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lo sfigario di bree gionas

febbraio

1 febbraio 2000

Ovviamente mi hanno fissato una riunione a Roma il 4 febbraio, con rientro previsto alle 21 e 30. Ma porca puttana, con tutti i giorni dell'anno a disposizione proprio il 4 febbraio? Maledizione.

2 febbraio 2000

Quarta seduta-macello dalla strizza: sono uscita in stato totalmente confusionale, tutte le mie già scarse sicurezze completamente scardinate. Non avevo idea di essere così tanto una merda e dire che grazie a mia madre la mia autostima non è mai stata particolarmente alta. Avevo invitato Marta a cena per parlare del progetto di sito e del suo nuovo lavoro, quando è arrivata non riuscivo nemmeno a mettere 3 parole in fila: è stata costretta a monologare per quasi 2 ore, durante le quali i miei contributi erano monosillabici. Credo sia la prima volta che non riesco a tenere banco in una conversazione e la prima volta che ascolto seriamente una persona parlarmi dei cazzi suoi.

3 febbraio 2000

Giacchè le disgrazie non vengono mai sole, stavo riacquistando l'uso della parola dopo la seduta di ieri quando mi ha chiamato mia madre. Per i primi 5 minuti ho risposto a monosillabi sperando che la facesse finita, ma era in gran forma e ha attaccato la lagna-standard sulla mia situazione: che io non la faccio stare mai tranquilla, che le dispiace per il povero Sweet e se sono davvero sicura che è tutto finito e se mi rendo conto che mai più nella vita troverò uno come Sweet e anzi se mi rendo conto che ormai i 40 si avvicinano e come si sa una donna a 40 anni è da buttare. Ho fumato 5 sigarette durante la telefonata, cercando di estraniarmi e di ripetere a me stessa che tutto questo non mi tocca, invano. Ho cercato di cambiare argomento chiedendo come sta mio fratello. Risposta: "Poveretto, sta lavorando come un matto e sua moglie non gli prepara nemmeno da mangiare, deve cucinare lui." Al che ho perso il lume della ragione e le ho urlato che non era possibile che fossero tutti poveretti tranne me (notoriamente la troia della famiglia) e che la smettesse di fare la suocera perchè la moglie di mio fratello lavora tanto quanto lui e quindi non si vede perchè debba cucinare solo lei. Minuscola rivincita rispetto alla voragine che come sempre riesce ad aprire nella mia autostima, ma almeno sono riuscita a spostare il resto della conversazione sulla moglie di mio fratello, salvaguardando quel briciolo di rispetto che ancora porto a me stessa.

4 febbraio 2000

Trattativa furibonda con il mio capo per garantirmi il rientro con l'aereo delle 21 a MI. Mattinata alacre per preparare il lavoro e aereo delle 14 per Roma. A momenti dimenticavo di chiamare Bodhi e avvertirlo che sarei arrivata dopo cena. Lui perplesso mi chiede se non è uno sbattimento troppo grande per me e se preferisco che ci troviamo domani all'Expo, io incredula. Come gli può saltare in mente che per un banale viaggio di lavoro rinunci alla promessa di una notte con lui? Da brava scassacazzo mi accerto che lui desideri realmente vedermi prima di chiudere la telefonata e rimugino per quasi mezz'ora sull'aereo perchè mai Bodhi debba rimanere così dannatamente inglese dopo sei anni di vita e lavoro a MI. Maledetti isolani, puoi strapparli in fasce e portarli in mezzo ad un continente dall'altra parte del mondo ma l'imprinting è più forte di qualunque cosa. Il pomeriggio è estenuante, la riunione che avrebbe dovuto iniziare alle 16 inizia alle 17 e 30, comincio a pensare che non riuscirò mai a prendere l'aereo delle 21, ma da brava professionista porto a termine il lavoro senza dare segni di impazienza (esteriormente, dentro sto friggendo). Alle 19 e 20 mi trovo miracolosamente sul taxi e gli ingiungo di violare anche la legge di gravità pur di arrivare a Fiumicino per le 20 e 30. Intanto chiamo il telecheckin e mi faccio fare la carta d'imbarco: solo quando la signorina conferma l'emissione della carta d'imbarco e il taxi si immette sul raccordo anulare inizio a rilassarmi. L'aereo è puntualissimo e alle 22 sono a Linate. Altro taxi e alle 22 e 29 suono il campanello di Bodhi e mi presento rilassata e fresca come una rosa. E' stata una lunga notte. Sento di essermela ampiamente meritata e Bodhi è all'altezza delle aspettative come sempre.

