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lo sfigario di bree gionas

novembre

1 novembre 2000

Alla luce dei nuovi appuntamenti di lavoro rivediamo tutto il programma di viaggi per novembre/dicembre: Martin è felicissimo perché tra due giorni sono ancora qui e potremo andare insieme alla festa di compleanno di Sander, poi sarò ancora qui il 10 e il 17 (i biglietti sono stati confermati a suo tempo) infine lui verrà a Milano il 24. Per quanto riguarda dicembre decidiamo che la cosa migliore da fare è aspettare l'evolversi degli eventi. Di sicuro io passo qui il ponte di S.Ambrogio e la sera del 25 dicembre sono invitata alla cena in famiglia, quindi tanto vale che mi prenda direttamente i biglietti. In quanto alla mia orrida cena di natale in famiglia il 24 sera decidiamo che non è il caso di forzare la mano: ci andrò da sola. L'idea non mi piace affatto ma o così o non ci vado proprio e parto per Nymegen il 22 sera anziché il 25 mattina. Let's see what happens. Intanto decidiamo che alla festa di Sander ci andremo in maschera: mia madre ha un bellissimo sari azzurro e oro e con quello che tra me e Martin si è comprato nei nostri trascorsi in oriente c'è di che travestire da indù una squadra di calcio. Eccitatissimi dalla prospettiva ci lasciamo per la prima volta col sorriso sulle labbra. Domani Alitalia!
2 novembre 2000
 
In coda all'ufficio Alitalia di piazza Missori sudo sette camicie per far capire a mia madre che non è colpa mia se quel disgraziato della holding olandese mi ha dato appuntamento il 6 novembre. E' una scocciatura anche per me: non solo devo chiedere 1 altro gg di ferie (e chissenefrega, ma non glielo dico) ma devo anche sborsare altre 500+ carte per un biglietto aereo non previsto, semprechè trovi la tariffa pex. Lo so che avevamo programmato di vederci a cena sabato e lo so che sarebbe l'ultima volta che ci vediamo prima dell'orrida cena di natale ma mica può pretendere che prenda un biglietto in giornata o con partenza domenica sera per andare a cena da lei sabato! Invece lo pretende e ci rimane malissimo quando le dico che l'opzione non è stata nemmeno considerata. E ancora non le ho chiesto il sari per la festa di sabato! Cerco di risolvere brillantemente il tutto proponendole di vederci stasera a cena così passo anche a prendere il sari. L'idea non la entusiasma affatto. Dice che stasera è un problema per via degli ospiti. Che ospiti? Il solito mix di vicini di casa ed ex colleghi, tutta gente che conosco da una vita e quelle poche new entries saranno mica un problema. Guarda mamma che mi comporto bene sono educata mangio con le posate giuste mica ti faccio fare brutta figura le dico ormai entrata nella modalità teatro dell'assurdo che contraddistingue i nostri dialoghi. Oppure facciamo che vengo dopocena così bevo solo il caffè, prendo il sari e me ne vado. A quel punto capitola e dice vabbè vieni pure a cena mi raccomando elegante e chiude la comunicazione. A me resta il solito sapore di frustrazione in bocca. Come sarebbe a dire mi raccomando elegante? Cioè cazzo ognuno dei miei vestiti costa come tutto il suo pulcioso guardaroba e LEI riesce a dire a ME mi raccomando elegante? Lei che se non le prestavo scarpe borsa e foulard al matrimonio di mio fratello sembrava una battona? Lei che si è presentata all'ultima cena di natale con maglione dell'oviesse e pantaloni alla zuava, no dico, alla zuava che è anche difficile trovarli, in puro sintetico imitazione tweed burberry psichedelico? Mi ci vuole almeno un minuto per ricompormi, poi sorrido all'impiegato Alitalia che ha seguito con interesse l'ultima parte della conversazione e parto con l'elenco dei miei desiderata. C'è ancora una tariffa pex per domani grazie al cielo e c'è posto anche sul volo del 25/12 alle 9:20. Per il ponte di S. Ambrogio naturalmente non c'è più un buco ma fortunatamente risulta ancora una prenotazione a mio nome, fatta a settembre dalla mia segretaria. Esco 1 milione e 700 mila lire dopo con i miei preziosi biglietti respirando profondamente per calmarmi. A casa mi faccio una doccia e mi metto il Lucio Costa più elegante che ho, monto sui tacchi delle scarpe di vernice, mi trucco perfino e parto per la cena. Sta diluviando ed è solo la tenacia che mi fa arrivare integra a casa dei miei. Suono il campanello, prendo l'ascensore, le porte si aprono al terzo piano e a momenti mi viene un colpo perché mia madre è di fronte a me con lo sguardo omicida e mi sibila addosso: nessuno sa niente di te e di Sweet non dire niente. Ad altissima voce dice subito dopo "Ciao Bribri, come stai?" e mi trascina in casa. Io vedo tutto attraverso le onde dello shock epifanico. Nessuno sa niente di me e di Sweet, penso mentre improvvisamente facce ostili mi si fanno incontro. Saluto, sorrido, rispondo educatamente alle domande della gente che conosco da una vita e che non sa niente di me e di Sweet. Io ti ammazzo penso guardando mia madre, come puoi farmi questo puttana, ma mica vogliamo fare una scenata qui vero? No certo ecco perché non mi ha detto niente prima, non un secondo prima che io potessi ancora decidere di non venire. Decido istantaneamente di non mettere più piede in questa casa, la cena di natale se la scorda. Per stasera mi faccio forza e innesto la modalità total bitch sorridendo a destra e a manca e rispondendo alle domande con mezze verità verbalizzate in modo da ottenere il massimo effetto di sofferenza su mia madre che infatti è palesemente sui carboni ardenti fino al caffè. Non gliene faccio passare una e se per caso si azzarda a nominare Sweet la uccido. La troia riesce a nominarlo quando le chiedo dove è il sari. Mi dice "Di là in camera tua e c'è anche una sciarpa in pendant per Sweet." Mi alzo in silenzio e vado a prendere il sari. Arriva anche lei e le dico "La sciarpa dov'è?" e lei, tranquilla, "Non c'è nessuna sciarpa, era solo per nominare Sweet." La guardo e dico "Questa te la passo solo perché gli ospiti sono tuoi e siamo a casa tua ma non finisce qui." e afferrato il sari torno di là. La vicina più curiosa mi chiede che cosa ci devo fare col sari che carnevale è lontano e io con un sorriso a 34 denti rispondo che in Olanda le feste mascherate vanno di moda anche fuori stagione e con questo lascio tutto il consesso a friggere e mia madre a sbrogliare la faccenda. Vomito la cena appena fuori dal portone.
3 novembre 2000
 
