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2013

Famoce du'spaghi

 

Gli italiani non finiranno mai di stupirmi. Pretendono che il Papa sdogani aborto e omosessualità e vogliono costringere Barilla a mettere una famiglia gay nei suoi spot pubblicitari, ma non si sognano nemmeno di fare sit-in davanti a Montecitorio per costringere il parlamento ad approvare una legislazione dignitosa per le coppie di fatto, omo o etero che siano. Tantomeno vanno a manifestare di fronte a Palazzo Madama per esortare il senato a non fare melina sulla decadenza di Berlusconi. No, gli italiani hanno imparato l'arte della protesta e del boicottaggio e la usano per obiettivi totalmente futili. Lo stato italiano è in mano a una banda di delinquenti corrotti che si stanno spartendo gli ultimi centesimi del denaro pubblico ma i miei compatrioti si indignano perché il ministro Kyenge propone di eliminare la dicitura mamma e papà nei documenti ufficiali - cosa che fralaltro sarebbe solo in linea con le pratiche degli stati del Nord Europa e anche il primo micropassettino nel riconoscimento delle coppie di fatto.
E' in momenti come questo che ringrazio il destino di avermi fatto emigrare e conoscere paesi dove le priorità governative sono un filo più strutturate e gli apparati pubblici un filo meno corrotti. Paesi dove la mobilitazione popolare è un filo più pragmatica e i boicottaggi sono mirati alle pratiche industriali che attentano alla nostra salute.
Per mettere le cose nella giusta prospettiva, vi ricordo che l'Olanda ha il primato nell'adozione di legislazione a favore di minoranze etniche, gay, coppie di fatto, eutanasia, aborto, droghe leggere e prostituzione ma qui nessuno si sogna di chiedere all'Unilever di cambiare la propria strategia di comunicazione: vi posso assicurare che in nessuno spot televisivo di produzione olandese i prodotti vengono presentati da una coppia gay, ma nemmeno musulmana, indonesiana o antillana. Al massimo gli attori hanno occhi e capelli scuri, ma con moderazione. All'Unilever è stato invece richiesto che smetta di usare uova e polli di batteria nei suoi prodotti, insieme alla riduzione di sale, zucchero e conservanti. Dopo cinque anni di continuo pressing e discreto boicottaggio da parte delle associazioni dei consumatori e quelle animaliste, da quest'anno su tutte le confezioni di prodotti alimentari Unilever appare la rassicurazione che le richieste sono state esaudite.
Al Papa l'unica cosa che viene richiesta è il pagamento dei danni per gli abusi sessuali commessi dai rappresentanti della Chiesa e quello che il Papa dichiara a proposito di aborto e omosessualità non viene nemmeno pubblicato, a meno che non siano dichiarazioni di apertura e queste meritano al massimo un trafiletto di dieci righe. Invece al governo viene richiesto di tutto e di più, tanto che la recentissima nozione per cui se ti si rompe la lavatrice non puoi più chiedere un sussidio statale per ricomprarla è attualmente fonte di grande indignazione. Su argomenti più seri, come la salute pubblica, basta che un solerte giornalista della TV di stato mandi in onda un servizio-denuncia per far scatenare una valanga di dimostrazioni, proteste, interpellanze e interrogazioni che puntualmente finiscono con l'annuncio ministeriale di opportuni provvedimenti riparatori.
Mentre vi parlo è in corso una battaglia sui controlli alimentari e in particolare l'industria della carne è sotto accusa. I primi siluri mediatici sono stati lanciati due settimane fa e il telegiornale di ieri annunciava una petizione delle associazioni dei consumatori per il ripristino di controlli più severi, quei controlli che nel corso dell'ultimo quinquennio sono spariti dal protocollo governativo con la scusa dei tagli alla spesa pubblica unita all'azione indefessa delle lobby industriali. State sicuri che tra un paio d'anni i protocolli verranno ripristinati: è solo questione di tempo e tenacia e agli olandesi la tenacia non manca certo.
Prendiamo il caso delle biciclette. E' noto che l'Olanda vanta la rete ciclistica più capillare d'Europa, quel che è meno noto è che la situazione attuale ha radici recentissime. Dalla metà degli anni cinquanta all'inizio degli anni settanta le automobili, incoraggiate dalla nota multinazionale di origine olandese Shell, hanno progressivamente invaso tutte le strade e gli automobilisti si comportavano da padroni arroganti, proprio come oggi in Italia. All'ennesima notizia di un ciclista ucciso da un pirata della strada, gli olandesi sono scesi in piazza: hanno formato catene umane e si sono sdraiati sulle strade di maggior traffico per impedire alle auto di passare. Lo hanno fatto sistematicamente per quasi un decennio, finché il governo ha ceduto alla pressione popolare e ha varato una serie di provvedimenti che hanno portato alla costruzione di piste ciclabili su tutte le strade cittadine. La Shell ha avuto come contropartita la costruzione di molte autostrade e l'esclusiva della distribuzione di carburante su queste, perché sia ben chiaro che l'Olanda è tutto fuorché un paese socialista: qui regnano le banche e la suddetta Shell, insieme alle altre multinazionali meno note al pubblico italiano ma non meno letali. Qui le decisioni vengono prese sempre e solo in nome del dio denaro e dei suoi sacerdoti in giacca e cravatta e gli olandesi - a ben guardare - non sono nemmeno più onesti di un italiano medio: una recente quanto spiritosa ricerca dimostra che la probabilità di vedersi restituire un portafoglio smarrito è più alta a Bombay che ad Amsterdam.
Scherzi a parte, la criminalità organizzata è floridissima anche in Olanda, con tanto di cartelli della droga e famiglie criminali, ma esiste anche un apparato che la combatte veramente e un apparato che si occupa di sanzionarla in base alle leggi in vigore: law & order senza effetti speciali ma con apprezzabili risultati. In altre parole, qui c'è abbastanza gente che rispetta l'etica professionale e ancora abbastanza educazione civica e coscienza sociale per limitare gli abusi al minimo fisiologico.
Ma che parlo a fare? Mentre scrivo questo articolo Guido Barilla è stato costretto a fare autodafé televisivo nella migliore tradizione della Santa Inquisizione e Berlusconi sta dettando le condizioni di governo come da vent'anni a questa parte. I tweets del M5S parlano di notte dei lunghi coltelli e tutti sono pronti a tornare alle urne col porcellum.
Vi meritate quello che avete. Da Tulipland passo e chiudo. (29 settembre)
 
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