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2011

coppie miste

Torno a scrivere dopo tre settimane dominate dall’influenza: ha cominciato Matteo con otto giorni di febbre alta e tosse convulsa, seguito a ruota dalla sottoscritta. Non sono mai stata così male dal morbillo che ho avuto in seconda elementare e ancora ricordo con orrore; ho avuto 40° di febbre per quattro giorni, seguiti da due giorni a 39° e due giorni a 38°, poi son tornata in ufficio tossendo come una tisica e ancora adesso mi chiedono tutti premurosi se non è il caso che resti a casa in convalescenza. Unica nota positiva in tutta la faccenda: ho cambiato medico della mutua e da allora la qualità della mia vita si è alzata notevolmente. A seguito del consiglio di dare a Matteo un ghiacciolo per rinfrescargi la gola in presenza di attacchi di tosse notturna così violenti da causare vomito, dovuti alle adenoidi infiammate che - come noto – si trovano nel naso, ovvero almeno dieci centimetri sopra la gola, siamo giunti alla conclusione che il nostro (ex)medico della mutua è un incompetente e abbiamo chiesto consiglio ad un amico che deplora lo stato attuale della sanità olandese tanto quanto me. Risultato: un medico della mutua vecchio stampo che non solo riesce a distinguere le adenoidi dalle tonsille, ma viene anche a casa se necessario e non esita a prescrivere antibiotici di copertura per non correre rischi. E tutto questo nel giro di una telefonata con una segretaria gentilissima che mi ha fatto compilare un solo, stringato modulo A4 e poi ha sbrigato tutta la pratica nel giro di un’ora, evitandomi inesplicabilmente le notorie quanto lunghissime liste d’attesa che mi erano state preconizzate. Nirvana.
Nel frattempo le notizie internazionali si fanno sempre più pesanti, ma francamente non sono ancora in condizioni di trattare argomenti seri per cui vi offro una parentesi di puro cazzeggio.
Sabato scorso siamo stati invitati ad una cena insieme ad altre coppie miste italo-olandesi e ci siamo trovati a riflettere sul nostro stato matrimoniale particolarmente felice, soprattutto se paragonato allo stato di perenne instabilità delle coppie autoctone generalmente pluridivorziate e con situazioni familiari intricatissime (vedi figli separati e madri seriali). La combinazione donna italiana-uomo olandese sembra riscuotere un particolare successo, mentre non si può dire altrettanto dell’inverso. Nella nostra piccola comunità di Nijmegen il 90% delle coppie è formato da donne italiane e uomini olandesi e anche se i nostri mariti si sono autonominati ‘club degli sfortunati’ i loro sorrisi a trentadue denti e le loro facce beate testimoniano il contrario. Un giro di conversazione ci ha portato alla conclusione che le donne italiane della nostra generazione sono estremamente esigenti e mal sopportano i bamboccioni nostrani che non hanno mai tagliato il cordone ombelicale, per non parlare delle tenutarie di detto cordone ombelicale. Per noi il modello olandese, disciplinato più che educato da rigidissime madri teutoniche che non solo hanno reciso il cordone ombelicale nei tempi regolamentari, ma hanno preteso che i pargoli imparassero a cavarsela da soli in tenera età, li hanno buttati fuori casa a calci dopo la scuola superiore per il tirocinio di vita autonoma, non si sognano minimamente di stirargli le camicie, pulirgli la casa e lasciargli la cena pronta in frigo come l’80% delle madri italiane e soprattutto non entrano in competizione con le nuore come il 100% delle suocere italiane, è un sogno troppo bello per essere vero e ci fa passare sopra ai difetti tipici del maschio olandese tra cui la totale mancanza di romanticismo. Alla lunga è meglio un marito che ti fa trovare la cena pronta quando arrivi a casa tardi e si stira le camicie da solo al posto di un cocco di mamma che ti regala fiori e cene a lume di candela ma non alza un dito in casa: i fiori te li puoi sempre far recapitare da interflora e le cene a lume di candela le puoi organizzare meglio tu, che – esigente come sei – hai idee molto precise sulle une e sugli altri.
In quanto agli uomini olandesi, cresciuti tra bionde valchirie torreggianti con voci da camionista e maniere da colonnello, perfino il modello di donna italiana più rampante pare un esempio di femminiltà esotica come le danzatrici del ventre. Non è un caso che noi italiane sposate con olandesi siamo tutte brunette pepate a forma di clessidra: non abbiamo le gambe chilometriche delle valchirie ma le distacchiamo di chilometri su temperamento, eleganza e sensualità. In più, come ha commentato una pragmatica moglie italiana, anche la più imbranata di noi sa mettere insieme una cena per dodici senza usare patate, cavoli e alimenti precotti in scatola o in polvere. Per un maschio tirato su a stamppot e torta di mele anche solo un branzino al sale e una pastasciutta al dente con sugo di pomodoro fatto a mano è una cena da pascià. Se poi sai fare le lasagne e il tiramisù hai praticamente vinto la lotteria matrimoniale olandese. Insomma, l’uomo olandese si prende per la gola e per quella parte che non nomino ma che reagisce entusiasticamente ai nostri sguardi di fuoco e ai nostri ancheggiamenti sapientemente fasciati in quei vestitini che han fatto la fortuna di Dolce & Gabbana nel mondo. A dimostrazione di quanto appena detto, ricordo ancora lo sguardo di pura adorazione del vikingo quando una domenica sera di un lontano maggio ho messo insieme in dieci minuti una cena d’addio per i nostri vicini di casa che stavano mangiando mestamente una pizza di Domino seduti sul marciapiede di casa tra scatoloni e camioncino del trasloco. E che ci vuole? Pastasciutta, insalata mista, salumi, formaggi, pane, un paio di bottiglie di vino, succhi di frutta e patatine per i bambini e una macedonia di frutta fresca con il gelato. Il vikingo si è fatto aiutare a portare in strada il nostro tavolo da giardino e improvvisamente altri vicini di casa si sono materializzati portando sedie, bottiglie di birra e varie derrate alimentari. Insomma, abbiamo mangiato, bevuto, riso e chiacchierato fino a notte fonda e poi, grazie alla perizia dei mariti olandesi, abbiamo fatto sparire ogni traccia del festino a tempo record. Provate a far organizzare la stessa cosa ad una valchiria.
Non parliamo poi delle famigerate feste di compleanno che ci tocca organizzare per contratto: le feste organizzate da noi italiane sono un tripudio di raffinata gastronomia rigorosamente preparata con le nostre operose manine o fatta venire dalle pasticcerie più rinomate (se necessario anche tedesche), quelle olandesi sono un campionario di prodotti industriali preconfezionati acquistati al discount.
Il che spiega anche immediatamente perchè le coppie composte da uomini italiani e donne olandesi generalmente hanno meno successo. Per le donne olandesi è inconcepibile che un uomo non contribuisca ai lavori domestici e al contempo intrattenga un rapporto pseudo-edipico con la madre. Per converso, gli uomini italiani trovano difficile convivere con una donna sbrigativa e razionale che porta i pantaloni in tutti i sensi: non solo pretende una equa suddivisione dei lavori domestici e dei diritti sociali, ma non sa nemmeno cucinare e non si sogna di far trovare al marito la proverbiale cena pronta, le pantofole accanto alla poltrona, il martini sul tavolino e un sorriso invitante. Sarà una generalizzazione ma è una di quelle generalizzazioni che rendono l’idea. (5 marzo)
 
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