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in equilibrio su un filo di seta

La Cupola

“Sei sicura?” chiede Elly a Megan, aggrottando la fronte.
E’ passata una settimana dalla pubblicazione delle foto di Marcia e Greg e da allora Elly telefona quotidianamente a Megan per sondare la temperatura della vox populi. Come previsto, la notizia ha sollevato un vero vespaio e Laura è stata perfino costretta – dietro consiglio di Megan - a tenere Larry un paio di giorni a casa con la scusa di una sospetta varicella per non esporlo agli sguardi e ai commenti più scabrosi.
“Sicurissima. L’ho sentito con le mie orecchie. Due insegnanti parlavano in corridoio e la porta era aperta. Non ho riconosciuto le voci perché parlavano sottovoce e io mi sono praticamente mummificata sul posto per non far capire che ero in ufficio.”
“Allora è arrivato il momento di riunire la cupola.” conclude Elly con un sospiro. “Alle sette a casa mia e guai a te se fiati.”
“Ma ti pare!” sbotta Megan offesa. “Semmai è di Amy che devi stare attenta.”
“Ad Amy ci penso io. Tu comincia a pensare come usciamo da questa impasse. A dopo.” Ed Elly tronca la telefonata perché è già sull’altra linea con Amy. Finita la conversazione si accascia sulla poltrona ergonomica e fissa un punto nel vuoto oltre lo schermo del PC.
Questa non ci voleva, pensa con disappunto. Passato lo tsunami di reazioni del primo momento, da un paio di giorni le acque si sono finalmente calmate. L’ufficio stampa di MSF ha fatto prontamente sapere che la spedizione, capitanata da Greg Carter, è in viaggio per Johannesburg da dove – dopo aver fatto rapporto alla sezione locale – ripartirà per tornare definitivamente in Europa; questione di una settimana, due al massimo. Laura ha recitato la sua parte in modo magistrale rilasciando un glaciale no comment a tutti i giornalisti che avevano preso d’assalto la casa e facendosi vedere la sera stessa in un noto ristorante in compagnia di Eliza e Basil Bennet ed un amico di famiglia non meglio identificato, dopodiché ha presenziato ad una soirée di beneficenza insieme ad un noto politico locale e infine si è lasciata fotografare in occasione dell’apertura della stagione teatrale insieme all’amico di famiglia con cui era stata al ristorante. Sarah è stata spedita in visita ad una provvidenziale zia malata e la stagionata quanto regolarmente sposata governante di casa Bennet ha ostentatamente accompagnato Lawrence alla scuola materna insieme a Timothy. Tutto procede secondo il programma meticolosamente organizzato da Eliza, che è perfino riuscita a convincere due amici di Basil, noti sia per i loro irreprensibili costumi che per la loro influenza sociale, ad accompagnare Laura nelle occasioni mondane da lei accuratamente selezionate, allo scopo di scoraggiare ogni ulteriore commento sull’argomento. E lo scopo è stato finalmente raggiunto. Ma questo programma non è mai stato pensato per il lungo periodo: ha solo la funzione di traghettare Laura e Lawrence indenni fino all’arrivo del prossimo volo da Johannesburg. E invece adesso bisogna rivedere tutto. Elly si riattacca al telefono.
Quando Amy arriva a casa di Elly, Megan è già seduta nella poltrona migliore con un bicchiere di vino accanto a se e l’aria da cospiratrice che sfoggia nelle occasioni più gravi. Elly invece passeggia nervosamente coll’auricolare dell’iPhone saldamente piantato nell’orecchia e ogni tanto urla “No che non va bene.” oppure “Questa è l’idea più idiota che abbia mai sentito.”
“Greg non torna prima di Natale!” sbotta Megan che ha dovuto tenersi la notizia dentro tutto il giorno e non ce la fa più.
“E buonasera anche a te Meg.” risponde Amy con calma olimpica. “Alcool prima di cena? Poi non lamentarti se ti vengono le rughe.” e si serve una tazza di thè verde dalla teiera giapponese già pronta sul buffet, poi si siede deliberatamente sulla poltrona più lontana da quella di Megan e inizia a sorseggiare il thè con studiata lentezza. A Megan non resta altro che aspettare che Eliza abbia finito la sua telefonata.
“OK ragazze.” dice Elly passando dalla telefonata alle amiche senza soluzione di continuità. “Quel grandissimo mascalzone, che ormai da troppi anni tiene Laura sotto il tallone, sta mandando all’aria il nostro programma di salvataggio con la sua pervicace ostinazione a rimanere in Sudafrica oltre ogni ragionevole limite.”
“Ma Elly, dai, non è colpa sua!” esclama Megan. “E’ scoppiata un’epidemia, sono tutti in quarantena: non possono partire prima di quaranta giorni, se tutto va bene.”
“Grazie Megan, conosco il significato della parola quarantena. Ma siccome conosco anche Gregory Carter, non escludo che sia capace di far dichiarare una quarantena per rimanere dov’è. Un’epidemia di febbre gialla non è nulla in confronto a quello che lo aspetta quando rimette piede qui, te lo assicuro.”
“Vediamo il lato positivo della faccenda – interviene Amy - Finché è in quarantena non può vedere quella puttana, ammesso che siano davvero ancora in contatto.”
Lo sguardo delle altre due la fa ammutolire. “Oh, no!” esclama abbandonando la sua abituale flemma e quasi facendo cadere la tazza di thè.
“Oh, sì!” ribatte Elly ormai fuori di sé. “Puoi sempre contare su Gregory per peggiorare una situazione già sufficientemente pessima. Ho passato praticamente metà del pomeriggio a verificare le informazioni e vi posso confermare quanto segue. Primo: quelle famose foto sono più recenti di quanto tutti noi pensassimo. Secondo: Marcia Barnes si trova attualmente nel campo della spedizione e - terzo: anche per lei vale la quarantena.”
“Ma questo è ... è …” balbetta Amy lottando con la risata isterica che le sale dalla gola.
“Un disastro.” conclude Eliza. “A meno che naturalmente la signorina in questione non cada vittima della febbre gialla. Purtroppo la mortalità è inferiore al 10% - ho controllato – e in ogni caso non è nemmeno detto che sia febbre gialla. No, l’unico vantaggio che abbiamo in questa situazione è che Laura ha tempo fino alla fine della quarantena per avviare la pratica di divorzio.”
“Pra ... pra ... pratica di divorzio?” adesso è Megan a balbettare. “Ma ... Elly, è proprio necessario?”
“Dopo quest’ultimo evento direi che abbiamo superato lo stadio della necessità e siamo approdati all’inevitabilità.” sentenzia Elly con uno sguardo che non ammette repliche. “Ma abbiamo quaranta giorni da riempire in attesa del lieto evento. Idee?”
 
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