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in equilibrio su un filo di seta

iPeople

“Se sei paranoica puoi sempre mettere i tuoi gioielli più preziosi nel caveau di una banca con status AAA+, ma non c’è caveau a prova di bomba che possa proteggere le persone che ami. Nessuna banca ti può certificare la loro sicurezza, nessuna polizza ti può assicurare contro la loro perdita o il loro danneggiamento. E a meno di essere totalmente paranoica, non puoi pretendere che stiano sempre con te, non puoi tenerli in gabbia come ostaggi. Devi lasciarli liberi e sperare che il tuo amore sia una protezione sufficiente quando sono lontani da te.” conclude Laura con un sospiro.

Nel secondo weekend rigenerante le amiche hanno deciso di seguire programmi personalizzati e questo ha generato un curioso minuetto d’incontri in ambienti sempre più improbabili. Amy e Laura si trovano a condividere lo stesso trattamento (rivitalizzazione organica profonda) sotto la luce demoniaca della sauna a raggi infrarossi e la conversazione, dopo la doverosa relazione degli avvenimenti salienti della settimana, sta dipanandosi pigramente senza una direzione precisa. 
“Sembri il testo di una canzone pop, te ne rendi conto?” ribatte Amy dopo un grosso sbadiglio.
“E con ciò? Il pop è l’unica cultura che ci appartiene veramente. Siamo cresciute con i Doors, i Genesis, i Police, gli U2 e i Cure. Jim Morrison e Bono sono gli Shelley e Byron della nostra generazione. E ci assomigliano pure.”
“Hai ragione. La cultura classica è altamente sopravvalutata. Non posso sopportare quella manica di stronzi che va in visibilio per l’Aida e non conosce una strofa di Hair.”
“Io conosco ancora a memoria tutti i testi di Jesus Christ Superstar. Non si può dire altrettanto di Paradise Lost.” ribatte Laura.
“Tu sei sempre stata una fanatica della musica pop. Mi ricordo che sei stata la prima nella nostra classe a possedere un walkman.”
Laura assume immediatamente uno sguardo sognante: “Il Walkman rosso! Ti ricordi che ho saltato il pranzo per un anno per potermelo comprare?”
“Mi ricordo più che altro che tua madre a momenti ti ha scotennato quando ha scoperto che avevi quell’aggeggio infernale.” ribatte Amy ridendo.
“Il Walkman. Ho giusto buttato via le ultime cassette quest’estate, quando anche il mangianastri dello stereo ha dato forfait. Del resto erano inascoltabili: un fruscio continuo.”
“E pensare che erano l’arma di seduzione principale di ogni maschio adolescente. Io ho ancora in solaio una scatola da scarpe piena di compilation su cassetta, omaggio dei vari aspiranti fidanzati. Passavo pomeriggi interi ad ascoltarle, fruscio o no.”
“Anche io ho sedotto Greg con una compilation, in formato mp3.”dice Laura con un sospiro.
“Non mi stupisco per niente – ribatte Amy – anche Greg è sempre stato un fanatico. Mettendo insieme le vostre proprietà salta fuori un negozio di dischi. Quanti ne avete?”
“Senza contare i doppioni e le edizioni speciali, milletrecentosessantasette LP, seicentoventinove CD e il resto non lo so, ho smesso di fare l’inventario da quando abbiamo aperto l’account su iTunes.”
 “Oh no, you have joined the dark side!”
 “Ma che dici?”
“Ma sì, anche tu sei diventata una delle iPeople. Una di quelle dementi che compra le versioni beta di Jobs a prezzi esorbitanti. Credevo che solo Eliza fosse affetta dal virus.”
“Non offendiamo. Io ho ancora l’iPod Classic originale di cinque anni fa – che funziona benissimo - mentre Elly è al quinto iPhone, senza contare i due iPad e tutte le versioni dell’iMac che Steve manda in terra.”
“Eh, per forza, ce ne fosse una di quelle trappole che funziona! L’ultimo iPhone perde il segnale ogni tre minuti.”
“Ma dai! Il segnale lo perde perché Elly si ostina a telefonare ovunque e in qualunque condizione. Anche se non sei una fan dell’iPhone, non puoi negare che iTunes sia stata una rivoluzione nel mercato della musica. Da un momento all’altro abbiamo avuto a disposizione tutta la musica mai pubblicata in formato digitale e in tempo reale! Se pensi che solo dieci anni fa stavamo ore in coda da Virgin per aggiudicarci il primo import giapponese degli EBTG, sembra un’altra vita.”
“Era una vita migliore, se chiedi a me. I giocattoli di Jobs e compagnia bella ci hanno trasformato in una manica di nerds asociali. Tu non vai più in centro a fare shopping ed Elly passa più ore attaccata a qualche iProduct che con noi comuni mortali. E meno male che la nostra veneranda età ci impedisce di avere troppi amici su Facebook, altrimenti saremmo conciati come quei ragazzi che postano le peggio porcate sulle bacheche ma non hanno il coraggio di guardarsi negli occhi.”
“Siamo chiaramente in una fase di transizione.” dice Laura conciliante. “Le innovazioni tecnologiche sono troppo grosse e incalzanti per noi, ma la nuova generazione le gestisce benissimo. Guarda Larry: non solo usa Skype come noi usavamo il mangianastri, ma fa cose col mio PC che nemmeno io sono in grado di fare. E non dimentichiamo che è stato lui a insegnarmi a usare l’iPod! E scusa se te lo ricordo, ma nemmeno noi avevamo il coraggio di guardarci negli occhi e usavamo le compilations autoprodotte per esprimere i nostri sentimenti, come i nostri nonni si mandavano bouquet nel linguaggio dei fiori. Non è cambiato niente e se avessimo avuto Facebook e YouTube ci saremmo postati a vicenda video sulle bacheche anziché nascondere cassette nei rispettivi zainetti.”
Ma Amy non ha alcuna intenzione di arrendersi e sbotta: “Va bene, però sarai almeno d’accordo che quelli che si mettono in coda per avere il privilegio di pagare cinquecento sterline per un prototipo di un aggeggio che funzionerà veramente solo dopo quindici releases sono dei coglioni! Il tuo iPod Classic di cinque anni fa funziona solo perché milioni di babbioni prima di te hanno pagato una marea di soldi comprando le versioni precedenti e rapportando diligentemente tutti i bugs alla Apple, gratis, invece di pretendere i soldi indietro!"
“Amy, dì la verità: a te fa solo rabbia che l’idea di marketing geniale per la quale Jobs è diventato miliardario non l’hai avuta tu. Se riuscissi a usarci come cavie paganti per i tuoi prodotti di bellezza non esiteresti un secondo. Anzi, ogni tanto abbiamo l’impressione che tu lo faccia pure. Ma ti vogliamo bene ugualmente.” conclude Laura con un gran sorriso e ha il piacere di vedere Amy diventare ancora più rossa della lampada che sta rigenerando i loro organi in profondità, se è vero quel che la brochure del centro benessere promette.
 
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