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2013

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Mentre in Italia continuano le prove di guerra civile, qui in Olanda ci si prepara per l'incoronazione del nuovo re. Che è stata decisa e preparata da 45 anni, cioè da quando la allora principessa Beatrix, figlia primogenita della regina Juliana, partorì un bel maschietto biondo e rubicondo a cui venne dato il nome di Willem-Alexander.
Per noi sudditi c’è un che di rassicurante nel sapere che il nostro futuro re è stato messo in condizione fin dalla più tenera infanzia di poter esercitare il suo ruolo di leader della nazione con tutti gli strumenti educativi che il denaro dei contribuenti hanno permesso. Il pargolo è stato educato nelle migliori scuole pubbliche olandesi, ha fatto due anni di servizio militare nella Regia marina più un corso di specializzazione per diventare ufficiale, dopodiché ha seguito un corso di laurea in storia alla prestigiosa università di Leiden, dove si è laureato con una tesi sulla risposta dell’Olanda alla decisione della Francia di De Gaulle di lasciare il comando della NATO. Inoltre, da quando è maggiorenne, è anche membro del Consiglio di Stato, sotto la direzione della madre. Infine è un portavoce a livello mondiale del patrimonio idrico, recentemente in qualità di chairman del consiglio dell’ONU per il l’igiene idrica (General's Advisory Board on Water and Sanitation).
Quando una quindicina di anni fa è stato evidente che, nonostante tutti gli sforzi congiunti degli apparati monarchici, il (ormai non più tanto) giovane erede al trono manteneva un comportamento privato dissennato e poco consono al ruolo che gli sarebbe spettato, tanto da meritarsi il nomignolo di prins pils (principe della birra), la madre – si dice consigliata da un ex primo ministro molto vicino alla casa reale – ha fatto quello che fanno tutte le madri: gli ha trovato una moglie che lo mettesse in riga. La principessa Máxima néé Zorreguieta Cerruti, oltre a essere bellissima è anche singolarmente intelligente e carismatica e ha fatto innamorare in un batter d’occhio una nazione per natura scettica e poco incline alle emozioni. Già all’annuncio del fidanzamento nel 2001 è stato chiaro che il principe Alex non avrebbe mai più toccato un boccale di birra e dopo il matrimonio si è messo a lavorare sodo per dimostrare che la sua scatola cranica conteneva almeno la metà dei neuroni di quella della moglie, la quale mieteva intanto successi internazionali con la sua incessante attività nel campo dell’integrazione degli immigrati in Olanda e dell’emancipazione femminile, armata di un sorriso irresistibile e un accento accattivante. 
La regina Beatrix appartiene a quella generazione di nati prima della Guerra che antepone il dovere a qualunque altra cosa. La sua vita non è stata facile: ha dovuto ridare credibilità ad una casa reale provata dai molti scandali legati alla controversa figura di suo padre e dalla demenza precoce di sua madre, che aveva sfoggiato un comportamento talmente eccentrico da costringerla all’abdicazione nel 1980. Certo, in confronto alle prove a cui è stata sottoposta la sua compagna generazionale Elizabeth II, Beatrix se l’è cavata con un paio di crisi economiche, un fallito attentato, sette o otto cadute di governo e la vergogna di dover stringere la mano a Geert Wilders nel primo governo Rutte. La sua vita privata però non le è stata amica. A parte le marachelle di Alex, il secondogenito principe Friso è quello che le ha dato i maggiori grattacapi e il dolore infinito di vederlo diventare un vegetale a seguito di un incidente sciistico, a conclusione dell’ecatombe che aveva visto spegnersi nel giro di un anno il suo amatissimo marito Claus, la madre e il padre. Nonostante la sua sempre impeccabile linea di governo, le fotografie degli ultimi anni mostrano una Beatrix provata dalla vita, che stringe metaforicamente i denti di fronte ad un compito ormai per lei privo di significato. Già dopo la morte di Claus tutti si aspettavano che abdicasse, ma Alex si era appena sposato e la sua immagine pubblica non era ancora matura. Beatrix ha stretto i denti e si è concentrata sulla prima delle tante crisi di governo che hanno contrassegnato l’ultimo decennio. Dopo l’incidente sciistico di Friso la sua abdicazione era non solo scontata ma un atto dovuto. Purtroppo Beatrix si stava ancora lavando le mani dopo averle strette a Wilders e in uno dei suoi comunicati ufficiali del periodo è stato chiaramente non-detto che sarebbe morta piuttosto che vedere l’Olanda in mano ai barbari. E così ha dovuto sopportare un altro annus horribilis, terminato quando il governo Rutte è crollato grazie all’inevitabile sgambetto di Wilders sulla finanziaria e le nuove elezioni hanno chiaramente indicato un governo di larghe intese tra partito liberale e partito laburista, che è stato formato senza tante storie e sta proseguendo indisturbato nella linea dell’ultimo ventennio, ovvero, non decidere niente di fondamentale salvo modi sempre più creativi per aumentare le tasse riducendo al contempo i servizi sociali e generalmente tirare a campare sulle spalle di quanto fatto dai governi laburisti degli anni settanta.
Una delle prime mozioni totalmente superflue passata dal nuovo governo è stata quella di ridurre ancora di più i già ristretti poteri politici della casa reale, escludendola di fatto da qualsiasi ruolo nella nomina del premier e dei suoi ministri e a questo punto Beatrix ha pensato che il suo dovere era davvero finito e che adesso la forbice per tagliare i nastri alle inaugurazioni dei musei la poteva tenere anche Alex.
Così il 30 aprile prossimo festeggeremo per l’ultima volta il compleanno della regina (Koniginnedag) e dall’anno prossimo festeggeremo il compleanno del re il 27 aprile, data di nascita di Willem-Alexander. Il nostro futuro re ha insistito moltissimo su questo dettaglio, tanto per far vedere chi porta i pantaloni in casa reale da adesso in poi. Sua madre, nata il 31 gennaio, aveva invece deciso di non cambiare la data della festa di compleanno della regina in omaggio alla madre nel cui regno la festa era stata istituita: così vi potete rendere conto della differenza di stile tra madre e figlio. Alex inoltre ha rilasciato insieme alla moglie un’intervista televisiva, seguita dal 50% della popolazione (l’annuncio dell’abdicazione di Beatrix invece dal 73%), nella quale il ruolo di Máxima è stato chiaramente ridimensionato, tanto che tutti i commentatori non hanno potuto non sottolineare quanto William-Alexander sia stato dominante e perfino condiscendente nei confronti della moglie, il cui accento straniero sembrava un filino più forte del solito e che si è dovuta perfino far aiutare dal marito su una domanda difficile. Un grandissimo teatrino ad usum delfini, tristemente necessario, a cui Máxima si è dovuta piegare in nome della ragion di stato anche se ha chiaramente non-detto in tutta l’intervista che la contropartita per il suo ruolo di moglie sottomessa era già in tasca.
Infatti la futura regina aveva dichiarato ben prima della trasmissione dell’intervista che non vedeva l’ora di proseguire nel ruolo che era stato di Beatrix; una dichiarazione che ha sollevato un discreto polverone, in quanto Máxima potrà sì fregiarsi del titolo di regina ma certamente non del ruolo di Beatrix, che spetta al marito. La dichiarazione è stata subito ritrattata e corretta, ma Máxima è troppo intelligente per aver usato le parole a caso. E questo ci rassicura moltissimo. Perché parliamoci chiaro, William-Alexander è e resterà sempre nei nostri cuori il principe della birra.
Comincio a rivalutare la monarchia. Perlomeno, quella olandese.
 
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