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in equilibrio su un filo di seta

Lady Edwina Interviene

Quando Laura svolta nel vialetto alberato di casa, la prima cosa che vede è il riflesso del lampione sulle cromature scintillanti della Rover 820Si BRG nella tonalità più scura del 1987, solidamente parcheggiata davanti al cancelletto del cottage. Al suo interno la sagoma impettita e perfettamente immobile di Finch, autista della famiglia Carter dagli anni settanta, figlio dell’autista che ha guidato con mano ferma il padre ed il nonno di Greg attraverso due guerre mondiali. Il cuore di Laura salta un battito e la salivazione si azzera mentre un sottile e fastidiosissimo sibilo le riempie le orecchie. Continuare a camminare in queste condizioni, tenendosi in equilibrio su tacchi a spillo di dieci centimetri senza mollare la valigetta, carica di tutto l’hardware e software necessario a finire il lavoro, che le sta togliendo la circolazione dal braccio destro è uno sforzo che la fa arrivare senza fiato davanti all’auto. Con il pretesto di salutare Finch, che con sorprendente agilità ed eleganza è già uscito dall’auto e la aspetta sull’attenti vicino alla portiera, Laura appoggia la valigetta per terra e solleva impercettibilmente un piede per consentire un micromovimento ristoratore alle dita prigioniere della scarpa.

“Buona sera Finch. Non vuole entrare?”
“Buona sera Lady Swanton. No, grazie, aspetto Milady qui.”
Sentirsi chiamare Lady Swanton la fa quasi scoppiare a ridere, considerando che il padre di Greg ha minacciato di diseredarlo all’annuncio delle nozze. La minaccia era stata prontamente ritirata all’annuncio della nascita di Lawrence, ma a parte Finch e Coldwell nessuno l’ha mai chiamata Lady Swanton, nemmeno se – tecnicamente - dalla morte del padre di Greg il titolo le spetterebbe. Ma poiché in ufficio si ignorano i titoli nobiliari e nessuna delle sue amiche ha il tipo di servitù ortodossa che ricorda ed onora le tradizioni, il titolo è automaticamente decaduto. Del resto è un titolo ormai vuoto di qualsiasi significato considerando che le terre da cui deriva sono passate almeno tre volte di proprietà negli ultimi cinquant’anni e la casa di famiglia cadrà in mano alle banche appena Lady Edwina Bennet-Carter lascerà questa valle di lacrime. Laura riprende la valigetta dalle solerti mani di Finch, che si era subito chinato a raccoglierla e, con un ultimo cenno di commiato, s’incammina verso la porta di casa, rassegnata all’inevitabilità del suo fato.
Il quale fato la attende in tutta la sua vetusta solennità nella poltrona di fronte al caminetto del salotto. Sarah, in completo formale da governante con tanto di crestina e grembiulino inamidato, ha dispiegato tutta l’ospitalità possibile su milady e una versione di Lawrence impeccabilmente strigliato, pettinato e imbalsamato nel completo Eton comperato ad esclusivo beneficio delle visite alla nonna, siede paralizzato dal terrore sullo sgabello ai piedi della dama. Dire che lady Edwina Bennet-Carter vive nel passato sarebbe come dire che Norma Desmond ha una villa con piscina a Beverly Hills. E’ più accurato dire che il mondo è erroneamente finito nel futuro senza che Lady Edwina lo abbia ordinato e questa incredibile mancanza di rispetto rende Lady Edwina comprensibilmente contrariata. Infatti, ora squadra la valigetta di Laura con palese disgusto, tanto che Sarah si affretta a toglierla dalla sua vista. Tolto il cappotto, anche il tailleur-pantaloni di grisaglia incontra la muta disapprovazione di milady e a Laura non resta che sedersi compostamente sull’altra poltrona. Lawrence si precipita tra le sue braccia senza dire una parola e Laura sente il suo cuoricino impazzito attraverso il contatto con la rigida stoffa del completo.
“A che dobbiamo quest’onore, Edwina?” esordisce Laura senza preamboli.
“Eliza mi ha chiamato ieri e mi ha descritto uno stato di cose alquanto singolare, di cui sono venuta a chiedere conferma.” Risponde Lady Edwina altrettanto diretta e poi si rivolge a Lawrence.
“Giovanotto, puoi andare. Mamma ed io adesso vogliamo parlare da sole.”
Laura sente tutti i muscoli del piccolo distendersi e il cuoricino tornare a battere un solido e rassicurante ritmo. Larry si divincola dalle braccia di Laura e corre tra quelle di Sarah. Solo quando i due sono usciti e la porta del salotto è stata richiusa, Lady Edwina riprende a parlare.
“Secondo Eliza staresti considerando l’opportunità di chiedere il divorzio da Gregory; quanto c’è di vero in quest’opinione?” dice con un tono che riesce ad essere tagliente e minaccioso allo stesso tempo. Laura non batte ciglio e risponde con altrettanta determinazione.
“Giacché è stata proprio Eliza a consigliarmi questa strada, non posso che confermare quanto ti è stato riferito. E’ tutto?”
“Certo che no!” ribatte Lady Edwina annaspando dallo sdegno. “Forse per la vostra generazione il divorzio è un’occorrenza da adottare alla prima divergenza d’opinioni, ma nella nostra famiglia un simile scandalo non può essere tollerato.”
“La divergenza d’opinioni cui ti riferisci intrattiene da un anno una relazione adultera con mio marito, i cui dettagli sono stati ampiamente resi pubblici nell’ultimo mese.” ribatte Laura con insolito sarcasmo. “Ma non ho avuto l’onore della tua presenza, ne’ tantomeno della tua simpatia in occasione di quello scandalo.”
“E perché mai dovrei dare retta alle illazioni di certa stampa scandalistica che nemmeno leggo? Appena Gregory tornerà in patria, farà pubblicare una smentita e farà in modo che la signorina Barnes torni nella cloaca da cui è emersa. Tu invece stai facendo una tempesta in un bicchier d’acqua.”
“E questo da che fonte lo hai appreso? Hai avuto contatti recenti con Gregory?”
“Non ho bisogno di avere contatti con mio figlio per sapere come si comporterà. Sono invece molto delusa e amareggiata nel costatare che sia tu che Eliza non possedete nemmeno un briciolo di buon senso. Divorzio! Santo cielo, se dovessimo divorziare ogni volta che una sgualdrinella scodinzola intorno ai nostri uomini faremmo prima a non sposarci affatto. La vostra generazione è troppo egoriferita, questo è il vero problema.”
“Quando dici egoriferita spero ti riferisca a Greg. E’ lui che ha lasciato il tetto coniugale per seguire le sue passioni personali, di qualunque natura esse siano. Io invece sono rimasta qui ad occuparmi di nostro figlio e della casa, da sola.”
“Mia cara, Swanton buonanima ha passato più tempo al club che a casa. Non l’ho mai considerato un abbandono del tetto coniugale, semmai una squisita cortesia da parte sua. In quanto a te, stai solo facendo il tuo dovere materno e se fossi meno egoriferita sapresti che il tuo dovere coniugale è quello di sostenere tuo marito e non la stampa scandalistica. Questo è tutto. Ora desidero tornare a casa.” conclude Lady Edwina alzandosi. A Laura non resta che scortarla fino alla porta d’ingresso dove Sarah e Lawrence la aspettano per salutarla, impettiti come Finch davanti alla portiera aperta della Rover.
 
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