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in equilibrio su un filo di seta

La Conversazione continua su un altro Tavolo

“Mi sono fatta schifo: sembravo mia madre alla rovescia! Quando avevo l’età di Sarah lei voleva farmi visitare perché i miei ormoni erano così iperattivi che credeva fossi una ninfomane!”
Laura sta pranzando con Elly nel bistrot più alla moda del momento e sta relazionando la bizzarra conversazione della sera prima. Elly, che sta facendo finta di mangiare un’insalata da cinque minuti, a quel punto butta la forchetta nel piatto e segnala al cameriere che la porti via.
“Nell’età vittoriana si pensava che la sessualità delle donne fosse latente e che dovesse essere risvegliata dal tocco di un uomo, vedi un po’ tu: con la morale del tempo Sarah sarebbe stata l’orgoglio di ogni madre. Poi sono arrivati i folli anni ’20 i trasgressivi anni ’60, le femministe, le Spice Girls e le Pussycat Dolls e il bel risultato è che se oggigiorno una donna non fa uso della propria sessualità dev’essere per forza anormale. E se Sarah fosse semplicemente un angelo?”
“Ma certo - ribatte Laura sarcastica - Sarah ha tutte le qualità previste dalla definizione! Potremmo farle fare la prova della danza sulla punta dell’ago, così per sicurezza.”
“Spiritosa. Naturalmente stiamo facendo una speculazione puramente teorica, ma hai mai pensato perché Sarah si trova a suo agio solo quando si occupa del benessere e della protezione del prossimo? Quella ragazza si prende cura di te e di Larry con una dedizione che va ben oltre lo stipendio.”
“E io gliene sono terribilmente grata oltreché ringraziare il caso che me l’ha fatta incontrare, se le fa piacere la chiamerò angelo da ora in poi ma per il resto del mondo la definizione corrente è frigida - se non vuoi passare il resto della tua vita in un ospedale psichiatrico. Comunque la frigidità può essere curata ed io non ho fatto altro che offrire a Sarah l’aiuto medico necessario.”
“E la sua risposta qual è stata?”
“Che mi ringraziava ma stava bene così e non aveva alcuna voglia di essere curata. Poi mi ha implorato di non licenziarla - come se a me fosse passato per l’anticamera del cervello – e mi ha rivelato che non avrebbe mai potuto lavorare in un ufficio come noi o in un negozio come le altre sue coetanee, perché non poteva sopportare di entrare in contatto con gente che ha problemi, disagi e bisogni che lei non può risolvere o alleviare. Sai che Megan le ha chiesto di andare a lavorare nella sua scuola e lei ha rifiutato perché non dormirebbe la notte al pensiero di che cosa succede ai ‘suoi’ bambini quando non sono a scuola? Ha concluso dichiarando che ha una necessità compulsiva di prendersi cura delle persone che ne hanno bisogno, totalmente e continuamente, e che si sente realizzata solo se riesce a soddisfare questa sua necessità.”
Elly alza le braccia e gli occhi al cielo: “Macché necessità compulsiva! La ragazza ha una vera vocazione! E’ materiale da convento e devi solo ringraziare la pessima immagine che i conventi hanno da quando i giornalisti hanno rivelato che lì si fornica peggio che nei bordelli se Sarah è venuta da te. Sei il suo santuario!”
Laura scoppia a ridere. “Ma ti prego!”
“Ma ti prego io.” Continua implacabile Elly. “In quanto al sesso, lascia che ti dica che anch’io lo trovo un’attività totalmente sopravvalutata. Senza contare che, passato il picco ormonale legato alla riproduzione, mediamente nelle donne la libido cala e dopo la menopausa tende a zero, quindi curare la sua supposta frigidità è tempo sprecato. Lasciati dire che Sarah si evita un sacco di noie e mi dispiace per lei che nella nostra società, invece che venir premiate e protette, le persone come lei vengono stigmatizzate. Tu hai il dovere di dare asilo a questa povera ragazza prima che divenga una martire della sua vocazione.”
E con questo Elly conclude la sua dissertazione e si prepara a tornare in ufficio, lasciando Laura più perplessa di prima. La verità è che non riesce assolutamente a concepire come una ragazza dell’età di Sarah possa rifiutare a priori di farsi curare un ... diciamo disturbo per non usare la parola malattia, che in questo momento le sta causando un bel po’ di fastidi e che – una volta risolto – le permetterebbe di dedicare la sua vocazione alla sua famiglia invece di cercare continuamente asilo e protezione nelle famiglie altrui.
Mentre paga il conto, Laura riflette che effettivamente dopo la nascita di Lawrence anche lei - che fino allora era stata un’indiscussa regina del sesso – aveva giurato solennemente di non lasciare mai più avvicinare un membro eretto alla sua martoriata vagina. Ma fino a quel momento ci aveva dato dentro onorevolmente e considerava il calo di libido una naturale fase transitoria del dopo-parto.
Il fatto che la fase da transitoria fosse diventata permanente non è colpa sua – riflette ulteriormente Laura avviandosi al suo ufficio. Come poteva prevedere che il membro in questione decidesse di andare a vivere a diecimila chilometri di distanza dalla sua vagina?
Aveva bisogno di spazio, le aveva detto Greg quel terribile giorno dell’estate scorsa mentre fuori dalla finestra la pioggia sembrava non voler finire mai. Niente di personale: Greg la amava alla follia naturalmente e amava il frutto del suo seme ancor di più ma non si sentiva ancora pronto per quel tipo di vita stanziale e regolare che il matrimonio e la paternità prevedono. Doveva prima mettere in ordine una serie di priorità, sistemare una serie di cose in sospeso prima di tornare a casa e vivere il resto della sua vita da tranquillo signorotto di campagna insieme a Laura e Lawrence. E da quel giorno la già scarseggiante libido di Laura era svanita totalmente.
Laura si rende conto con smarrimento crescente che in un anno e rotti non ha nemmeno avuto voglia di alzare il telefono e chiamare a raccolta i numerosi ex che ancora le ronzano intorno nella speranza di poter godere dei suoi favori. Perché non l’ha fatto? Che sia ancora vittima del trauma e della disperazione dei primi giorni senza Greg? Si sta ancora punendo inconsciamente per non essere in grado di dare una vera famiglia a Larry o per essere stata sedotta (e abbandonata) dall’ennesimo Peter Pan? La verità – troppo sconfortante per essere contemplata a mente fredda – è che l’inconscio di Laura deve aver stretto un patto con la sua vagina; le deve aver promesso che se se ne starà buona e calma e non se ne andrà in giro a cercare avventure, Greg tornerà da lei e da Larry. Se invece cederà alla tentazione della carne, la punizione sarà la perdita di Greg e della rispettabilità che Laura tiene insieme con le unghie e coi denti da quando Greg è partito. Di fatto è come se Greg le avesse messo di una cintura di castità.
 
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