Mezz'ora di ritardo standard, troppo stanca per parlare a Martin di ieri sera. Lasciamo perdere.
4 novembre 2000
 
Invece non lasciamo perdere proprio un cazzo! Dormo di merda e alla seconda tazza di thè sputo il rospo con la calma fredda di quando sono sotto shock. Martin mi ascolta molto attentamente, poi fa il suo sorriso angelico e dice "Let it go. It's not nice but don't let it touch you." Già, facile, il fatto è che se riuscissi a non farmi toccare da queste cose non darei 110 carte + IVA alla settimana alla strizza e non avrei passato 10 anni della mia vita in una relazione endogamica con un surrogato della madre che non ho mai avuto! Il fatto è che adesso non avrò pace finché non mi sarò vendicata, il fatto è che non riesco ad uscire da questo psicodramma ibseniano!
Tutto quello che posso fare - e giuro di fare da questo momento in poi - è lasciare mia madre a casa, nel senso di non portare con me a Nymegen il pattume che mi tocca spalare a Milano. Infatti ho già rimosso tutto appena l'acqua con cui ho lavato i piatti della colazione sparisce vorticando nello scolo del lavandino. Let's go party!
5 novembre 2000
 
Il sari azzurro ha fatto la sua porca figura e Martin era bellissimo nella sua tenuta da rajah biondo: ho dovuto fare una fatica boia a non saltargli addosso prima della fine della festa. Ci siamo fatti fare una foto da Nico, speriamo che sia venuta bene.
6 novembre 2000
 