5 febbraio 2000

Risveglio alle 10 e 30, Bodhi è già di là che sfaccenda: mi ha svegliato l'odore del caffè. Il tempo fuori è orribile: freddo e piovigginoso e io vorrei solamente rimanere sotto il piumone a cullarmi nell'odore di Bodhi, invece mi tocca andare all'Expo perchè ho i biglietti di tutti. Vita grama. Mi consolo pensando che tra me e l'Expo ci sono ancora 4 ore abbondanti e in 4 ore se ne possono fare di cose ... se al posto di Bodhi ci fosse Bone! Perchè invece Bodhi impiegherà le 4 ore a rimettere in ordine la casa (è un maniaco dell'ordine questo ragazzo!) a scaricare la posta, a preparare il pranzo e a telefonare ai soliti 5 o 6 amici. Avrei dovuto immaginarlo. Alle due ci mettiamo in macchina e grazie alle mie impeccabili indicazioni stradali arriviamo all'Expo in meno di 1 ora. Di tutti quelli che avevano giurato di venire si presentano Neo (con fidanzata del mese), Hal, Tank e Zen. Di Evron nessuna traccia. In compenso Neo viene assalito all'istante da una turba di fans e ce lo perdiamo per un'ora. Hal mi presenta un tot di personaggi di cui ho visitato la home, giriamo per gli stands senza meta, io saluto le conoscenze di lavoro e alla fine ci ritroviamo tutti al bar a spettegolare. Noto che Bodhi mi sta costantemente vicino, sembriamo quasi una vera coppia, tanto che Zen ci guarda storto e chiede qualcosa ad Hal che annuisce. Io non faccio commenti: a stare zitta ho solo da guadagnare e poi come si dice "never complain, never explain", il motto della casa reale d'Inghilterra a cui Bodhi aderisce per imprinting. Dopo un'ora di conversazione amena sto quasi per rilassarmi quando vedo arrivare Pat: sta parlando con un espositore, vecchia conoscenza comune. Ma che diavolo ci fa qui? Non sa neanche distinguere una home page da un newsgroup! Maledizione, avevo sottovalutato l'aspetto conoscenze comuni: sarà qui per le solite PR con fornitori e clienti, figurarsi se si perde un'occasione. Fortunatamente è così impegnata nella conversazione che non si accorge di me, per cui ho tutto il tempo di organizzarmi e quando mi sento pronta mi alzo e la saluto. Pare stupitissima di vedermi. Anche non particolarmente entusiasta. Meglio così. Ha la decenza di non chiedermi se sono qui con Sweet e dopo i 30" regolamentari di PR posso tornare al tavolo dei ragazzi. Sparisce tra la folla e non la vedrò più. Verso le sei decidiamo che ne abbiamo avuto abbastanza e anche quest'anno l'Expo è stata la solita merda e sciogliamo le righe. Bodhi mi riaccompagna a casa: il viaggio è lungo, c'è molta coda e sbagliamo pure strada. Vorrei parlargli di noi, chiedergli quando ci vediamo, dire qualcosa che sia meno impersonale dei commenti sull'Expo e sul futuro di internet ma non ci riesco: le parole non mi escono, lui non mi aiuta affatto, e arriviamo sotto casa mia senza aver detto niente di importante. Lo ringrazio per tutto, vorrei urlargli che lo amo, ma chiudo la portiera in silenzio e mi appresto a resettare l'heart disk.

6 febbraio 2000

Sigarette 30, calorie 3000, ICQ 45 minuti.
Le disgrazie non vengono mai sole: pranzo dai miei con le solite tensioni miste e surplus alimentari, ritorno in autostrada con coda e Sweet ha dato fuori di matto dicendo che non sopporta più questa situazione di finzione e che sarà meglio diradare le visite ai miei per il bene della sua salute mentale. Questo è l'uomo che non più tardi di un mese fa mi ha detto di volere continuare a vedere i miei nonostante tutto perchè li considera un po' anche la sua famiglia ... non riuscirò mai a smettere di fumare e ICQ è la mia altra droga. Dopo mezz'ora di chiacchiere con Love e quindici sigarette mi sentivo già molto meglio.

9 febbraio 2000

Oggi ho tentato di spiegare alla strizza che cosa provo per Bone, Bodhi e Sweet, senza molto successo. Mi ha macellato come al solito, bollando Bone e Bodhi come espressioni di un passato da cui non riesco ad uscire grazie alla mia emotività sottosviluppata, la stessa che non mi ha permesso di costruire una relazione solida con Sweet. E così anche la mia vita sessuale è andata a puttane: adesso mi sembrerà di scopare con dei cadaveri. Ha concluso la seduta dicendo che c'è un sacco di lavoro da fare e che ci vorrà molto tempo. Ma che cazzo! Con quello che la pago! Almeno voglio i credits come main sponsor sulle sue prossime ferie e sulla ristrutturazione della sua casa in campagna!

12 febbraio 2000

Alla fine della routine sabbatica parto per Montichiari. Probabilmente questa è l'ultima volta che ci vado in treno: sabato prossimo dovrebbe arrivare la smart e la mia vita cambierà. Ho amato questo treno che mi porta da Bone, ma adesso non vedo l'ora di scendere e farla finita con i paesaggi squallidi delle stazioni e le interminabili attese a Brescia per la coincidenza. Mi gusto le ultime ore di treno: è comunque sempre un piacere passare una giornata con Bone, è l'unica sicurezza rimasta nello sfacelo della mia vita. Mi chiama un paio di volte durante il viaggio per accertarsi che stia arrivando in orario, è caldo e rassicurante. Vederlo sulla piattaforma della stazione mi allarga il cuore: so di amarlo ancora tantissimo, lo amo forse anche più di prima, in un modo diverso, più completo e meno isterico. Lui e Sweet restano le persone più significative e importanti della mia vita: non credo che potrei farcela senza la loro presenza, anche solo virtuale. Ho bisogno di sapere che ci sono e che ci saranno sempre per me, finchè ci saranno non mi potrà succedere niente di male. Per questo ogni volta che Bone se ne va, ogni volta che la sua e la mia vita si dividono, mi sento a disagio: è come se si portasse via una parte di me. Ma adesso c'è e ci sono anch'io e come sempre passiamo un pomeriggio fantastico a ridere e scherzare sui ricordi del nostro passato comune: esistiamo solo noi due e il resto del mondo non conta.

