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in equilibrio su un filo di seta

Evelyn e Amber in Azione

La mail guarda Laura con la crudele indifferenza dell’informazione digitale. Una semplice linea di testo: Helvetica 10 per la precisione. Potrebbe contenere qualsiasi significato e Laura si sofferma a calcolare la probabilità statistica che contenga una buona notizia. Considerando che è stata inviata da Evelyn, contiene Amber nel campo ‘cc’ e Maddington nel campo ‘re’ la probabilità è una su un milione.
Laura scrolla il mouse si lascia sfuggire un’esclamazione di stupore. Prima che la ragione entri in circolo, l’istinto ha già sollevato la cornetta del telefono e digitato il numero di Evelyn.
“Come sarebbe a dire che devo fare il piano d’investimento Maddington per l’anno prossimo? L’anno prossimo la Maddington non è più nostro cliente!"
“E’ previsto dal contratto.” gracchia Evelyn dalla cornetta.
“Ma è assurdo! Significa regalare alla concorrenza i nostri accordi commerciali e la nostra strategia aziendale dell’anno prossimo! Facciamo prima a spedire il piano direttamente all’agenzia che seguirà la Maddington dopo di noi. A proposito, si sa già chi è?”
“Ufficialmente no ma in giro si dice Whithestone o EMR. Che differenza fa?”
“A questo punto, nessuna. Farò una copia del piano di quest’anno cambiando le date.”
“Non provarci nemmeno, il contratto prevede una penale per il mancato o inadeguato adempimento dei lavori concordati e Violet conosce le virgole del piano di quest’anno a memoria.” conclude Evelyn perentoria e tronca la comunicazione lasciando Laura con la spiacevole sensazione di disagio che contraddistingue ogni loro conversazione da qualche tempo, per essere precisi dal momento in cui il comunicato stampa della Maddington ha reso pubblica l’insoddisfazione per la gestione del conto. E come al solito tocca a Laura ricucire lo strappo e riportare il treno deragliato sui binari della normalità mentre Amber e Evelyn sono assiduamente impegnate a salvarsi il culo.
Laura scrolla la lista dei files e recupera il piano Maddington del 2011, poi apre il documento di briefing e comincia pazientemente a prendere appunti, continuando fino a che il reminder automatico per la riunione di debriefing non inizia a lampeggiare. Con un sospiro raduna i documenti necessari e si presenta nella sala riunioni prescritta. Ovviamente non c’è ancora nessuno ma Laura sa bene quello che ci si aspetta da lei, per cui si siede e rivede i suoi appunti fino al momento in cui Amber ed Evelyn fanno il loro ingresso, un quarto d’ora dopo.
“Bene, - esordisce Amber – quali sono le richieste per l’anno prossimo?”
“Quelle dell’anno scorso – risponde Evelyn. “5% di incremento del ROI a parità di investimento e 10% di incremento con 5% di extra.”
“Il che è palesemente impossibile.” conclude Amber. Laura reprime a stento un moto di stizza e alza una mano per intervenire. Quando parla, la sua voce è controllata ma fremente.
“Veramente, se consideriamo che la base dell’ROI è più alta dell’anno scorso perché quest’anno l’ottimizzazione dell’investimento da noi proposta non è andata a buon fine, il 5% di extra non è affatto irraggiungibile: basta solo implementare le decisioni dell’anno scorso. Inoltre 5% d’investimento supplementare è sufficiente per reclamare uno scaglione superiore di sconto fiscale con le norme approvate lunedì, il che porterebbe molto facilmente all’incremento di ROI richiesto nella seconda ipotesi. In realtà gli obiettivi non sono per niente ambiziosi: mi sto chiedendo se questo briefing non nasconda qualche trabocchetto.”
Amber ed Evelyn si guardano senza parlare e soprattutto senza capire.
“In che senso trabocchetto?” chiede Evelyn sospettosa.
“Beh, mi pare evidente che se il nostro piano d’investimento basato su questo briefing sarà eseguito dai nostri concorrenti, non sarà difficile per loro dimostrare che la loro ottimizzazione è almeno pari se non superiore alla nostra. Anche un bambino riuscirebbe a portare a casa almeno 1% in più degli obiettivi.”
“Va bene, vuol dire che Violet sta ponendo le condizioni per giustificare la sua gestione al prossimo consiglio d’amministrazione.” Ribatte Amber. “Ma non è un trabocchetto.”
“Lo è se Violet applica la clausola del contratto che prevede penali in caso di mancata o incompleta applicazione degli sconti fiscali previsti per legge al momento del briefing e il briefing ha la data di lunedì: lo stesso giorno dell’approvazione delle nuove norme.” risponde Evelyn e guarda Amber con un sorriso che vorrebbe essere astuto, ma riesce solo ad essere volgare. Amber la guarda senza espressione e si rivolge a Laura.
“Quindi che cosa ci consigli di fare?”
“Dobbiamo rispondere con un piano che assicuri i livelli richiesti e la cui esecuzione sia garantita a prescindere dall’agenzia che lo eseguirà, ma possiamo anche indicare un livello più ambizioso, che metta in difficoltà la nuova agenzia. In questo caso dobbiamo assumerci l’onere di onorare la proposta in caso l’agenzia entrante sia incapace di eseguire il piano, quindi dovete decidere voi fino a che livello ci possiamo permettere di rischiare.”
Le decisioni non sono mai state il forte di Amber, che quindi gira lo sguardo su Evelyn, la quale sta ancora assorbendo la dichiarazione di Laura cercando di non farlo capire. Laura si morde le labbra per non ridere: in questo momento le due sembrano la versione femminile di Stanlio e Ollio. Non è un caso che il soprannome di Amber sia Mantide Religiosa, in quanto a Evelyn, il soprannome più gentile che si sussurra nei corridoi è Balena.
Evelyn stringe gli occhi a fessura e Laura sente arrivare la freccia prima ancora che la voce di Evelyn cominci a sibilare.
“Semplice. Fai alternative ad incrementi progressivi del 2% fino a che non raggiungi il massimo livello di rischio che la Fed ci copre. Domani decidiamo quale presentare.”
“Domani? Ma come faccio? Non ho nemmeno un assistente!” protesta Laura indignata al palese abuso di potere.
“Hai un laptop. Usalo.” È la risposta di Evelyn. Amber la guarda senza espressione e Laura si rende conto che anche lei ha paura di Evelyn, come tutti. Non le resta che raccogliere tutta la sua dignità insieme ai documenti e lasciare la sala riunioni. Sulla porta però si gira e dice soavemente: “Il fatto che nessuno ti dica che sei una stronza non denota la tua virtù, ma solo la nostra buona educazione. Buona sera.”
 
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