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2013

Mezzo secolo

 

Non so voi, ma a me questa storia che i 50 sono i nuovi 40 non convince per niente. Mi sono svegliata ieri con un accenno di sciatica, un feroce torcicollo e una simpatica varietà di disturbi associati alla menopausa tra cui l'abituale cistite. Dieci anni fa non avevo niente di tutto questo e se mi veniva la cistite non era certo per scompensi ormonali.
In verità vi dico che, senza il conforto del botox e delle drastiche cure anti-age cui le attrici hollywoodiane si sottopongono, avere cinquant'anni oggi equivale ad averli avuti dieci, venti, trenta e forse perfino quaranta anni fa: son sempre dieci anni più di quaranta e la drammatica soglia della terza età. Negare gli acciacchi ostentando comportamenti giovanili non fa altro che peggiorare i sintomi e mascherare le rughe dietro chili di make-up correttivo e chirurgia plastica serve solo a farsi compatire da figli e amiche - queste ultime naturalmente lo faranno alle nostre spalle, mentre ai primi si riconosce almeno il merito dell'onestà.
Ma non è il decadimento fisico che mi preoccupa, anche se la lotta ai suoi sintomi ormai occupa il 99% del mio tempo libero, quanto l'invecchiamento spirituale che mi terrorizza e che combatto ancora più strenuamente. Sono circondata da ex ragazzi degli anni settanta che tuonano da tutti i possibili podi al decadimento dei costumi nei giovani d'oggi, paragonando i loro comportamenti scellerati a quelli esemplari della nostra generazione e ne resto sgomenta. Che cosa ha fatto sì che i miei coetanei abbiano potuto rimuovere tutti gli orrori della nostra adolescenza ricordando solo i pochissimi aspetti dignitosi ed edificanti che oltretutto ai tempi consideravamo solo delle enormi scocciature?
Voglio dire, non è che noi si passasse il tempo a studiare i diari di Che Guevara e ripassare i discorsi di Martin Luther King. Chi si dedicava all'impegno politico lo faceva in massima parte perché le compagne la davano più facilmente delle sanbabiline, senza pretendere di essere portate a cena in costosi ristoranti alla moda e senza l'obbligo dei regali che le altre invece attaccavano alla figa come un cartellino del prezzo al pari delle odierne veline. In quanto ai rapporti sociali, noi non avevamo a disposizione tutta la tecnologia odierna e invece di nasconderci dietro un iPhone molto più semplicemente facevamo uno spropositato uso di alcol e droghe: leggetevi le statistiche. Quanti dei compagni di scuola dei vostri figli sono morti di overdose? Quanti stanno in comunità di recupero? Confrontate i dati con quelli dei vostri compagni di scuola. La discriminazione per gli omosessuali e il bullismo ai nostri tempi erano semmai molto più diffusi di adesso, non certo meno. L'unica differenza è che le vittime della discriminazione e della violenza si comportavano da vittime: stavano zitte e si portavano dentro il fardello sempre più grande dell'emarginazione e se la disperazione le portava fino al suicidio, le ragioni del gesto non venivano pubblicate su facebook ma morivano con loro.
E per finire con la tiritera classica contro videogames e serie televisive che istigherebbero alla violenza, vi esorto a ricordare che gli anni della nostra adolescenza sono stati puntellati da incredibile violenza ad ogni livello, dalle bombe indiscriminate alle sparatorie mirate alle semplici missioni punitive a base di sprangate e catenate in faccia con cui i nostri compagni di classe si dilettavano quotidianamente (e non apro il capitolo delle violenze carnali). Il fatto che gli atti di violenza si nascondessero dietro un colore politico non li edifica e non li rende migliori dell'assassinio random di un passante ad opera di tre debilitati che non avevano niente di meglio da fare. Semmai c'è di positivo che adesso l'orrore della vacuità esistenziale di questi individui è esposto di fronte agli occhi di tutti per quello che è e non può millantare alibi ideologici fragili come carta velina.
Ecco, io accetto le rughe, i chili in più, i capelli grigi e tutte le paturnie della menopausa ma non posso accettare di trasformarmi in mia nonna e nelle nonne di tutte le generazioni, che leggono ossessivamente la cronaca nera per trovare conferma delle loro paranoie, terrorizzate da un mondo che non gli appartiene e non capiscono più. Non facciamo finta di non sapere che anche trent'anni fa eravamo terrorizzati dal mondo che ci circondava; l'unica differenza è che allora avevamo energia fisica e mentale in esubero per buttarci nella mischia e qualche volta uscirne anche vincitori. Mi piacerebbe spendere la poca energia che mi rimane per conservare lo spirito battagliero e critico della mia adolescenza: piuttosto che farmi clisteri al caffè per combattere la cellulite mi impegno a combattere il culto di un'era idilliaca che non è mai esistita e vi invito a fare altrettanto. (25 agosto)
 
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