Mi presento alla reception della holding alle nove meno cinque: non ci sono nemmeno le donne delle pulizie! Tempo da lupi come settimana scorsa, cerco di non pensare a questo aspetto della mia nuova vita e nemmeno al fatto che questo ufficio è in una specie di parco industriale nel mezzo del nulla. Pensa positivo Bree: la stazione NS è ad uno sputo, neanche 5 minuti (di comodo sterrato) a piedi. Il direttore arriva alle 9 e 12, non si scusa per il ritardo, mi stringe la mano, si siede e mi dice che hanno bisogno di un direttore servizio clienti - segue elenco clienti - con la seguente job description - segue dettaglio - e sono disposti ad offrire tra 100.000 e 120.000 fiorini lordi all'anno, poi mi chiede se ho portato il mio codice fiscale e gli altri documenti per l'assunzione e se posso venire il 1° dicembre. Io annaspo, respiro profondamente e guardo l'orologio per essere sicura di non aver sognato: sono le 9 e 18. Rispondo educatamente che l'accordo con i miei capi è che fino al 31 dicembre sono in forze in Italia e se è necessario che mi sposti prima bisogna affrontare l'argomento sia logistico che contrattuale con la filiale italiana (= cazzi vostri non mettetemi in mezzo). Dichiaro che 120.000 fiorini all'anno sono meno di quello che mi aspettavo soprattutto in virtù del 60% di tassazione e concludo che ho con me un tot di dati tipo codice fiscale ma sarà il caso che mi venga fornito un elenco completo dei documenti che servono per l'assunzione in modo da prepararli al più presto. Il direttore vorrebbe contrattare salario e data d'assunzione lì per lì e ho quasi l'impressione che voglia farmi firmare un contratto prestampato che tiene nell'agenda. Mi serve tutta la mia diplomazia per dilazionare il momento della verità e cioè che io adesso prendo il doppio di quello che lui mi offre e col cazzo che mi sposto per meno del 75%. Gli giuro sulla testa di mia madre che domani parlo col mio chairman e gli mando una mail con tutti i dettagli e lui mi dice vieni a conoscere i tuoi nuovi colleghi. Segue allucinante giro della sede, vedo facce pallide e ancora piene di sonno del mattino, stringo mani, vengo presentata a tutti come il nuovo direttore servizio clienti in forza sicuramente dal 1° gennaio, ma speriamo anche prima. Alle 9 e 36 sono di nuovo alla reception, frastornatissima, il direttore è sparito dietro la porta a vetri di una sala riunioni. Faccio i 300 metri di sterrato che mi riportano alla stazione NS, telefono a Martin mentre aspetto il treno per Schiphol gli racconto il colloquio. Anche lui rimane un po' frastornato, dal che deduco che non si è trattato di un colloquio standard. Mah. Facciamo una cosa alla volta: treno, aereo, treno, metrò, casa, doccia e poi a nanna. A questo colloquio ci penserò domani.
7 novembre 2000
 
Dan è stato di parola! Tra le mails dell'ufficio spiccava la sua con l'offerta per la posizione di cui abbiamo parlato il 30: una mail molto dettagliata, praticamente una dichiarazione d'intenti che mi si chiede di accettare. Rispondo subito accettando tutto e già che ci sono faccio un bel copia incolla e spedisco al direttore della holding insieme a tutti i dettagli contrattuali che mi ha chiesto. Vediamo chi mi manda il contratto per primo: io non ho preferenze.
8 novembre 2000
 
Nessuna notizia da Dan o dal direttore della holding.
9 novembre 2000
 
Ancora nessuna notizia da Dan o dal direttore della holding.
10 novembre 2000
 
Ancora nessuna notizia da Dan o dal direttore della holding. Parto per Amsterdam con un sottile nervosismo. Appena arrivata a Nymegen, con perfetta nonchalance Martin mi passa un pezzo di carta straccia su cui è scarabocchiato il numero di telefono di una certa Desie. Gli chiedo delucidazioni e molto faticosamente riesco a capire che a) è amica di amici b) abita qui vicino c) a fine anno andrà a fare un viaggio spirituale in India per un anno e quindi sta cercando qualcuno a cui subaffittare casa sua. Martin dice chiamala e vedi se vi state simpatiche e se la casa è bella. Poi si mette a selezionare il bucato da mettere in lavatrice, così. Io sono un filino frastornata ma eseguo e alla voce che risponde dico in timido inglese chi sono e perché telefono. Desie mi fa, ah sì, mi hanno detto che mi avresti chiamato, ti va bene se ci vediamo domani alle 12? Occazzo. Minchia. Così tutto d'un colpo?
11 novembre 2000
 
