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lo sfigario di bree gionas

gennaio

1 gennaio 2000

Sigarette: 20, calorie: 1200, ore internet: 6, buoni propositi per l'anno nuovo: nemmeno mezzo!
Sweet è partito stamattina alle sei e mezza. Non mi ha baciato, mi ha solo svegliato e mi ha detto "Io vado". Era imbarazzato e infelice, io tesa e insonne. Non avevo chiuso occhio tutta notte, o perlomeno, quello scampolo di notte che mi era rimasta dopo aver finito il giro di telefonate e di mails. Mi sono rigirata per ore pensando che tutti sono da Love e si stanno divertendo come pazzi, mentre io qui sto soffocando. Se riuscissi ad essere più stronza non mi troverei in questa fottuta situazione, invece non ce l'ho fatta e quando Sweet mi ha detto che voleva passare la vigilia con me non ho saputo dirgli di no. Anche lui ha usato tutte le armi di ricatto morale possibili, facendomi capire chiaramente che se non tornavo a casa lui avrebbe passato la sera da solo, magari giocherellando con Jack Daniels e Valium. Stronzo. Così sono tornata, di pessimo umore, ma la mia testa è rimasta a BO, potevo seguire l'arrivo degli invitati minuto per minuto: mi sono attaccata subito a internet e non mi sono più staccata fino alle tre del mattino. Sweet ha detto, irritato, "Anche stasera?" Gli ho risposto, acida, "Soprattutto stasera!". Lo odiavo, volevo che se ne andasse, adesso, subito, che mi lasciasse sola con la mia confusione e il mio dolore. Invece ha voluto a tutti i costi che cenassimo insieme, a lume di candela, aveva preparato una cena sfarzosa, non ho assolutamente capito che cosa si aspettava da me. A mezzanotte hanno cominciato a chiamare tutti, Love per prima, poi Neo, e anche Bodhi, ubriaco fradicio, che mi ha urlato sconcezze e ha ripassato il telefono a Love. Io volevo il teletrasporto, scottie, beam me up please!!! Invece ho dovuto assumere la mia abituale faccia impassibile e ho detto a Love "Vedo che Bodhi è in ottima forma, rimandamelo così." e per il resto della notte mi sono vista fotogrammi spezzati di Bodhi, di me e Bodhi, di Bodhi con altre donne e ho quasi perfino pianto sulla mia miseria. Ma appena ho sentito chiudere la porta di casa mi sono girata dall'altra parte, ho abbracciato il cuscino e mi sono addormentata di sasso. Mi sono svegliata all'una di pomeriggio, scollatissima e infelice, mi sono subito attaccata a internet e ho scaricato mp3 per passare il tempo, girando disperatamente tra cellulare, ICQ e newsgroups in attesa di messaggi che naturalmente non sono arrivati. Sono tutti via, sono tutti in giro a divertirsi, Bone è a Francoforte dalla moglie, Bodhi starà ancora dormendo accanto alla sua scopata di fine anno, solo Love sarà inquieta come me pensando a Leo e a sua moglie. Ma almeno lei lo vedrà presto, riuscirà a ritagliarsi un altro giorno di estasi, forse due, mentre a me resta solo il sapore amaro di Bodhi che non c'è, del modo in cui ci siamo lasciati, della mia vita disfatta. Verso sera si è fatta viva Marta, non esattamente quello di cui avevo bisogno ma meglio di niente. A letto presto, giornata inconcludente, non ho scritto nemmeno una riga.

2 gennaio 2000

Sono ancora tutti a BO: torneranno stasera, accidenti. Io speravo di poter passare a casa di Neo, vedere almeno lui mi avrebbe fatto bene, invece niente. Ho cucinato tutto il giorno per domani, Marta è tornata ad aiutarmi a spostare i tavoli e ad apparecchiare. Domani mattina devo ricordarmi di fare un po' di pulizia, la casa è in uno stato pietoso, la donna delle pulizie non viene da una settimana, ne' io ne' Sweet eravamo in condizioni di muovere un dito, annichiliti dalla nostra nuova realtà indefinita. Il frigo è pieno, Sweet ha fatto la spesa prima di partire, io non ho voglia di mangiare, tanto meglio, sarà tutto per domani. Devo essere bella e allegra domani. Metterò lo smalto dopo aver finito le pulizie, mi laverò i capelli, dovrà essere tutto perfetto.

3 gennaio 2000

sigarette: 25, calorie: 3000, alcoolici: 1 bottiglia di spumante e 2 bicchieri di vino, cibi tossici: di tutto e di più.
A sorpresa Neo mi ha chiamato alle 10:30 mentre ero in pieno delirio casalingo, in maglietta e mutande, scopa e aspirapolvere in mano, casa per aria. Mi ha chiesto se poteva passare da casa mia, che non aveva voglia di tornare a casa sua, che tanto dopo doveva passare da Bodhi ed ero di strada. Naturalmente gli ho detto di sì, un po' stupita dalla richiesta, non sapevo che pensare, lui non aveva mai fatto niente del genere prima ... ma prima effettivamente c'era Sweet, non avrebbe osato. Ho fatto in tempo a finire le pulizie prima che arrivasse, l'ho accolto in tuta da ginnastica, gli ho preparato il caffè, dato una sigaretta. Aveva la faccia distrutta, gli ho chiesto se aveva dormito e ha detto di no, gli ho detto che poteva dormire un po' sul divano mentre mi facevo la doccia. Non credo abbia dormito: l'ho trovato di fronte alla TV che fumava un'altra delle mie sigarette. E' rimasto lì mentre mi mettevo lo smalto e mi vestivo e poi ha detto "Grazie, allora ci vediamo dopo." e se n'è andato. Ho come avuto l'impressione che avesse voluto ispezionare il territorio prima del pranzo, in avanscoperta per riferire a Bodhi, forse mi faccio troppe pare, forse non aveva davvero voglia di tornare a casa, in effetti mi ha spiegato in termini vaghi che aveva litigato con la sua ex, io non ho approfondito, tra una settimana lei se ne andrà, inutile spenderci parole. Marta è arrivata a mezzogiorno e mezza per aiutarmi col risotto, dopodichè ci siamo sedute ad aspettare gli altri che naturalmente si sono presentati con mezz'ora di ritardo. Fortunatamente il risotto è di quelli che non scuoce, ma era piuttosto malmesso, cazzo. Ho notato subito che Hal era perso in qualche CGI mentale, Bodhi aveva l'aria stanca, ha detto che non si era dormito molto da Love. Poi tutti si sono ripigliati un po' e hanno cominciato a fare battute, ma erano davvero stanchi e ho capito che Bodhi non si sarebbe fermato. Li ho salutati tutti alle tre e mezza, augurando a Bodhi buon lavoro e lui mi fa "Ma vado a lavorare domani." L'ho guardato stranita, che cazzo voleva mai dire? Ho chiuso la porta, ho sparecchiato tutto e mi sono addormentata sul divano. Un'altra giornata buttata al cesso, maledizione. Mi sono svegliata quando ha suonato Marta, tornata per il debriefing del pranzo, e mi è venuta una fame tremenda: mi sono attaccata al panettone e alla bottiglia di spumante quasi piena avanzata dal pranzo, l'ho fatta fuori tutta mentre parlavo con Marta. Quando se n'è andata di nuovo mi sono riaddormentata sul divano, svegliandomi alle dieci di sera con un clamoroso mal di testa post-sbornia: ho fatto fuori tutti gli avanzi del pranzo e qualche etto di formaggio extra, mi sono preparata due tisane depurative e alla fine mi sono tolta lo smalto e sono andata a letto.

