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in equilibrio su un filo di seta

Amy

“Allora, com’è andata la cena di Amber?” chiede Amy maliziosamente mentre versa nella tazza di Laura la sua rinomata tisana contro indigestione, costipazione e postumi di sbornia. E’ una meravigliosa domenica mattina piena dei raggi caldi e dorati di un sole da estate indiana e il giardino della casa di Amy è ricoperto di foglie di acero altrettanto dorate. Laura e Amy si sono sdraiate sulle chaises longues per non perdere nemmeno un raggio di sole, Lawrence e il figlio piccolo di Eliza, Timothy, stanno costruendo una capanna di foglie in fondo al giardino, opportunamente fuori dalla portata delle loro voci ed Elly è rientrata in casa per concludere una delle sue laboriose conversazioni telefoniche con almeno tre persone diverse. Laura sorride debolmente dietro gli occhiali da sole e sorseggia l’orribile miscuglio puzzolente sperando che faccia effetto prima che la sua tempia esploda.
“Dopo il quarto bicchiere di champagne bene, visto che sono praticamente entrata in coma e ho trovato spiritose perfino le battute di Stephen.”
“Non avresti bisogno di ubriacarti così vergognosamente se facessi uno sforzo per interagire con gli amici di Amber. Non dev’essere difficile dato il loro livello intellettuale. La verità è che sei una snob.” Sentenzia Amy sempre più maliziosa, solo per provocare Laura, giacché lei evita accuratamente tutto l’entourage di Amber e non andrebbe a una sua cena nemmeno a pagamento.
“Non vedo perché dovrei abbassarmi a interagire con quella feccia, considerando che ho passato la maggior parte della mia vita a evitarla accuratamente.” Replica Laura stando al gioco. “Non sono andata nei loro college, non mi sono iscritta a nessun club o sorority e non ho mai imparato a giocare a golf, tennis, bridge e quant’altro potesse farmi entrare nel loro mefitico raggio d’azione. Ho perfino convinto Greg a traslocare nel quartiere più distante dai loro. Perché me li trovo continuamente tra i piedi?”
“E’ un nodo karmico, ovviamente.” Dice Amy con la stessa naturalezza con cui ordina il pane dal fornaio. “Se non vuoi più essere obbligata a trovarteli trai piedi devi rompere il muro di ostilità che hai nei loro confronti. Devi imparare a rispettarli e ad amarli per come sono. Non possono farci niente se sono stati accuratamente educati a diventare degli stronzi come i loro genitori: non hanno altri modelli di riferimento.”
“Vuoi dire che non sanno che esiste altro champagne oltre il Crystal? Non farmi ridere! Perché non possono parlare di qualcosa che non sia finalizzato alla pesca d’altura o al sesso promiscuo? Possibile che non leggano un libro, non vedano un film o non visitino una mostra, un museo, una città per il puro gusto di farlo? Non posso credere che siano così lobotomici!”
“E infatti non sono così lobotomici. Ma nelle occasioni mondane si limitano a quel tipo di conversazione superficiale in cui tutti si possono ritrovare, una sorta di minimo comun denominatore che evita accuratamente di entrare sul terreno personale. Oltretutto parlare di libri e film è così middle class. O rischia di diventare troppo intellettuale e in ogni caso è troppo intimo – potrebbe rivelare il loro vero carattere e i loro veri gusti – non sia mai!“
“Continuavano a fare giochi di parole orrendi, come adolescenti in calore, no, peggio, a livello puberale. Come diavolo faccio a ritrovarmi nelle loro squallide allusioni sessuali da prima media?”
“Poveretti, sono così profondamente frustrati. Devono ubriacarsi per accettare l’idea di fare sesso, poi sono così ubriachi che non si ricordano più niente di quel che è successo e probabilmente erano talmente fatti che non è successo proprio niente. Non per niente devono andare fino in Tailandia per farsi scopare a pagamento.”
“Ma è disgustoso!”
Amy continua senza dare retta alle proteste di Laura: “Forse dovremmo cominciare a scoparli noi, gratis o a pagamento. Dar lezione alle loro donne. Scommetto che quelle anoressiche non hanno la più pallida idea di come si fa un pompino decente.”
“La sola idea di vedere uno dei loro cazzi molli mi fa vomitare.”
“E a questo proposito – continua Amy senza perdere una battuta – quand’è stata l’ultima volta che ti sei fatta fare il pieno?”
“Amy, ti prego! Mi fai sentire un’automobile!”
“Lo siamo tutte mia cara. La nostra preziosa passera è il nostro motore e il tuo rischia di arrugginire se lo lasci ancora fermo. Sai bene che l’esercizio regolare fa bene alla pelle e ti riallinea i chakra. Senza contare che – dice Amy togliendosi gli occhiali da sole e guardando Laura dritta negli occhi – in paese si dice che ti fai la governante. C’è qualcosa che mi devi dire al proposito?”
“Te lo dico io qualcosa al proposito.” Interviene Elly che ha sentito l’ultimo brandello di conversazione. “Amy Bell, mi vergogno di te! Da quando in qua dai retta a quel che si dice in paese?”
“Qui non si tratta di dar retta ai pettegolezzi, ma di correre ai ripari. La situazione è grave.” Sentenzia Amy imperturbata. “Anche se Laura non ha quel tipo di gusti, il solo fatto che in paese circoli la voce è già sufficiente per capire che occorre intervenire presto e in modo convincente. La vox populi non perdona.”
“E tu suggerisci che Laura dovrebbe farsi montare da qualche stallone locale per sedare la calunnia di una sua relazione saffica con Sarah? Diventi sempre più disgustosa con l’età che avanza.” sbotta Elly rovistando nella borsa in cerca di liquerizia con un gesto impaziente.
“Basterebbe che lei e Willy fossero visti insieme in pubblico. La sua reputazione farà il resto senza che Laura debba nemmeno togliersi le mutande.” commenta Amy con la massima naturalezza e, di fronte alle facce attonite delle amiche, continua stizzita: “Insomma! Greg è via da un anno e la moglie di Willy, lei sì che è stata beccata in flagrante compagnia di passere solitarie. Nessuno ci troverebbe niente di male se, data la situazione, Willy e Laura riallacciassero i rapporti interrotti.”
“No, grazie, non ho nessuna intenzione di riallacciare i rapporti interrotti con William.” protesta Laura a cui il mal di testa sta finalmente passando. “Hai la più pallida idea di che incubo sarebbe farmi vedere in giro con lui? Poi dovrei passare il resto della sera a togliermi le sue mani di dosso. Non se ne parla proprio.”
“Sai che sei piena di rabbia repressa?” Conclude seraficamente Amy. “Anche questo non ti fa bene. Se non vuoi fare sesso, almeno fai gli esercizi di meditazione che ti ho dato.”
 
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