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in equilibrio su un filo di seta

Weekend Rigenerante

“Tua madre non è nemmeno nella serie A della perfidia.” dice Megan sarcastica. “Quando ho detto a mia madre che Charles se n’era andato dopo aver svuotato tutti gli armadi, prima si è messa a ridere, poi è andata a controllare che gli armadi fossero davvero vuoti e l’unica cosa che mi ha detto alla fine dell’ispezione è stata: bene, adesso non hai più scuse, porta via immediatamente tutta la robaccia che hai lasciato a casa nostra.”

Le quattro amiche sorseggiano una tisana depurativa nel giardino d’inverno del centro benessere dopo essersi sottoposte allo scrub totale e alla sauna finlandese con aromaterapia. Il primo weekend organizzato da Elly si sta rivelando un grande successo: arrivate cariche di stress e di neurosi, dopo un’ora di trattamento sia Laura che Megan hanno ritrovato il sorriso ed Elly ha perfino spento l’iPhone. Solamente Amy, costretta a confrontarsi con la versione capitalistica della sua filosofia di vita dalla parte del beneficiario, sta diventando impercettibilmente più nervosa col passare del tempo.
“Il giorno del mio matrimonio ho sentito mia madre raccontare a tutto il suo tavolo che la sua vita era stata sconvolta per colpa di un last-minute per il Kenya, dove avevo incontrato Greg. Ha concluso che se fossi andata in vacanza a Torbay come tutti, lei non sarebbe stata costretta a subire le tragiche conseguenze di quell’infausto incontro.” ribatte Laura.
“Dilettanti. Mia madre mi ha rinfacciato fino all’anno scorso che non ha avuto il coraggio di fare altri figli per colpa del dolore inumano inflittole dalla sottoscritta in occasione del parto.” rilancia Amy.
“Perché solo fino all’anno scorso? Che cosa è successo?” chiede Eliza soavemente.
“E’ caduta dalle scale e si è rotta il bacino, il braccio e il femore: frattura scomposta.” conclude Amy con un gran sorriso: “Al karma non si scappa.” E a questo punto la risata generale scoppia irrefrenabile.
 “E’ incredibile come le nostre procreatrici siano in grado di renderci la vita impossibile.” commenta Megan asciugandosi gli occhi. “Senza mia madre perderei la metà delle mie nevrosi.”
“Solo la metà?” chiede Laura ridendo. “La mia analista mi assicura che mia madre è la causa di tutte le mie nevrosi.”
“E’ assurdo.” interviene Eliza. “In fondo ci hanno partorito con dolore e come donne dovrebbero capire i nostri sentimenti e i nostri problemi.”
“Proprio perché sono donne e capiscono i nostri sentimenti sanno colpire dove fa più male.” ribatte Megan.
“Ma perché ci vogliono far male? E’ questo che non capisco.” Insiste Eliza.
“Perchè la nostra esistenza le obbliga a confrontarsi con le proprie scelte. E’ come se si guardassero allo specchio, odiassero quello che vedono e per reazione rompessero lo specchio.” Risponde Amy.
“Oppure la nostra esistenza le offende perché non riusciamo ad essere all’altezza delle loro aspettative messianiche.” Aggiunge Laura.
“Insomma, con tua madre per definizione non puoi vincere. O t’invidia o ti disprezza.” conclude Eliza ridendo.
“A meno che tu naturalmente non accetti di diventare il suo clone.” aggiunge Megan e subito si ferma mordendosi le labbra. Amy e Laura rimangono interdette alla vista del sorriso pietrificato di Elly e il subitaneo sgomento viene provvidenzialmente rotto dalla voce dell’estetista che annuncia il prossimo trattamento. Le quattro amiche si affrettano a raggiungere i rispettivi posti di combattimento contro le rughe e l’imbarazzo è rotto. E’ evidente a tutte che l’infelice uscita di Megan ha fatto centro su Eliza, la figlia-modello che ha sempre fatto quello che da lei ci si aspettava, prendendo senza discussioni il posto della madre nell’azienda familiare e sposando l’uomo che la sua famiglia e il suo rango sociale le indicavano.
In cambio, Eliza ha sempre potuto godere dell’approvazione materna e oggettivamente la sua situazione appare solida, tranquilla e protetta. Basil Bennet è uno dei pochi veri gentiluomini sopravvissuti alla débâcle morale di fine millennio, venera il terreno dove Eliza posa i piedi e accontenta ogni suo capriccio. L’azienda di Eliza è solida grazie all’ammirevole armonia e oculatezza dell’amministrazione di stampo familiare che le ha fatto superare indenne le rituali crisi economiche; la dirigenza ha un profilo pubblico compatto quanto irreprensibile e il motto del padre di Eliza “I grembiuli dei cuochi devono essere sempre i più bianchi” è seguito da tutti i dipendenti e a tutti i livelli con disciplina e senso dell’onore di stampo giapponese.
Nessuno sa il vero costo emotivo di questa esistenza perfetta al punto da sembrare fasulla. Eliza, come da copione, non lascia mai trapelare nulla sui suoi veri sentimenti. Solo una volta si è aperta con Laura al punto da confessarle che occasionalmente l’atteggiamento hippy di Amy la mette a disagio. “Amy dà per scontato che tutte noi abbiamo partecipato almeno a un’orgia, che pratichiamo regolarmente lo scambio di coppia e che possiamo citare il Kamasutra a memoria. Non so come dirle che il più delle volte non ho la più pallida idea di che cosa stia dicendo, visto che Basil è stato l’unico uomo con cui abbia avuto una relazione intima e che entrambi non siamo particolarmente appassionati dell’argomento.” In un’altra occasione ha riferito di non aver mai invidiato lo stile di vita libero e spericolato delle sue amiche, preferendo di gran lunga le comodità domestiche ai giri del mondo con zaino in spalla. Insomma, per quanto è dato sapere, Eliza è perfettamente a suo agio nel suo ruolo di clone materno, un ruolo che oltretutto le calza a pennello come i vestiti di Jonathan Saunders che solo lei riesce a portare con stile ed eleganza. Eppure.
Eppure le sue amiche condividono la sensazione che sotto lo spesso strato di serenità e calma con cui Eliza si ammanta, dorma un cuore selvaggio che aspetta solo di essere risvegliato. Nessuna osa prevedere che cosa succederà nel momento in cui il cuore selvaggio di Eliza prenderà il sopravvento e l’ipotesi è ancora più inquietante della realtà patinata, poiché nessuna è moralmente o fisicamente in grado di subire l’impatto di una versione selvaggia di Eliza. C’è un tempo per tutto e quello di Eliza si sta dipanando lentamente verso la conclusione scritta molti anni fa nel copione della sua esistenza. Un’occasione non è mancata se non si sa della sua esistenza e il cuore selvaggio di Eliza esiste solo nell’immaginario collettivo delle sue amiche.
 
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