 2000
 
Oggi 2 mails e 80 minuti di telefonata e alle 22 e 40, quasi in lacrime, Martin mi ha chiesto ufficialmente di andare a vivere con lui a Nymegen. Così adesso lo so. Così adesso è chiaro quello che devo fare. Naturalmente non sono più riuscita a dormire, a mezzanotte mi sono collegata e ho letto distrattamente le mails della list, ce n'era una di Bodhi che non ho nemmeno aperto e una di Love: un grido d'aiuto. Ho chiamato subito e l'ho trovata in lacrime. Ha passato l'ultimo weekend di fuoco con Leo e poi gli ha detto che è finita, che non ce la fa più a vivere un rapporto clandestino che non va da nessuna parte. L'ho consolata come meglio potevo, in realtà ero mille km distante, pensavo da una parte che Love è troppo furba per fare una mossa del genere senza averne calcolato le conseguenze ed evidentemente si aspetta che Leo torni in ginocchio e wife-free. Dall'altra parte pensavo che tutto questo è dietro di me e non tornerà più, pensavo che non so nemmeno se augurarle che Leo faccia il bastardo totale e sparisca dalla sua vita oppure che molli moglie e figli e si presenti da lei in ginocchio. Non lo so, so solo che è tutto sbagliato, che il mondo fatto di questi rapporti non è mai stato mio, che ci ho giocato senza troppa convinzione, so che adesso per me è tutto diverso e non vedo l'ora che il mio destino si compia.
5 settembre 2000
 
13 giorni senza sigarette. Sono ingrassata di 1.5 kg.
Tutto quello che riesco a pensare è che manca sempre meno al prossimo aereo per Amsterdam, che sono veramente conciata da sbattere via, che non riesco a dormire e che non avrò pace finché non sarò di nuovo con Martin. Telefonate da 80 minuti al giorno non bastano a placare una sete che si fa sempre più grande, un amore che non è più possibile negare, contenere, limitare. Ancora stiamo resistendo alla tentazione di programmare il futuro insieme ma già stiamo parlando del mio trasferimento a Nymegen. E la cosa più assurda è che se misuriamo questo amore in minuti secondi, non è passato nemmeno un mese dall'inizio e ci siamo visti 6 giorni in tutto. Il che dimostra che il tempo è solo uno stato della mente e che la magia esiste. Questo è un rapporto magico, è un sogno da cui nessuno si vuole risvegliare, non è necessario svegliarsi, non deve necessariamente finire, è quello che mi ha detto la notte dell'8 agosto ed è quello che sta succedendo. Back on the earth, dopo che Love ha mollato Leo, anche Evron ha mollato la sua neofidanzata e Hal ha problemi con la sua fidanzata storica. Mi muovo attraverso queste notizie facendo il mio dovere, consolando inconsolabili, supportando depressi, incoraggiando dubbiosi. Crocerossina del cuore, mentre parlo a loro dei loro amori perduti vedo il mio amore lontano e mi sento pervasa di luce, di felicità e di mancanza struggente. Stamattina ho ricevuto una mail da Dave che mi ingiunge di farmi vedere, OK ammetto di aver melinato abbastanza, ci mettiamo d'accordo per domani sera, penso con perfidia al momento in cui gli dirò di Martin, chissà se allora finalmente mi lascerà in pace. Dopo cena Ru mi ha portato la tuta da moto di Laura, mi va larga, strano, eppure sono anche ingrassata, non so, sono qui con le mie cose, pronta al viaggio, pronta a lasciare tutto e non tornare mai più anche se la razionalità maledetta mi impedisce di farlo. Tempo, ancora tempo per decidere, valutare, soppesare e io mi sento soffocare in questo tempo che non ho chiesto che non voglio, tempo inutile perché lui non c'è, tempo inutile perché non mi aiuta a costruire niente, è solo supplizio di tantalo.
6 settembre 2000
 
14 giorni senza sigarette e alla pesa ufficiale registro 55.5 kg.
Depressione acuta e profonda, non capisco che cosa mi succede, non mi sembra di mangiare più del solito, anche le misure sono quasi tutte invariate tranne il giro vita che è aumentato inspiegabilmente di ben 3 cm in 1 settimana. Cazzo. Smetterò di mangiare, non c'è altro da fare. In ufficio altra giornata senza senso, trascinata tra microimpegni giusto per avere qualcosa da fare, il mio capo è arrivato nel pomeriggio dopo 1 mese di ferie e si è degnato di chiedermi come andava alle 17 e 45. Ho cominciato a parlargli di lavoro e poi di colpo e senza che me ne rendessi conto mi sono trovata a dirgli che era meglio se cominciavamo a cercare un sostituto per me perché tempo 6 mesi vado a vivere in Olanda. Mi è venuto fuori così, senza volere, credo che sia stato qualcosa nel suo atteggiamento che mi ha fatto scattare una molla dentro, mi ricordo di aver pensato che non glie ne frega niente di me, che in tutti questi anni non mi ha dato le opportunità che meritavo, solo grane da risolvere e quindi fanculo si merita questo da parte mia. Aperitivo con Terri e qualche boy dell'ufficio, lei sempre persa dietro Eric, abbiamo parlato un po' dell'affaire Love e un po' dei suoi casini sentimentali, io guardavo l'orologio ogni 5 minuti e alle 20 e 30 sono riuscita a tornare a casa e telefonare a Martin. Che dopo 33 minuti di conversazione mi ha implorato Don't go away! e così siamo rimasti a parlare per altri 50 minuti. Sono riuscita a mettere giù la cornetta solo perché Dave mi ha chiamato sul cell per dirmi dove tutti mi stavano aspettando. Me ne ero completamente dimenticata. Sono andata all'appuntamento in trance, pensando quanti minuti potevo ragionevolmente stare senza sembrare maleducata. Sono stata a rompermi educatamente i coglioni per 2 ore, durante le quali naturalmente ho notificato Dave degli avvenimenti, e poi me ne sono tornata a casa dove un Martin insonne aspettava la mia chiamata di buonanotte. Non mi ricordo quanto siamo rimasti al telefono, ma so che è stato bellissimo e struggente e mi sono addormentata subito dopo aver messo giù.
7 settembre 2000
 
