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2014

POS

(01/07/14) Mi chiedo veramente perché in Italia qualunque minimo cambiamento dello status quo diventa una tragedia greca. Gli italiani sembrano collettivamente impegnati a lamentarsi dell’indecenza delle proprie condizioni politico-sociali e contemporaneamente a fare resistenza armata alle innovazioni, nella profonda e radicata convinzione che queste siano per definizione un peggioramento delle tanto deprecate condizioni.

Da giorni la mia bacheca Facebook è inondata di insulti all’indirizzo della nuova legge secondo la quale ogni transazione commerciale superiore ai 30 euro debba avvenire via POS. Apriti cielo! Nemmeno vi avessero chiesto di sacrificare il primogenito maschio al dio Baal.

A parte il fatto che nessuno si sofferma sul dettaglio non trascurabile che la legge non prevede - per ora - sanzioni per chi ritarda l’adozione del pagamento elettronico, l’atteggiamento di rifiuto a priori è tipico di quella mentalità per la quale l’Italia vanta ancora leggi medievali sul lavoro e sui diritti civili. Sarebbe così semplice rispondere attraverso le apposite istituzioni e lobbies di settore come per esempio la confesercenti: va bene ma vogliamo una riduzione dei costi del servizio e sarebbe ancora più semplice cominciare a dare il buon esempio partendo dalle amministrazioni pubbliche invece di sprecare il fiato in futili geremiadi.

Sapete che l’Italia è l’unico paese della UE che ancora usa i contanti per le transazioni commerciali? Quando sono emigrata Inghilterra, nel 1987, prima ancora di avere una casa avevo un conto in banca perché senza assegni e carta di credito si potevano solo giusto pagare le sigarette dal tabaccaio, la birra al pub e i taxi. In Belgio, nel 1989, mi son dovuta dotare in fretta e furia di una Carte Bleu perché nessun supermercato e nessun distributore di benzina accettava contanti o assegni. In Olanda gli assegni erano già stati integralmente sostituiti dai bonifici nel 2000 mentre il POS, che qui si chiama PIN, è stato introdotto nei supermercati, nei grandi magazzini e nei distributori di benzina per allargarsi progressivamente a tutti gli esercizi pubblici e il tutto è avvenuto senza alcuna protesta, interpellanza o brontolio nonostante i costi di gestione rimangano piuttosto elevati, tanto che i piccoli esercenti inizialmente imponevano di spendere almeno 10 euro per poter usufruire gratuitamente del servizio. Gli stessi esercenti adesso espongono il cartello “PINnen? Ja graag!” (preferiamo il pagamento con POS) e perfino al mercato la metà delle bancarelle oggi è dotata di PIN (rapporto ufficiale della Confesercenti olandese che potete leggere e scaricare cliccando su questo link). Incuriosita ho chiesto alla padrona nonché unica impiegata della pasticceria artigianale di cui sono fedele cliente dal 2001 il motivo del cambiamento di atteggiamento e lei mi ha confessato che da quando ha il PIN non ha più paura di rimanere in negozio da sola ed è sollevata dall’incombenza di dover andare a casa ogni sera con l’incasso della giornata in tasca. All’obiezione squisitamente italiana che i costi del servizio sono sicuramente inferiori in Olanda rispetto all’Italia, rispondo con una sonora smentita. Mi sono informata e vi rimando a questo sito e all’assistenza di Google traduttore per tutte le delucidazioni del caso: www.pinnenzakelijk.nl. Solo considerando i costi per un piccolo artigiano o commerciante senza personale come la pasticcera di cui sopra, minimo bisogna pagare 700 euro per l’acquisto della macchinetta GPRS, più 5 euro al mese per l’assistenza tecnica e naturalmente la commissione al circuito Maestro che immagino sarà uguale in tutta la UE. Il calcolatore del sito di cui sopra mi informa che se passo dal pagamento 100% contanti a 50% contanti e 50% PIN i miei costi di gestione passano da 1300 a 1800 euro all’anno – quindi 500 euro in più, ma se passo da 100% contanti a 100% PIN i costi sono solo 150 euro in più all’anno. Ecco spiegato perché la fase che stiamo vivendo al momento è la graduale abolizione della possibilità di pagare in contanti tout court, a cominciare dagli uffici della pubblica amministrazione e dai servizi a domicilio. Addirittura si stanno facendo esperimenti per sostituire la carta bancomat con il codice NFC sullo smartphone, per non parlare del fatto che qualunque operazione bancaria può già essere fatta da smartphone e quindi, per assurdo, se ho dimenticato a casa il portafoglio, posso sempre fare un bonifico e infatti capita sempre più spesso che in un gruppo di amici al ristorante una persona paghi il conto con il bancomat e tutti gli altri gli facciano in diretta un bonifico dal cellulare per la loro quota.

Inoltre, già a partire dall’introduzione dell’Euro, nessun distributore bancomat olandese eroga banconote di taglio superiore a 50 euro e nessun esercente le accetta. Le banconote da 500 euro non esistono e quelle da 100 e 200 euro possono essere cambiate solo in banca. Non credo si debbano sprecare teorie complottiste per capire che questa semplicissima misura è una forma molto efficace di riduzione dell’evasione fiscale e che la combinazione di questa con l’assenza di contanti nelle transazioni commerciali porterà un’ulteriore riduzione sia dell’evasione fiscale che della delinquenza comune. Win win!

Quindi, miei cari quasi ex compatrioti, questa volta non avete scuse. Solo ancora un po’ di tempo per abituarvi all’idea che state per entrare, sia pure controvoglia, nel novero dei paesi civili.

 
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