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2014

Market Garden

(05/10/14) Il 17 settembre 1944 partiva l’operazione più complessa della 2º guerra mondiale. Denominata Operation Market Garden, aveva lo scopo di attraversare di sorpresa il Reno con le truppe alleate arrivate in Europa in seguito allo sbarco in Normandia, partendo dall’Olanda per occupare la regione industriale della Ruhr, allo scopo di provocare un crollo definitivo del nemico e di concludere la guerra entro il Natale del 1944. L’operazione non ebbe successo a causa della scarsa coordinazione delle truppe alleate e delle temperature polari nel tremendo inverno del 1944 che è ricordato con orrore fino ai giorni nostri. In ogni caso, Market Garden ha dispiegato il più alto numero di truppe aviotrasportate dell'intera seconda guerra mondiale e ha segnato l’inizio della liberazione dei Paesi Bassi, occupati praticamente dal primo minuto di guerra nel 1939. Fa niente che nell’operazione gli americani hanno confuso Nijmegen con Kleve e hanno lanciato ben quattro bombe dalla parte sbagliata del confine; gli olandesi annoverano l’episodio nel collateral damage e preferiscono ricordare la traversata della Waal (de Oversteek), avvenuta proprio dietro casa mia e commemorata domenica 20 settembre con spiegamento di mezzi e coordinazione paragonabile all’originale. Credevo di essermi persa la cerimonia del 2004 ma sono stata informata che l’ultima commemorazione risale al 1994 per il cinquantenario. Ecco spiegata l’imprepaprazione degli organizzatori e delle forze dell’ordine che evidentemente contavano su un’affluenza paragonabile a vent’anni fa e si sono trovati di fronte a una fiumana di proporzioni bibliche. E’ stato un miracolo che la cerimonia si sia svolta senza incidenti, ma già alle 16 la polizia invitava la popolazione via TV e radio a non recarsi in città e l’avviso è stato ripetuto in ogni notiziario fino a sera inoltrata. A parte questo mi sono sorpresa a pensare che il bagno di folla finora riservato ad avvenimenti sportivi e ludici fa ben sperare per il futuro. Finché ricorderemo le ragioni della resistenza forse eviteremo gli orrori di un’altra guerra fratricida: un pensiero particolarmente confortante di questi tempi. A questo proposito è stato di grande sollievo leggere proprio stamattina l’intervento di un’esperta di politica russa che argomenta come e qualmente Putin, nella questione ucraina, si sia autorinchiuso in un angolo di impopolarità e impotenza dal quale sarà difficile uscire. E l’Europa lo ha diplomaticamente aiutato passo dopo passo a finire proprio dove volevamo che finisse, in barba agli incitamenti bellicosi di un Obama che si è riscoperto guerriero watusso adesso che perfino l’IS(IS) ha scoperto il potere dei social media.

I veterani della II Guerra Mondiale hanno ormai 90 e passa anni: la loro testimonianza si fa sempre più debole e fioca, ma finché centinaia di migliaia di persone in Europa continueranno a celebrare lo sbarco in Normandia, Market Garden e la Liberazione come gli americani riveriscono il ricordo di 9/11, forse la nostra identità non sarà perduta.

 
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