15° giorno senza sigarette: manca selvaggia. 74 minuti al telefono con Martin (ma con lo sconto 50%).
Ho dormito sì e no 3 ore, svegliandomi ogni 2 e rimanendo sveglia per un tempo che mi è sembrato eterno, sono arrivata in ufficio praticamente uno straccio e ho combinato pochissimo. Intanto le mails nella mailbox privata si accumulavano con una velocità impressionante, peggio che stare in ICQ, ne ho contate 8 prima di andare a pranzo e ognuna innalzava il tono del delirio. Approfittando del mio stato mentale confuso ho pensato bene di dirimere un paio di questioni in sospeso con la Telecom e Tele2, uscendone vincitrice: adesso ho il 50% di sconto sul numero del mio provider e su tutti i numeri internazionali e interurbani ... fantastico. Verso le 13 e 30 non ne potevo più, mi si appannavano gli occhi e mi sentivo un inizio di influenza, quindi ho annunciato che mi sarei presa il pomeriggio di malattia, ho spento tutto e mi sono trascinata a casa dove ho preso 6 gocce di valium e finalmente sono riuscita a chiudere gli occhi. Ho dormito fino alle 17 più o meno, ma mi sono svegliata calma e rilassata, ho preparato la colonna sonora per il viaggio di domani, ho chiamato Love per sapere come stava (malissimo, ovvio) e infine sono andata all'aperitivo ragazze dove oltre Dee e Gio c'erano anche Char e A&E. Tutte erano state informate della mia storia evidentemente perché non hanno fatto grandi domande, solo Char mi ha chiesto (e che altro poteva fare) da quanto lo conosco e quanti anni ha, mi sono rifiutata di rispondere perché di mamma me ne basta una. Lei non ha fatto commenti ma le potevo leggere negli occhi quello che pensava e d'altronde non me ne può fregare di meno. Dee mi ha consolato ingiungendomi di badare ai cazzi miei e di non raccontare troppo in giro le mie vicende che giustamente sono mie e basta ... detto da lei è una rivoluzione culturale. Gio invece me l'ha menata a sangue perché dice che sono intollerabilmente magra, invano ho tentato di portarle documentazione dimostrante il contrario, cazzo, stamattina pesavo 55 kg nonostante ieri abbia praticamente digiunato! La fregatura è che siccome ho la vita sottile quando ingrasso ora che si vede passano 5 kg, peccato che poi si vedono tutti in una volta e sembrano 10! Anche su questo ho sorvolato, andando in palestra a smazzarmi 30 minuti di cyclette e poi mangiando una francescana insalata per cena. Al telefono Martin mi ha chiesto dove mi sentivo ingrassata, finalmente qualcuno che mi capisce! Poi ha concluso che domani ispezionerà ogni centimetro quadro della mia superficie adiposa e nel caso provvederà ... non vedo l'ora! Preparato zaino e conclusi trattamenti cosmetici d'assalto, ho preso altre 4 gocce di valium e ho chiuso gli occhi sperando di cumulare almeno 6 ore di sonno.
8 settembre 2000
 
16° giorno senza sigarette: nervosissima.
Partita alla volta di Amsterdam dopo sei interminabili e agoniche ore di lavoro (s.f.p.d.) con il cuore in tumulto, solo bagaglio a mano e la tuta da motociclista di Laura, arrivata con la solita endemica mezz'ora di ritardo, mi sono precipitata fuori dagli arrivals di Schiphol quasi sfondando la porta a vetri. Martin era lì che mi aspettava, bello come un dio e innamorato come sempre. Si è dichiarato alla fine del viaggio in treno, credo volesse dichiararsi a casa ma non ce l'ha fatta: stavamo camminando per i marciapiedi deserti, vedevo già i vetri della veranda di casa sua quando lui si è fermato e mi ha detto "Bree, I'm in love with you." Io sono rimasta a bocca aperta e mi è venuto da piangere, ci siamo abbracciati sul marciapiede, lui era commosso tanto quanto me e ha aggiunto "We are gonna make it happen". Segue paradiso sulla terra.
9 settembre 2000
 
