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2012

Qu'ils mangent de la brioche

Sembra che non ci sia alcun fondamento storico per la frase con cui Marie Antoinette è passata alla storia dopo essere passata per la ghigliottina di Place de la Revolution il 16 ottobre 1793, alla fine di tre anni di arresti domiciliari e uno di carcere duro. Sembra al contrario che la giovane regina avesse iniziato una campagna morigerante alla corte di Versailles ben prima che il sentimento ostile del popolo nei confronti della dissennata amministrazione di Louis XVI si manifestasse in tutta la sua violenza. E’ altrettanto palese che i suoi sforzi fossero stati totalmente inadeguati alla gravità della situazione, del resto che cosa si poteva pretendere da una principessa educata nella corte asburgica del XVIII secolo e usata come merce di scambio in nome dell’alleanza franco-austriaca? Il suo unico compito era procreare numerosi figli preferibilmente maschi e usare le posate giuste ai banchetti di corte; la politica era un affare riservato ai maschi e in particolare a quelli di sangue blu.
Ma non tutti i mali vengono per nuocere. Proprio grazie al marito di Marie Antoinette i francesi hanno capito che il fatto di avere un pisello cui affluisce occasionalmente sangue blu non costituisce una condizione sufficiente per il buon governo della nazione. Gli inglesi ci erano arrivati un secolo prima e gli italiani ci sarebbero arrivati un buon secolo dopo. Il resto è storia ed è noto che il processo di democratizzazione delle nazioni è durato svariati secoli e ha avuto paurose ricadute nel lungo ed arduo cammino.
La sto prendendo molto alla larga per non usare il linguaggio da camionista che le notizie italiane delle ultime settimane mi suscitano spontaneo. Ringrazio anche il cielo che la caduta del governo olandese sponsorizzata dalla dissennata politica dell’amministrazione Rutte/Wilders impedisca ai giornalisti locali di sbattere gli scandali italiani in prima pagina.
Lo spettacolo che i politici di professione della seconda repubblica italiana stanno dando farebbe arrossire di vergogna perfino Madame de Pompadour e Madame du Barry. Lo spettacolo che stanno dando i commentatori non è da meno e non so se la mia sensibilità è più urtata dall’assenza di morale dei rappresentanti del popolo o dallo sprezzo della semantica dei responsabili dell’informazione, che usano a vanvera il termine antipolitica. Ma quale antipolitica? La realtà molto più banale è che gli italiani sono nauseati da QUESTA classe politica, da QUESTI rappresentanti della politica che stanno facendo veramente di tutto per provocare una guerra civile. La mia unica sorpresa è che la guerra civile non sia ancora scoppiata e mi piacerebbe credere che questo dipenda esclusivamente dal livello di civiltà raggiunto dalla maggioranza silenziosa e non dalla sua connivenza con la minoranza corrotta.
E’ mai possibile che neanche di fronte allo spread, agli esodati, ai suicidi e ai tagli alle pensioni la casta politica italiana riesca a dare un segnale, anche solo di facciata, anche solo per non farsi tirare sassi (le monetine, grazie a Monti, sono finite)? Perfino la casa reale inglese paga le tasse su redditi e proprietà e ostenta comportamenti da middle class da quando il popolo ha cominciato a mostrare chiari segni di disaffezione per la monarchia. Per non parlare dei politici olandesi che vorrebbero morigerare l’industria dello spettacolo e della finanza con l’introduzione della Balkenende norm, che sarebbe la regola per la quale lo stipendio massimo dei top manager non può essere superiore a quello del primo ministro e cioè meno di 200.000 euro l’anno.
Vi lascio digerire l’informazione. Sì, il primo ministro olandese guadagna meno di 200.000 euro l’anno. Lordi.
A quali azioni coercitive bisogna arrivare per convincere il parlamento italiano ad arginare stipendi da calciatori e benefit da top manager bancari, a eliminare i finanziamenti che avrebbero dovuto già essere eliminati a seguito del referendum del 2002 e a far passare la legge contro la corruzione che l’Europa ci chiede dal 2008? Dovete forse assaltare il Pirellone e montare la forca in Piazza Loreto per convincere gli inquisiti della Regione Lombardia a dimettersi?
E pensare che nei primi mesi di governo Monti sentivo solo indignate proteste per quello che veniva definito ‘il golpe di Napolitano’: un non eletto dal popolo al governo, un uomo della BCE, signora mia, dove stiamo andando a finire. Mi son chiesta per mesi perché i miei compatrioti stessero a spaccare il capello in quattro su un governo formato da professionisti che stanno cercando unicamente di salvare l’Italia dal tracollo finanziario e non avessero obiezioni sul fatto che il detto governo fosse tenuto in ostaggio da un parlamento di corrotti inquisiti arroccati sui loro scranni nello sprezzo più totale del popolo che li ha eletti e che è costretto a mantenerli fino alla prossima legislatura. Da quel che leggo adesso mi sembra di capire che l’Italia s’è finalmente desta e se ancora dell’elmo di Scipio non si è cinta la testa, almeno comincia ad interrogarsi sul suo stato di schiava di Roma.
Giacché l’unica arma democratica che ancora resta agli italiani sono le prossime elezioni amministrative, vorrei di nuovo credere che queste siano l’occasione del segnale forte che farà finalmente cadere i politici italiani dal pero delle loro posizioni indifendibili.
C’è solo da sperare che il segnale sia nella direzione di un allargamento della base democratica e non nel suo contrario, perché mentre tutti schiamazzano come oche sui voti che andranno alle liste civiche del Movimento 5 Stelle - che tutto sono fuorché antipolitica e con una buona dose di fede ideologica, olio di gomito e sospensione dell’incredulità potrebbero pure contribuire a traghettarci fuori dallo stagno della casta – nessuno pare preoccuparsi che l’attuale dissolutezza dei costumi spalanchi le porte ai nostalgici del leader forte, che alla luce dei fatti hanno facile gioco nel sostenere che l’Italia non è pronta per la democrazia.
Invece è proprio di questo che la parte sana dell’attuale classe politica – se ancora esiste -farebbe bene ad occuparsi. La citazione di Oliver Cromwell che gira allegramente su Facebook in questi giorni è altamente preoccupante: Cromwell ha pronunciato quelle parole un attimo prima di sciogliere il parlamento inglese con la forza e imporre una dittatura militare durata sette anni e finita nella restaurazione della monarchia, proprio come la rivoluzione francese.
Che iddio ce la mandi buona. (23 aprile)
 
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