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in equilibrio su un filo di seta

E siccome le Disgrazie non Vengono mai Sole ...

Dopo la partenza di Lady Edwina, il compito di calmare, far mangiare, lavare e far addormentare Lawrence è pari ad una fatica di Ercole e lascia Laura e Sarah completamente spossate. Ma Laura deve finire il piano d’investimento Maddington e, mentre Sarah ripulisce le macerie lasciate da Lawrence, si siede al tavolo del piccolo studio, accende il laptop, sciorina tutti i documenti necessari e si concentra nel lavoro. E’ talmente assorta che lascia raffreddare la tazza di thè portatale da Sarah e non si accorge nemmeno del telefono che squilla. Solo quando Sarah la tocca leggermente su una spalla, si riscuote dalla trance lavorativa e riprende contatto con la realtà.

“Signora, c’è sua madre al telefono.”
“Oh, no! Non stasera ti prego. Dille che la richiamerò domani o uno di questi giorni.”
“Ci ho provato signora ma sua madre mi ha risposto che settimana scorsa lei ha detto la stessa cosa e poi non ha più chiamato.” risponde Sarah contrita. A Laura non resta che sollevare la cornetta del telefono e affrontare la tempesta.
“Oh, finalmente! Ho dovuto minacciare la tua cameriera per riuscire a parlarti. Dovresti vergognarti: non ti fai sentire da due settimane, potrei essere morta nel frattempo.”
“Mamma, ho avuto una giornata pesante, Edwina è appena stata qui e Lawrence mi ha portato sull’orlo della follia. E’ proprio necessaria questa conversazione?”
“Edwina? Lì? Perché? Che cosa è successo? Non mi dici mai niente!”
“Non è successo niente che tu non sappia già da me o dai giornali. Edwina voleva solo comunicarmi la sua opinione sulla situazione in corso.”
“E si sa quando tuo marito si degna di tornare a casa?”
“Sempre dopo la fine della quarantena. Come ti ho detto, non c’è alcuna novità. Lawrence ed io stiamo bene, tutto è tranquillo, a parte il fatto che stavo cercando di finire un lavoro per domani e quindi se non ti dispiace ...”
“Ma è mai possibile che quando ti chiamo hai sempre da lavorare? Perché non ti basta mai l’orario d’ufficio? Sei inefficiente o non riesci a farti dare il personale che ti serve?”
“Abbiamo perso un cliente, mamma. Te l’ho detto.”
“E tu devi fare gli straordinari perché avete perso un cliente? Mi pare il mondo alla rovescia. Ma non mi distrarre, ti ho chiamato per sapere se hai già avviato la pratica di divorzio e quale avvocato hai scelto. Papà dice che sarebbe meglio consultare Sullivan & Sullivan.”
“Quale pratica di divorzio? Di che cosa stai parlando?”
“Di quello che mi hai detto l’ultima volta che ho avuto il bene di sentirti.”
“Santo cielo! Stavo solo riferendo quello che Eliza mi ha consigliato. Non ho avviato un bel niente e non intendo fare niente finché Greg è bloccato in Sudafrica.”
“Ah. Peccato.” È la laconica risposta.
“Come, peccato?” chiede Laura stralunata, sperando di non aver capito bene.
“Di solito non approvo le idee e i suggerimenti delle tue amiche, ma in questo caso sono d’accordo con Eliza. La situazione è intollerabile e tu saresti un’irresponsabile se non procedessi all’istanza di divorzio.”
“Edwina mi ha appena diffidato dal farlo, richiamandomi ai miei doveri di moglie e madre. Mettetevi d’accordo.” ribatte Laura, pur sapendo che sua madre è totalmente immune al sarcasmo.
“Edwina è fuori dal mondo e come ben sai non ci parliamo dal giorno del tuo matrimonio. Matrimonio che – detto per inciso – ne’ io ne’ tuo padre abbiamo mai approvato, con buona ragione.”
“La tua opinione sul mio matrimonio mi è nota. Mi è nuovo invece questo tuo improvviso schieramento a favore del divorzio.”
“Non sono favorevole al divorzio tout court, ma abbiamo lottato per consentirlo proprio in casi come il tuo, per correggere errori che altrimenti ti rovinerebbero la vita.”
“Grazie, c’è ancora qualche insulto che vuoi riferirmi o ci salutiamo così?”
“Aspetta, quando viene a trovarci Lawrence? Non mi hai più fatto sapere niente.”
“Perché aspettavo che tornasse suo padre, ma stando così le cose vedo di organizzarmi per il prossimo weekend. Chiedo a Sarah se anche a lei va bene.”
“Perché? Che cosa c’entra Sarah?”
“Come ti dico ogni volta che ci sentiamo: Sarah è responsabile di Larry in mia assenza. Larry non va da nessuna parte senza di me o lei. E il far finta di non saperlo non cambierà le cose, ma aumenta la mia irritazione nei tuoi riguardi.”
“Non essere sciocca. Trovo solo irragionevole pagare la governante inutilmente.”
“Sarah non è pagata a cottimo e lascia a me la valutazione della sua utilità.”
“Come sei acida! Quando stavi con William non eri così acida. Tuo padre ed io ancora ci chiediamo per quale ragione lo hai lasciato, giacché da allora le cose sono andate di male in peggio. Spero solo che, quando tornerai libera, William non si sia stufato di aspettarti.”
“E come ti ripeto ogni volta che ci sentiamo, l’ho lasciato perché è un infedele cronico e pervertito che mi ha attaccato svariate malattie veneree, ha messo incinta una minorenne e ha sposato una pornostar trenta giorni dopo la rottura del fidanzamento.”
“Questo è quello che dici tu. Comunque mi risulta che il matrimonio con quell’attrice sia in via di annullamento proprio in virtù della sua ... ehm ... specializzazione.”
“Oh mamma, piantala! Willy aveva visto tutti i suoi film! Perché credi che l’abbia sposata? Ma questo non è il punto. Il punto è che, qualunque cosa succederà tra me e Greg, nulla potrebbe mai indurmi a ricadere nelle grinfie di William: piuttosto mi faccio monaca di clausura, sono stata chiara? Quindi tanto vale che la pianti di fare la femminista che non sei mai stata e mi esorti a salvare il mio matrimonio per il bene di Lawrence come si addice a una moglie e madre della tua generazione.”
Conclusa la telefonata nel modo burrascoso con cui era iniziata, Laura si accascia spossata sulla sedia e agita il mouse per risvegliare il laptop. Deve finire quel maledetto piano d’investimento prima di potersi abbandonare alle sue emozioni; deve concentrarsi. Ma un pensiero fugge e lievita leggero nell’aria tra la sedia e il laptop: Greg è l’unico che la difende nelle discussioni con sua madre; Greg è stato l’unico a capire la vera causa dell’abisso d’insicurezza in cui Laura era precipitata dopo la controversa rottura con William. Solo Greg ha la capacità di vedere le persone come sono veramente, oltre i travestimenti eretti ad affabulare il mondo. Da quando Greg è partito, è come se una parte di Laura fosse entrata in un coma da cui solo il ritorno di Greg la potrà risvegliare, come nelle fiabe della sua infanzia. E di fronte all’immagine di Marcia Barnes nelle vesti della matrigna cattiva, il pensiero scoppia come una bolla di sapone.
 
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