13 febbraio 2000

Ritorno a MI appena in tempo per andare in palestra dove Sweet stava già finendo la prima parte dell'allenamento. L'ho visto cupo e depresso, è ovvio che la storia delle feste della list fuoriporta non regge più e che lui mi legge addosso i segni di quello che è successo, però tace e mi fa capire che non vuole sentirselo dire da me, ne' io ho voglia di parlarne. Sono sempre stata bravissima a raccontare storie, me le racconto e le racconto agli altri dalla più tenera infanzia, non mi costa fatica creare un falso resoconto di una falsa festa e relazionare in modo iperrealista uno Sweet che chiede solo di non guardare in faccia la realtà. Sono stanchissima, nauseata, ogni volta che torno da Montichiari mi devo resettare e dimenticare di esserci stata, tanto Bone stasera torna a Francoforte e dio sa quando lo rivedo. Questa storia sta diventando una fotocopia a colori di quella di Bodhi; che cazzo di peccati avrò mai commesso nella mia vita precedente per meritarmi tutto questo?

14 febbraio 2000

La prima giornata di S.Valentino senza Sweet, la più singolare della mia vita. Al posto del solito mazzo di fiori di Sweet ricevo 1 scatola di cioccolatini a forma di cuore da un fornitore e 1 postcard circolare da Evron. Meglio di niente. Sento casualmente Bodhi in ICQ e chiedo se ci vediamo a cena una di queste sere per parlare di quei famosi film di Kurosawa che mi ha consigliato di vedere e che ho diligentemente visto facendomi due palle tante. A sorpresa risponde facciamo stasera e rimango interdetta: forse non si è reso conto del giorno, forse non gliene frega niente. Cmq accetto, tanto non ho niente di meglio da fare e mi toglie dall'imbarazzo di dover tornare a casa e passare una serata cupa con Sweet. Mi presento a casa sua alle nove in punto, scatola di cioccolatini del fornitore alla mano. Lui sorride e dice "Che bello, per me?" ma dal modo in cui mi guarda qualcosa non mi torna e rispondo "Veramente li hanno regalati a me, ma te li cedo volentieri." Risposta sbagliata. Lui si chiude nel suo abituale mutismo e si mette a preparare l'insalata. Cazzo, non ne azzecco una, che mi costava dire certo amore buon san valentino? Eh? Che mi costava? Mi odio quando sono così ma ormai è fatta e cerchiamo di salvare il salvabile. Mangiamo tenendo in piedi una conversazione qualsiasi, mi pare di notare in lui una certa ansia di parlarmi di lui, di conoscere la mia opinione su cose che lo riguardano. Mi sento strana, vagamente a disagio: non capisco che cosa mi sta comunicando e che cosa si aspetta da me. Se mi ribaltasse sul tavolo mi sentirei molto più a mio agio, almeno saprei che cosa fare, ma così mi sembra di camminare su un terreno minato. Mentre parla sono obbligata a guardarlo negli occhi e come sempre vado in confusione: è difficilissimo rimanere concentrati quando due fari azzurri ti entrano nel cervello. Dopo cena affrontiamo il tema della serata, ovvero i film di Kurosawa. Mi pare di essere preparata sull'argomento, invece questa parte della conversazione è ancora più ostica della precedente, perchè evidentemente Bodhi conosce Kurosawa fin dalla più tenera infanzia e probabilmente la sua tesi di laurea è stata su di lui: la lotta è impari e cedo all'una e mezza con un inizio di mal di testa fetente. A casa con l'impressione di aver buttato nel cesso una serata per la mia inadeguatezza a comprendere i codici di comunicazione maschili.

15 febbraio 2000

Bone mi chiama a metà mattina dicendo che è a MI per lavoro e avrebbe intenzione di fare un po' di shopping sfruttando i saldi. Mi chiede se lo accompagno, dato che si fida solo del mio gusto (!) Rimango interdetta per qualche secondo, mai prima d'ora Bone mi aveva gratificato in questo modo. Naturalmente accetto e ci diamo appuntamento in via Montenapoleone alle 18 e 30. Dopodichè mi attacco al telefono di nuovo e chiedo consulenza a Xavier, perchè Bone si fiderà anche del mio gusto ma io a parte il negozio di fiducia di Sweet non ho la più pallida idea di dove gli uomini vadano a comprarsi i vestiti. Xavier è una miniera e dopo 10 min. ho un elenco interminabile di negozi trendy e non eccessivamente cari da esplorare. Bone però arriva in ritardo e mi costringe a concentrare gli sforzi sul 1° negozio della lista. Entriamo e io con piglio deciso affronto la commessa facendole tirare fuori praticamente tutto quello che ha. Bone è a disagio, percepisco che se non fosse perchè ha assoluto bisogno di vestiti (i suoi risalgono ancora ai tempi dell'università - che diavolo hanno fatto le sue 2 mogli in tutto questo tempo?) si darebbe all'istante. Resiste stoicamente provandosi tutto quello che gli dico e dopo una lunghissima trattativa riesco a fargli comperare un completo grigio e un cappotto. So che non è convinto, ma so anche che non ha gli strumenti per giudicare: lo sarà appena qualche figa lo noterà per strada e con quei vestiti è praticamente sicuro che succeda. Esausta ma soddisfatta esco a fumarmi una sigaretta e mentre guardo la commessa che gli prende le misure degli orli attraverso la porta a vetri ho un flash: per un secondo Bone mi guarda attraverso il vetro e io vedo il ragazzo che era vent'anni fa. Rimango paralizzata, la sigaretta che brucia nel freddo. E' stato solo un attimo ma mi inonda di ricordi che nemmeno sapevo di avere. Poi il cigolio della serranda che si sta chiudendo mi riporta alla realtà: 15 febbraio 2000, Bree, hai 36 anni e lui quasi 40: ha 2 mogli e 2 figli e tu hai già abbastanza casini di tuo. Fine.