17° giorno senza sigarette: e chi se ne frega?
Sveglia alle 8: crudele. Fa freddino, mi infilo la tuta e mi preparo a conoscere gli amici di Martin con cui andremo in gita al lago (che invece è poi si rivela essere il mare del Nord). Lui mi dice pochissimo di loro e quello che mi dice normalmente scatenerebbe una superproduzione di ansia da insicurezza, ma sono così frastornata che non ho tempo di angosciarmi e faccio bene perché quando arriviamo a casa di Frank sono tutti già lì che mi aspettano al varco. Loes deve aver dettagliatamente relazionato la compagnia: mi sento analizzata, sezionata e giudicata da 3 paia di occhi. Oltre Frank, Loes e Helen che ho visto l'altra volta ci sono una bionda carina, una bruna bruttina e un tipo dall'aspetto abbastanza sfigato. La bionda sta collo sfigato che altri non è che il fratello di Frank, la bruna è single e mi basta solo un'occhiata per capire che: a) è una ex di Martin b) è ancora innamorata di lui c) mi odia e mi vorrebbe morta. Come inizio niente male! Tanto per scaldare l'atmosfera la bionda mi stringe la mano, mi dice che si chiama Marieke, che il suo fidanzato si chiama Jack, mi invita al loro prossimo matrimonio e mi chiede quando io e Martin andiamo a vivere insieme. Così, tutto in una frase. Io rimango a bocca aperta, gli occhi di Veronique (la bruna) mi bruciano addosso, sorrido e dico "appena possibile" e guardo Martin con una muta richiesta di aiuto. Lui dice qualche parola in olandese che non capisco e Loes mi offre una tazza di thè. Tutti fanno finta di niente ma mi sento sotto processo. Sono imbarazzatissima, vorrei sparire, ma il solo fatto che Veronique ne sarebbe felice mi fa innestare la modalità più aggressiva del mio repertorio e bevo il thè lanciando a tutti sguardi di fuoco. Finalmente partiamo alla volta di Petten - ridente paesino sulla costa Nord Ovest - divisi in 4 moto + 1 macchina, quasi 6 ore di viaggio per stradine secondarie con il solito tempo variabile comprendente anche un acquazzone potentissimo che ci lava completamente in 10 minuti. Attraversiamo la diga di Lelystad che è la più lunga, spettacolare e famosa diga d'Olanda: esperienza sconcertante, mai visto tanta acqua in vita mia e menomale che il mare è calmo perché quando è mosso devono essere cazzi. Prendiamo il thè delle 5 in un paesino fatato di cui non ricordo il nome. Grazie alla tuta e al bustino arrivo al campeggio intera se pur provatissima: Loes ed Helen (in macchina) sono già lì e hanno montato le tende, a noi non resta altro che svuotare gli zaini e preparare i letti, poi andiamo tutti a cena al locale ristorante (italiano) dove ho mangiato la più pittoresca insalata di pollo della mia vita: il pollo era fritto e nell'insalata c'erano vegetali di tutti i tipi tranne quelli che normalmente si trovano in un insalata di pollo. Fa niente: avevo fame. Dopo cena Martin ed io siamo tornati al campeggio mentre gli altri sono andati a finire la serata alla birreria locale. A Martin la birra fa schifo, non ne sopporta nemmeno l'odore: un punto per me contro Veronique che in questa giornata è la mia personale nemica numero uno. Il secondo punto me lo prendo appena ci infiliamo sotto le coperte. Se Veronique ti ha mai fatto provare questo ti merita ancora, penso con soddisfazione, sicura della risposta ad una domanda mai fatta. "Happy Birthday my love" dico invece al mio amore appena riacquista l'uso delle sue facoltà.
10 settembre 2000
 
18° giorno senza sigarette: tutto sotto controllo.
Ci siamo svegliati tardi e abbiamo fatto una colazione pantagruelica al ristorante del campeggio. Sarà stata quella insieme all'ingombrante presenza di Veronique a darmi la nausea. Fortunatamente lei, Jack e Marieke se ne sono andati subito dopo la colazione e noi siamo andati a fare una lunga passeggiata sulla spiaggia con Frank, Loes, Helen e l'immancabile aquilone. Sarà stata quella e anche l'aria frizzante del mare che mi ha ridato forza e sicurezza. Frank, Loes e Helen sono care persone: mi piacciono, io credo di piacere a loro, non c'è tensione fra noi, parliamo liberamente di tutto in un misto di inglese tedesco e olandese fino all'ora di pranzo e poi loro 3 tornano a Nymegen e ci lasciano finalmente soli. Andiamo a passeggiare tra le dune, cominciamo a parlare quasi casualmente del nostro passato e nel giro di dieci minuti io gli sto raccontando di Bone e lui mi sta raccontando di Juliet. E' un'esperienza liberatoria anche se lui ammette che Juliet gli piace sempre e che ci pensa ancora spesso. Non in modo morboso, ma certo qualunque cosa sia successa la storia non è finita bene, quindi, non è ancora finita. Mi viene addosso la triste consapevolezza che magari tra un mese, magari tra un anno, magari tra dieci anni, con Juliet dovrò fare i conti. Magra consolazione, sento che lui ha la stessa sensazione su Bone ed è completamente inutile che cerchi di rassicurarlo che Bone non è un problema suo, anzi, non è più nemmeno un problema: ci sono cose che solo il tempo può curare e l'ansia di Martin per Bone è una di queste. Della mia ansia per Juliet spero altrettanto ma non riesco ad essere ottimista. Dopo una lunga pausa carica di pensieri Martin mi conferma anche quello che so da 24 ore e cioè che Veronique è una sua vecchia, superficiale, fiamma. Gli dico di stare attento perché lei è ancora innamorata, lui annuisce e dice "Effettivamente ho sempre avuto una sensazione di disagio con lei da quando ci siamo lasciati." Ci guardiamo e iniziamo a parlare d'altro: enough said, argomento Veronique liquidato. Lui dice che ha sempre desiderato incontrare la donna giusta per avere figli, ma che avrebbe scelto me anche se non ne avessi voluto, io dico che non ho mai voluto figli ma che ho scelto lui accettando il rischio che lui ne volesse. Sono affermazioni molto pesanti, che ci portano dolcemente a riconfermarci i nostri progetti di vita insieme e a mettere le basi della nostra prossima convivenza. E così, tra le dune e il vento del mare del Nord, decidiamo. Andrò a vivere a Nymegen, forse all'inizio in un'altra casa in modo da dare a lui più tempo per abituarsi all'idea della convivenza piena che al momento gli dà qualche ansia psicologica. Dobbiamo organizzarci, cercare un lavoro e una stanza per me, come minimo, poi una volta lì si vedrà di trovare una sistemazione più definitiva. Lui è consapevole di dover fare il grande passo e chiedermi di sposarlo perché sa che io non lo farò mai, non mi è sembrato particolarmente preoccupato, un po' a disagio sì, ma solo per questioni di timidezza. Insomma, si parte col piede giusto. Tutto come sempre è stato estremamente irreale: ci capivamo al volo, anzi, le parole servivano solo per confermare quello che avevamo dentro. E sono tornata a casa con la consapevolezza che la vacanza è finita e adesso posso ricominciare a vivere. Con lui.
11 settembre 2000
 
