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2013

Radicali liberi

 

Vi ho parlato anni fa della "Bible belt" olandese: la regione da cui sono emigrati Amish e Quaccheri, la regione in cui la religione domina ogni attività sociale, dove le donne vestono ancora di nero come le bisnonne dell'Italia del sud, i padri hanno diritto di prelazione su tutte le femmine della famiglia e tutti vanno in chiesa la domenica mattina ad ascoltare le prediche apocalittiche dei pastori calvinisti riformati; la regione che è di fatto l'equivalente cristiano dei talebani afghani e che - tra le mille regole bislacche - impone ai genitori di non vaccinare i figli per non contravvenire alla volontà divina di vita e di morte. Una regola questa che più dell'incesto fa regolarmente tuonare d'indignazione medici e giornalisti, ma contro cui nessuno osa opporsi in virtù del libero arbitrio.
Mentre vi scrivo, nella regione dei calvinisti riformati olandesi è in corso una forte epidemia di morbillo: più di 200 casi accertati e più di 50 ricoveri d'urgenza per complicazioni polmonari. Peter Heerschop ha commentato nella sua rubrica satirica del venerdì su Radio 538 che a quanto pare Dio proibisce di vaccinare ma non di farsi salvare la pelle in ospedale. L'ha presa meno bene Rosanne Hertzberger nella sua rubrica settimanale del sabato sull'NRC e - insieme all'indignazione standard - ci ha messo il carico da novanta ricordando il mirabile flop della sanità olandese in merito ad un'altra vaccinazione, quella contro il cancro al collo dell'utero, la cui campagna nazionale di qualche anno fa è franata contro un potere ancor più radicale della religione: quello dei social networks. A seguito della propaganda negativa circolata viralmente sui soliti noti Twitter, Facebook e YouTube, meno del 20% delle ragazze richiamate per la vaccinazione si è effettivamente presentata e il programma è stato chiuso in fretta e furia a seguito della valanga di proteste scritte al sito del ministero dall'80% delle ragazze ribelli. La Hertzberger concludeva la sua rubrica commentando cinicamente che la barbarie si è definitivamente impossessata della civiltà se un video su YouTube ha più credibilità delle circolari del ministero della sanità e che in fin dei conti siamo tutti un po' calvinisti riformati, ovvero, bigotti ignoranti se basta non vedere più bambini in sedia a rotelle, vittime della poliomielite, per dimenticarsi che le vaccinazioni salvano la vita.
Qui invece mi permetto di dissentire, forte delle mie quattro vaccinazioni obbligatorie (tetano, polio, difterite e vaiolo) e delle ben più numerose vaccinazioni subite da mio figlio (tetano, polio, difterite, pertosse, influenza, morbillo, orecchioni, scarlattina, rosolia e meningite C). Mettere sullo stesso piano morbillo e poliomielite è puro terrorismo sanitario, lo stesso terrorismo che ha fatto scoppiare la psicosi dell'influenza suina cinque anni fa. Lo stesso terrorismo che spaccia un vaccino non testato contro il cancro al collo dell'utero come indispensabile profilassi alla pari dell'antimalarica nelle foreste tropicali. A prescindere dal fatto che non credo nelle statistiche altrettanto terroristiche della cosiddetta controinformazione (i veri bigotti) sui danni delle vaccinazioni, non credo nemmeno nell'accanimento terapeutico del XXI secolo, che impone ai nostri figli ancora lattanti una batteria di vaccinazioni, la cui validità è ancora tutta da dimostrare, per malattie che tutti abbiamo fatto e per le quali la mortalità o il collateral damage non è minimamente paragonabile a quello del vaiolo, della difterite, del tetano e della polio. Io li ricordo ancora i poveri bimbi storpi della mia generazione, ma come ricordo loro, non ricordo alcun bimbo morto per morbillo come invece ora si vuol far credere: il morbillo lo abbiamo avuto tutti, come gli orecchioni e la rosolia e vivaddio anche l'influenza, senza per questo rimetterci la pelle o rimanere storpi o idioti per il resto della vita. Inoltre ricordo alla smemorata Hertzberger che se un video su YouTube ha oggi più valore di una circolare del ministero della sanità olandese, questo è interamente colpa della sanità olandese che si è ampiamente resa ridicola nel corso dell'ultimo decennio con la già citata profilassi contro l'inesistente pericolo dell'influenza suina, con il mantenimento nella profilassi obbligatoria del vaccino contro la pertosse in flagrante sprezzo della constatazione che tale vaccino non serve a una cippa e con l'informazione contraddittoria sulla vaccinazione per meningite C. In tempi non lontani, la sanità olandese non era favorevole a tale vaccinazione, adducendo articolate e documentate obiezioni al riguardo, pubblicate su appositi poster e leaflet a disposizione del pubblico in qualunque consultorio medico. Poi, improvvisamente, la vaccinazione è diventata obbligatoria: sono bastati 12 casi di meningite con esito mortale per far firmare le necessarie circolari in fretta e furia. Non sono certo una fanatica delle teorie complottiste ma in questo caso non occorre scomodare Assange e Snowden per capire che le lobby farmaceutiche hanno il potere di far girare la cosiddetta opinione pubblica a loro piacimento e meno male che ogni tanto gli va buca, social networks o meno.
Nonostante abbia fatto vaccinare mio figlio - contro ogni pensiero razionale, in qualità di madre inesperta, insicura e quindi facile vittima del terrorismo sanitario, sia ben chiaro - spero proprio che i calvinisti riformati resteranno liberi di non far vaccinare i loro figli contro orecchioni e morbillo, così magari riusciremo anche a dimostrare che questa vaccinazione è totalmente inutile se è vero che basta entrare in contatto con una persona malata per contrarre la malattia in forma acuta, come è stato documentato non più tardi di tre anni fa in occasione di una mini epidemia sviluppatasi nel circuito universitario di Utrecht. Allora una decina di studenti regolarmente vaccinati è stata contagiata da una coppia di studenti non vaccinati e ha passato una pessima settimana in ospedale, non senza aver prima a sua volta contagiato un cerchio di amici ancor più ampio durante un rave. Il redattore ipotizzava che la scarsa igiene e l'abbondante promiscuità del circuito studentesco sia stata la causa dell'epidemia e finiva con la polemica di prammatica sulla mancata applicazione del protocollo sanitario nella regione calvinista riformata. Poi, come era apparsa, la notizia è sparita dalle pagine scientifiche del giornale dove era relegata e ognuno è libero di trarre le conclusioni che crede, ma a mio modesto parere c'è abbastanza materia per mettere in discussione la validità del protocollo di vaccinazione statale.
E magari usiamo il potere dell'opinione pubblica più utilmente per cercare di risolvere la piaga dell'incesto tra i calvinisti riformati, che ne dice egregia dottoressa Hertzberger? (7 luglio)
 
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