16 febbraio 2000

Sigarette 30, calorie 1800, ore spese a pensare a Bodhi 10, ore spese a pensare a Bone 1, ore ICQ 1 (di cui Bodhi 0 e Bone 30 minuti)
Dopo l'acquisto del vestito Bone ha voluto la mia consulenza anche sulla pettinatura. Non credo a tanta grazia e soprattutto mi chiedo che diavolo ci sta a fare sua moglie se tutti questi consigli li deve chiedere a me. Ma diligentemente ascolto e rifletto e alla fine gli mando un paio di immagini a cui ispirarsi ... incredibilmente mi fa i complimenti e mi comunica che sabato andrà dal barbiere con le mie immagini e pretenderà un taglio esattamente come da me consigliato. Perchè sta facendo tutto questo? Che cosa mi sta comunicando?

17 febbraio 2000

Il mio innato masochismo mi ha spinto a chiamare mia madre e dopo 10 min. di conversazione ero già pronta all'omicidio di massa. La telefonata è durata un'ora (pagavo io per completare la sfiga) durante la quale mia madre è riuscita a farmi capire senza ombra di dubbio che ero la solita merda fetente, irresponsabile e troia nell'anima. Dopodichè ha avuto il coraggio di chiedermi come stava "il povero Sweet" e a quel punto le ho urlato che se si fosse azzardata una sola altra volta a chiamare Sweet "povero" avrei preso un mitra e avrei sparato fino a finire il caricatore. Risposta: "Ma da dove ti viene tutta questa violenza? Certo non da noi." Le ho attaccato il telefono in faccia e ho aperto il frigo.

18 febbraio 2000

Svegliata tardissimo, non ho sentito la sveglia, con nausea e mal di testa conseguenti all'abboffata bulimica di ieri, zero voglia di lavorare. Telefono in ufficio che farò tardi mentre mi scapicollo per uscire di casa. Prendo al volo la metropolitana delle 9 e 35, affollatissima. Mi aggrappo al palo e guardo nel vuoto, desiderando di essere altrunque. Poi vedo, riflesso nel vetro, un viso noto: mi giro di scatto - è lui! Bodhi. Seduto e altrettanto assonnato. Credo che i battiti cardiaci siano saliti da 72 a 145 in 1 secondo, mi sono sentita una quindicenne innamorata (e in effetti) e l'ho salutato. Sorpresa generale, che ci fai qui, che ci fai tu, per farla breve vengo a sapere che lui prende sempre questa linea più o meno in questo orario. In effetti se non fossi stata in ritardo oggi non lo avrei mai saputo ... e mentre lo penso so anche che sarebbe stato meglio. Da adesso, alla tortura di ICQ si sommerà la tortura della metropolitana al mattino ... perchè io mi conosco e so già quello che succederà da lunedì. Maledizione!

19 febbraio 2000

Evento della giornata: ordine a CHL del mio nuovo PC!
Dopo che Neo e Bodhi avevano totalmente snobbato la mia richiesta di aiuto, Hal si è addirittura presentato a casa alle 3 del pomeriggio e mi ha aiutato a definire la configurazione e ad ordinare il tutto a CHL. Un santo! La cosa non è stata indolore non tanto per gli aspetti tecnici quanto per gli aspetti politici: è stata la prima volta che un membro della list ha messo piede a casa nostra Sweet presente. Non che Hal fosse totalmente rilassato, ma il nervoso da gestire era Sweet e lo sapevo bene, per cui ho iniziato la trattativa in tarda mattinata e ho cercato di coinvolgerlo nelle operazioni di acquisto, senza molto successo. Sweet si è ritirato in cucina con i suoi libri di viaggio e sono solo riuscita a fargli scambiare qualche parola con Hal prima e dopo il "lavoro". Alla fine, congedato e ringraziato Hal, ho chiesto a Sweet che ne pensava e se il suo risentimento (ingiustificato) nei confronti della list si stava ridimensionando avendo finalmente conosciuto un campione rappresentativo della stessa. Lui ha dovuto ammettere che Hal è un caro ragazzo e che sembra totalmente inoffensivo. Anche questa è andata, il taboo è infranto e il mio piano adesso sarà quello di far incontrare a Sweet tutti i ragazzi (con qualche ovvia eccezione) per sciogliere la tensione. Sento che è necessario e che è arrivato il momento.

