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Segreti Svelati

I segreti di Pulcinella sono i più pericolosi, perché chi ne è a parte si comporta come se tutto il resto del mondo condividesse la sua conoscenza e così facendo si rende involontariamente responsabile di una serie di inutili e potenzialmente pericolose complicazioni.

Il fatto che Gregory Carter abbia dilapidato il patrimonio di famiglia e viva dei soldi della moglie è ampiamente noto nella sfera sociale in cui la famiglia Carter si muove. Sfera sociale alla quale Marcia Barnes non appartiene e questo semplice fatto ha costituito la condizione necessaria e sufficiente per attivare l’operazione di seduzione che ha creato tanto scandalo e ha rischiato di distruggere un matrimonio. E’ bastato che Eliza accogliesse la Barnes nella conoscenza del segreto per farla istantaneamente desistere dall’impresa, assicurare la sua cooperazione nell’operazione di copertura della verità e soprattutto evitare l’inevitabile ostracizzazione dell’intera famiglia Carter – sorte che aveva inesorabilmente colpito William Cooper a seguito del suo insensato matrimonio con quella cosiddetta attrice.
Il fatto che il padre di Jack abbia per anni violentato moglie e figli indistintamente quando si trovava in stato di ubriachezza – un’occorrenza tanto regolare quanto prevedibile - è noto a tutti gli abitanti residenti in paese all’epoca dei fatti e non solo non ha mai costituito un deterrente per la clientela della macelleria, ma non è stato giudicato sufficientemente rilevante da costituire materiale d’informazione per i nuovi arrivati. Le violenze sono terminate quando Jack è stato in grado di atterrare il padre con un pugno ben assestato, ma hanno lasciato un trauma indelebile sul ragazzo, che ha impedito il suo normale sviluppo emotivo e sessuale. Sarebbe bastato includere Sarah nella conoscenza di fatti noti a tutta la comunità per evitare l’increscioso incidente che ha rischiato di compromettere la relazione dei due giovani, attratti da una comunione spirituale molto più profonda di quello che loro stessi potessero capire.
Il segreto di Sarah invece è un autentico segreto, cioè qualcosa che riguarda solo lei e la cui conoscenza non può beneficiare nessun altro. Ora però è arrivato il momento di condividere questo segreto con Jack, perché quando due persone decidono di passare il resto della loro vita insieme è bene che gli avvenimenti fondamentali accaduti prima della reciproca conoscenza siano condivisi per evitare che il matrimonio, da impresa impegnativa, si trasformi in una missione impossibile. E così, quando Jack viene a consegnare la spesa a casa Carter dopo la chiusura della macelleria, Sarah lo invita ad entrare nella cucina calda e illuminata, piena di profumi deliziosi e rassicuranti, lo fa accomodare al tavolo carico di biscotti appena sfornati e gli offre una tazza di the. Poi, senza smettere di decorare i biscotti con nastri di cioccolato fuso e granella colorata, racconta la sua storia. La sua voce è tranquilla, misurata, scevra di emozioni mentre dipana gli orrori della sua breve infanzia senza padre conosciuto, in compagnia di una madre che si vendeva per una dose di eroina e che non ha esitato a vendere l’innocenza di Sarah non ancora adolescente per poco più. Dimostrando un coraggio superiore alla sua età, Sarah era riuscita a sottrarsi agli ulteriori orrori che la madre aveva in serbo per lei, solo per iniziare un calvario poco meno obbrobrioso a cura dei servizi sociali. Nell’interminabile serie di orfanatrofi e famiglie cui era stata affidata aveva fatto conoscenza con tutte le bassezze dell’animo umano così magistralmente descritte da Dickens nel XIX secolo e passate indenni attraverso tutte le riforme sociali del XX secolo, fino al giorno in cui il caso o il destino l’aveva portata all’abbazia delle suore benedettine di Stanbrook, dove finalmente era iniziata la lenta e laboriosa ricostruzione della sua personalità devastata. Anche nel caso di Sarah il trauma infantile aveva impedito un normale sviluppo sessuale e il voto di castità era la soluzione migliore che le suore le avevano potuto offrire.
Alla fine del racconto, le mani di Jack sono talmente strette intorno alla tazza di thè che Sarah teme si possa stritolare. Invece improvvisamente la morsa si allenta e gli occhi di Jack, pieni di lacrime inespresse, cercano quelli di Sarah.
“Sarah, a mio modesto parere è arrivato il momento che noi due ci prendiamo una vacanza.” dice Jack quietamente. Sarah è talmente colta alla sprovvista dalla reazione del fidanzato che per poco si rovescia il cioccolato fuso sulle dita.
“Una vacanza? Stai scherzando, Jack?”
“Per niente. Il negozio può andare avanti anche senza di me per una settimana e ho sentito dire in paese che il signor Carter è sta per tornare, quindi anche la tua presenza qui non è più indispensabile. Oltretutto è ora che la signora Carter si abitui all’idea che non potrà più averti a disposizione ventiquattr’ore su ventiquattro, dal momento che ci sposiamo.” conclude Jack gravemente. Sarah lo guarda con tenerezza e sorride.
“Hai ragione, ma non posso mollare tutto e correre via come un ladro nella notte: mi devi dare almeno il tempo di chiedere il permesso alla signora Carter e trovare una sostituta per Lawrence, poi dove avresti intenzione di andare, così su due piedi?”
“Non lo so, dove ti piacerebbe andare con me per una settimana?” chiede Jack con la spontaneità di un bambino. Sarah si ferma a riflettere per alcuni secondi e quando riprende a parlare il suo tono è di nuovo neutrale.
“Il periodo più bello della mia vita fino a quando sono venuta a lavorare per la signora Carter è stato quello che ho trascorso a Stanbrook Abbey. Non riesco a pensare a un posto migliore per trascorrere una settimana con te prima del nostro matrimonio e credo che la badessa sarà felice di fare la tua conoscenza. Ogni tanto ci scriviamo e nell’ultima lettera mi ha detto che il convento è stato trasferito nello Yorkshire, in un parco meraviglioso, pieno di pace e serenità. Che te ne pare?”
“Pace e serenità mi sembrano un ottimo inizio della nostra vita insieme, signora Stone: quando partiamo?” risponde Jack e la sua mano grossa come un badile copre la mano bianca e delicata di Sarah in un gesto semplice ed eterno, carico di felicità.
 
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