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in equilibrio su un filo di seta

Evelyn fa Carriera

Il ritorno in ufficio lunedì mattina è traumatico. Durante la notte ha nevicato e nessun treno è stato in grado di raggiungere la city prima delle 10. In ufficio le linee telefoniche fisse sono saltate e nonostante ripetute assicurazioni della telecom non saranno ripristinate prima dell’ora di pranzo. Dulcis in fundo, l’influenza virale ha colpito la già decimata popolazione lavorativa per cui a Laura tocca preparare tutta la riunione trimestrale dal caffè alle fotocopie in un ufficio spettralmente deserto e silenzioso. Evelyn e Amber arrivano con il solito quarto d’ora di ritardo, imprecando ad alta voce contro l’ingorgo sulla M25, ingorgo peraltro solo marginalmente peggiore del solito, in quanto è noto che tra le otto e le dieci dei giorni feriali sulla M25 si viaggia a 10km/h. La considerazione non mitiga il pessimo umore del board, il che dà un tono di deciso pessimismo alla presentazione di risultati trimestrali peraltro non disastrosi come si sarebbe potuto temere. Laura conclude la sua presentazione con distacco e senza commenti e torna al suo posto rassegnata più che pronta ad ascoltare il resoconto di Amber sui new business in corso e la distribuzione degli obiettivi per il prossimo trimestre ma a sorpresa Evelyn prende la parola.

“Ho chiesto ad Amber di poter fare un annuncio prima di lasciare questa riunione.” esordisce Evelyn con uno sguardo che trasuda orgoglio e soddisfazione allo stato puro.
“Violet Maddington mi ha chiesto di diventare direttore marketing ad interim con effetto immediato per assicurare la perfetta implementazione del piano d’investimento dopo il passaggio di consegne alla Whithestone.” A questo punto Evelyn fa una pausa a effetto per assorbire tutto lo stupore e l’invidia dei colleghi. Laura cerca di creare il grande ohm dentro di se e alzare la barriera spirituale che la protegge dagli atti d’inenarrabile violenza che la sua mente le suggerisce in queste occasioni.
“Inutile dire che questo è il più grande ringraziamento che la Maddington ci può fare per il lavoro finora svolto.” continua Evelyn tronfia come un tacchino. “Devo anche aggiungere che la ragione per cui sono stata specificamente richiesta da Violet è che dopo la presentazione del nostro piano d’investimento si è resa conto che la Whithestone non sarebbe mai riuscita a raggiungere i risultati da noi stimati. La mia personale assicurazione che i risultati sono ottenibili l’ha convinta ad affidarmi questo compito.”
A queste parole la mente di Laura fa un balzo nel vuoto cosmico dell’incredulità e il viso si paralizza in un’espressione di pura indignazione. Fortunatamente Amber interviene cercando di buttare acqua sul fuoco: “Siamo giustamente tutti molto orgogliosi di questa richiesta e fiduciosi che Evelyn sarà assolutamente all’altezza del compito affidatole, ma a questo punto è doveroso un sentito ringraziamento a Laura per il suo indispensabile e ottimo lavoro di analisi e supporto al piano d’investimento Maddington.” E Amber schiaccia un pulsante sul suo Blackberry. Come evocata appare la segretaria di Amber reggendo due enormi mazzi di fiori che deposita con malagrazia davanti a Laura e ad Evelyn. Dietro di lei un’assistente interinale terrorizzata trasporta un enorme vassoio su cui troneggiano una bottiglia di Crystal e una decina di bicchieri. Amber si alza e libera l’assistente della bottiglia cosicché possa depositare il vassoio e i bicchieri sul tavolo e ritirarsi di corsa.
“Propongo un brindisi a Evelyn e Laura” declama Amber versando lo champagne nei bicchieri.
“A Evelyn e Laura.” echeggiano i direttori di reparti sempre più sparuti. Laura butta giù il suo bicchiere senza fiatare, sperando che sia sufficiente ad ammortizzare i sentimenti contrastanti che l’annuncio di Evelyn le ha scatenato. E’ quasi mezzogiorno e un bicchiere di champagne a mo’ di aperitivo non sarebbe niente di male se non fosse che dopo il brindisi e i convenevoli di rito che accompagnano l’uscita trionfale di Evelyn dalla sala riunioni e dall’agenzia, Amber deve ancora fare la sua relazione sui new business in corso e discutere i targets. Laura combatte contro il senso crescente di nausea per un’ora prima di scusarsi e andare ad assicurare il futuro dello champagne fuori dal suo stomaco. Poi appoggia la fronte sullo specchio freddo della toilette direzionale e lascia libero sfogo alla rabbia repressa. Mentre la parte razionale della sua mente cerca di festeggiare la mossa che ha liberato la sua esistenza della sgradevole e ingombrante presenza di Evelyn, il suo senso di giustizia e il suo orgoglio ferito gridano vendetta. Perché Evelyn si è appropriata del lavoro di Laura e con la connivenza di Amber lo ha usato per fare carriera. Nessuno si lascia abbindolare dall’accezione interinale della nuova posizione di Evelyn: in capo a sei mesi è destinata a prendere il posto del direttore generale, un pupazzo di Violet in odore di prepensionamento. Amber crede di aver piazzato Evelyn in un posto-chiave per garantire il rientro della Maddington quando diventerà palese che la Whithestone non è in grado di portare a termine il piano d’investimento proposto, ma Laura sa bene che Evelyn si è già preparata per assicurarsi tutto il merito della riuscita del piano. E’ molto semplice perché Evelyn ha avuto libero accesso a tutti i files di lavoro Maddington, compresi i calcoli e gli appunti di Laura: una copia di quei files è sicuramente in suo possesso da ben prima che Violet Maddington le offrisse la posizione e non c’è assolutamente nulla che Laura possa fare per bloccare quello che è già successo. Amber ha comunicato con grande enfasi che l’accesso alla casella di posta e all’intranet da parte di Evelyn è stato bloccato la sera prima, ma tutti sanno per esperienza che questo equivale a chiudere la stalla dopo che i buoi sono usciti. Adesso Laura si maledice per non aver messo protezioni ai files di calcolo, poi pensa che qualunque protezione potesse aver messo sarebbe stata crackata da un hacker medio in meno di un’ora. Riesce a calmarsi solo dopo dieci minuti buoni di respirazione profonda e tamponi freddi sulle tempie. Quando torna al suo posto le linee telefoniche non sono ancora state ripristinate e l’intranet è lentissimo. L’ufficio è sempre vuoto e silenzioso: a parte Laura e una manciata di assistenti sembra che tutti siano spariti dopo la pausa pranzo. Con lenta deliberazione Laura spegne l’inutile PC, prende cappotto e guanti ed esce dall’agenzia. Cammina lentamente assaporando ogni passo e ogni boccata d’aria gelida fino alla stazione, dove non sorprendentemente il servizio è sospeso fino a sera. Allora Laura richiama un numero dalla memoria e guarda nel vuoto mentre il telefono squilla.
“Ciao Elly, disturbo? Posso fare un salto da te? Ho appena finito una riunione nei paraggi e non ho altri impegni per il pomeriggio. OK, arrivo.”
Qualcosa si è rotto dentro Laura, qualcosa di permanente. Nessun dolore, solo un grande vuoto la accompagna per le strade innevate fino al grattacielo dove Elly la aspetta.
 
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