19° giorno senza sigarette. 63 minuti al telefono con Martin.
Mi sveglio con Martin negli occhi e l'immagine della sua moto che corre in autostrada per portarmi a Schiphol. C'era coda ieri pomeriggio in autostrada e per un attimo ho cullato l'idea di perdere l'aereo. Ma purtroppo non sono ancora pronta a perdere quell'aereo. Anche se oggi mi maledico per essere di nuovo qui, anche se oggi penso che sono stata idiota a tornare, non sono pronta, non ce la faccio. La situazione è estremamente delicata: sento che devo muovermi molto cautamente perché più gli eventi si fanno frenetici più io ho bisogno di tempo per adattarmi. Mi sembra di essere trascinata da un fiume in piena: inutile resistere alla corrente, devo concentrare tutte le mie energie nello sforzo di rimanere a galla per continuare a respirare. E la corrente si fa sempre più forte. Appena arrivata in ufficio ho cercato l'amministratore delegato a cui non più tardi di due mesi fa avevo giurato eterna fedeltà e con perfetta faccia da tolla gli ho comunicato la mia intenzione di voler espatriare e ho chiesto il suo aiuto per contattare gli headquarters della ditta e investigare possibili posizioni in Olanda. Lui ha insaccato il colpo - del resto il mio capo deve avergli ben detto qualcosa e nei corridoi non si parla d'altro da due settimane - e mi ha consigliato di mandargli un CV dettagliato che avrebbe fatto pervenire agli headquarters, ma credo che sia rimasto piuttosto spiazzato dalla mia franchezza: non certo più di me che ormai mi osservo sempre più inorridita dire e fare cose in cui non mi riconosco. Sweet è tornato a casa per cena - evento - credo solo per comunicarmi di essere andato a vedere una casa che gli è piaciuta: firmerà il contratto d'affitto mercoledì e traslocherà a fine settimana. Minchia. Respiro profondo. Non che all'atto pratico questo cambi molto giacché Sweet passa ormai 6 notti su 7 a casa di Susi da quando sono tornati dalle vacanze e io non è che prima delle vacanze passassi molte notti qui, ma dopo 10 anni di convivenza sapere che tra soli 5 giorni sarò libera dalla presenza di Sweet è una botta emotiva mica da poco. Nello stesso momento in cui mi comunicava la sua prossima dipartita, Sweet mi ha anche passato un contatto per un colloquio di lavoro agli headquarters europei di Tommy Hilfinger ad Amsterdam. Faccio un blank cerebrale di autodifesa: non intendo nemmeno cercare di capire le sue motivazioni, mi limito ad informare Martin di entrambi gli eventi cercando di non enfatizzarne alcuno. Il sospiro di sollievo che sento all'altro capo del telefono è tutto quello che mi basta per sopravvivere.
12 settembre 2000
 
20° giorno senza sigarette. 85 minuti al telefono con Martin.
Giornata divisa in 2 tempi: nel primo tempo mi scateno a scrivere curriculum vitae e a spedirli in giro, nel secondo tempo le mie cosiddette migliori amiche si scatenano su di me. Installatami comodamente in ufficio con la coscienza pulita di chi ormai non deve più fare finta di lavorare, negli intervalli tra le mails di/per Martin, ho aggiornato e rieditato il mio CV in inglese, ne ho spedito una copia all'amministratore delegato e poi mi sono dedicata allo scanning degli indirizzi di headhunters internazionali su internet. Ho mandato il mio CV a tutti e mi sono iscritta a tutti i motori di ricerca lavoro per l'Olanda. Ho scritto una mail a Pierre confermando la mia intenzione di trovare lavoro in Olanda, a cui mi ha risposto istantaneamente dandomi appuntamento per il 30 ottobre ad Amsterdam: colazione di lavoro. Contatto Tommy Hilfinger e il tizio mi assicura che mi telefonerà entro 7 giorni lavorativi dal ricevimento del mio CV - spedisco istantaneamente. Quando esco dall'ufficio ho lavorato ai piani dei miei clienti per circa 90 minuti complessivi, me ne frego altamente e vado in palestra a sciogliere i muscoli rattrappiti da moto e aerei. Dee mi ha invitato a cena, c'è anche Laura, entrambe vogliono giustamente essere relazionate sul weekend e fino a che resto sul colore locale va tutto bene ma quando arrivo alla parte che riguarda i nostri progetti futuri le due si lanciano un occhiata e il massacro comincia. Dee si dichiara sbaccalita dalla decisione che impegna solo me e lascia Martin nella bambagia, libero di fottersene della sottoscritta in qualunque momento, scevro da rischi di alcun tipo. Laura urla come un'aquila appena relaziono il mio colloquio coll'amministratore delegato chiedendomi se sono per caso impazzita a dare le dimissioni dal mio attuale e sicuro impiego senza aver ancora in mano il contratto per il mio prossimo lavoro. Bastano dieci minuti, forse qualcosa in più, per aver trasformato la mia storia d'amore in una riedizione di sedotta e abbandonata: già mi vedo incinta e disoccupata a chiedere l'elemosina alla stazione NS di Amsterdam, Martin felicemente convolato a giuste nozze con Veronique o Juliet o altra femmina locale a scelta. Mi ribello alla sequela di luoghi comuni e lo faccio in un modo che mi è totalmente nuovo. Scoppio a piangere e singhiozzo "Non fatemi questo, per favore, non fatemi questo!" riprendo il controllo a fatica e tra le lacrime dico che non mi sono confidata con le mie migliori amiche per sentirmi dare della cretina, che questo atteggiamento mi scatena sempre e solo un irrazionale spirito di competizione per il quale più viene messa in dubbio la mia capacità di riuscire in una mission impossible più io mi incaponisco nel riuscire a qualunque costo, dimenticando nel processo le ragioni originali della mission! Non so se Dee e Laura capiscono, ma mentre esprimo questo concetto sono io a capire qualcosa di me, qualcosa che adesso mi terrorizza e che non accetto più. Con Martin voglio essere pura, guidata dall'istinto e dal karma e non posso permettermi di essere distratta dai luoghi comuni. So benissimo quale è la strada convenzionale e sicura che Dee e Laura propongono, so anche benissimo che in questo caso la strada sicura porta esattamente nella direzione opposta a quella dove voglio andare. Obbligare Martin a venire a vivere a Milano, obbligarlo a calare l'anello innescherebbe una reazione di panico e di insicurezza che distruggerebbe tutta la magia che ci ha portato fino qui. Io sono pronta a fare il salto nel vuoto, forse ho aspettato questo momento tutta la mia vita, sicuramente mi ci sto preparando da quando ho deciso di troncare la mia tranquilla convivenza con Sweet. Ma chissenefrega: se Dee e Laura che mi conoscono da una vita e che hanno praticamente fatto la telecronaca della mia caduta e della mia ascesa non vedono tutto questo, se non lo sentono, se non lo accettano non è più un problema mio. Io vado dove mi porta il cuore, loro vadano un po' dove le porta ....
13 settembre 2000
 
