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2014

Santità

(28/04/2014) Premetto che, come atea, dò ai santi nominati dal Vaticano lo stesso valore dei vincitori dell'Eurosong Festival: un concorso canoro rilevante solo per i proletari dell’Europa dell’Est. Ciò detto mi stupisco all'accanimento di amici, conoscenti e perfino rispettabili giornalisti contro la canonizzazione di GPII. E’ un po’come indignarsi perché anche quest’anno all’Eurosong Festival ha vinto una canzone dal dubbio valore artistico e una performance da baraccone. E chi se ne frega? Che cosa mi sposta nella vita?

Seriamente, che cosa mi sposta nella vita la canonizzazione di un sostenitore di dittatori fascisti e preti pedofili? Mi duole dirlo ma avvallo di dittature totalitarie e pedofilia sono solidi valori della chiesa cattolica del XX secolo. In questo GPII è stato pienamente in linea con la tradizione e per questo viene premiato dalla setta vaticana. Anche i santi del passato non erano moralmente migliori: mi pare di ricordare che Santa Rita da Cascia, protettrice delle famiglie, perdonò gli assassini del marito, ma quando capì che i suoi figli volevano vendicarsi, preferì vederli morire piuttosto che vederli responsabili di atti di violenza che avrebbero messo in pericolo la loro anima. Logica impeccabile secondo la chiesa cattolica.

Apparentemente la dicotomia tra quello che una parte dei cattolici vuole dal Vaticano e quello che il Vaticano vuole dai suoi fedeli si fa sempre più grande e qui devo dar ragione al mio amico Maffa che mi ricorda continuamente come i dogmi religiosi non siano negoziabili per cui o li accetti in toto o ti chiami fuori dalla setta. Io mi sono ampiamente e da lungo tempo chiamata fuori, ma sembra che molti di coloro che si definiscono cattolici vorrebbero invece abolire una serie di dogmi e accogliere una serie di valori non contemplati dalla fede. I personaggi di riferimento di questi cosiddetti cattolici sono i vari preti ribelli da Don Mazzi a Oscar Romero e quindi è comprensibile che costoro non si possano riconoscere nella canonizzazione di GPII. Mi viene spontaneo suggerire a questi cattolici di rivolgere lo sguardo oltre la siepe vaticana: anche restando nel cristianesimo ci sono almeno tre varianti religiose più tolleranti e meno dogmatiche del cattolicesimo. Se poi ci si avventura ad est delle religioni mediorientali si trova una gamma vastissima di risposte più o meno democratiche all’innato bisogno di spiritualità che contraddistingue la razza umana. Budda, Confucio e Lao Tzu non solo non sono santi, ma nemmeno santificano la vita e la morte. Dovendo per forza scegliere di aderire a qualche culto so dove andrei a rifugiarmi, invece di ostinarmi pervicacemente a combattere battaglie perse nel tentativo di piegare il cattolicesimo a mia immagine e somiglianza.

In Olanda è uscito oggi un rapporto dell’agenzia centrale per la statistica sulla relazione con la religione cristiana e sebbene il cattolicesimo sia ancora la religione più praticata (circa 4 milioni contro 1,8 milioni di protestanti), il 70% della popolazione si dichiara atea (21%), agnostica (16%) o non praticante (33%). Le chiese sono sempre più vuote, meno della metà dei giovani sotto i 25 anni riceve un’educazione religosa, meno del 60% ha fiducia nelle istituzioni religiose. Questo non toglie che gli Olandesi si ritengano mediamente molto spirituali, ma la loro spiritualità è largamente centrata sulla realizzazione del sè, cioè sul dio interiore che è anche al centro delle religioni orientali di cui sopra. Questo li porta ad un sano pragmatismo che riconosce nell’istituzione ecclesiastica lo stesso valore di un servizio di pubblica utitità come l’azienda per l’energia elettrica: secondo la maggioranza degli Olandesi la chiesa serve principalmente a celebrare matrimoni e commemorare i defunti, anche quelli collettivi, risultato di guerre o catastrofi. Una cerimonia come quella di ieri in Piazza San Pietro non li indigna ne’ li disgusta: li lascia blandamente indifferenti, sicuramente più indifferenti dell’Eurosong Festival. E questi non sono gli intellettuali, questo è l’atteggiamento mainstream degli under 65!