20 febbraio 2000

Domenica piatta, all'insegna dello svacco totale. Palestra, brunch e abbiocco sul divano come di prammatica. Sera ICQ con Love reduce da uno dei suoi Leo-weekend e totalmente persa d'amore. Cerco blandamente di riportarla con i piedi per terra, senza alcun successo.

21 febbraio 2000

Ero nel bel mezzo di una riunione di lavoro piuttosto tesa quando squilla il cellulare: Bodhi. Devo aver cambiato espressione all'istante perchè tutti mi hanno guardato in modo strano. Ho balbettato "scusate un attimo" cercando di assumere un'espressione e un tono neutro prima di rispondere. A memoria mia è la prima volta che mi chiama in orario di lavoro e forse la terza volta che mi chiama sul cellulare dall'inizio dell'anno. Bodhi mi ha chiesto se mi disturbava e avuto risposta negativa mi ha chiesto se avevo due immagini che servivano urgentemente al suo capo e che lui non riusciva a trovare. La stanza ha incominciato a perdere i contorni mentre dentro di me esplodeva una granata. Rabbia, frustrazione, orgoglio frantumato: solo per questo mi chiama, solo perchè la mia banca-immagini è più fornita della sua e lui deve fare bella figura col capo. Da vera idiota quale sono gli rispondo ma certo, in giornata te le mando e chiudo la conversazione. Avrei potuto, avrei dovuto farlo friggere fino alle sei e poi dire che purtroppo non avevo trovato niente, invece finita la riunione mi sbatto come una negra, il groppo in gola, e alle due le maledette immagini erano sul suo desktop. Dopodichè scruto la margherita verde di ICQ per tutto il pomeriggio in attesa di un messaggio di ringraziamento che non è mai arrivato. A casa con 10 anni di più e voglia di morire.

22 febbraio 2000

Mando un msg interrogativo alle 10 e 30 per sapere se le immagini erano arrivate ed erano ok, la risposta mi arriva alle 17 e 05: tutto ok grazie. Tre parole, cinque sillabe, tredici lettere, come se costassero altrettanti litri di sangue. Non può andare avanti così, non sta andando da nessuna parte. Devo farla finita, devo cancellarlo dalla mia vita: maledetto il giorno in cui l'ho incontrato e maledetto anche Neo che ha insistito tanto perchè ci conoscessimo.

23 febbraio 2000

Sigarette: 30, calorie: 1200, ore passate ad aspettare che Bodhi rispondesse ai miei messaggi: 12, telefonate a Bodhi: 1 (segreteria)
Mi sono alzata determinata a mandare a cagare Bodhi. Bellicosa ho aspettato che apparisse in ICQ, ho contato fino a 60 e poi gli ho mandato il primo messaggio. Nessun segnale di vita. Ho iniziato a lavorare di malumore, ho mandato un altro messaggio a mezzogiorno e ancora nessun segnale di vita. Alle quattro ho chiesto a Neo se c'erano problemi in ICQ e lui mi ha risposto candidamente che aveva parlato fino a tre minuti prima con Bodhi, senza problemi. Mi è vento improvvisamente un blocco alla bocca dello stomaco, ho stretto i denti e ho mandato il terzo messaggio. Niente. Alle sette e qualche minuto Bodhi è andato offline e io mi sono sentita morire. Ho lavorato fino alle otto senza senso e poi mi sono decisa a mollare tutto e raccogliere i pensieri. Un discorso, ci vuole un discorso: sono troppo confusa per riuscire a mettere insieme quattro frasi sensate. Ho aperto il blocco note e per mezz'ora ho composto, tagliato, incollato, spostato e ricucito parole come in un quilt. Mediamente soddisfatta mi sono spedita il testo a casa e ho continuato da lì. Alle dieci e mezza il testo era pronto:
"Sento il bisogno di condividere la mia percezione e le mie impressioni sul nostro rapporto. La mia percezione attuale è di disagio. Ho l'impressione che il nostro rapporto sia andato progressivamente deteriorandosi, impoverendosi anzichè arricchirsi e questo mi causa disagio. So di essermi sforzata di capirti, di avere investito molto nel cercare i punti di contatto e i punti di conflitto, ma non sento di aver fatto passi avanti e soprattutto non sento una reciprocità in questo. Sento al contrario che il tuo interesse nell'avvicinarti a me è sceso progressivamente, non so i motivi di questo, mi interesserebbe conoscerli per capire. Una volta mi hai detto che con me tu eri te stesso, nè più nè meno, e se mi stava bene era così, sennò non sapevi che fare. Ho preso atto. Ma non credo che sia più vero. Sento che tu da qualche tempo stai facendomi vedere solo i lati peggiori di te, lo so perchè ho potuto vedere i tuoi lati migliori, so quali sono e so che una volta me li facevi vedere molto più di adesso. E quindi, ti dico che non mi sta più bene."
Letto, salvato e stampato, l'ho ripetuto un paio di volte e poi ho chiamato Bodhi al telefono di casa. Naturalmente segreteria telefonica. Ho lasciato un messaggio urgente e ho aspettato fino alle due. Silenzio. A letto, cellulare acceso tutta la notte. Niente. Ennesima notte insonne.

