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2014

Europa

(23/05/14) Ieri ho compiuto il mio dovere di residente nell’UE e ho votato per la lista dei Verdi, che oggi conta 58 seggi al parlamento europeo – di cui 3 olandesi - ma che le previsioni danno in leggero calo. So che i miei amici italiani voteranno domenica con il resto dell’Europa continentale, ma siccome se tutto va bene io domenica sarò in quel di NYC, la scelta di votare in Olanda è stata dettata dalla praticità. Forse non tutti sanno che, per un bug amministrativo, i residenti italiani all’interno dell’UE possono votare sia per le liste italiane che per le liste del paese di residenza: naturalmente il doppio voto è illegale, ma questo non ha impedito che io ricevessi due certificati elettorali nel 2009. Quest’anno invece, per facilitarmi ulteriormente nella scelta, mi è arrivato a casa solo il certificato elettorale olandese. Ringrazio l’inconscio che mi ha fatto prenotare la vacanza e la imminente chiusura del consolato italiano ad Amsterdam che è sicuramente la causa della mancata spedizione. I miei amici italiani prendano nota che questa è la prova tangibile dei tagli alla politica voluti da Monti.

Alle urne è andato solo il 37% degli aventi diritto e gli exit poll olandesi danno i lib-lab D66 in prima posizione, con un notevole incremento di preferenze. Perdono invece voti sia i popolari del CDA che il PVV di Wilders e questa è l’unica consolazione personale, giacché nel 2009 il voto olandese è andato in massa proprio a Wilders sull’onda emotiva degli avvenimenti nazionali di allora. Questo è anche il motivo per cui scrivo questo articolo. Avevo promesso di non parlare più di politica italiana fino alle prossime elezioni e mantengo la promessa. Capisco benissimo che la situazione politica italiana è da manicomio e capisco anche che gli italiani useranno queste elezioni per mandare un messaggio al governo in carica, non sono scema. Vorrei solo che i miei amici italiani si soffermassero – come ho fatto anch’io – sul vero significato di questo voto. Al di là del messaggio che si vuole mandare al governo in carica, con questo voto voi manderete persone reali in un parlamento dove Forza Italia è nella coalizione dei Popolari, Il PD è nella coalizione dei Socialisti e il Movimento 5 Stelle finirà, che vi piaccia o no, nel gruppo degli indipendenti che di fatto sono tutti i partiti euroscettici e annovera nei suoi rappresentanti la Lega Nord, il Front National della Le Pen, il PVV di Wilders e l’UKIP di Farage. Vi posso altresì assicurare che a Bruxelles nessuno ha tempo di fare i distinguo mentali sempre più bizantini a cui la politica italiana ci ha costretto nell’ultimo decennio e infine non illudetevi che un gruppo, per quanto nutrito, di rappresentanti italiani del M5S abbia un peso politico tale da determinare le scelte del parlamento europeo. La battaglia in corso per il potere in Europa, come potete vedere da questa tabella, è tra i Popolari e i Socialisti: l’ago della bilancia saranno i Liberali dell’ALDE e il movimento post-comunista di Tsipras che si prevede ruberà voti sia ai Socialisti che ai Verdi da me votati.

Per carità non fraintendiamoci: se siete convinti che la UE vada smantellata e che tutto il male dell’Italia sia cominciato con l’Euro, dovete assolutamente votare per i 5 Stelle, ma se come me volete solo che l’UE diventi più a misura di uomo e meno a misura di multinazionali, ci sono almeno due alternative preferibili. La ragione per cui io ho votato Verdi è perché nell’agenda delle altre coalizioni si parla molto di quanto Bruxelles si debba immischiare nella politica degli stati membri, di quanto alto possa essere il debito pubblico, di quanto potere debbano avere le banche e di quanto debbano guadagnare gli operai ma solo i verdi hanno una mission dichiarata sull’economia sostenibile e sull’energia alternativa. So bene che il peso dei verdi continuerà a essere marginale, soprattutto se Tsipras ruberà loro i voti; non mi resta che sperare che ne rubi di più ai socialisti come è avvenuto nelle elezioni amministrative e che l’ALDE li rubi ai conservatori/popolari che per me sono anche gli unici che dovrebbero veramente sparire dalla faccia della terra.

Al di là delle scelte elettorali, vorrei intrattenervi su alcune note di costume. I miei fedeli lettori sono già stati informati che in Olanda non si vota mai la domenica; quello che avevo omesso di dire è che i seggi elettorali non vengono allestiti nelle scuole, ma distribuiti capillarmente in tutti i possibili locali pubblici allo scopo di facilitare il voto senza disturbare le regolari attività feriali della popolazione. Tra questi locali ci sono le stazioni ferroviarie e siccome si può votare in qualsiasi seggio nel comune di residenza, questa volta ho scelto di votare in stazione, più che altro per vedere l’effetto che fa. Immaginate quindi la stazione ferroviaria di Nijmegen nell’ora di punta, con torme di viaggiatori che vanno in tutte le direzioni, annunci continui dagli altoparlanti, musica unza unza dai negozi e il vocalizio di sottofondo che contraddistingue i luoghi affollati. Immaginate quindi in questa ordinaria follia una bolla di silenzio e vuoto, nella quale una fila ordinata di persone si srotola ad arco per arrivare a un tavolo con tre scrutatori accanto al quale un bidone in tutto e per tutto simile a quelli che usiamo per la raccolta dei rifiuti biologici funge da raccolta delle schede votate. Di fronte al bidone, perpendicolare al tavolo con gli scrutatori, un separé di compensato con quattro loculi chiusi solo su tre lati e dotati di tavolo e matita copiativa rossa. Gli scrutatori e i votanti si muovono silenziosamente e senza indicazioni se non l’imitazione dei gesti dell’elettore precedente, creando un effetto non dissimile a quello di una catena di montaggio. Vi dico solo che di fronte a me c’erano quindici persone e il tempo tra il mio arrivo nella coda e l’inserimento della scheda votata nel bidone è stato di 3’24”. Altra nota di colore: uno scatolone di cartone accanto al tavolo dalla parte della coda e destinato a fare da ricettacolo di tutte le buste e le lettere che accompagnano il certificato elettorale e che quasi tutti avevano con sé. Un’efficienza mostruosa e di una semplicità quasi zen, che dedico a tutti quelli che mi chiedono che cosa mi piace dell’Olanda. (Articoli correlati: Gemeenteraadverkiezingen)

 
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