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2014

WC Blues

(15/06/14) Siamo globalmente entrati nelle quattro settimane più merdose dell’anno: i campionati mondiali di calcio, in inglese World Cup, da cui il mio affezionato epiteto - WC.

Ho sempre pensato che, se fondassi un partito politico, il secondo punto del mio programma sarebbe l’abolizione dei campionati professionali di calcio: lo metterei tra il divieto di circolare con automobili che non siano alimentate a energia solare e la liberalizzazione delle droghe di ogni tipo. Questo non tanto perché non mi piaccia il gioco in sé, ma perché aborro sia lo spettacolo inverecondo del tifo con il suo corollario hooligan che l’abominio del calciomercato che ha fatto di questo sport un ricettacolo di corruzione. Se perfino il capo della FIFA viene invitato a dimettersi dopo l’assegnazione dei prossimi mondiali a Dubai non credo di aver bisogno di aggiungere altro. Se aggiungiamo la considerazione che tutti i miliardari sotto i 30 anni sono calciatori e che Cassano e Balotelli sono tra questi, c’è da chiedersi perché gli elettori dei partiti estremisti e i black box non siano già insorti. Poi si ritorna al punto del tifo e degli hooligans e tutto si spiega.

Ho già scritto diffusamente nel 2002 e nel 2010 di come vengono vissute queste quattro settimane a Tulipland e non intendo ripetermi, anche se il comportamento collettivo più scandaloso si è verificato in occasione degli europei del 2008 ed è forse proprio grazie a quell’esperienza che mi pare di notare una maggiore sobrietà dei nativi, sobrietà che spero si conservi almeno finché l’Olanda passerà (se passerà) gli ottavi. A giudicare dai piani di contingenza dei nostri spettabili clienti nessuno sembra avere una gran fiducia nella possibilità che ciò si verifichi, tanto che i giornalisti di settore si stanno interrogando preoccupati sul motivo della disaffezione delle aziende per la sponsorizzazione dell’evento. Sarebbe troppa grazia sperare in serie analisi di rendimento che abbiano una volta per tutte fatto capire l’enorme bolla di sapone che questi eventi calcistici rappresentano, purtroppo finché milioni di spettatori guarderanno le partite in TV e chatteranno sui social la giostra continuerà.

L’aspetto che più mi sconforta quest’anno è il riscontro del tifo da parte di un sempre più nutrito numero di donne che non solo non se ne vanno sdegnate al cinema durante le partite ma stanno pervicacemente attaccate col culo sul divano insieme ai loro uomini, per l’occasione regrediti di vari livelli evolutivi, magari ruttando e grugnendo al par loro. Sono momenti come questi che mi fanno capire come le donne stiano collettivamente e scientemente mandando in vacca decenni di lotte femministe e sono momenti come questi che mi fanno ringraziare la mia veneranda età e l’assenza di prole femminile che mi risparmierà dal ruolo di vittima della società patriarcale di ritorno paventata da Margaret Attwood e Peggy Orenstein.

Purtroppo anche qui sono circondata da appassionati del calcio: sia il vikingo che Matteo sono soci del locale club calcistico e mi deliziano i weekend con levatacce invereconde e montagne di uniformi biancoazzurre da lavare, più una serie di allenamenti infrasettimanali che precludono ogni altra attività ludica o sociale. Vero è che il vikingo accompagna Matteo in tutte queste attività, ma a me è bastato doverlo sostituire in un paio di occasioni per disprezzare ancora di più il calcio anche a livello amatoriale. Non so da voi, ma qui i genitori dei piccoli pulcini si dividono tra repressi che sfogano le loro frustrazioni a bordo campo e ambiziosi che arrostirebbero i figli vivi se questo servisse a farli salire nella graduatoria. In quanto ai dirigenti, è chiarissimo che considerano tutti i pulcini un male necessario e sono solo interessati a selezionare i potenziali giocatori di divisione. Quindi, con buona pace di Salvatores e della Nike, è inutile che il calcio millanti un’origine bucolica e un ruolo affratellante: la realtà odierna è competitiva e corrotta a partire proprio dalle radici.

Per quel che mi riguarda sto occupando le serate di questo mondiale vedendomi gli arretrati di House of Cards e andando a letto presto con i tappi nelle orecchie per non essere svegliata dagli eventuali boati. L’unico aspetto positivo di tutta la faccenda è che durante le partite cala sull’intera nazione un silenzio da coprifuoco e si dorme veramente bene tra il cinguettio degli uccelli, il gracidio delle rane e il frinire delle cicale. Adesso speriamo che l’Olanda venga eliminata agli ottavi e siamo a posto fino a che non ricomincia il campionato.

 
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