Che differenza con lo sbrocco di Odifreddi su Repubblica: quello sì che mi ha lasciato attonita. Da dove viene tutto questo disprezzo, questa veemenza censoria? Perché un intellettuale che si presume quantomeno agnostico si indigna al legittimo delirio di ottocentomila fedeli che acclamano la canonizzazione di un paio di Papi ne’ meglio ne’ peggio della schiera di santi che li ha preceduti? La conclusione dell’intervento poi è degna degli anatemi dei papi medievali: «Santissimi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, pregate per loro, che ne hanno bisogno. E pregate anche per i politici cattolici, di nome o di fatto, che oggi affollano il sagrato di san Pietro: fareste veramente un miracolo, se ce li toglieste di torno. Se poteste far crollare, oltre alla croce della val Camonica, anche la cupola di Michelangelo, provocando un’ecatombe di papi e cardinali, oltre che presidenti e politici, vi saremmo veramente grati. »

In questa frase c’è tutta l’essenza dell’italianità e la ragione per cui il baratro culturale tra nord e sud Europa è destinato ad allargarsi sempre di più. In Olanda, come in tutti i paesi che hanno bruciato i conventi cattolici nel XVI secolo per protesta contro lo strapotere della multinazionale vaticana, non si invoca più un deus ex machina che ci liberi dal male. Il dissenso oggi si esprime disertando le chiese, ignorando i fanatici religiosi, non votando i politici da cui non ci si sente rappresentati e battendosi per il mantenimento dei fondamentali diritti civili tra cui quello della libertà di religione. Se si è in disaccordo con le scelte vaticane basta non andare in Piazza San Pietro e non seguire la copertura mediatica dell’evento, ma un evento che è capace di attirare ottocentomila fanatici da tutto il mondo va rispettato e analizzato. Nel rapporto olandese si legge che il cristianesimo sta migrando dal Nord al Sud del mondo. Se questo è vero si possono fare due cose: o facilitare il trasloco della sede del Vaticano in America Latina o sfruttare l’opportunità economica che il turismo religioso del Vaticano porta in Italia – vi assicuro che un Olandese, per quanto ateo, agnostico e materialista, non avrebbe dubbi sul da farsi.

Dietro questa veemenza e questo disprezzo per chi ancora crede in un Dio onnipotente e nei suoi rappresentanti terreni si nasconde certamente l’esasperazione per l’ingerenza del Vaticano nella società civile italiana e questa ingerenza, più che disprezzabile, è imperdonabile. Ma invece di cercare di cambiare il cattolicesimo o i cattolici, l’opinione pubblica olandese e i suoi rappresentanti politici pretenderebbero la fine dello status quo: lascerebbero il Vaticano libero di continuare a proclamare santi e beati a suo piacimento ma sarebbero inflessibili sul richiedere, fuori da Piazza San Pietro, il rispetto delle leggi dello Stato con tutte le conseguenze del caso, a cominciare dal pagamento delle tasse sulla proprietà per finire con la proibizione dell’obiezione di coscienza nell’esercizio di qualunque funzione pubblica. Se Papa Francesco si opponesse a questa richiesta, l’opinione pubblica olandese e i suoi rappresentati politici gli farebbero presente che si può sempre tornare all’opzione 1 e trasferire baracca e burattini in America Latina.

La società civile italiana si deve tirare insieme abbastanza per formulare una tale richiesta e per farla applicare dalle apposite istituzioni statali invece di farsi venire la bava alla bocca per un rito che non la riguarda e pregare un firmamento di santi in cui non crede per liberarsi dai politici che lei stessa ha votato. Amen.

 
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