4 gennaio 2000

Di nuovo al lavoro. Giornata di merda. Di sera al cinema con Gio e Fa. Film deludente. Gio mi ha fatto il terzo grado su Sweet e collaterals, appurato che non avevo intenzioni suicide si è tranquillizzata e mi ha riportato a casa non senza esortarmi a chiamarla anytime in caso di necessità.

5 gennaio 2000

Lavoro così così, ho passato il pomeriggio in rete a cazzeggiare. Nessuna notizia da Bodhi, Marta a cena, anche lei me l'ha menata un po' ma quando ha visto che non ero per la quale ha smesso e siamo passate ad argomenti meno impegnativi.

6 gennaio 2000

Dormito fino a mezzogiorno, pomeriggio in giro per la città deserta e a cena da Xavier. Carino ma apatico. Bodhi tace, in compenso mi ha telefonato Clo che voleva parlarmi di una cosa ma con calma, gli ritelefonassi alla fine della cena. Ritelefonato e ovviamente non c'era, chissà dove mai era finito. Mi sto abituando ai suoi pacchi e finti allarmi ma veramente incorreggibile.

7 gennaio 2000

Al lavoro, fantastico, non c'era veramente nessuno e ho potuto farmi tutti i cazzi miei del caso. Sera con Marta, decisamente la vedo troppo ultimamente, sarà grave? Domani torna Sweet, sarà il caso che ripulisca un po' in giro e tolga i mozziconi dal posacenere: sto fumando troppo. Bodhi tace.

8 gennaio 2000

Avevo programmato la sveglia alle 9 ma Sweet è arrivato un quarto d'ora prima e mi ha svegliato. Sembra in ottima forma: la vacanza gli ha giovato. Dopo tre o quattro ore di convenevoli assortiti e utilities casalinghe si è seduto sul divano e mi ha chiesto se avevo pensato a come organizzare la nostra vita da adesso in poi. Ovviamente gli ho risposto che avevo pensato pure troppo ma che non avevo un'idea precisa. Allora lui ha detto che la casa era abbastanza grande per contenere entrambi, che tutto sommato non c'erano motivi sufficienti ad una separazione fisica e che non era il caso di sbattersi in traslochi congiunti o disgiunti. Morale, mi propone una modalità di convivenza amichevole con poche regole di civiltà, tipo avvertire se non si rientra per cena o per la notte. Io sbaccalita non credo alle mie orecchie e lo assicuro che farò il possibile per restare fuori dai coglioni almeno durante il weekend per non creare inutili frizioni. A letto con la sensazione che tutto questo è troppo irreale per durare, ma finchè dura forse è la cosa migliore per entrambi.

9 gennaio 2000

Sigarette: 20, ho cambiato marca passando a 0.4 mg nicotina, calorie: 1200 e tutte buone, ore internet: 1, messaggi da Bodhi: 0
In palestra come tutte le domeniche, brunch salutistico, da fuori sembravamo una coppia come tutte le altre e invece abbiamo passato tutto il tempo a cercare di comportarci civilmente senza averne realmente voglia. Alla fine Sweet ha detto che anche questa storia dei brunch domenicali gli cominciava a stare sui coglioni e che preferiva tornare alla solita bistecca e insalata a casa. Pomeriggio sul divano, dormicchiato e guardato TV senza convinzione. Anche su ICQ non c'era nessuno e me ne sono andata a letto con un terribile disagio addosso. La cosa meno naturale di questa vita è che Sweet ed io continuiamo a dormire nello stesso letto come prima, lui senza niente addosso come prima, eppure non facciamo nessuna fatica per non toccarci, è come se si fosse alzata una barriera invisibile e invalicabile che nessuno ha la minima voglia di abbattere. E' stato tutto così facile, troppo facile. La pagherò col sangue.

10 gennaio 2000

Sigarette 25, calorie: 1200, ore internet 2, messaggi da Bodhi 0.
In ufficio mentre tutti si raccontano le ferie io in religioso silenzio prendo l'agendina su cui avevo scribacchiato sei mesi fa il numero della strizza che mi ha consigliato Dee e lo compongo. Risponde subito, le do nome e cognome, referenze e motivo della chiamata e con mia massima sorpresa mi dà un appuntamento per giovedì. Metto giù il telefono sentendomi vagamente violentata: mi aspettavo temporeggiamenti, spazio e tempo per riflettere ancora invece così mi sento trascinata in una turbina, non ho tempo di raccogliere le idee: giovedì è maledettamente vicino. Dee e Gio mi consolando dicendomi che è tutto molto positivo in quanto di solito le strizza si fanno desiderare ... non vedo che ci sia di positivo ... avrà capito dalla voce che sono così conciata da avere bisogno di assistenza immediata?

