paola cassone
romanzi
racconti
collezioni di racconti
collezioni di racconti
diario  
comprami  
scrivimi  
in equilibrio su un filo di seta

Eliza

Appena Laura esce dall’ascensore al piano terra lo smartphone squilla. La tentazione di non rispondere è forte ma il senso del dovere è ancora più forte e Laura preme il pulsante di ricezione quasi ancor prima di guardare il nome sul display. “Ciao Elly.” dice sollevata “Sto correndo a prendere il treno, ti posso richiamare tra due minuti?” La voce squillante di Eliza riverbera in un raggio di tre metri facendo sobbalzare il portiere. “No, ti richiamo io, sto entrando in ascensore per cui non ho ricezione. Ci …” e le ultime sillabe vengono prevedibilmente troncate dalla discesa dell’ascensore nel bunker dei garage. Eliza Bennet è una telefonatrice compulsiva: non resiste alla tentazione di chiamare le sue amiche appena uscita dall’ufficio anche se sa perfettamente che la conversazione sarà interrotta entro pochi secondi, inoltre tiene l’avviso di chiamata costantemente attivo e di conseguenza conduce invariabilmente almeno due conversazioni telefoniche contemporaneamente, per cui ogni telefonata di Elly si trasforma in un’estenuante corsa ad ostacoli per i suoi interlocutori. Eliza è anche la migliore amica di Laura e l’unica che non le ha mai fatto domande sulla sua - a dir poco singolare - situazione matrimoniale o ha espresso giudizi, nonostante la curiosità le bruci in gola come un bicchiere di Perrier e di giudizi ne ha per due ore di trasmissione. Invece, da quando Greg è partito, ha tacitamente assunto il ruolo di guardiana, senza che Laura dovesse mai chiederle nulla e senza pretendere mai nulla in cambio e con questo il suo status si è consolidato. Del resto, se vuole notizie su Greg non deve far altro che chiamare Amy o Megan le quali invece non si fanno scrupolo di interrogare regolarmente la povera Laura sullo stato geografico ed emotivo di Greg, incuranti dell’imbarazzo in cui la mettono. Eliza è l’unica persona che si può permettere di giocare il ruolo di confidente, amica e guardiana di Laura perché grazie al cielo la sua vita matrimoniale scorre da tempo immemorabile senza imprevisti su tranquilli e conosciuti binari. Il che non si può certo dire ne’ di Amy ne’ di Megan, che pertanto sono costantemente in cerca di qualcuno da compatire, non paghe dei pur nutriti e sempre nuovi reality shows e celebrity sleaze che la casa editrice in cui Eliza lavora per passare il tempo tra una vacanza e l’altra produce.
Adesso Eliza si accomoda nella sua Mini Morris vintage del 1968 e si prepara accuratamente a una conversazione con Laura lunga quanto il suo viaggio verso casa. Le notizie di oggi sono talmente grosse che al confronto la spedizione di Greg nel Kalahari è un trafiletto nella sezione brevi di cronaca. Piazzata la borsa di Prada sul sedile a lato, acceso il navigatore e ingoiata la rituale liquerizia sostitutiva della sigaretta che le manca da ormai sei anni, le sue dita scorrono frementi fino a trovare il comando di recall sul display del Parrot. Appena la saracinesca si alza, la Mini Morris balza fuori dal garage schivando di due centimetri un ignaro e incauto passante che tornerà a casa traumatizzato per il resto della serata. Elly schiaccia decisa il tasto del recall e tamburella nervosa le dita sul volante fino a che sente la voce di Laura dall’altra parte.
“Eccomi qui di nuovo. Sei in treno?” chiede e poi, senza attendere la risposta, “E’ vero quel che si dice? Avete perso la Maddington?”. Dall’altra parte del telefono Laura resta un secondo senza fiato prima di trovare il coraggio di sorridere. “E chi lo dice?”
“Dai Laura, non fare i giochetti che non sei brava e poi con me non attacca. E’ uscito un comunicato stampa alle 16.00 e alle 16.01 il detto comunicato girava già su LinkedIn. A quest’ora è su Facebook e stasera lo mettono nel notiziario delle otto.”
“Visto che ovviamente l’hai letto è inutile che ti ripeta il suo contenuto. Ma siccome io non sto attaccata a LinkedIn tutto il giorno mi fai la cortesia di dirmi chi l’ha fatto girare?”
“Violet Maddington ovviamente, chi altri? Ma è vero? Non sapevo nemmeno che foste sotto review.”
“Con Violet sei 24/7 sotto review, questo non è il punto. Però ne so quanto te perché il memo di Amber – che nota bene è arrivato ben 10 minuti dopo il comunicato di Violet, non so se rendo l’idea - non è altro che una copia conforme con le opportune censure delle espressioni più scabrose. Credo che il board sia in riunione plenaria ad oltranza e spero solo che a nessuno venga in mente di chiamarmi stasera. Da domani si balla e voglio godermi l’ultima quiete prima della tempesta.”
“Ma quale tempesta! La tua posizione non è in pericolo. Si sa che Violet Maddington è una lesbica sadica e cambia un’agenzia ogni volta che le vengono le sue cose.”
“Sarà anche così ma la Maddington rappresenta il 30% del nostro fatturato, per cui cadranno teste, di questo puoi star sicura.”
“Vabbè ma in questo caso quelle di Amber ed Evelyn sarebbero le prime. Solo due imbecilli come loro potevano impelagarsi con la Maddington. Ma queste sono chiacchere fatue. Sai cosa si dice in giro?”
“Risparmiami, a meno che non faccia davvero ridere. Non sono in vena.”
“Che Violet ormai è entrata in menopausa e questo è stato il suo ultimo ciclo. La prossima agenzia che sceglie sarà anche l’ultima.”
“E questo dovrebbe farmi ridere?” chiede Laura stancamente.
“No, quello che ti farà sbellicare dalle risate è che in un giorno non lontano Violet tornerà da voi perché nessun altro la vuole.” 
“Eliza Bennet, sei una sadica peggio di Violet! Come osi?”
“Aspetta, aspetta. Non ho finito. Il giorno che Violet tornerà a Canossa, tu darai le dimissioni.”
“Ma che ...! Elly, che cosa ti sei fatta oggi? Hai ricominciato col Prozac? Lo sai che non lo reggi.”
Ma Elly sta già ridendo all’altro capo del filo. “Cara Laura, se giochi bene le tue carte fra sei mesi diventerai Direttore Generale della Maddington. E’ quello che si dice in giro e come ben sai, il giro sa sempre tutto.”
 
torna su
« precedente     successivo »  
 
| design&development: Artdisk