Martin mi spiega come arrivare a casa di Desie, ma non fa alcun cenno di voler venire con me, anzi, mi spinge praticamente fuori dalla porta cinque minuti prima delle 12 dicendomi che non sta bene arrivare in ritardo ai colloqui. Mi avventuro un po' spiazzata per le strade di Nymegen, per la prima volta da sola. La casa di Desie è a 150 metri dalla casa di Martin: primo punto a favore, in una tranquilla e silenziosa vietta ad uno sputo dalla stazione NS: secondo punto a favore. Suono il campanello e dopo una ventina di secondi mi apre una ragazza sorridente, biondissima e paffuta, l'icona dell'olandesina Mira, senza zoccoli e cappellino ma col fiatone. Ci guardiamo e sorridiamo: ci stiamo già simpatiche. Facciamo le presentazioni e lei mi fa strada in un dedalo di corridoi su cui si affacciano porte con numeri come in un hotel. Mi spiega che questa è una casa per studenti, ogni camera è affittata ad una persona diversa, ci sono 14 camere in tutto con i servizi in comune ma la mansarda è un monolocale più grande con i servizi privati. Mi arrampico per scale ripidissime fino alla mansarda ed entro in una stanza molto larga e terribilmente affollata di soprammobili. Candele ovunque, incenso, stelline, angeli pendenti, tappeti indiani, tende batik, insomma tutta la paccottiglia standard new age. Mi piace subito. La adoro: feng shui della madonna. Ci sediamo sul divano e cominciamo a raccontarci. Ce la contiamo su per ore, Desie mi ripete almeno cinque volte che l'idea di lasciare la sua casa a sconosciuti per un anno la angosciava ma che appena mi ha visto si è sentita tranquilla. Io le ripeto altrettante volte che la casa è splendida e la terrò come un tempio. Lei conclude che devo assolutamente vedere il padrone di casa per discutere il contratto e ci lasciamo con l'accordo di risentirci al proposito. Quando torno a casa sono quasi le due, madonna come passa il tempo quando ci si diverte. Racconto tutto a Martin che mi dice tranquillo. "Good, let's see what happens." Quando gli chiedo perché non è voluto venire con me mi dice che la casa deve piacere a me e io devo piacere a Desie, è una faccenda tra noi. Poi mi dice che quando stavano cercando coinquilini per casa sua si è presentata una tizia insieme al suo boyfriend, il quale ha praticamente condotto tutto il colloquio al posto suo. La tizia non è stata scelta perché "we asked ourselves, who is getting the room, she or her boyfriend?" e conclude che in ogni caso io so cavarmela perfettamente da sola e non ho bisogno di interpreti.
Cazzo, devo abituarmi al fatto di avere un uomo e non una mamma ...
12 novembre 2000
 
Desie mi richiama e mi conferma l'appuntamento col padrone di casa per sabato prossimo!
13 novembre 2000
 
Nessuna notizia da Dan o dal direttore della holding.
14 novembre 2000
 
Nessuna notizia da Dan o dal direttore della holding. Adesso mi sono rotta i coglioni e telefono a tutt'e due!
15 novembre 2000
 
La segretaria di Dan mi dice che ha lasciato il messaggio anche ieri e che verrò richiamata al più presto. Del direttore della holding non si hanno notizie e la segretaria non si sbilancia. Agonia.
16 novembre 2000
 
Nessuna notizia, fanculo.
17 novembre 2000
 
Nessuna notizia, ma almeno oggi prendo l'aereo e torno da Martin.
18 novembre 2000
 
Oggi ho conosciuto il padrone di casa di Desie che dopo avermi chiesto i dettagli della mia solvibilità (ho mentito spudoratamente ovviamente, citando random le cifre di cui si è parlato col direttore della holding) mi ha confermato che posso avere la stanza di Desie dal 15 dicembre per un anno. Preparerà il contratto e me lo manderà per la firma in giornata. Ho una casa!
19 novembre 2000
 
