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2011

contra sexta

A volte non c’è niente da dire per settimane e poi ci arrivano una serie di chicche imperdibili. Manco avevo finito di leggere le ultime dichiarazioni del ministro Donner sulla questione dell’immigrazione che l’NRC apriva l’edizione di ieri sera con il listino prezzi degli abusi sessuali a carico della chiesa cattolica. Tutto sommato mi conviene partire da qui, prima di tutto perchè, oltre ad essere freschissima, la notizia si presta ad infiniti giochi e sarcasmi assortiti con cui da ieri ci intratteniamo allegramente, poi perchè sicuramente in Italia non viene dato il giusto rilievo a questo tipo di notizie, mentre sull’immigrazione anche Maroni non scherza un cazzo (ma si parlano, mi chiedo). Allora, il listino prezzi. Non vi chiedo di credermi sulla parola: ho provveduto ad allegare il download della pagina in questione e anche se non sapete l’olandese le cifre le capite. Per atti impuri non meglio specificati, che abbiano compromesso l’integrità morale della vittima senza comprometterne l’integrità fisica è previsto un rimborso danni di 5.000 euro. Invece per palpeggiamenti specifici delle parti intime con specifica di che cosa si intenda per parti intime (tette, culo e genitali) il rimborso sale a 7.500 euro. Se i palpeggiamenti sono stati ripetuti e protratti nel tempo si possono reclamare tra 10 e 20.000 euro. Stupro, occasionale o ripetuto: 25.000 euro e solo in casi eccezionali di di gangbang o altra scelleratezza sessuale che abbia definitivamente compromesso la salute fisica e/o psichica delle vittime – per la lista completa dei casi vi rimando al classico ‘I diavoli’ di Ken Russel - le vittime possono reclamare un rimborso danni di 100.000 euro. Il cronista procede quindi – nel modo clinico che si addice ad un quotidiano finanziario - a calcolare quanto questo costerà a Santa Madre Chiesa nel caso in cui solo il 25% delle vittime chieda effettivamente il rimborso e ci comunica che la cifra ammonta a 5 milioni di euro, di cui 1 coperto da assicurazione e 4 a carico della comunità cattolica. Il che è noccioline in confronto a quello che è stato sborsato dalla chiesa cattolica americana (1 miliardo di euro) e da quella irlandese (500 milioni di euro). E con ciò sapete anche dove va il vostro otto per mille. Battuta facile.
 Analizzando spassionatamente il listino prezzi si evince che la partecipazione ad un bunga bunga rende di più e che il divario in compensazione tra palpeggiamenti e stupro è oltraggioso. Come si fa a rimborsare 20.000 euro a chi si è fatto palpare culo e tette tutte le domeniche dopo la messa e solo 5.000 euro in più per chi è stato stuprato – magari analmente e pure ripetutamente?  A parte il fatto che le escort di Arcore prendono di più per due colpi e via e sono pure consenzienti nonchè quasi maggiorenni, come si fa a mettere il danno derivante da uno stupro e una mano sul culo sullo stesso piano? Sarà la mia mala educacion mediterranea e il ricordo di tutte le mani sul culo che mi son trovata gratis ogni volta che prendevo l’autobus a Milano negli anni ’80, ma a me pare che bisognerebbe sottoporre i membri della commissione Lindenbergh, autrice del listino, alla dimostrazione di entrambe le pratiche a cura di un volontario della Curia e poi, come si fa nelle ricerche di mercato, risottoporgli il listino e chiedere se alla luce dell’esperienza vogliono riconsiderare il punteggio dato. Anche senza arrivare a tanto, lo studio legale che rappresenta le vittime in Olanda ha già fatto sapere al signor Lindenbergh dove può mettersi il listino e promette una lotta all’ultimo euro anche per le vittime degli abusi non sessuali. E io mi chiedo, ma se è così allora posso chiedere anche io il rimborso danni per le sevizie psicologiche subite dalle suore del Beato Cuore all’asilo e in prima elementare? Nessuna mi ha mai toccato le pudenda, ma in quanto a danni permanenti alla mia psiche ne avrei da dire, peccato che son stata troppo poco in analisi per tirar fuori tutte le turbe di quel periodo. E con chi si va a parlare, nel caso? (21 giugno)
 
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