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2011

le farfalle dell'apocalisse

Oggi è il primo giorno di primavera. Il cielo è blu, il sole splende, gli uccellini cantano costruendo i nidi, i narcisi e le forsizie sono in fiore e siamo stabilmente sopra 10°, con punte di 15° nel pomeriggio. Intanto gli amici di Barak stanno bombardando le basi militari di Gheddafi in Libia mentre Gheddafi bombarda i suoi connazionali. I reattori 2 e 3 della centrale di Fukushima I non sono ancora sotto controllo e fumano; acqua, verdure e latte nel giro di 200 km sono altamente radioattivi. In Olanda, il direttore della ING – banca che in seguito alla crisi ha ricevuto un’iniezione di capitali statali di oltre 10 miliardi - ha tagliato gli stipendi dei dipendenti che non ha ancora licenziato dandosi al tempo stesso un bonus di 1,25 milioni di euro e l’avvocato del babysitter pedofilo che ha violentato un centinaio di bambini in età prescolare ha negato l’accusa di violenza perchè il suo cliente ha sempre usato preservativo e lubrificante.
Provate voi a scrivere un articolo in queste condizioni: è già tanto se riesco a compiere le normali funzioni di mantenimento quotidiano senza lexotan.
 Ma come sempre succede, quando pensi che l’apocalisse sia arrivata, una farfalla batte le ali e le tenebre arretrano. La congiuntura impossibile dell’incidente di Fukushima unito alla crisi politica del mediterraneo petrolifero ha riaperto un dibattito che sembrava ormai definitivamente archiviato. La Merkel ha fatto chiudere preventivamente sette centrali - demagogia, certo, ma intanto sono chiuse e siccome noi stiamo a 4 km dalla Germania capirete il sollievo - e da noi come in tutto il resto d’Europa si stanno facendo controlli frenetici sulle centrali ancora aperte. I piani per la costruzione di nuove centrali son tutti bloccati e dai vari cassetti rispuntano e vengono rispolverati i progetti di energie alternative che dovrebbero renderci meno dipendenti dall’umore dei vari sceicchi e dittatori mediorientali. Si riscopre che l’Olanda è la patria dei mulini a vento e che i parchi nel mare del nord possono essere ampliati. L’iter parlamentare della legge sui pannelli termosolari viene sveltito e la Shell ripubblica i dati della sua ricerca sul biogas che nessuno si era filato due anni fa.
Il ministro della difesa da parte sua ha fatto sapere che l’Olanda interverrà nel conflitto libico solo se espressamente richiesto dalla NATO: una dichiarazione rivoluzionaria da parte di un governo che dal dopoguerra ha la lingua attaccata alle chiappe del presidente USA di turno e solo un mese fa ha rinnovato il sostegno a Obama in Afghanistan. Per concludere questa ghirlanda di ottimismo, il direttore della ING ha appena fatto sapere che rinuncia al bonus e si scusa per aver sottovalutato le conseguenze sociali della questione. Manca solo che il tribunale ripristini l’impalamento (senza lubrificante) per il pedofilo e la gogna pubblica per il suo avvocato difensore e poi possiamo quasi dire di essere entrati nell’era dell’acquario.
Battute facili a parte, mi pare doveroso fermarsi a meditare su queste farfalle di speranza. Non solo perchè la speranza è il nostro strumento di sopravvivenza principale ma perchè se tutti nel nostro cuore sosteniamo e ringraziamo i martiri di Fukushima e del mondo arabo anzichè farci travolgere dallo tsunami dell’apocalisse che ci circonda aiutiamo le farfalle a volare di fiore in fiore distribuendo i semi della vita. Se le farfalle smettono di volare, non c’è futuro. (21 marzo)
 
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