Alla terza telefonata Dan mi richiama. E' costernato perché non sono ancora pronti i dettagli della mia offerta salariale e questo è il motivo per cui non mi è ancora stato spedito un contratto. Lo ringrazio e gli dico che sono pronta a cedere fino al 25% del mio attuale salario pur di non lavorare più di 40 ore la settimana: se mi garantisce questo come si dice sono sua. Rimane interdetto parecchi secondi, credo si stia chiedendo dove sta la fregatura, poi mi dice ma certo e io dico allora OK, posso essere in Olanda ogni venerdì da adesso alla fine dell'anno per la firma, fammi sapere. Lui dice indicativamente il 1° dicembre perché voglio che tu conosca il tuo capo - ti confermo appena so. Cazzo che agonia!
22 novembre 2000
 
Ricevuto mail di Dan che mi conferma l'appuntamento il 1° dicembre per la firma del contratto con BC. Ho un lavoro!
PS: nessuna notizia dal direttore della holding, a questo punto me ne frego e archivio il caso tra i dispersi (vedi Tommy Hilfinger).
23 novembre 2000
 
Alla luce degli eventi ho fatto una lista di cose da fare:
-          telefonare ad almeno 3 ditte di traslochi e spedizioni e farsi fare preventivo
-          scrivere lettera ufficiale di dimissioni
-          informare Sweet che la casa si libera e chiedere affitto Susi (mica la troia penserà di andare a stare gratis a casa mia vero?)
-          disdettare banca, assicurazione, garage e palle varie
-          iscriversi all'AIRE
-          informare tutti i miei amici che me ne vado sul serio
-          cazzo, devo ricordarmi di dirlo anche ai miei genitori!
Mi tocca, adesso mi tocca veramente. Affronto il mostro nella telefonata settimanale con mia madre. Non è piacevole, non mi aspettavo che lo fosse. Scelgo la via dell'attacco e al primo urlo dico freddissima che sono almeno 3 mesi che sanno che sto organizzandomi per andare via e che perfino sui giornali è uscita la notizia che il mio obiettivo era trasferirmi entro il 1° gennaio, come dire, anno nuovo vita nuova. Ascolto paziente l'inevitabile splatter di angoscia e accuse miste a 3 cm dalla cornetta, occhi chiusi, sono una pietra nel fiume e l'acqua fresca passa e se ne va, ma quando mia madre dice "perché si sa che tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare." mi prudono le mani e dico glaciale "Beh, ormai dovresti saperlo che nel mio caso tra mio il dire e il mio fare ci sono al massimo sei mesi. Anzi, come vedi sto migliorando la media." Godo come una vacca, nell'ebbrezza dell'orgasmo dialettico non le lascio nemmeno il tempo di annaspare e dico "A proposito, la bicicletta è pronta? No perché a questo punto sarà bene il caso che la passi a prendere e la porti qui per quando arrivano quelli del trasloco." Colpita e affondata. Son soddisfazioni anche queste.
27 novembre 2000
 
Entro in scalmane per il mio sostituto: tra 3 settimane sparirò da questa ditta e nessuno dei miei clienti sa ancora niente, io non ho passato le consegne a nessuno e tutto il mio team sta mandando in giro CV come patatine per il terrore del dopo-Bree. Mi sembra assurdo che nessuno si muova, ma solo dopo una scena isterica riesco a farmi dire dal mio capo il nome del mio sostituto, che poi altri non è che Bo, l'expat americano carrierista che già da sei mesi volteggia ad avvoltoio sui miei clienti senza riuscire a farsi cagare da nessuno. Ovviamente i bastardi l'avevano già deciso da settembre. E perché cazzo non mi avevano ancora detto niente? Gesù che schifo!
28 novembre 2000
 
Ho raccontato a Martin le mie tribolazioni con Malenstein, Franzosini, traslochi Grillo e Adtrax per organizzare inscatolamento e spedizione delle mie povere cose a Nymegen e lui mi fa tranquillo, guarda che non ce n'è bisogno: veniamo giù io e mio padre dopo natale con il camion e portiamo su tutto. Gli ho già parlato, è d'accordo. Hai detto circa 10 metri cubi di scatoloni? Mi sa che dobbiamo prendere un furgone a noleggio perché il suo è troppo grosso, però controllo con lui poi ti dico.
La vita può essere semplice.
 
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