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2013

Sic transeat gloria mundi

 

E così la Microsoft si è pappata la Nokia. Non c’entra niente con quello di cui originariamente volevo parlarvi ma la notizia mi ha colpito come un fulmine a ciel sereno e da allora sono in lutto profondo manco fossi finlandese. In realtà il test sulla mia cittadinanza interiore su facebook ha dato come risultato svedese, quindi un po’ scandinava dentro (ma molto dentro) devo pur essere. Tornando alla Nokia, il torcicollo non mi sta passando e a questo punto sono praticamente sicura che non si tratti di torcicollo ma di RSI provocata dal maledetto touchscreen dell’iPhone che il diavolo se lo porti. In quindici anni di sms selvaggi sul mio fedele Nokia non ho mai avuto un disturbo che fosse uno, mentre un anno scarso di iPhone mi ha ridotto a implorare la fisioterapista di staccarmi la spalla per non sentire più il dolore.
Ancora non riesco a capacitarmi dell’accaduto. Solo cinque anni fa la Nokia era il produttore di GSM più fighi al mondo, come ha fatto a prendere una serie di cantonate così grosse, una dietro l’altra? L’accanimento su Symbian ha del masochismo puro: perfino la modestissima sottoscritta consigliava ai suoi clienti nel 2010 di realizzare le apps in Android oltre che IOS e allora non avevo nemmeno visto un iPhone o un Galaxy da vicino!
Sarà perché per me la distinzione tra telefono e netbook palmare è sempre ben chiara e infatti, come dichiaravo a gennaio, per telefonare uso il mio Nokia 6500c e per lavorare l’iPhone quando non posso usare l’iPad, che tra i due è sicuramente il prodotto migliore. Ormai sto tenendo insieme il Nokia con lo scotch per non dovermi arrendere all’egemonia del touchscreen anche nel weekend. Sabato scorso ho fatto un lunghissimo giro in centro per trovare una degna sostituzione del telefono, ma più che scatole nere di dimensioni sempre più grandi non ho visto. E dire che la conquista più grande della Nokia (e anche della Motorola a dire il vero) è stata la miniaturizzazione del GSM: gli ultimi modelli prima della rivoluzione iPhone erano veri e propri gioielli, adesso siamo tornati ai livelli dei primi cellulari: ci manca solo la batteria a tracolla e poi il cerchio sarà completo (questione di mesi, con quel che succhiano le apps e lo streaming). La mia unica speranza è che la Microsoft lasci Nokia libera di continuare a produrre i GSM (o come si chiamano adesso «feature phones») per il terzo mondo: ho già adocchiato un negozio libanese nella zona meno chic di Nijmegen che ha in vetrina reperti assolutamente vintage in colori improbabili. Tralaltro sembra che i biechi manager Apple stiano per fare uscire un iPhone 5S in versione gold e platinum e una serie di iPhone 5C in colori sgargianti apposta per il terzo mondo: roba che Steve Jobs si sta rivoltando nella tomba. A questo punto tanto vale prendersi un Nokia 301 o anche 105 silver, che fralaltro ha l’opzione dual SIM e una batteria che dura una settimana, alla faccia della mela avvelenata che dura tre ore scarse.
Ma non vi annoio ulteriormente con la mia nostalgia per i bei cellulari di una volta e invece passo subito alla novità che sta tenendo tutti gli olandesi con la lingua fuori, ovvero Netflix. In quanto a teaser, Netflix ha fatto tesoro delle lezioni di marketing di San Steve e ci titilla da prima dell’estate con l’annuncio della rivoluzione televisiva, ovvero la TV on Demand: all-you-can-watch film e serie TV per 10 euro al mese. Capirai che novità! E’ dal 1992 che gli americani ci martellano i coglioni con l’annuncio della TVoD e abbiamo dovuto aspettare la bellezza di vent’anni e la banda larga per avere un servizio che ci è stato promesso quando ancora il PM Di Pietro interrogava Mario Chiesa sulle tangenti per gli appalti edilizi milanesi. Mi vien da dire: fusse che fusse la vorta ‘bbona! Così smetto una buona volta di pagare il canone e aspettare che la televisione di stato si degni di comprare i diritti dei programmi che mi piacciono e mi guardo Dexter direttamente dall’iPad come il 50% delle famiglie olandesi. Ho già scaricato la app e aspetto che si apra la vendita online di abbonamenti. Scommetto che entro cinque anni a partire da domani la televisione farà la fine della Nokia. Coraggio, ex compatrioti, c’è speranza anche per voi. Controllate quando apre Netflix in Italia e correte a comperarvi il tablet se non lo avete ancora fatto. (10 settembre)
 
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