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2013

Per colpa di qualcuno

 

Il terzo martedì di settembre in Olanda è Prinsjesdag: una tradizione che deriva dall'Inghilterra, dove la regina è membro del parlamento e apre ufficialmente i lavori ogni anno con appropriata cerimonia. Nella politica olandese invece il re non conta ormai un beato cazzo e viene usato solo come simpatico soprammobile dello Stato, ovvero, ha una funzione puramente cerimoniale e diplomatica. Tra i suoi obblighi c'è quello di introdurre la presentazione del piano finanziario che il governo ha preparato - definito con tipica ironia anglosassone miljoenennota - con un discorso che sta a metà tra lo State of the Nation americano e la predica dei pastori protestanti la domenica mattina.
Quest'anno per la prima volta è toccato al neoinvestito Willem-Alexander, accompagnato dalla sempre impeccabile Máxima, in una creazione di Jan Taminiau di color oro che forse si voleva richiamare al colore della carrozza cerimoniale ma che formava un contrasto stridente con il contenuto del discorso e quello della già ampiamente trapelata miljoenennota. Anche questo fa parte della tradizione: il contenuto della miljoenennota viene sempre "accidentalmente" scoperto da qualche solerte giornalista pochi giorni prima della pubblicazione; addirittura l'anno scorso si poteva leggere "per errore" sul sito del ministero. Tutta la nazione era stata quindi ampiamente preparata ad ascoltare le parole di scarna consolazione del re, propedeutiche alla richiesta di maggiori sacrifici per fronteggiare la crisi.
E quali sarebbero questi sacrifici? La solita macedonia di tagli all'istruzione, alla cultura, alla sanità e alle pensioni con accise e tasse a pioggia per colmare le casse della macchina statale sempre più avida, con la promessa che questa sarebbe stata davvero l'ultima volta e che il deficit statale sarebbe stato fatto rientrare con tagli alla difesa e alla burocrazia. Grosso sbadiglio. Credibilità zero. Commenti prevedibili da parte dell'opposizione e dei giornalisti. Anche in Olanda è passato l'acquisto di una ventina di F35 in nome della necessità di contribuire alle operazioni di pace, mentre si chiudono caserme e si licenziano migliaia di militari. Anche in Olanda non è stata modificata alcuna norma strutturale, per cui i proprietari di case di lusso continuano a ricevere spropositati rimborsi sugli interessi dei mutui astronomici concessi dagli stessi banchieri che hanno causato la crisi, mentre gli handicappati non hanno più diritto all'assistenza sociale. Fin qui nulla di nuovo e vi prego di notare che - vicende giudiziarie di Berlusconi a parte - il governo di larghe intese olandese non ha nulla da invidiare a quello italiano in quanto a inettitudine. Ma quello che a me personalmente ha fatto sganasciare dalle risate (a denti stretti) è stato lo slogan lanciato prima dal WimLex e poi ribadito dal ministro delle finanze: oggi passiamo dallo stato assistenziale allo stato partecipativo. Che vorrebbe dire in parole povere: i soldi son finiti, arrangiatevi! Quindi gli ottantenni incontinenti non avranno più diritto all'assistenza di una nurse professionista pagata dallo stato ma si dovranno far cambiare il pannolone dai figli. Basta andare in giro con le scootermobile sovvenzionate perché le gambe non ti reggono più: da adesso se vuoi uscire di casa ti fai sorreggere dalla vicina oppure fai in time sharing con lo scooter del vicino invalido. Insomma, l'Olanda si sta italianizzando a tempo record. I giornali del weekend hanno naturalmente speso pagine e pagine sull'argomento e pubblicizzano i network sociali di mutua assistenza, come la banca del tempo e i siti di scambio di cortesie per cui, se ti si è scaricata la batteria dell'auto, ti iscrivi all'apposito club di quartiere virtuale, inoltri la tua richiesta e aspetti fiducioso che il vicino di casa si connetta, legga il messaggio e accetti di aiutarti in cambio di un altro favore da riscuotere in futuro, il tutto regolato da un apposito listino prezzi.