11 gennaio 2000

Passato a risolvere problemi in ufficio e a ricucire rapporti con Bodhi. Dopo la litigata clamorosa della vigilia di Natale non avevo ancora osato affrontare l'argomento, oggi mi sono sentita sufficientemente in spirito da provarci. Inizio con un saluto generico in ICQ e incoraggiata da tempi di risposta accettabili con verbalizzazioni non monosillabiche mi lancio in un'elaborata dichiarazione di pace. Che viene raccolta con molto tatto e - lo immagino? - una punta di sollievo. Segue invito a cena per domani. Inequivocabile. Dopodichè la mia produttività aumenta in modo vertiginoso e riesco a risolvere 3 quesiti lavorativi che mi tormentavano da giorni. Sera interamente trascorsa in preparativi cosmetici d'assalto.

12 gennaio 2000

Data la seconda mano di smalto mentre faccio colazione, mi preparo ad affrontare le 12 ore che mi separano dalla cena. Produttività lavorativa a mille, sono di ottimo umore, metto a segno un paio di colpi che nemmeno sapevo di poter realizzare. Alle otto e mezza sbaracco e mi presento puntualissima a casa di Bodhi. Mi fa un effetto stranissimo tornarci dopo la lite, ma già dal modo con cui mi bacia per salutarmi so che mi posso rilassare. E mi rilasso. Parliamo di tutto e di niente, Bodhi in vena di confidenze mi racconta le sue vacanze di Natale e le sue ultime conquiste finite male, io rido e lo consolo, leggera e felice. Ho portato un po' di CD, ne ascoltiamo uno e Bodhi decide che è troppo bello per non farne un mp3. Impostiamo la compressione di tutti i CD che ho portato e Bodhi osserva che per un paio d'ore non abbiamo niente altro da fare che guardare la barra del MusicMatch che si colora. Poi si gira verso di me e mi guarda dritto negli occhi. "Un paio d'ore ... ci sono cose migliori che si possono fare, no?" Fosse per me mi sarei già strappata tutti i vestiti mutande comprese, invece sorrido e sbottono la camicetta. Dopodichè mi ritrovo come per magia stesa sul divano, Bodhi su di me, mani ovunque. Dio mio quanto mi sei mancato!

13 gennaio 2000

Evento clou della giornata: la strizza. Che in soli 50 minuti mi ha completamente ribaltato dicendomi cose di me che non avrei mai voluto sentire. Sono tornata in ufficio piuttosto scombussolata e lì mi attendeva una delegazione di personaggi che incautamente avevo convocato per discutere un problema spinoso: poco ci è mancato che quando li ho visti sono scoppiata a piangere, invece mi sono seduta e ho detto alla mia assistente di condurre la riunione. Dopo un'ora mi ero sufficientemente ripresa per contribuire con qualche frase sensata al dibattito e non ho la minima idea di come sono arrivata alla fine della riunione ma ad un certo punto tutti si sono alzati e mi hanno ringraziato di cose di cui non avevo il più pallido ricordo. Devo farmi un appunto di cambiare l'orario dell'appuntamento con l'analista oppure di evitare riunioni dopo l'analisi.

14 gennaio 2000

Evento clou della giornata: Bone. Redivivo da Francoforte e arrapatissimo mi chiede in una telefonata rovente quando ci rivedremo. Io scombussolata dalla pace con Bodhi e dalla prima seduta di analisi non ho la presenza di spirito sufficiente per rimandare la conversazione a tempi più propizi e mi ingolfo in una lunghissima diatriba su tempi modi e luoghi. Ne esco con un appuntamento per il prossimo weekend, salvata dai suoi impegni di questo. La vita è strana. Solo un anno fa avrei scalato montagne per poter passare un weekend con Bone, adesso le mie priorità sono talmente cambiate che la prospettiva mi lascia vagamente indifferente. Riesamino la questione: Bone è di gran lunga la migliore scopata che io abbia mai conosciuto, l'intesa sessuale tra noi è a dir poco sublime. L'ho amato alla follia e ogni volta che lo lasciavo sapevo che una parte di me se ne andava con lui. Bone ed io ci apparteniamo e niente e nessuno ci dividerà mai. Non ci hanno diviso le sue due mogli e Sweet, non ci hanno diviso anni di silenzio e risentimento, non ci hanno diviso le mille incomprensioni che da sempre e per sempre costellano la nostra impossibile relazione. Che continua a dispetto degli eventi e contro ogni logica. Ma tutto questo è stato prima di Bodhi, prima che perdessi la testa per questo genio bambino così infinitamente uguale a me e così dannatamente irraggiungibile. Bone è diverso, è totalmente complementare a Bodhi, adesso forse è proprio la sua estrema raggiungibilità, la facilità con cui ci interfacciamo a farmi desiderare qualcosa di più, qualcosa che non ho mai avuto. La sua amicizia per esempio. Bone ed io non siamo mai stati amici, nessuno ha mai pensato che fosse rilevante o necessario. Perchè adesso invece comincio a credere che sia l'unica evoluzione logica di noi due? Bodhi. Sempre lui. Tutto gira intorno a lui. Tutta la mia vita da quando l'ho conosciuto è cambiata, ammettiamolo. Penso ad un anno fa. Niente di quello che volevo pensavo o facevo allora fa parte della mia vita attuale. Nemmeno Sweet. Sweet non è riuscito a dividermi da Bone, ma nemmeno Bone è riuscito a dividermi da Sweet. Bodhi invece sì.
Scorro pensosamente la history ICQ di Bodhi e queste sono le pietre miliari:
3 giugno 1999: lo vedo per la prima volta ed è chimica fulminante.
6 giugno 1999: gli scrivo per la prima volta e inizia il corteggiamento.
9 settembre 1999: vado a casa sua per la prima volta, determinata a non dargliela: ci riesco, lui entra in sbattimento.
12 novembre 1999: vado a casa sua per la seconda volta, dando buca a Bone (prima volta nella storia), determinata a dargliela: ci riesco, io entro in sbattimento totale.
7 dicembre 1999: mi implora di andare a casa sua e io dico di no, non posso, è tardi, non potrei sostenere il rientro a casa.
8 dicembre 1999: chiedo ad Bone una pausa di riflessione a tempo indeterminato (prima volta nella storia).
9 dicembre 1999: do la mazzata a Sweet.
14 dicembre 1999: torno da Bodhi, libera e pura, innamorata come una quindicenne.
Maledizione. E' più seria di quanto pensassi.