21° giorno senza sigarette. 54 minuti al telefono con Martin.
Alla pesa ufficiale registro 53 kg e le misure sono rientrate nella norma. Ringrazio iddio e mi viene istantaneamente una fame tremenda. Resisto fino all'ora della strizza che - tornata dalle vacanze - mi riceve come se niente fosse (in effetti per lei ancora niente è) e mi chiede come sono andate le vacanze. Ho ripassato per benino la versione da 30' della telenovela ma arrivo al 4º minuto e attacco a piangere come una fontana. Il resto dell'ora è delirio puro (mio), la strizza mi lascia andare ben 5 minuti dopo il tempo limite: ha l'aria un po' perplessa. Mentre mi abboffo bulimicamente di focaccia comperata al panettiere dell'angolo penso con cinismo che adesso sono cazzi suoi a rimettere a posto il casino del mio cervello e le 110 mila più IVA se le deve sudare. Vado alla lezione introduttiva di olandese dalla docente raccomandatami dall'advertising manager: lei è simpatica e sento subito una corrente positiva tra noi - ne avevo bisogno. Al ritorno dalla lezione Dee mi chiama sul cellulare per informarsi del mio stato psicofisico e per informarmi che Gio non sta affatto bene: le hanno trovato dei noduli al seno, non si sa ancora quanto pericolosi, ma la notizia in sé è stata sufficiente a farla entrare in para depressiva. La chiamo immediatamente e come al solito lei minimizza e con la sua innata abilità depistatoria in 5 minuti ha già virato il discorso su me e Martin. Io ci casco come una babbea e mi servono 10 minuti per rendermi conto che l'argomento della telefonata era tutt'altro: le faccio giurare di chiamarmi se si sente giù di corda e di farmi sapere i risultati delle analisi, chiudo la comunicazione con la consapevolezza che non mi chiamerà anche se starà per buttarsi dalla finestra. Mi aspetta una cena con Terri depressa perché Eric non ha più dato segni di vita. Scriviamo insieme una lettera, passo con lei un'altra oretta cerando di distrarla e finalmente torno a casa dove mi aggrappo al telefono come ad una scialuppa di salvataggio nel mare della depressione generale.
14 settembre 2000
 
22° giorno senza sigarette. 58 minuti al telefono con Martin.
Oggi gita annuale della ditta al Vittoriale. Tradizione legata alle origini chiaramente fasciste del nostro board direttivo, solitamente una rottura di palle catatonica (pranzo a parte - sempre meraviglia gastronomica) ma oggi io mi sento così diversa e risplendente di luce che nemmeno la biblioteca esoterica di D'annunzio riesce a deprimermi. La giornata è un giro di PR perché tutti i colleghi hanno saputo e vogliono sapere di più, io volentieri mi esprimo, ottenendo reazioni miste. In realtà l'unica ragione per cui sorrido a tutti e faccio 40 repliche della telenovela versione 15' con appendice foto-di-Martin-bello-come-dio è che spero di ottenere aiuto per trovare lavoro in Olanda. E poi lo ammetto, vedere il cinico sarcasmo con cui invariabilmente viene accolto il mio racconto trasformarsi puntualmente in incredulo stupore venato di invidia alla vista della foto mi riempie di soddisfazione. Mentre parlo e guardo l'espressione di compatimento sulle facce di tutti pregusto l'attimo in cui con perfetta nonchalance dirò che casualmente ho qui una foto, mica bella ma insomma giusto per dare l'idea, vi va di vederla? Da lì in poi è uno spasso che da solo vale tutti i 15' di fatica narrativa. Capisco che cosa provano gli attori di The Mousetrap appena prima del colpo di scena, nella mia prossima vita faccio l'attrice giuro.
Torno a casa a piedi dalla fermata dell'autostradale sorridendo lungo tutto Corso 22 Marzo e respirando a pieni polmoni l'aria settembrina piena di smog milanese. Cazzo ma che schifo di aria c'è a Milano! Due weekend in Olanda e già i polmoni si ribellano al biossido d'azoto in cui sono nati. A casa Sweet ha fatto le valigie e le sta giusto caricando in macchina. Prima di andarsene mi guarda come un cane ferito e mi chiede "Sei stata bene con me?" Spiazzata. Panico. Che cosa dico? La verità no di sicuro, e poi qual è la verità? Sono stata bene e sono stata anche malissimo: Bone risponderebbe "a tratti" ma io non sono Bone e quindi sorrido smarrita e ascolto il cuore finché non mi sento dire "Sono stata bene con te, fino all'ultimo." Sweet sospira, non lascia trasparire emozioni precise, ma non sembra almeno ferito e se ne va dicendo "Anch'io. Beh, ciao." Mi butto su internet per fare il vuoto cosmico dentro di me: ancora 3 ore e poi Martin.
15 settembre 2000
 
