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2015

Gregolimano

(8 maggio) Dopo una settimana di Club Med di Gregolimano (Grecia) ho raggiunto il nirvana. Basta: non desidero altro dalla vita e posso morire contenta, sempre dopo aver adempiuto ai miei obblighi materni e quindi non prima che Matteo sia maggiorenne e dotato di tutti i mezzi che gli consentano una vita indipendente. A questo proposito ho già stretto un patto col dio in cui non credo e mi aspetto che mantenga la sua parte. Da parte mia da ora in poi vedrò di accumulare i soldi necessari per garantirmi una settimana di Club Med all’anno: alla mia veneranda età è una profilassi indispensabile tanto quanto pap test, mammografia e terapie ormonali anti-aging.

Cose che mi ricordavo del Club Med:

1) il viaggio. È sempre un'odissea: lunghe ore in aereo, poi lunghe ore in autobus per sentieri sterrati, in modo da arrivare sempre esausti e subire più che godere le numerose attenzioni di benvenuto.

2) il servizio. Impeccabile al limite dell'imbarazzo. Tutto previsto, tutto organizzato, valigie in camera quando arrivi o entro cinque minuti. Drinks di benvenuto, salviette umide, stuzzichini, G.O. Gentilissimi che ti spiegano tutto senza che debba chiedere niente e che sembrano sempre felicissimi di averti incontrato e che si siedono al tuo tavolo se ti vedono in difficoltà.

3) la spiaggia. Esageratamente lunga, bella, silenziosa, con nessuno che ti disturba ma con invisibili inservienti sempre pronti in caso di bisogno.

4) il buffet. Ovviamente. Esagerato ma ripetitivo e curiosamente povero di varietà di frutta. Per esempio: niente fragole! Arance, melone, ananas, banane, mele, pere e kiwi. In Grecia. Boh.

5) il caffè. Imbevibile. L'unico caffè decente si beve al bar dove c'è la macchina espresso.

Cose che non mi ricordavo del Club Med:

1) il buffet after hours. Secondo me non c'era. Adesso subito dopo colazione aprono un buffet di brioscine per i ritardatari, seguito da un buffet di aperitivo per chi non ce la fa ad aspettare l'ora di pranzo, seguito da un high tea, seguito dall'aperitivo serale. Temo di scoprire che ci sia anche un buffet per chi esce dalla discoteca alle 3 di notte.

2) l'animazione dell'agora. Senza sosta. Nemmeno durante la siesta, con DJ che urla e musica a palla. Probabilmente l'avevo rimossa.

3) i piatti cordon bleu preparati al momento. Come nei ristoranti di lusso, almeno cinque cuochi in diverse postazioni compongono sculture alimentari sempre diverse e di livello altissimo. Anche questi secondo me non c'erano. Comunque una sorpresa veramente gradita e apparentemente per pochi intenditori.

4) il tea bar. Bollitore samovar self service con almeno dieci varietà di the e tisane, curiosamente insapori ma di grande scena.

5) i G.O. (gentili organizzatori) italiani. Sono tantissimi, quasi più di quelli francesi. Lo chef de village è Bruno Ghilardi di Bergamo, il responsabile animazione è italiano e tutti i baristi pure. Meta degli istruttori sportivi anche: ho parlato più italiano nelle ultime 24 ore che negli ultimi due anni. Che siano esodati Valtur?

Siccome mi è stato da più parti chiesto che cosa renda il Club Med così diverso dagli altri alberghi di lusso e/o villaggi all-inclusive, con piacere rispondo pubblicamente che il Club Med è sempre all’avanguardia nel farti dimenticare di aver mai avuto un’altra vita e di farti credere che la tua vita sia quella della contessa di Downton Abbey: manca solo la cameriera personale che si occupa del tuo guardaroba ma non escludo che in futuro ci saranno G.E. (gentili dipendenti) preposti a questa specifica funzione. Vi parlo con cognizione di causa avendo frequentato recentemente sia alberghi che all-inclusive, ma solo un altro Club Med per il mio viaggio di nozze nell’ormai lontano 2007. Penso che le sedi dei vari Club Med siano scientificamente selezionate per evitare qualunque contatto con il mondo esterno. Non a caso non ci sono giornali, ne’ radio, ne’ orologi in tutto il villaggio. Se ti vuoi far del male da solo c’è la TV e adesso anche il Wi-Fi, ma la quantità smisurata di attività all’aria aperta non ti dà letteralmente il tempo di guardare la TV e dopo un paio di giorni smetti anche di compulsare freneticamente i social e i quotidiani online. So che a me ha cominciato a dare fastidio aprire facebook già da lunedì e infatti sono stata estremamente parca nelle mie esternazioni telematiche. Penso anche che i G.O. siano severamente selezionati n base a caratteristiche caratteriali ben precise oltre alle competenze della loro professione; non sarebbe per loro altrimenti possibile tenere una maschera sociale 24/7 per tutta la stagione e questa è la differenza fondamentale tra il Med e il resto: al Club Med ogni G.O. è genuinamente felice di vederti ed è appagato solo se tu sei felice, praticamente come una madre coi propri figli in una giornata buona o, se vogliamo essere cinici, come il tuo cane.

In ogni caso una settimana al Club Med vale ogni euro speso (e non pensate che mi paghino per dirlo: a quanto pare pagano poco pure i G.O., figuriamoci i fans), soprattutto se somministrata in primavera, quando la depressione invernale è al suo apice e il maltempo perdura impietoso. La più grande soddisfazione, scientificamente provata e dotata di impronunciabile nome (Schadenfreude) da psicologi tedeschi, è stata quella di paragonare le condizioni meteorologiche di Gregolimano con quelle di Nijmegen durante la nostra vacanza. Mentre qui c’erano al massimo 18º, pioggia e vento di tramontana, a Gregolimano si toccavano punte di 32º con sole intenso e leggera brezza serale: goduria assoluta.

E adesso scusate ma vado a scegliere la sede della mia vacanza del 2016. Alla prossima!

 
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