15 gennaio 2000

Primo sabato dopo la kermesse natalizia, smaltiti panettoni e affini Sweet ed io siamo tornati a fare la spesa settimanale: sensazione irreale, come se al posto del quartiere e dei negozi ci fossero prop di un set cinematografico nel quale io e Sweet recitavamo una parte provata milioni di volte tra centinaia di comparse. Tutto molto falso, l'apparenza del vero. Mi sono trovata a pensare tra un etto di bresaola e due mozzarelle di bufala quanti degli attori di questa commedia umana fossero consapevoli di essere attori e quanti ci credessero veramente ... molto matrix. Nel pomeriggio, approfittando dell'abbiocco post-prandiale, mi sono messa a riflettere seriamente sulle due cose che avevo giurato a me stessa di fare prima di Natale e che avevo accantonato in attesa che passasse la buriana. Nel silenzio del salotto ho fatto ordine nei pensieri: è arrivato il momento di fare acquisti. Adesso che il problema del trasloco sembra rimandato devo approfittare per portare a termine i due progetti più importanti della mia nuova vita da single: automobile e PC. La scelta più sofferta è la macchina, dato il mio odio per la guida e la resistenza passiva di Sweet che nove anni fa mi ha convinto a smettere di guidare e vendere la renault, ma ora la resistenza passiva di Sweet non conta più e sarà opportuno che mi faccia passare alla svelta anche la mia fobia se voglio cominciare a costruire un futuro senza di lui. Il PC invece è cosa fatta: si tratta solo di incominciare a capire che configurazione mi si addice e dove trovare il tutto. Comincio come al solito dalla cosa più semplice: scrivo una mail a Hal, Bodhi e Neo chiedendo aiuto e fornendo un dettagliatissimo brief sulle mie esigenze informatiche. Finita la mail affronto il problema più spinoso e chiamo Dee. Ci consultiamo per mezz'ora e concludiamo che l'unica scelta possibile è la smart automatica: non so che farmene di auto grosse e complesse, non so che farmene delle marce e del cambio: voglio solo un mezzo di trasporto individuale facile da guidare e da parcheggiare, date le mie scarsissime doti nel settore. Dee è molto pratica: si dà il caso che vicino al suo ufficio ci sia un concessionario smart, probabilmente è il concessionario più comodo per la bisogna. Andremo ad informarci là. Il meccanismo si è messo in moto, ho passato il punto di non ritorno ... finalmente qualcosa si muove e sono io a farlo muovere.

16 gennaio 2000

Domenica standard con palestra e dormitina sul divano di fronte all TV. Alle 19 e qualcosa mi attacco alla rete e trovo Neo appena uscito da una delle sue maratone con la fidanzata del mese: mi propone di andare a mangiare una pizza e visto che c'è coinvolge anche Bodhi. Non che la cosa mi dispiaccia ma avendo avuto demo di come Bodhi si comporta con me in pubblico non salto dalla gioia. Cmq Bodhi mi viene a prendere e noto immediatamente che non è in buona: taciturno, sbadiglia, linguaggio non verbale eloquentissimo sul suo interesse nell'intera faccenda. La pizza è buona, almeno questo, e Bodhi si ripiglia quel tanto che basta per tenere banco e fare un interrogatorio alla neofidanzata che la manda in crisi quasi subito. Intervengo a supporto e la cena si trascina decentemente. Al ritorno commentiamo che Neo ci deve aver nominato il suo comitato esaminatore di fidanzate, visto che questa è già la terza che ci presenta in anteprima. Approfittando del ruolo facciamo commenti caustici. Sotto casa, bacino rapido e frettoloso e fine dei giochi. Mi chiedo che cosa ci trovo di tanto irresistibile in lui e non mi riesco a dare una risposta, salvo che mi sento sciogliere ogni volta che lo vedo e anche solo se ci penso.

17 gennaio 2000

Giornata passata a ripetermi che devo smettere di pensare a Bodhi.