23° giorno senza sigarette. 46 minuti al telefono con Martin.
Cena con la list, molto loffia. Appena tornata a casa ho cominciato a spostare oggetti e radunare le cose di Sweet in ingresso con la palese intenzione di sostituire la sua presenza con la mia. In capo a 2 ore concludo che lui ha orrendamente sottostimato lo sforzo del trasloco e che io ho orrendamente sottostimanto lo sforzo della sostituzione della sua presenza, metastasi della mia vita. Sarebbe il momento di fumare una sigaretta e raccogliere le idee, invece mi siedo in mezzo al soggiorno e guardo le 4 pareti piene di Sweet. Una parete al giorno, ce la posso fare.
16 settembre 2000
 
24° giorno senza sigarette. 81 minuti al telefono con Martin.
Appena Sweet ha visto la montagna di masserizie accumulate in ingresso è sbiancato. Mi sono offerta prontamente di aiutarlo con la mia potente smart e lui mi è sembrato molto ma molto sollevato. Ancor più sollevata io così in un colpo solo mi sono tolta il pensiero e lui non ha visto il nuovo aspetto della camera da letto. Ho bruciato incenso tutta notte, finestre spalancate da stamattina, lenzuola fresche, aspirapolverato tutto l'aspirapolverabile, tolto di mezzo tutte le sue cianfruse, ma il suo odore ancora persiste. Se ne andrà, è solo questione di tempo: domani passo tutto col lysoform e poi incenso a manetta. Tutto sotto controllo. Ma quando arrivo carica di masserizie nel nuovo nido d'amore di Sweet mi coglie un senso di soffocamento spaventoso. Non so se è il feng shui negativo o un paio di scarpe di Susi buttate in un angolo: sono scarpe tarrissime, di pelle nera con taccazzo squadrato, zeppa davanti e cinturino sulla caviglia. Mi viene da vomitare e cerco di limitare allo stretto indispensabile i convenevoli per tornare all'aria aperta prima possibile: mi accorgo di aver passato gli ultimi minuti in apnea appena metto piede in strada e tiro un respirone che quasi mi fa vomitare davvero. La nausea passa e ripiglio la smart: devo fare spese per Martin, avrà bisogno di roba maschile, che so, rasoio, dopobarba, shampoo, mi concentro per ricordare le marche che usa e ringrazio la globalizzazione che mi fa trovare tutto tra esselunga e bodyshop. A casa uso il sacchetto dell'esselunga per raccogliere e buttare nella spazzatura tutta la roba che Sweet ha lasciato in bagno, lavo tutto col lysoform, sostituisco la sweetpresenza con un mock up di martinpresenza, menomale che le marche sono diverse. Saranno piccolezze, ma già così anche il bagno ha un altro aspetto e mi affretto a ripigliare la smart per l'inevitabile cena del sabato in famiglia: mi solleva il pensiero che da adesso in poi avrò un'ottima scusa per assottigliare la mia presenza sabbatica grazie a Martin e col cazzo che quando viene a Milano lo porto dai miei; mia madre già inquisisce per il prox we ma la taglio via con tre parole: mio padre si è espresso chiaramente sull'argomento, il discorso è chiuso. Venisse a Canossa in ginocchio e poi ne possiamo riparlare. Chiedo invece come regalo di natale che mi rimettano a posto la bicicletta, così me la porto in Olanda. Non so se l'implicazione li ha lasciati agghiacciati o se sono rimasti sconcertati perché non riescono a vedere il link, me ne frega meno di zero. La giornata finisce con festa di compleanno a casa di Masky che mi offre un'ottima scusa per tornare a MI alle 22: mi fermo quel tanto che basta per fare gli auguri e dare la notizia a Doc e Una, uno sguardo all'orologio mi ricorda che è ora di ricongiungermi almeno telefonicamente al mio amore.
17 settembre 2000
 
25° giorno senza sigarette. 59 minuti al telefono con Martin.
Domenica pigrissima: dopo la palestra sposto oggetti e riorganizzo tutti gli spazi del soggiorno. Molto soddisfatta. Love è tornata con Leo... era la solita manfrina.
18 settembre 2000
 