24 febbraio 2000

Sigarette: 30, calorie: 1000, ore ICQ: 1, messaggi da Bodhi: 0
Mattina con depressione incorporata. Pomeriggio con incazzatura crescente. Adesso basta! Non sopporto più di essere malcagata in questo modo! Bodhi perennemente su ICQ e perennemente occupato o impossibilitato a rispondere ai miei messaggi. Della telefonata di ieri nemmeno una traccia, come se non avesse ricevuto il messaggio ed è IMPOSSIBILE! Non una parola, uno straccio di "Scusa se non ti ho richiamato, che succede?". Nemmeno riesco a mandarlo a cagare! E' il colmo! Alle cinque del pomeriggio ho preso la decisione più drastica: giacchè averlo in lista non serve, lo tolgo dalla lista. Cosa che ho fatto alle cinque e tre quarti appena ho visto apparire l'ennesimo DND. Tornata a casa l'ho tolto anche dalla list privata e vaffanculo. Mi sono dimenticata di mangiare e a mezzanotte e un quarto ho agguantato le prime tre cose che ho visto in frigorifero: una mela, un pezzo di emmenthal e una zucchina bollita, mangiati freddi, in piedi, a frigo aperto, come ai bei vecchi tempi della bulimia. A questo mi ha ridotto il bastardo!

25 febbraio 2000

Sigarette: 25, calorie: 1200, ore ICQ: nemmeno 1 minuto.
Giornata devastante in ufficio. Testa completamente scollata, magone, groppo alla gola. Le cose mi passavano davanti come in un film che non mi interessava vedere. Alle sette non ce l'ho più fatta e ho chiamato. Naturalmente il bastardo era di fretta e non aveva tempo, al che gli ho detto di richiamarmi quando di tempo ne aveva perchè si trattava di una cosa lunga. "Problemi?" ha chiesto sbrigativo. "Sì, problemi e ci sei dentro anche tu." ho risposto altrettanto sbrigativa e già sentivo bruciare gli occhi. "Ok, ti richiamo dopo." ha detto leggermente meno sbrigativo e leggermente più allarmato. Appena chiuso il telefono ho cominciato a piangere, grossi lacrimoni mi scendevano per le guance e si stampavano sui revers della giacca. Non ho nemmeno tentato di smettere o ripulirmi, ho preso cappotto e borsa e sono andata a casa a piedi: 30 minuti di lacrime intensissime, vedevo tutto attraverso la nebbia, camminavo per abitudine e meno male che nessuno mi ha tirato sotto perchè era la sera giusta per morire. A casa mi sono stesa sul divano e ho continuato a piangere davanti al TG3. Sweet è arrivato alle otto, mi ha guardato e non ha detto niente, si è cambiato e si è seduto in poltrona a vedere Friends. Alle otto e un quarto squilla il cellulare: è Bodhi, trafelato, che al mio "Pronto" bagnato di lacrime mi chiede se sto bene. "No." rispondo e lui mi dice ok, tra un quarto d'ora sono lì. Vado in bagno a finire di piangere sul cesso, mi asciugo, mi lavo il viso, fumo una sigaretta e dico a Sweet che ci vediamo dopo cena ma che non farò tardi. Scendo e mi metto ad aspettare Bodhi leggendo e rileggendo il discorso che mi sono stampata per memorizzarlo a fondo. Quando arriva ha già smesso il tono preoccupato ed è tornato al mode indifferente. "Che cosa succede?" mi chiede. "Ho bisogno di sedermi." gli dico, "Andiamo al bar qui all'angolo." che poi non è un bar ma una specie di pub ancora fortunatamente deserto e silenzioso. "Dimmi, mi hai fatto preoccupare." mi dice dopo aver ordinato una birra. Penso che sarebbe ora che si preoccupasse un po' per me e attacco col discorso. Mi fa arrivare giusto alla fine del secondo paragrafo e poi mi interrompe "Ma Bridgy, è tutto sbagliato, non è affatto così, ti giuro." e passa i successivi dieci minuti a dirmi che razza di persona fantastica sono e che bel rapporto abbiamo. Totalmente spiazzata abbandono il discorso e gli chiedo perchè se abbiamo un così bel rapporto io mi sento un buco, lui mi guarda con compassione e mi rassicura per altri dieci minuti che è tutto nella mia testa, che mi vuole bene e che è solo molto preso e occupato dal lavoro. Che lui è fatto così e che non ha bisogno di receipt esistenziali per sentirsi vicino ad una persona. Receipt esistenziali! "Beh, io invece sì!" gli dico e mentre lo dico realizzo che gli sono bastati venti minuti per farmi tornare buonumore e appetito. Grandissimo affabulatore. Io grandissima babbea. Ma torno a casa dopo un'altra ora di affabulazione totale e dormo dieci ore filate, come non mi succedeva da mesi. Però nella list di ICQ non ce lo rimetto.