18 gennaio 2000

Approfittando di mezz'ora libera tra due appuntamenti di lavoro riesco fortunosamente a rintracciare Clo e a combinare un pranzo. Sembra felice di sentirmi e dichiara che mi deve parlare. Immagino che mi debba chiedere consigli di lavoro come ha sempre fatto: Clo ha una smisurata fiducia nelle mie capacità manageriali, il che è fonte di continua sorpresa da parte mia. Invece a sorpresa mi parla di donne. Di una donna di cui si è innamorato. Anzi, in verità si è innamorata prima lei e si è dichiarata, ma lui non ne aveva per le palle e lei ci è rimasta malissimo. Poi però lui ci ha ripensato, ci ha pensato moltissimo veramente e alla fine si è dichiarato anche lui ma lei ha detto che a questo punto non era più sicura lei. E quindi mi chiede che cosa gli consiglio di fare. Io ascolto in silenzio avvolta nel cappotto (fa un freddo cane) e provo uno stranissimo senso di straniamento. Da quanti anni Clo non mi parla di donne? O meglio, da quanti anni non mi parla di amore? Lo conosco da quindici anni e conosco pressapoco il 10% della sua vita sentimentale. Ricordo che mi ha parlato di Lucia, ma erano gli anni ottanta. E ricordo che me ne ha parlato in termini totalmente differenti, allora faceva il duro, allora aveva venticinque anni e io ero perdutamente innamorata di lui. Forse questo faceva tutta la differenza. Adesso mi sembra di scoprire un lato che mi ha sempre tenuto nascosto e la cosa mi disorienta. Faccio domande, cerco di mettere ordine nel garbuglio del suo racconto: lui risponde con totale abbandono e totale fiducia, mi sembra di ascoltare il ragazzo che avrei voluto che fosse quando aveva venticinque anni e se la tirava da quarantenne. Perchè mai nessuno vive la sua età emotiva in accordo con l'età anagrafica? Ascolto, analizzo, elaboro. Il disagio sale. Perchè mi sta dicendo tutto questo? Quali pattern noti sto scoprendo nell'elaborazione di questo episodio nuovo? Di colpo mi arriva un'illuminazione: è talmente grande e assurda che vorrei scartarla, invece le parole mi escono in totale automatismo. "Clo, fammi capire. Mi stai dicendo che quando lei ti ha detto di essere innamorata di te tu hai pensato di non essere degno di lei e quindi le hai detto che tu non eri innamorato e poi per sei mesi hai lavorato per diventare degno di lei? E' così?" Lui rimane interdetto, fulminato e per qualche secondo mi guarda con grandissimo rispetto. "E' così." Mi arriva una randellata in faccia. Tutto si confonde e si mescola, porte della coscienza si aprono, links si connettono. "Dio mio, tu hai fatto tutto questo per lei senza dirle una sola parola, senza farle capire niente, fino al giorno in cui ti sei presentato nudo e puro e le hai detto che ti eri innamorato mentre in realtà le stavi dicendo che adesso ti sentivi degno del suo amore?" "Sì, è così." Mi si azzera la salivazione. Vorrei strangolarlo, vorrei morire all'istante, sparire, scappare da tutto questo. "Ma Clo! In tutto questo tempo, mentre tu ribaltavi la tua vita, in tutti questi 180 cazzutissimi giorni ti sei mai chiesto, almeno una volta, che cosa stesse passando nella sua testa?" "No, perchè?" Esplodo: "Ma perchè brutto imbecille quella povera donna ha passato almeno tre mesi d'inferno per riuscire a farsi una ragione del fatto che tu non l'amavi e altri tre mesi a ricostruirsi una vita di cui tu non facessi parte! Ma perchè diavolo non le hai detto niente? Perchè le hai detto che non l'amavi se era vero il contrario? Perchè l'hai lasciata soffrire come un cane senza alcun motivo? Perchè non le hai detto la verità? Perchè?" Non risponde, non esiste una risposta. Gli uomini non pensano in questi termini, non si pongono mai il problema della devastazione che lasciano dietro di se. Nella loro mente una donna è una cosa che si tira fuori dall'armadio quando serve e che si rimette nell'armadio quando non serve come un cappotto. Che loro peraltro amano tantissimo ma che non sentono il bisogno di coinvolgere nel loro amore. "Ma adesso che cosa dovrei fare secondo te?" mi chiede Clo genuinamente smarrito, forse cominciando ad afferrare un lembo dell'enormità degli eventi. "Ma cazzo, parlale! Dille la verità, raccontale il tuo percorso esattamente come hai fatto con me. Come pretendi che lei sappia che cosa provi e che cosa hai fatto se tu non glielo dici?" Sto urlando, rabbia, dolore, frustrazione. Sto parlando al Clo venticinquenne che non si è fatto vivo per sei mesi salvo poi abbracciarmi e baciarmi all'improvviso al concerto dei Casino Royale gettandomi nella confusione più totale. Sto parlando a Bodhi, sto parlando a Bone, sto parlando a tutti gli uomini che amo e che non riescono a trovare le parole per dirmi che anche loro mi amano. E mi sento sull'orlo di un baratro che si allarga sempre di più.

19 gennaio 2000

Stavo guardando una vecchia puntata di Friends quando Sweet ha fatto irruzione in salotto e mi ha comunicato che ha preso due decisioni epocali: ha preso appuntamento col dermatologo per rimuovere chirurgicamente le tre cisti che deturpano da sempre il suo profilo (!) e ha preso appuntamento con un centro oftalmico d'avanguardia che promette di risolvere definitivamente il suo atavico quanto grave problema di miopia + astigmatismo con una nuova tecnica laser indolore. Considerando che nei nostri 10 anni di matrimonio avrò perorato entrambe le cause almeno una volta ogni due mesi ottenendo at best un'alzata di spalle, non posso fare a meno di pensare con una buona dose di cinismo che ci è voluta la mazzata di dicembre per farlo decidere ad affrontare la realtà. Posso ricostruire i suoi pensieri inconsci meglio di lui: adesso che si trova sbattuto nell'insidioso mondo dei single con 10 anni di più deve predisporsi per affrontare la caccia alla figa nelle migliori condizioni fisiche. Gli uomini sono orrendamente e squallidamente prevedibili.

20 gennaio 2000

Sigarette 28, calorie 1100, ICQ 1 ora, Bodhi latita.
Oggi secondo appuntamento con la strizza. Prudentemente avevo programmato un pomeriggio leggero senza appuntamenti con esterni e la prudenza si è dimostrata ben fondata. Sono entrata succhiando un chupachups, l'avevo visto al bar dove mi ero fermata per mangiare un panino prima di affrontare il mostro del mio inconscio e non so perchè mi è venuta voglia. Mi ha ricordato l'infanzia, mi ha fatto venire nostalgia, non so. Ho passato quasi 10 minuti a scegliere il gusto, poi mi sono decisa per fragola e vaniglia e me ne sono pentita un secondo dopo: era disgustosamente dolce e stucchevole. Cmq, sono entrata succhiando il chupachups e la strizza mi ha guardato con una stranissima espressione, mi ha fatto accomodare, mi ha chiesto come stavo e poi mi ha fatto il terzo grado sul chupachups. Nel giro di 5 minuti avevo la salivazione azzerata e avrei voluto vomitare tutto il pranzo, la colazione, la cena e anche la prima comunione pur di liberarmi dall'ansia che mi ha messo addosso. Mi ha tirato fuori tanta di quella merda che alla fine della seduta stavo attenta a dove mettevo i piedi. Mi sono alzata con un enorme senso di nausea e di inadeguatezza. Non è bello sentirsi dire a 36 anni che la tua femmminilità è un criceto in gabbia, costretto a girare senza meta, schiacciato da un ego maschile dominante che ne ha impedito la maturazione, cosicchè il mio femminile ha l'età di una bambina di 3 anni ed ecco dove entra il maledetto chupachups che possa cadere fulminata se ne toccherò un altro in vita mia.

21 gennaio 2000

Sigarette 25, calorie 1200, ICQ 45 minuti.
Lunghissima trattativa con Bone per il weekend. Lui sempre più assatanato, io a disagio crescente, il criceto impazzito girava e girava nella sua ruotina fino a farmi girare la testa. Ovviamente nessun segno di vita da parte di Bodhi. Maledizione.

