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Un'altra Conversazione Difficile

Sarah e la signora Carter siedono al tavolo della cucina con due tazze fumanti di thè e il giornale spiegato tra loro, immerse nella calma che segue il quotidiano rituale preposto a far dormire Lawrence. Sarah è felice di essere tornata in quella che considera sempre più la sua casa, anche se la sua assenza è stata solo di pochi giorni e al rientro la situazione che l’aveva costretta all’assenza non è affatto migliorata.
La notizia dell’epidemia di (presunta) febbre gialla nel campo della spedizione del signor Carter è solo un trafiletto in una pagina interna, ma è bastata a far riprendere l’assedio dei giornalisti e le chiacchiere delle comari. L’unica nota positiva di tutta la frenetica giornata è il mazzo di fiori con allegato bigliettino di scuse da parte di Jack, che Sarah ha trovato davanti alla porta di servizio insieme al roastbeef ordinato prima della sua partenza. Nel biglietto, Jack dichiara il suo pentimento offrendosi come chaperon di Sarah in ogni occasione sociale da lei prescelta per debellare qualsiasi maldicenza sul suo conto e dimostra così di avere un cuore e una coscienza ben più nobile dei borghesi del paese.  
Le scuse di Jack non potevano arrivare in un momento più propizio: la signora Carter ha profonde occhiaie e sembra invecchiata di colpo. La notizia dell’epidemia l’ha naturalmente sconvolta ma Sarah sente che sotto la notizia pubblicata dal giornale c’è molto altro di non detto ed è di questo altro che la signora adesso vuole parlarle. Infatti comincia a parlare con un lungo sospiro.
“Sarah, non so da dove cominciare. Le cose vanno male sia al lavoro che qui. Talmente male che non so se potrò permettermi di vivere in questa casa e di potermi permettere una governante residente, nel prossimo futuro.”
Sarah, che si era aspettata qualcosa del genere, non si scompone e guarda la signora con tranquilla serenità.
“Quanto prossimo è questo futuro?” chiede con il massimo distacco di cui è capace.
“Dopo Natale.” Annuncia la signora Carter gravemente e continua. “Sai che abbiamo perso un grosso cliente in agenzia e le teste stanno cominciando a cadere. Il mio contratto prevede quattro mesi di preavviso e mi aspetto di ricevere una lettera di licenziamento alla fine del mese. Indipendentemente da ciò, si rende necessario che io avvii una pratica di divorzio e questo può avere conseguenze logistiche e finanziarie inaspettate. In ogni caso, dal momento del licenziamento, non avrei più ne’ la possibilità ne’ la necessità di una governante residente che si occupi di Lawrence.”
Sarah cerca di rimanere impassibile. Aveva calcolato la possibilità di un disastro finanziario, ma non quella di un divorzio. Decide di ignorarla e di concentrarsi sull’ostacolo principale.
“Con rispetto parlando, signora, avevo considerato questa possibilità dal momento in cui mi ha reso partecipe della decisione della Maddington e pertanto ho avuto tempo di pensare ad una possibile soluzione.” Dice cercando di dominare le emozioni che le affollano la mente. Lo sguardo interrogativo e francamente sorpreso della signora Carter le infonde abbastanza coraggio da continuare.
“Veda, signora, la situazione non è migliore per me. Le posizioni di governante residente sono sempre più scarse da quando c’è la recessione e molte famiglie abbienti hanno dovuto mandare via gran parte del personale. Inoltre, la signora Brown mi ha chiesto più volte di andare a lavorare per lei e infine, se mi perdona la franchezza, penso che l’educazione e lo sviluppo di Lawrence potrà trarre più beneficio dall’esperienza e dalla professionalità di una governante come me accanto all’indispensabile presenza di sua madre. Specialmente – aggiunge con un lampo di genio - se l’assenza del signor Carter è destinata a diventare ... permanente.”
Negli occhi stanchi della signora Carter appare un luccichio divertito. “Se stai cercando di dirmi che sarei un disastro come madre a tempo pieno non farti problemi. Lo so anch’io ma non è questo il punto. Non posso pretendere che tu lavori senza stipendio.”
“E perché no?” esclama Sarah con slancio. “In questa casa non mi manca nulla. Il mio stipendio è quasi tutto depositato in banca: non riesco a spenderne nemmeno un quarto. Non ho uno stile di vita stravagante e posso permettermi di guadagnare meno o niente del tutto per un po’. Posso chiedere alla signora Brown di lavorare part-time, solo mentre Lawrence è alla scuola materna e l’anno prossimo andrà comunque in prima elementare; si tratterebbe di far fronte al periodo tra gennaio e settembre. E lei potrebbe trovare un altro lavoro nel frattempo, mentre se dovesse occuparsi a tempo pieno di Lawrence non ne avrebbe la possibilità.” dice tutto d’un fiato e si ferma solo quando nota lo sguardo stralunato della signora Carter.
“Sarah, sono confusa. Ti ringrazio ma sai bene che non posso accettare la tua offerta. Sai che cosa si dice in giro di noi due oggi, come pensi che potremmo sopravvivere ai pettegolezzi se si venisse a sapere che non ti pago e che sei costretta a lavorare da Megan per mantenere me e Lawrence? Inoltre, so benissimo come sai anche tu che Megan non è l’unica ad averti offerto un lavoro. Sia la Lloyd che la von Trapp ti hanno offerto il doppio di quello che prendi qui per occuparti dei loro figli.”
E’ la volta di Sarah di sorridere con gli occhi. Tira fuori dalla tasca del cardigan il bigliettino di Jack e lo mette sulla tavola, sopra il giornale.
“Il mio supplizio di due settimane fa non è stato invano. Da ora in poi non ci saranno più pettegolezzi. In quanto ai nostri accordi finanziari, nessuno è tenuto a conoscerli. Infine, non c’è alcuna somma in denaro che potrebbe convincermi ad andare a lavorare per la signora Lloyd o Lady von Trapp. Non ho nessuna intenzione di farmi maltrattare da isteriche arroganti schiave del Prozac, ne’ dai loro marmocchi viziati e maleducati – con rispetto parlando. Piuttosto sposerei Jack, se questo sacrificio si rendesse necessario per farmi restare qui. Signora, la prego di capire che questo è il primo impiego in cui mi trovo bene, questa è la prima casa in cui mi sento rispettata e al sicuro. Inoltre adoro Lawrence e non potrei sopportare di abbandonarlo proprio in un momento di grande incertezza. La prego, mi faccia restare. Lo faccia per Larry se non per me.”
Con questo argomento Sarah sa di aver vinto ogni residua resistenza della signora Carter e si rilassa: il pericolo è passato – per ora.
 
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