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2013

Tsunami Tour

Adesso mettetevi nei miei panni. Come faccio a spiegare agli olandesi che il M5S ha la maggioranza dei voti ma la metà dei seggi del PD alla camera e che Berlusconi ha meno voti di Bersani al senato ma più seggi? E soprattutto, come faccio a spiegargli che Grillo non ha vinto niente non essendo nemmeno candidato?
Son tornata in ufficio martedì mattina, totalmente scombussolata dai risultati delle elezioni italiane, e ad aspettarmi c’erano tutti i miei colleghi col sorrisetto ironico che sfoggiano ogni volta che possono denigrare qualche straniero. L’ultima volta era stato ai mondiali del 2008, ma questa volta la situazione è indifendibile.
Vi stupirà sapere che lo shock principale qui non è tanto che abbia vinto un clown, come simpaticamente viene definito nel giro dell’Europa-bene il M5S, ma che Monti sia stato votato solo dal 10% degli elettori e Berlusconi sia stato votato dal doppio. E’ questo che gli olandesi (e il resto del mondo anglosassone, se interpreto bene gli articoli apparsi nell’ultima settimana) non capiscono. Il resto per loro è colore locale: l’ennesima prova che gli italiani sono dei simpatici burloni e si meritano di essere commiserati e commissariati dall’Europa calvinista.
Fortunatamente, spiegare perché Monti è stato punito dall’elettorato italiano più di Berlusconi non è stato difficile, peccato che non sia pubblicabile: tengo famiglia e mi piacerebbe arrivare viva al prossimo giro elettorale.
V’intrattengo invece sul perché ho votato M5S e fino ad ora non me ne sono ancora pentita.
Intendiamoci molto ma molto bene. A me Beppe Grillo, nella sua veste politica, sta profondamente sui coglioni. Lo considero un sessantottino vaneggiante, non sopporto le sue esternazioni infarcite d’insulti ed evito accuratamente di leggere il suo blog, ascoltare i suoi comizi e reagire allo spam di post con cui inonda facebook. Se Beppe Grillo si fosse candidato alla Camera o al Senato in questo giro elettorale non lo avrei mai votato. Ma Beppe Grillo non si è candidato e il M5S non è l’immagine di Beppe Grillo. Il M5S è un esperimento politico estremamente interessante, promettente e soprattutto necessario a cui ho deciso di dare la mia adesione con il voto. Non so se avrà successo, non lo sa nessuno: gli esperimenti servono proprio a questo. Il punto è un altro.
Ho votato M5S principalmente perché è dal 1981 che do il mio voto alla sinistra laburista in tutte le sue fantasiose sigle e coalizioni, ma in tutti questi anni mai una volta mi sono sentita rappresentata dalle scelte parlamentari, governative e politiche di chi ho votato. Al contrario, ho avuto la netta percezione di essere presa per il culo. Percezione che negli ultimi anni è diventata una certezza.
Io non so se il PD sia in combutta col PDL come sostiene Grillo. Diciamo anche che preferisco non saperlo, almeno per non sentirmi ulteriormente presa per i fondelli. In ogni caso la dirigenza del PD è una manica d’incapaci, Bersani in primis, che sarà anche un galantuomo, ma non sa da che parte si comincia a fare politica.
La sinistra laburista, dopo le battaglie degli anni settanta culminate nella débâcle delle BR, ha completamente perso la sua identità. Non è stata in grado di cavalcare l’onda della moralizzazione provocata da Di Pietro ai tempi di Tangentopoli, lasciando campo libero al materialismo capitalista rappresentato da Berlusconi, non è stata in grado di rispondere adeguatamente alle pulsioni xenofobe della Lega e se Fini non avesse deciso di sfasciare il partito vetero-fascista che aveva ereditato, non sarebbe stata in grado nemmeno di contrastare l’onda dell’ultradestra che puntualmente fa capolino nei paesi germanici.
In particolare, negli ultimi cinque anni, non è mai stata in grado di sfruttare le opportunità che le sono state servite su un vassoio d’argento da tutta la società civile e perfino dal presidente della repubblica. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il governo-Monti.
Napolitano aveva saggiamente diviso i compiti: ha incaricato Monti di fare il lavoro sporco necessario per ridarci credito in Europa e Bersani di riformare la politica interna in modo da presentarsi alle elezioni con il merito di aver fatto sparire il porcellum e aver introdotto tutte quelle regole che avrebbero favorito una classe politica meno corrotta. Risultato? Monti ha fatto tutti i suoi compiti e Bersani non è riuscito a far passare nemmeno una delle leggi che andavano modificate. Siamo andati a votare col porcellum, stipendi e benefici di parlamentari e senatori sono rimasti inalterati, non abbiamo una legge anti corruzione, non abbiamo una legge contro il conflitto di interessi. Come ciliegina sulla torta, l’inettitudine di Bersani ha consentito a Berlusconi di ripresentarsi come se nulla fosse e di prendersi pure 10 milioni di voti alla camera.
In qualunque holding privata il consiglio d’amministrazione avrebbe licenziato Bersani a calci in culo e probabilmente anche chiuso l’azienda-PD. In Italia ora si pretende che il M5S gli dia la fiducia, altrimenti Bersani sarà costretto a fare il governissimo con Berlusconi.
Ma siete rincoglioniti?
Alla domanda di una possibile alleanza con il PD, il portavoce M5S di turno ha risposto: ”Nessuna fiducia a priori. Se Bersani vorrà proporre l'abolizione dei contributi pubblici ai partiti sin dalle ultime elezioni lo voteremo di slancio (il M5S ha rinunciato ai 100 milioni di euro che gli spettano), se metterà in calendario il reddito di cittadinanza lo voteremo con passione.”
Risposta esatta!
E in quanto al PDL – se non l’ha già detto Grillo lo dico io – invece di pensare al governissmo fa meglio a cominciare mettersi a 90º e pregare che il M5S usi la vaselina.
Chi ha votato M5S non ha votato i vaneggiamenti di un saltimbanco, ha votato la speranza che questi deputati facciano quello che il PD è palesemente incapace di fare: restituire dignità alla classe politica italiana. Dopodiché, se riusciranno anche a far passare le leggi sociali che ci traghetteranno dal medioevo al ventunesimo secolo, meglio ancora. Ma io non arrivo a sperare tanto. Perché so bene com’è insidiosa la politica italiana e so ancora meglio che nessuno si può far garante dell’onestà e della morigeratezza di tutti i neo-senatori e neo-parlamentari del Movimento.
A me basta la soddisfazione di sapere che mi sento finalmente rappresentata da gente che ha i miei stessi problemi e obiettivi, walks the talk, ha un codice di comportamento rigoroso e misure di sicurezza per garantire l’applicazione delle norme condivise, è guidata da passione politica e non da interessi privati e si riterrà soddisfatta solo se riuscirà a cambiare le regole della politica italiana.
Sono inesperti? Meglio. Saranno più motivati a imparare. E per far peggio di quel che han fatto i cosiddetti politici esperti dell'ultimo ventennio come minimo questi devono davvero mangiare i bambini.
Un’ultima cosa: non si chiamano grillini. Questo è il nome che i giornalisti gli hanno dato. Chiedete loro come preferiscono essere chiamati. Li trovate tutti su facebook, twitter e sui siti web del M5S. Alzate il culo e aiutateli a fare la rivoluzione: fate almeno questo. (2 marzo)
 
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