22 gennaio 2000

Sigarette 25, calorie 1500, ICQ zero.
Mattinata come da prassi sabbatica con massaggio e spese di casa, all'1 e un quarto parto per Montichiari dopo aver detto a Sweet che sarei andata ad una festa della list. Non so perchè continuo a propinargli queste palle clamorose, adesso non ce n'è più bisogno e non voglio insultare la sua intelligenza. Ma non riesco a dirgli la verità, non riesco a dirgli che vado a scoparmi qualcun altro, mi sembra un affronto, mi sembra indelicato. Ci penso per metà del viaggio, per l'altra metà penso come sarà rivedere Bone dopo tutto questo tempo, mi sembrano passati anni anche se è solo poco più di un mese. Gli telefono a metà strada e gli dico che sono molto fragile e confusa, che non sopporterei il suo solito cinismo. Mi risponde che sarà all'altezza e di fidarsi: farebbe qualunque cosa per scoparmi, questo ormai lo so ma che tristezza. Arrivo con soli dieci minuti di ritardo, scendo dal treno e lui è lì sulla piattaforma che mi aspetta. Mi muovo come in trance, mi sembra tutto così irreale. Mi abbraccia, mi bacia, mi chiede se ho mangiato. Non ci ho nemmeno pensato, mi viene in mente che a parte il thè del mattino non ho toccato cibo. Lui mi prende la borsa e dice che mi ha preparato uno spuntino, di non preoccuparmi di niente che per un giorno sarà lui a pensare a me. Commovente, se non fossi così confusa. Mi abbandono sul sedile della sua macchina e penso che sarebbe davvero bello potersi abbandonare per una volta, lasciarsi guidare come un bambino e non pensare a niente, fidandosi ciecamente del prossimo e del mondo. Invece la mente continua a galoppare, ogni istante penso che Bodhi non è qui con me e che non mi ama e non mi amerà mai. A casa di Bone la tavola è apparecchiata per due, delicatessen a valanga, tutto quello che mi piace, candele e musica soft in sottofondo. Trattamento deluxe: gli devo essere mancata molto. Mangiamo e sento che lui mi fa domande a cui rispondo senza pensare, mi chiede di Sweet e di Bodhi. Mi dice che non sa perchè mi voglio complicare la vita così, ma che lui non vuole esprimere giudizi, mi dice che è preoccupato per me. Vorrei urlare che se fosse così preoccupato avrebbe sposato me invece di altre 2 donne ma non ho la forza. Alla fine dello spuntino inizia ad arrotolare una canna, ma gli dico che non la voglio, non subito almeno. Voglio vedere che effetto mi fa scopare senza l'intermediazione della droga, voglio vedere se abbiamo ancora qualcosa da dirci, adesso che tutta la mia vita è ribaltata e smarrita. Lui mi porta a letto, mi spoglia, mi bacia e dal modo in cui lo fa capisco che c'è qualcosa di diverso: non è arrapamento, non è mancanza, è di più, è qualcosa che devo recuperare da memorie lontanissime. Chiudo gli occhi e mi abbandono, lascio fluire le sensazioni senza cercare di interpretarle e appena prima che la corsa verso l'orgasmo mi prenda sento Bone che dice "Apri gli occhi Bree, guardami." Apro gli occhi come in un sogno e vedo Bone che mi guarda come vent'anni fa, come quando ci siamo innamorati. "Ti voglio bene Bree, davvero. Volevo che lo sapessi." mi dice e mi avvolge nell'abbraccio che mi porterà in cielo.

23 gennaio 2000

Sigarette: 21, calorie: 1500, ICQ: zero, ore spese a pensare a Bodhi: 10, ore spese a pensare a Bone: 10, ore spese a pensare che sono davvero nella merda adesso: 10.
Mi sveglio abbracciata a Bone, lui tenerissimo mi ha rincorso tutta la notte, ogni volta che tentavo di liberarmi dal suo abbraccio mi stringeva più forte. Non so quante ore ho dormito ma so che siamo arrivati alla fine di questa vacanza e devo tornare a MI. Facciamo colazione, rifacciamo l'amore per l'ennesima volta, io sono distrutta e so che mi ci vorrà una settimana per rimettere in sesto l'apparato sessuale. Non mi importa niente. Voglio tornare a casa e cercare di non pensare a quello che è successo. Il viaggio verso la stazione è taciturno, ma prima di scendere dalla macchina non resisto e dico, con una voce che sembra uscita dal telefono azzurro: "Bone, è successo qualcosa vero? Ieri pomeriggio non abbiamo scopato. E' stato diverso." Lui mi guarda e risponde subito, come se gli fosse esploso dentro. "Abbiamo fatto l'amore, è così?". "E' così." dico io e mi sento invasa dall'enormità della cosa. "OK Bree, fermati qui. Non iperanalizzare, non lavorarci sopra. E' così. E' bello. Lascia che la bellezza stia dentro di te e dimentica il resto." Capisco perfettamente quello che vuol dire. Ci siamo cascati di nuovo, ma sappiamo che noi due potremo esistere solo in questa dimensione, se provassimo a cambiare l'equilibrio tornerebbe tutto come al tempo in cui avevamo deciso di sposarci, e nessuno vuole ripetere l'esperienza. Abbiamo già dato, grazie. Ma mi resta addosso, insieme alla bellezza, la tristezza di sapere che sono condannata a stare male, ancora.

