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2014

Zero Tolerance

(08/12/14) Mai come quest’anno sono stata ansiosa che passasse il 5 dicembre, la pakjesavond (sera dei pacchetti) di una tradizione che l’80% degli olandesi reputa irrinunciabile e una minoranza sempre più agguerrita bolla come intollerabile razzismo (ref: Luxe Problemen). La magia di Sinterklaas è sparita nella nostra famiglia ben prima che i dimostranti invadessero le piazze e si facessero arrestare in nome di un colore – devo dire per fortuna – così al nostro Matteo sono state risparmiate le risse hooligans e gli insulti sui social in tenera età. Non ho invidiato i bambini che a Gouda e Amsterdam sono stati costretti a fare da spettatori della follia dei loro genitori.

Una follia che sembra ormai segnare questo inizio del terzo millennio e che si esplicita in una sempre più marcata intolleranza per qualunque infimo dettaglio che non sia esattamente confome alle nostre aspettative, mentre intorno a noi crolla la società costruita dai nostri nonni dopo l’ecatombe di due guerre e il fanatismo religioso fa più vittime dell’ebola. Ormai non si boicottano le industrie perché avvelenano i cittadini, si boicottano i supermercati che decidono di non vendere cioccolato a forma di testa di moro. Si esigono le pubbliche scuse di un nerd che osa indossare una camicia hawaiana con donnine nude al posto delle palme in nome di un femminismo che tollera i soprusi ben peggiori del maschilismo di ritorno (ref: Parliamo di sesso) e si minaccia di morte – di MORTE – la presentatrice di un programma per bambini rigorosamente politically correct mentre politici che istigano l’odio razziale continuano ad avere spazio nelle piazze e sui mezzi di comunicazione. E’ di oggi la notizia che il nostro Salvini locale, il famigerato Wilders, ha confermato ai giudici che lo stanno processando per istigazione all’odio razziale di non aver fatto o detto nulla di male quando alla vigilia di elezioni (sonoramente perse) ha promesso ai suoi seguaci meno marocchini in Olanda (ref: Gemeenteraadverkiezingen).

Oggettivamente, volendo evitare polemiche, il nerd avrebbe potuto scegliere un’altra camicia per presentare al mondo il suo successo scientifico e i supermercati avrebbero potuto astenersi dal diramare comunicati stampa sui dettagli delle loro politiche commerciali. Come pure avrebbe fatto bene il sindaco di Maastricht, già coinvolto in uno scandalo a causa della sua passione per giovinotti di discrezione più scarsa della loro età, a mantenere la promessa di morigerare i suoi costumi invece che farsi beccare in flagrante con un giovinotto più giovane del precedente ancorché maggiorenne. Trattavasi di una trappola abilmente tesa al sindaco infoiato dall’editore di un programma televisivo senza scrupoli, ma questa non è un’attenuante. In un mondo dove ogni fotogramma della nostra vita viene inchiodato per sempre nella capiente memoria della cloud, il minimo che si possa pretendere è il ritorno al pudore vecchio stile quantomeno in apparizioni pubbliche e, per chi riveste cariche pubbliche, anche in privato. Se invece si ambisce ad essere perennemente sotto i riflettori mediatici, il comportamento da seguire è quello di Wilders e delle sorelle Kardashian. Senza naturalmente scusarsi mai e sopportando stoicamente le conseguenze dei propri atti.

Come ha infatti puntualmente fatto il sindaco di Maastricht, che ha deciso di dimettersi dalla carica nonostante il suo comportamento non costituisca reato e nonostante il suo partito gli avesse rinnovato ufficialmente la fiducia. Come dire: mi avete incastrato, andate a quel paese e vediamo se adesso che non sono più sindaco mi lasciate trombare in pace chi voglio io. Da allora è costantemente sulla prima pagina di tutti i quotidiani e ha un posto fisso in tutti i talk show televisivi. Praticamente un eroe. Un paladino del diritto alla privacy e alla libertà di scelta sessuale.

Tutti noi naturalmente sappiamo che le dimissioni sono state tutt’altro che spontanee e che il rischio di ricaduta con un giovinotto dalla parte sbagliata della maggiore età ha pesantemente condizionato le scelte del partito e del personaggio. La morale è salva, la forma anche, siamo tutti felici e buon natale.

E invece no, perché l’azienda che ha pagato di tasca sua uno spot televisivo di ben 3 minuti con un remake all’olandese di We are the World e l’invito a regalare una cena di natale ai senzatetto è stata puntualmente crocifissa dall’opinione pubblica, indignata dal presunto astronomico compenso pagato agli artisti olandesi per la produzione dello spot. L’opinione pubblica olandese avrebbe potuto anche indignarsi per il costo della trasmissione dello spot, che come sanno tutti i miei ex colleghi pubblicitari è almeno il doppio di tutta la produzione compensi compresi e a nulla sono valse le proteste degli artisti che giurano di aver ricevuto solo poche migliaia di euro - praticamente un rimborso spese.

Perché anche se il costo della pubblicità televisiva è ancora un’informazione riservata a pochi addetti ai lavori, siamo tutti abbastanza scafati per capire che anche con le poche migliaia di euro che gli artisti dichiarano di aver ricevuto si sarebbero potute comperare centinaia di cene di natale per i senzatetto, si sarebbero potuti filmare i senzatetto che mangiavano e si sarebbe potuto chiedere alle emittenti televisive di mandare in onda il film senza pretendere di essere pagate al secondo come per i normali spot pubblicitari.

E forse è proprio questa la chiave dell’intolleranza dilagante. Ci siamo accorti che la nostra sfera di influenza è diventata troppo piccola per poter ancora operare i cambiamenti profondi nella società che sono stati possibili nel dopoguerra e negli anni settanta. Quindi siamo coralmente e inconsciamente impegnati in uno step change pragmatico: scegliamo i bersagli più facili e ci accaniamo su quelli. Gli ossi duri come Wilders li lasciamo alla giustizia e intanto non li votiamo. L’imprenditore che fa il furbo invece lo mandiamo affanculo e boicottiamo le sue promozioni, il politico colto in flagrante atto impuro lo facciamo dimettere, al nerd un paio di schiaffi così magari comincia a pensare come si sentirebbe lui se la sua capa si presentasse in laboratorio con una camicetta fantasia di cazzi, tutti più grossi del suo. In quanto al colore degli aiutanti di Sinterklaas, come dicono gli inglesi, the cat is out of the bag: non saranno mai più neri. E’ solo un dettaglio, ma un dettaglio importante.

Solo il futuro ci dirà se l’intolleranza a oltranza sarà in grado di operare cambiamenti positivi a livelli più alti. Negli anni ottanta a New York la polizia ha cominciato ad arrestare chiunque non pagava il biglietto in metropolitana e nel giro di due anni la criminalità è tornata sotto il livello fisiologico. Fa ben sperare.

 
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