1° lezione di olandese: credevo peggio.
Sto per esplodere, non ce la faccio veramente più ad aspettare giovedì ho le scalmane e mi sa che prenderò il valium da stasera e domani prenoto i voli da qui a dicembre su tutti i weekend fanculo a costo di non mangiare per permettermi gli aerei ma io un altro weekend da sola non lo passo. E poi ho letto la lettera di Bodhi in list e mi è venuto un terribile prurito alle mani, se non sapessi che quella lista sta per morire mi unsubscriverei subito. Stasera è stata da me Pat che mi ha dato la sua benedizione e io l'ascoltavo per metà perché con l'altra metà della testa pensavo che questa non si è fatta vedere per 8 mesi quando stavo di merda e adesso 2 volte in 4 settimane: la cosa mi puzza, secondo me vuole prendere il mio posto di lavoro qui in Italia e sta volteggiando su di me ad avvoltoio. E ho invitato a cena per venerdì Dee, Zen e Marta dicendo che ci tenevo moltissimo e Marta non ha nemmeno risposto crepa, mi sta salendo la nausea totale, voglio andare via da tutti questi ipocriti succhiasangue buoni solo a prendere la mia energia senza restituire mai un cazzo, anche Marta quando stavo di merda si sarà fatta vedere quattro volte in tutto salvo poi venirmi a dire le sue frasi del cazzo su Martin. E vorrei poter credere fino in fondo a questa cosa perché ne ho bisogno come l'aria e adesso che ho finito il libro che mi ha consigliato Terri, quello dell'americana che è andata nel bush con gli aborigeni, ho capito che sono stanca di questa vita e voglio sparire anch'io nel bush e perdermi per sempre e vivere 111 anni con Martin e morire quando lo decido io con i veri amici intorno a me che mi dicono che mi amano e mi sosterranno nel viaggio.
19 settembre 2000
 
Mi alzo in preda alle scalmane, mezz'ora di doccia e non basta. In ufficio ingiungo alla segretaria di prenotare il prenotabile da qui a dicembre: fa qualcosa come 3 milioni e mezzo ma ci guardiamo e lei mi dice si vive una volta sola, just do it! Apro la posta e invece del msg giornaliero di Martin trovo 1 msg di Dee piuttosto criptico sotto il titolo "re: budget regalo Fa". Risponde a Laura, mettendo in copia me, dice: se facciamo 100 a cranio ma A&E non ci sta che succede? Non ho idea di cosa vogliamo regalargli quindi dico, sentiamoci! Trasalisco: l'ultima idea era di regalargli un monopattino e con 100 a testa altro che monopattino! Per cui rispondo di frettissima a entrambe: scusate ma non capisco 100 a cranio per che cosa? Che dobbiamo comprare per quella cifra? e arriva a raffica la risposta inviperita di Laura Indipendentemente da ciò che dobbiamo comprare francamente mi sembra il minimo visto che siamo invitati in uno dei migliori ristoranti di milano completamente gratis. Detto ciò si pensava ad un'enciclopedia gastronomica. A me pare che stiamo sclerando completamente, a parte il fatto che mica sapevo che il ristorante in questione fosse il migliore di MI (controllato: vero, Gio dev'essere impazzita) ma nemmeno so quanto cazzo costa un'enciclopedia gastronomica quindi mi astengo dal commentare e me ne vado alla riunione-fiume col cliente nuovo dove tutti notano il mio stato precario e mi guardano interrogativi. Cerco di sorridere debolmente a tutti, esco distrutta alle 18 e 30 e me ne vado a casa dove mi faccio un bel pianto liberatorio al telefono con Bone, redivivo da Francoforte, che tenta di farmi ragionare e ottiene solo ululati sempre più profondi. Conclude la telefonata dicendo di chiamarlo quando voglio che lui non osa disturbarmi dato il mio stato precario ... mi lascia l'impressione che se ne voglia lavare completamente le mani in modo molto elegante, della serie io sono qui se hai bisogno ma sei tu a dover chiedere così poi qualunque cosa succeda la responsabilità è tua. Tipico maschio latino, cazzo. E l'ho amato anche come mai nessuno fino a 6 settimane fa, cazzo. Ma che razza di subnormale sono? Tipico caso di arrested development, c'è da aver paura. Vado a prendere Terri per la serata Lycos a teatro piangendo lungo tutto il tragitto: sto crackando, sto andando a pezzi, non riesco a connettere, mi pare un miracolo di essere arrivata indenne fin qui con la mia maturità emotiva ferma all'età di 12 anni scarsi, penso che adesso che mi è arrivata addosso la piena consapevolezza della mia totale inadeguatezza alla vita non riuscirò ad arrivare viva a giovedì. Invece lo spettacolo è divertente quel tanto che basta per farmi ritrovare la voglia di vivere e soprattutto mi aspetta la mia ora di telefonata a Martin prima di dormire: mi dice che Nico e Anna sono stati a cena da lui e che il loro atteggiamento è stato a dir poco imbarazzante: non si toglievano le mani di dosso ... dopo 2 settimane di convivenza e ti lascio immaginare quante scopate ... io dico beh ma come noi no? e lui dice no molto peggio, noi siamo troppo timidi per dare quel tipo di spettacolo. Così adesso devo abituarmi all'idea di essere riconosciuta come timida oltre che magra. Troppo bello. Troppo incredibile. Paura fottuta di svegliarmi in Matrix.
20 settembre 2000
 