Qui mi sorgono spontanee un paio di osservazioni. Primo: a che cosa ci siamo ridotti se per chiedere al vicino di casa di darti una mano con l'auto che non parte invece di suonare il campanello devi iscriverti ad un sito internet e monetizzare il suo aiuto? Vorrei che tutti noi facessimo un minuto di silenzio e riflettessimo su questa ennesima aberrazione della cosiddetta società civile.
Secondo: quando ero piccola, rimanevo sempre affascinata dal cartello che trovavo appeso nei negozietti e nei bar di provincia, quei locali poveri che esponevano polverosi cagnolini di ceramica e altri soprammobili altrettanto kitsch: "Per colpa di qualcuno non si fa più credito a nessuno". Un fulgido esempio di come la saggezza popolare antica sia ancora perfettamente in grado di spiegare le complessità moderne. Lo stato assistenziale olandese è stato distrutto dalla miopia degli amministratori e dall'ingordigia (senza arrivare alla disonestà) dei beneficiari, che hanno per decenni approfittato di concessioni regali, in base alle quali chiunque in possesso di appropriati requisiti di età e reddito poteva fruire di servizi gratuiti anche se non ne aveva bisogno. Come dice la mia amica Anita, oriunda olandese emigrata dopo l'università e rientrata pochi anni fa in patria, in Olanda vivi bene solo se sei molto ricco o molto povero. Per cui per assurdo, io che lavoro full-time mi son sempre dovuta pagare asilo e doposcuola a prezzo pieno, mentre genitori che possono dichiarare un reddito inferiore perché lavorano part-time hanno finora potuto richiedere il rimborso delle spese per un servizio di cui non fruivano! Io mi tengo il mio paio di occhiali pagati a caro prezzo finché non cadono a pezzi mentre la mia donna delle pulizie finora poteva cambiarne uno all'anno gratis. Pensionati perfettamente capaci di reggersi sulle proprie gambe andavano a far la spesa in scootermobile sovvenzionati dallo stato solo perché ne avevano diritto (se pensate che stia esagerando vi invito a venire qui e contare gli scootermobile parcheggiati all'uscita di un qualunque supermarket, ma dovete fare in fretta perché la revoca della concessione è già entrata in vigore), per non parlare di tutti gli anziani perfettamente in salute che per decenni hanno avuto diritto a una nurse gratuita che si occupava anche delle pulizie di casa e che adesso reagiscono indignati alla nozione che l'aspirapolvere se lo devono passare da soli o pagarsi la colf come fanno tutti gli altri. Infine - e questo è l'esempio più scandaloso - la lobby dei proprietari di case di lusso è riuscita ancora una volta a tenersi tutti i vantaggi fiscali acquisiti su mutui astronomici contratti prima della crisi mentre chi deve comperare una casa adesso si deve impegnare a restituire il mutuo in tempi brevi e con rimborsi sempre più ridotti.
Personalmente il mutuo l'ho già estinto perché la pratica olandese di vivere a credito mi ha sempre ripugnato e la disfatta dello stato sociale mi lascia blandamente indifferente: era ampiamente prevedibile e posso dire di non aver avuto alcuna parte in essa, avendo sempre pagato lo scaglione più alto di tutte le tasse grazie al mio reddito supermodale. Mi dispiace solo di dover constatare la fine del sogno americano che è stato anche nostro e che si è infranto contro la realtà di un popolo sempre più abituato a godere di privilegi acquisiti e che ora di fatto impedisce a qualsiasi governo di implementare le riforme strutturali che sarebbero necessarie. Mi dispiace di dover constatare la mancanza di coraggio dei vari governi ormai palesemente schiavi delle lobby industriali internazionali: lo scandalo degli F35 ne è solo l'ultima rappresentazione e quella che accomuna la mia nuova e vecchia patria. Potrei dissertare ancora per pagine sulla mancanza di una chiara politica ambientale che ci costringe a cercare gas col fracking mettendo a rischio sismico intere regioni invece di sfruttare le enormi distese di tetti per impianti di sfruttamento dell'energia solare, ma so per esperienza che l'argomento non interessa nessuno dei miei lettori per cui mi fermo qui e vi fornisco la lista degli articoli correlati, scritti in tempi non sospetti, per opportuna meditazione. (23 settembre)
(articoli correlati: Royalty, Equità fiscale, Schiavitù, Elenchi, Italiaanse toestanden, C'è poco da ridere, Malcostume mezzo gaudio)
 
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