24 gennaio 2000

Serata da Neo con finale a sorpresa. Mi aveva anticipato nel pomeriggio che aveva bisogno di me per una cosa che stava preparando, solleticando ingnobilmente la mia curiosità. Arrivata da lui subito dopo il lavoro l'ho trovato eccitatissimo ed impegnatissimo in multitasking totale su ICQ, PC e cellulare. Mi sono messa alle sue spalle per osservare il lavoro e per qualche minuto non ho capito molto, poi attraverso mozziconi di frasi, dialoghi ICQ e qualche chiosa gentilmente fornitami da Neo mi sono fatta il quadro della situazione. Si trattava di uno scherzo a Evron, preparato con l'aiuto remoto di Love. Neo mi ha passato Love al cellulare e entrambi mi hanno chiesto che cosa ne pensavo e se non era un'idea clamorosa. Io ho cercato di prendere tempo per capire meglio ma da quello che avevo potuto osservare lo scherzo era piuttosto pesante e coinvolgeva Naima oltre a Evron. Non conosco benissimo i due personaggi, ma da quel poco che avevo potuto osservare non mi sembravano dotati di grande senso dell'umorismo. Ho cercato di dirlo ma sia Love che Neo si sono dimostrati molto delusi dalla mia reazione: evidentemente si aspettavano un'adesione entusiasta e incondizionata al progetto e la mia reazione non era in linea con le aspettative. Così mi sono seduta zitta e buona in un angolo a leggere finchè Neo ha finito di parlare con Love e poi, con grande calma e pazienza, ho cercato di dissuaderlo dal portare a termine la cosa nei termini in cui era stata pensata. L'idea generale poteva anche essere carina, ma Love aveva fornito a Neo una conversazione privata tra Evron e Naima, ottenuta non voglio nemmeno sapere come, che portava lo scherzo a livelli di totale illegalità. Tutti i miei sforzi si sono dimostrati vani: sono solo riuscita a convincere Neo a non pubblicare la cosa sul web dove chiunque avrebbe potuto vederla, ma a mezzanotte e mezza la pagina web è stata spedita a tutta la list. Adesso non resta che aspettare l'inevitabilità degli eventi. Vorrei avere dieci anni di meno e l'irresponsabilità di Neo per poterne ridere, ma nemmeno dieci anni fa io avrei concepito uno scherzo del genere. Sono nata vecchia, probabilmente.

25 gennaio 2000

Alle dodici e un quarto ho ricevuto un messaggio di Evron in list. Mandava a cagare Neo e Love e diceva a tutti noi che era stato bello finchè era durato ma che mai in vita sua si sarebbe aspettato una cosa del genere da chi credeva amico, per cui si unsubscriveva dalla list e non voleva più avere niente a che fare con noi. Grande tristezza. Neo e Love spavaldi hanno commentato che gli passerà, ma ho notato un certo nervosismo generale. Zen ha commentato che tanto Evron è un coglione e tanto meglio se si scava, Bodhi ha commentato che qualunque cosa Love e Neo avessero fatto sono amici e quindi lui sta dalla loro parte. Commento del cazzo, situazione odiosa.

26 gennaio 2000

Hal mi ha chiamato alle dieci e mezza preoccupatissimo chiedendomi che cosa sapevo dello scherzo di Neo a Evron. "Troppo, purtroppo." ho risposto e lui ha insistito per vedermi a pranzo e parlarne. Ci siamo visti e ne abbiamo parlato, ho constatato con piacere che nonostante l'amicizia che lo lega a Neo anche lui pensa che la cosa sia stata di totale cattivo gusto e che apre preoccupanti prospettive nella list. L'idea che le nostre conversazioni private vengano sbattute sul web o anche solo in list non fa piacere a nessuno e non riesco a capire come Neo e Love non ci siano arrivati. Evron è furibondo, ma ancor più che furibondo, è profondamente ferito e Hal dice che non sarà facile recuperarlo. Siamo rimasti d'accordo che lui cercherà di parlare a Evron per facilitare una riconciliazione, mentre io cercherò di parlare a Love e Neo per riportarli alla ragione. Mission impossible. Il thread in list sullo scherzo di Neo sta raggiungendo livelli record e le fazioni si stanno scannando a vicenda.

27 gennaio 2000

Giornata frenetica all'insegna della diplomazia. Un'ora di telefonata con Love per convincerla a parlare con Evron, senza chiedere scusa se proprio non ci riusciva, ma almeno per spiegare e chiarire che nessuno aveva intenzione di ferirlo ... non so come ho fatto ... Neo si è chiuso in un mutismo impenetrabile ed è irraggiungibile. Hal mi ha aggiornato sulle trattative con Evron e abbiamo deciso che l'Expo del 5 febbraio avrebbe potuto essere una buona occasione sociale per riappianare le tensioni. Per incredibile botta di culo, alle 15 e 45 è arrivato un mail in list da Tank che con grandissima serenità e saggezza ha fatto un'analisi spassionata e oggettiva della situazione riducendola ai minimi termini, ha esortato tutte le parti a dimenticare l'accaduto, trarne insegnamento per il futuro e incontrarsi all'Expo in segno di pace. E con questo il thread sullo scherzo si è definitivamente chiuso con sollievo di tutte le parti. Ho subito mandato in list un messaggio chiedendo chi sarebbe venuto all'Expo e offrendomi di procurare biglietti gratis per tutti. Ho tentato di coinvolgere Zen e Bodhi - che nel thread avevano fortunatamente fatto solo commenti del cazzo e di scarsa rilevanza - nell'operazione di riappacificazione: Zen mi ha mandato a cagare senza troppi complimenti dicendo che non gliene fregava niente dell'expo, di Evron e della cosa in generale; Bodhi ha glissato all'inglese spiazzandomi con "Ottimo, ci andiamo insieme? Puoi venire da me magari la sera prima e poi ci troviamo con gli altri lì." Ecco come si fa a parlare alle donne: ho dimenticato all'istante l'affaire Evron e ho cominciato a contare i minuti che mi separano dal 4 febbraio.

28 gennaio 2000

Ho trionfalmente comunicato alla list che ci sono biglietti per tutti, Love ha parlato con Evron e sembra che le cose si siano chiarite quel tanto che basta per farlo tornare in list, Neo è riapparso in ICQ e tutto va per il meglio.

