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in equilibrio su un filo di seta

Single di Ritorno

“Dove hai parcheggiato Angus stasera?” chiede Eliza appena Amy entra con le gote rosse e una corona di vischio per il centrotavola. La cena della vigilia di Natale a casa Bennet è una tradizione che tutte le amiche rispettano, a qualunque costo, tanto che Laura quest’anno si è perfino piegata al suggerimento di Eliza di invitare l’ottuagenario Lord Huntington a farle da cavaliere.

“Angus non c’è più.” risponde Amy asciutta.
In un secondo sia Megan che Laura si materializzano e fanno quadrato intorno a Amy. “Che cosa dici?” chiede Megan esterrefatta.
“Ci siamo lasciati.”
“Ma … non capisco!” esclama Laura. “Quando ti ho sentito – quando è stato? Lunedì scorso? Hai detto che avresti chiesto ad Angus se aveva voglia di venire … che cosa è successo in meno di una settimana?”
“Beh, ci pensavo da un po’ più di una settimana. Avevo cominciato ad avere dubbi sulla nostra relazione, sapete com’è.”
“No, a dire il vero non lo sappiamo, ma continua.” risponde Eliza per tutte.
“Massì, dai. Che razza di relazione è quando non condividi niente: non frequentiamo la stessa gente, non abbiamo gli stessi gusti, negli ultimi anni non andavamo nemmeno più in vacanza insieme e francamente a parte il sesso, il calcio e le vacanze all-inclusive in costa Brava non gli è mai interessato altro. E dato che notoriamente io odio sia calcio che vacanze all-inclusive, non mi sono nemmeno sorpresa quando si è messo a fare le valigie e se n’è andato.”
“Come sarebbe a dire? Ha fatto le valigie e se n’è andato, così, all’improvviso?”
“Esattamente. Ieri mattina. Stavo facendo la doccia e con la coda dell’occhio lo vedevo trafficare con le braccia cariche di biancheria, vestiti, roba così. Tra il vetro appannato e il sapone negli occhi non ho capito bene che cosa stava combinando, ma quando sono uscita dalla doccia, lui era in camera, tutta la sua roba era stesa sul letto e lui stava cercando di fare entrare tutto nel trolley da viaggio perché non era riuscito a trovare la valigia grande. Io ho guardato la scena e gli ho detto – ti servono mica un paio di buste di plastica per le camicie?”
“No!” è il coro compatto delle tre amiche.
“Sì, sì invece.”
“Ma come hai potuto?” chiede Laura.
“Ma non lo so, mi sono profondamente irritata, tipo, manco è capace di programmare la sua uscita di scena! Manco riesce a pensare che gli conviene prima trovare la maledetta valigia grande e poi fare i bagagli! E poi non ti dico il casino che aveva fatto sul letto! Lo so che può sembrare tutto molto freddo e distaccato … “
“Eh, beh, direi! Sono qui che non riesco nemmeno a respirare!”
“Sì beh, comunque ho pensato che era perfettamente inutile discutere la sua decisione, ti pare? Eravamo già oltre il punto di non ritorno. Mi aspettavo qualcosa del genere da un giorno all’altro ma voglio dire – è così tipico delle cose che odio di lui – vuol fare la scena madre e manco riesce a trovare le valigie giuste!”
“E poi?”
“E poi ho tirato fuori dall’armadio le buste di plastica e finalmente è riuscito a mettere via tutto dicendo che se ne andava perché era evidente che io non lo volevo più. Poi naturalmente mi ha chiamato stamattina per sapere se per caso avevo cambiato idea e volevo che tornasse.”
“No!”
“Sì, invece: non ti dico il nervoso! Ovviamente pensava che con la sua scena madre mi avrebbe terrorizzato, che appena andato via mi sarei buttata a singhiozzare sul letto implorando il suo ritorno e che non avrei resistito più di una notte senza di lui. Coglione! In quattro anni non c’è mai stato quando avevo bisogno di lui, che diavolo pensava che mi mancasse? Il suo fottuto cazzo?”
“Beh … se il sesso a quanto pare era l’unica cosa che facevate insieme - azzarda Laura guardinga - forse lui è convinto che avere una relazione significhi fare sesso con la stessa donna in maniera continuativa.“
”Ah, questa è buona!”
“No, guarda che non scherzo. William è lo stesso tipo.”
“Oddio, non ci avevo mai pensato! Ma è disgustoso! Occazzo, adesso sono ancora più contenta che si sia scavato dai coglioni. A dir la verità ho sempre sospettato che ci fosse qualcosa di perverso nella sua ossessione per il sesso. Voglio dire, i primi mesi l’abbiamo fatto come conigli ma non ci ho trovato nulla di strano: si sa che la passione iniziale poi si stempera. Invece, col passare del tempo è diventato evidente che l’unica a stemperare ero io e Angus ha cominciato a lamentarsi che lo facessimo solo tre volte a settimana anziché tutti i giorni. Al che gli ho detto – ma come, stai a contare i giorni? Datti una calmata che alla nostra età è già tanto se si scopa nel weekend!”
“Mah, non saprei. Secondo William ...”
“Ma dai, William non è esattamente il tipo che definiresti nella media. E comunque stiamo parlando di relazioni, non di maratone del sesso.”
“Sì, lo so, ma quello che sto cercando di dirti è che certi uomini non vedono lo scopo di una relazione con una donna che vada oltre il sesso. Per quel tipo di relazione hanno i loro amici maschi e se non fosse che per il sesso si sentono in dovere di usare una donna, sarebbero perfettamente felici così.”
“Oddio, mi stai dicendo che ho vissuto per quattro anni nella giornata ideale dell’uomo!”
“Prego?”
“Ma sì che la sai, dai, ha girato su Facebook per anni. La giornata ideale dell’uomo: sveglia, pompino, scorreggia, birra, rutto, partita a golf con gli amici, sesso con tre fotomodelle di tendenza lesbo e poi la sequenza si ripete con limitate variazioni sul tema fino all’ora di andare a letto. Che schifo. Presto: un bicchiere di vino, qualcosa di alcolico – subito.”
“Se posso permettermi – interviene Megan – io non capisco perché, avendo preso coscienza del tipo che è Angus, hai aspettato che fosse lui a fare la prima mossa invece di buttarlo fuori casa tu.”
“A dir la verità è da ieri che me lo sto chiedendo. L’unica spiegazione che mi sono data è che inconsciamente avevo paura che se avessi fatto io la prima mossa lui sarebbe potuto diventare violento.”
Le amiche meditano in silenzio qualche secondo su questo concetto e poi Eliza commenta pragmatica: “In questo caso ti conviene tenere un profilo molto basso e astenerti dal condividere le tue opinioni su di lui urbi et orbi. Non dico di fare la vedova inconsolabile ma chiuditi in un dignitoso silenzio e lascia che lui sparga la voce che si è stufato di te. Se è il tipo che dici, deve essere già alla ricerca di una ... com’è la tua espressione favorita? Passera solitaria?”
“Già: una ninfomane che sia felice di far la parte del buco per il resto della sua vita. Mi si dice che esistono, anche se ne devo ancora conoscere una sopra i trenta e Angus non ha abbastanza soldi per una troietta di venti.”
“Amen. - conclude Eliza - Andiamo a tavola? La cena è servita.”
 
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