Alla pesa ufficiale registro 53.3, misure invariate. 60 minuti al telefono con Martin, mancano meno di 24 ore e forse ce la faccio.
La diatriba sul regalo per Fa impazza e io mi sento sempre più aliena in questo mondo fatto di calcoli venali e zero sentimenti. Rispondo alla mail di Laura mettendo in copia Dee: Indipendentemente sta fava, giacché mi arriva una sola mail di richiesta soldi senza avere la benchè minima idea di che cosa stiamo comperando e perché. Ciò detto, il fatto di essere invitati nel migliore ristorante di MI o nella pizzeria dietro l'angolo non mi cambia un cazzo, non è su questo che baso i miei regali. Non avevo idea che Fa fosse appassionato di cucina ma mi fido e mi affido a te. Qualunque cosa vada bene al comitato va bene anche per me, teniamo presente che io valgo 2 perché certamente non posso chiedere a Martin di scucire un centone per una persona che nemmeno conosce, quindi vediamo di non esagerare. A questo segue telefonata delirante con Dee che mi tira il culo dichiarando che sono l'unica a non fare i conti in questo modo, aggiunge per chiarire che se la festa di Fa fosse stata a casa di Gio col cazzo che spendevamo 100 a cranio di regalo. Mi viene da vomitare ma penso che tutto sommato queste cose sono già dietro di me e se non fosse che ancora non ho un lavoro ad Amsterdam sarei già lì a godermi la mia nuova vita. A questo proposito il disgraziato di Tommy Hilfinger non dà segni di vita, io ho mandato il CV anche a Lycos ma qui non si batte chiodo, mi sembra che tutto sia immobile come uno dei dead lakes americani. OK non siamo nemmeno alla fine di settembre ma cazzo almeno un grazie per il CV vediamoci il giorno x non mi sembra granché impegnativo. Avrà ragione il mio capo che ho un CV overpromising? Mah. Pomeriggio in MTV a cazzeggiare, chiedo anche a loro se hanno un lavoro per me ad Amsterdam, ormai sono senza vergogna anzi, penso seriamente che sarà bene da adesso in poi portare dietro copie di CV da distribuire a tutti quelli che incontro, hai visto mai. Serata culinaria: mi spello le mani per fare 3 piatti indiano-vegetariani, almeno hanno un effetto calmante ed evito di sclerare per la terza sera consecutiva. Sweet arriva nel bel mezzo delle operazioni a ritirare un tot di roba che aveva dimenticato sabato nella fretta e ne approfitto per chiedergli di cambiare la cassetta ai gatti: dopotutto era un compito suo, io infatti me ne ero totalmente dimenticata, sarà meglio che mi faccia un appunto. Chiacchieriamo del più e del meno, si fuma una sigaretta (sottile fastidio), dopodichè mi saluta augurandomi buon weekend ci sentiamo lunedì. Il tutto strizzandomi un occhio, cosa che francamente ho trovato un po' di cattivo gusto ma vabbè chissà quante volte l'ho fatta anch'io con lui quando l'imbarazzo per la situazione ai limiti della realtà mi faceva diventare aggressiva. Eoni fa.
21 settembre 2000
 
29° giorno senza sigarette. 56 minuti al telefono: mancano 17 ore e 47 minuti all'arrivo di Martin a Malpensa. 5 gocce di valium per 6 ore di sonno, devo essere bella, devo essere bella!
22 settembre 2000
 
echissenefrega delle sigarette: Martin è qui con me, tutto il resto del mondo può andare a farsi fottere!
23 settembre 2000
 
Ho altro da fare che stare a scrivere uno stupido diario.
24 settembre 2000
 
32° giorno senza sigarette. Martin è partito col 18:25 da Linate e io voglio morire.
25 settembre 2000
 
33° giorno senza sigarette. 84 minuti al telefono con Martin, ancora 4 notti senza di lui ... buaaahhhh
26 settembre 2000
 
34° giorno senza sigarette. 66 minuti al telefono con Martin, ancora 3 notti senza di lui.
27 settembre 2000
 
35° giorno senza sigarette. 48 minuti al telefono con Martin, ancora 2 notti senza di lui.
28 settembre 2000
 
36° giorno senza sigarette. 55 minuti al telefono con Martin
Domani prendo l'aereo, domani prendo l'aereo!
29 settembre 2000
 
Il fottutissimo aereo delle 18:05 è stato cancellato! E naturalmente quei bastardi dell'Alitalia non mi hanno permesso di volare con KLM. Ho dovuto aspettare 3 ore a Malpensa per l'aereo delle 20:05 che naturalmente è arrivato in ritardo di 40 minuti e poi ha rollato sulla pista per altri 20, insomma sono arrivata ad Amsterdam a mezzanotte e in tutto questo tempo non ho potuto avvertire Martin che, serenamente sprovvisto di a) cellulare proprio b) numero del mio cellulare, è partito per Schiphol cinque minuti prima della mia prima telefonata di avvertimento e lì ha aspettato tutti i voli Alitalia e KLM da Milano. Io ho lasciato messaggi su tutti i numeri olandesi che avevo, Martin ha chiamato tutti i suddetti numeri più casa mia: solo le segreterie telefoniche hanno registrato la sequenza sempre più frenetica di messaggi. Passati i primi 5 minuti di commozione dopo il nostro tardivo ed esausto ricongiungimento, nel tragitto tra Schiphol e Nymegen ho cercato di convincerlo a acquisire un cellulare proprio e/o segnarsi il numero del mio. La discussione si è conclusa con la nota sulla mia agenda di chiamare la telecom lunedì per farmi attivare il follow-up dal numero di casa al cellulare. Martin non molla di un millimetro sull'argomento cellulare (che odia). Morale: never argue with a redhead. Sì perché Martin sostiene che il colore dei suoi capelli è rosso e non biondo tiziano. Alla luce della discussione direi che ha ragione.
30 settembre 2000
 
Ma che scrivo a fare? Tanto non ci crederebbe nessuno, nemmeno io. Una cosa è sicura: non mi voglio svegliare mai più.
 
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