29 gennaio 2000

Prima telefonata del giorno alle 9 e 45: Dee che mi esorta ad alzare le chiappe e ad andare ad ordinare la smart. Le ho ricordato che avevo un massaggio alle 10 e 30 e che mi toccava anche la spesa settimanale, per cui ci siamo date appuntamento alle due sotto casa mia. Alle due e qualcosa sfrecciavamo sul suo motorino in direzione centro: io emozionatissima, lei nevrotica da traffico come al solito. Arrivate miracolosamente sane e salve dal concessionario, abbiamo dato vita al nostro solito show che consiste principalmente nel discutere e dibattere questioni anche non strettamente legate all'oggetto del contendere (in quel caso: la smart) ad altissima voce incuranti del commesso di turno - che è pagato per portare pazienza - e degli altri clienti - che solitamente dopo dieci minuti di show si danno per mai più tornare. Devo dire che entrambe sentivamo la mancanza dello show, perchè ci abbiamo dato dentro con tutte le nostre energie fino a far crollare il funzionario maschio. In effetti il tipo non doveva avere i nervi saldi perchè di solito crollano dopo un'ora, invece con lui è bastato molto meno. Ascoltato il preambolo di Dee che faceva la mia portavoce, ci ha illustrato per un buon quarto d'ora tutte le caratteristiche tecniche della smart, ci ha fatto provare il modello esposto, ci ha glorificato cerchi in lega, cambio automatico, abs e barre laterali fino a che io, visibilmente annoiata, gli ho detto: "Sì, vabbè, ma in che colore l'avete?" e Dee ha rincarato: "E la tappezzeria interna? Spero che abbiate altri colori oltre a questo che fa abbastanza schifo." A quel punto il funzionario è crollato ed è dovuta intervenire la funzionaria femmina che ha preso in mano la situazione con ammirevole piglio. Raggiunto l'accordo sul colore e sul coordinamento della tappezzeria interna, siamo passate ai dettagli contrattuali e qui lo show ha raggiunto il suo culmine perchè Dee insisteva per farmi accettare un pagamento upfront di 10 milioni con 24 rate da 300 mila e io sono sbottata in un: "Ma cazzo, Dee, devo comperarmi anche il PC e se Sweet mi sbatte fuori casa quei 10 milioni mi servono!" e ho tirato nel discorso anche la funzionaria chiedendole: "Mi scusi, segua il ragionamento: il PC costa 3-4 milioni e se devo cambiare casa, tra i 3 mesi di affitto anticipati, la cauzione e un minimo di mobilio sia pure Ikea lei non pensa che 10 milioni vadano via come ridere?" La funzionaria ha convenuto che in effetti avevo ragione e alla fine ci siamo accordate per un pagamento upfront di 4 milioni e il resto in comode 36 rate da 500 e rotte mila. Firmato montagne di carta, riempito montagne di moduli e fornito tutti i documenti possibili e immaginabili dal modello 101 alle vaccinazioni obbligatorie, alle 17 e qualche minuto la funzionaria mi faceva i complimenti per l'acquisto e mi dava tutti i ragguagli burocratici del caso. A quel punto Dee ha attaccato il suo discorso da venditrice cercando di persuaderla a vendere a lei una seconda smart a prezzo stracciato sulla scorta della vendita già effettuata ... Dee è fatta così! Io ci sono abituata ma ho avuto piacere nel notare che la funzionaria era visibilmente imbarazzata. Ho fermato Dee suggerendole di tornare in un altro momento e l'ho trascinata fuori lasciando dietro di noi le solite macerie. In strada siamo scoppiate a ridere e ci siamo complimentate per lo show, concludendo che dovremmo farne più spesso. Tornata a casa dopo un altro rocambolesco giro di MI sul motorino di Dee ho sventolato il contratto e gli altri fogli sotto il naso di Sweet declamando: "Eccomi proprietaria di smart!" Lui ha incassato senza commentare, sorridendo debolmente e esortandomi a farmi una camomilla, ma ero così eccitata che ho passato altre due ore a raccontare tutto lo show (omettendo la parte che lo riguardava) e a ridere come un'invasata. Sì, forse ripensandoci sono stata leggermente insensibile nei suoi confronti ...

30 gennaio 2000

Dopo la palestra in ufficio a finire un lavoro che deve essere pronto per domani. Mentre lavoravo nel silenzio del palazzo deserto mi ha preso un attacco di bodhimanca e non ho saputo resistere: ho telefonato. Ha risposto quasi subito e dalla voce pareva anche di buon umore. Incoraggiata ho chiuso gli occhi e ho detto quasi senza respirare, col cuore che batteva a mille "Magari prima di andare a casa passo a trovarti, ti va?" e ho aspettato la mazzata per tre secondi che sono durati una vita. A sorpresa, Bodhi si è mostrato non dico entusiasta, ma sufficientemente interessato alla proposta da farmi riprendere le normali funzioni respiratorie e cardiache. Mi ha accolto in tuta, scopa in mano: "Sto facendo le pulizie, questa settimana la donna aveva l'influenza." mi sono offerta di aiutarlo ma lui mi ha ingiunto di sedermi e intrattenerlo. Abbiamo parlato di tutto un po' e poi lui mi ha chiesto se gradivo fermarmi a cena. Certo che gradivo! E nello stesso tempo mi domandavo PERCHE' ci fosse ancora bisogno di tutte queste manfrine. Mentre preparava la cena e io apparecchiavo la tavola mi chiedevo anche come mai dopo aver giurato a me stessa che non mi sarei mai potuta innamorare di un inglese ci ero ricascata così stupidamente. Come se non mi fossero bastate tutte le deludentissime esperienze londinesi: e ai tempi avevo molto più entusiasmo e molti meno anni! Ma cazzo, mi dicevo tra una forchetta e un bicchiere, lo sapevi che sarebbe stato così, sapevi a che cosa andavi incontro, conoscevi bene le procedure e le priorità di questi disgraziati, perchè è successo di nuovo? Perchè Bodhi è diverso, mi rispondevo invano. Non beve fino a scoppiare e non tira etti di coca, ma questa è una variabile generazionale: Bodhi è un ragazzo new age mentre io ai tempi di Londra frequentavo solo yuppies di merda. E' un genio e mi ricorda Clo. Fantastico, a maggior ragione! Genio quindi con enormi problemi di comunicazione, con in più il carattere enigmatico di Clo, il tutto condito da geni ed educazione British ... sono una vera masochista, non c'è altra spiegazione. Alla fine della cena, quando Bodhi mi ha preso per mano e mi ha portato in camera da letto, ho smesso di farmi domande e di cercare risposte. Quando la carne chiama non si discute più.

31 gennaio 2000

In ufficio assolutamente svogliata e in manca. Ovviamente Bodhi tace, non saluta su ICQ, non mi chiama. Comincio ad abituarmi alla sua indifferenza postcoitale ... sono caduta proprio in basso. In compenso - con tempismo ammirevole - Bone ha chiamato: tornerà da Francoforte fra una settimana, mi ha chiesto quando ci vediamo. Ho preso tempo anche se so che ci vedremo perchè questa cosa con Bodhi non va da nessuna parte e io ho bisogno di staccare la testa. Non era così una volta tra me e Bone, io non andavo da lui perchè avevo bisogno di staccare la testa da un altro, semmai il contrario. Le cose cambiano.

 
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