26 febbraio 2000

Sigarette: 25, calorie: 1500, ore ICQ: nemmeno 1 minuto.
Finalmente, dopo un lunghissimo mese che è sembrato un anno, è arrivata la smart! Siamo andate a prenderla Dee ed io, emozionatissime e appena sono entrata dal concessionario l'ho riconosciuta e l'ho amata. E' la cosa più bella della mia vita finora, è la cosa che ho desiderato d più e ho lottato più a lungo per ottenere. Per lei ho dovuto vincere le paranoie di Sweet e la mia inveterata fobia per la guida. Per lei ho dovuto ascoltare ore di chiacchiere di venditori di auto e venditori di polizze assicurative, per lei ho dovuto firmare montagne di contratti e passare ore ed ore al telefono a litigare con i suddetti venditori, per lei ho dovuto dare fondo al mio bonus di Natale, per lei rinuncerò alla settimana in beauty farm che sogno da anni, ma che cosa non si farebbe per amore? Credevo che Dee l'avrebbe guidata dal concessionario a casa mia, invece con mia somma sorpresa si è seduta al posto di destra e mi ha detto: "Coraggio, portala via di qui!". L'impatto con volante e specchietti è stato traumatico: credevo di non farcela e soprattutto temevo che Dee avrebbe cominciato ad urlare "A sinistra, attenta, guarda dietro, frena, il semaforo, il pedone, il cartello!" invece è stata fenomenale: con calma e freddezza da istruttore di scuola guida mi dava i comandi necessari, mi tranquillizzava, mi esortava e si complimentava per la mia perizia. Sono arrivata a casa sana e salva senza aver causato nemmeno un ingorgo e nonostante avessi le vene del collo tese come corde di violino mi sono sentita come Indiana Jones dopo la conquista del santo Graal. Sono riuscita perfino a parcheggiare in meno di venti manovre e sono scesa trionfante, guardando il mio amore lucido e baldanzoso, incredibilmente piccolo e tenero in mezzo ai mostri meccanici che mi fanno tanto orrore. Avevamo in programma di andare a cena dai miei: Sweet aveva già tirato fuori la sua macchina, ma sono stata inflessibile: siamo andati con la smart, ho guidato all'andata e al ritorno e dopo un quarto d'ora già mi sembrava di aver guidato da sempre. Adesso che ho la mia smart nessuno mi può più fermare e quando arriverà anche il nuovo PC sarò veramente pronta ad iniziare la mia nuova vita.

27 febbraio 2000

In palestra, naturalmente con la smart, che non mollo più nemmeno per un secondo. Dopo la palestra ho chiamato Bodhi per sapere se potevo passare a portargli i CD da masterizzare, come eravamo rimasti d'accordo venerdì sera. Ricevuta risposta affermativa mi sono presentata con la mia bella borsa da palestra carica di asciugamani e calzini sporchi, CD e quei famosi attrezzini di cui si era parlato in gennaio, che avevo ordinato e che erano arrivati giusto mentre Bodhi aveva il suo attacco di stronzaggine. Bodhi stava lavorando, per cui ho appoggiato la borsa in ingresso e ho tirato fuori solo i CD. Il telefono è squillato: era Neo e dopo un minuto di conversazione Bodhi ha messo giù e mi ha annunciato che Neo e la sua fidanzata del mese sarebbero venuti a cena. "Naturalmente ti fermi fino a cena, vero?" mi ha chiesto col tono di chi si aspetta solo risposte affermative. O forse col tono di chi le spera e non ha il coraggio di chiederlo ... non lo saprò mai. Ma qualunque risposta si aspettasse io per lui ne riesco ad avere solo una: "Certo, aspetta che avverto casa." Dopodichè mi chiede se ho mangiato e a risposta negativa si prodiga nel prepararmi uno spuntino, finito il quale ci accorgiamo di essere rimasti senza sigarette. Al che mi offro di andarle a comprare all'automatico e en passant gli dico anche che gli attrezzi sono arrivati e se vuole sono nella borsa. Lui ride e dice che sono matta, ma quando torno dall'automatico la borsa è sparita dall'ingresso e non faccio in tempo a dire che ho preso 2 pacchetti che mi ritrovo sbattuta contro il muro, mani sue ovunque. Inutile dire che abbiamo dato fondo a tutta la fornitura di attrezzi (soldi ben spesi) con massima soddisfazione reciproca e abbiamo fatto appena in tempo a fare sparire le numerose tracce incriminanti prima che arrivasse Neo e la sua nuova fidanzata. Naturalmente Bodhi è tornato alla sua flemma inglese non appena finita la session di sesso estremo e io per il resto della sera mi sono chiesta come si fa a ignorare l'onda di libidine che sale e scende dentro di te mentre gli altri parlano di banalità assortite. Ma forse, la sento solo io.

28 febbraio 2000

Sigarette: 30, alcolici: 2 bicchieri vino, calorie: 1700, ICQ: zero
Al lavoro in smart, perchè Neo in vena conviviale mi ha invitato a cena: cucinava la fidanzata e meno male perchè sennò è gastrite assicurata. Arrivata dopo parcheggio fortunosissimo, apprendo che devo andare a prendere Bodhi al lavoro in quanto la sua macchina aveva dato forfait. Nervosissima perchè: a) non ero stata informata che ci sarebbe stato anche lui b) non sapevo la strada per andare da casa di Neo al suo ufficio c) lui è il tipo di uomo che odia le donne imbranate al volante, ho stretto i denti e ho adempiuto al dovere. Sapevo dal primo istante che non era una buona idea: Bodhi non ama rivedermi subito dopo una session di sesso selvaggio, non so perchè ma è sempre stato così. Per cui avrei avuto una gran voglia di trovarmi un impegno improvviso, portare Bodhi da Neo e lasciarli a loro stessi. Invece come sempre ho fatto la brava ragazza e quella che doveva essere una serata rilassante in compagnia del mio amico del cuore si è trasformata in una tortura a fuoco lento. Bodhi non ha fatto altro che parlare delle sue ex-fidanzate e del suo grande amore incompreso, come se io non esistessi o non fossi a due centimetri da lui, masticante rabbia e imbarazzo. Mi sono sentita costretta a parlare dei MIEI grandi amori incompresi per bilanciare la pesantezza dell'atmosfera, ma anche così mi è andata di traverso tutta la cena. Dopo cena Bodhi è entrato in fase autistica e si è addormentato sul divano, io ho cercato di tenere in piedi la conversazione con la fidanzata di Neo mentre Neo si riattaccava al computer e alle sue canne, ma chissà perchè mi è risultato poco spontaneo. Sentivo lo sguardo di Bodhi seguirmi e disapprovare tutto di me, sapevo che sarebbe toccato a me riaccompagnarlo a casa e non vedevo l'ora che finisse. Dopo 3 ore di pura agonia, ho dichiarato che me ne stavo andando e Bodhi se aveva voglia che lo riportassi a nanna si desse una mossa. Con flemma esasperante si è deciso a cavarsi dal divano alle due meno un quarto, io ero morta di sonno, frustrata e intrattabile; il ritorno a casa dopo averlo scaricato chez soi è stata una liberazione e cazzo, un'altra serata buttata nel cesso: ho perfino rimpianto ICQ.

29 febbraio 2000

Molto di tutto quello che non mi fa bene.
Aperitivo con le amiche, bersaglio del giorno: la sottoscritta. Ho dovuto fare il resoconto dell'ultimo mese perchè Dee non era ancora arrivata e tutte le altre sapevano poco o niente dal dopo-Sweet. Mi hanno a malapena lasciato finire e hanno cominciato a starnazzare come galline, condannando le mie scelte e bollandomi con epiteti irripetibili. Come se non bastasse, Dee è arrivata e si è inserita subito nella conversazione alzando il livello di alcool, decibel e schiaffi morali. C'è stato un momento in cui parlavano di me addirittura in terza persona, come se non fossi nemmeno presente! Io mi sentivo curiosamente sdoppiata: da una parte avrei voluto protestare con veemenza, dall'altra parte osservavo tutto con l'occhio emotivo e pensavo che è bellissimo avere amiche che si preoccupano così tanto di te da arrivare a urlare rabbia e risentimento in quel modo. Malgrado le apparenze non ho mai pensato di essere migliore di nessuno: anch'io mi faccio le mie pippe e mi racconto le mie balle per sopravvivere, so di essere endemicamente in balia di questi uomini stronzi che fanno di me quello che vogliono: lo so che è assurdo che mi piacciano solo loro, ma che ci posso fare se gli altri li trovo loffi? Quello che invece trovo curioso è che ultimamente tutti pensino che occorre urlarmi in faccia le cose più spaventose per convincermi che sto sbagliando. Evidentemente trasmetto troppa sicurezza e un muro di impenetrabilità che in realtà è solo la mia autodifesa per non crollare: a me si può far crollare con un soffio, mia madre ci riesce sempre benissimo. So bene di essere in fase distruttiva, so che corro il rischio di prendermi una valanga di pugni in faccia, ma so anche che sto lavorando, seriamente, per cercare di evitare di stare più male del necessario e tutto quello che sto facendo tende a questo. Farò sicuramente anche un sacco di cazzate, ma le considero parte del processo di apprendimento. Dopo l'aperitivo-macello, Gio ha insistito per riaccompagnarmi a casa, si è scusata a nome di tutte e mi ha confidato che avrebbe preferito sentire meno parole e più silenzio per non ferire i miei sentimenti ... ma a me il silenzio spaventa! L'ho assicurata che preferisco di gran lunga gli eccessi verbali, che filtro accuratamente (ho dei filtri potentissimi allenati da 36 anni di scazzi materni) e di cui tengo il distillato. Le ho anche ribadito che so bene che quando faccio la dura A) non sono io B) sono antipatica, ma se sapessi come fare me stessa non sarei in analisi. Abbiamo concluso che, nel mio piccolo, sto facendo passi da gigante: già mi sembra incredibile che: a) Bodhi non mi ha mandato a cagare; b) io non l'ho mandato a cagare; c) non gli ho ancora telefonato/scritto; d) non l'ho ancora rimesso in ICQ; e) ci penso il 10% meno della settimana scorsa; f) dormo e non ho più incubi; g) sto guidando di nuovo e senza vergogna per le mie scarse abilità (perché uomini a parte anche questo è un achievement). E che cazzo, da qualche parte bisogna pure incominciare a ricostruirsi una personalità! Il giorno che un uomo qualunque mi cascherà ai piedi dicendo "non sono degno di te ma se puoi accettare la merda che sono ti giuro che per te passerò attraverso il fuoco" saprò di essere arrivata a buon punto!

 
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