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2011

next level

Non mi ero mai accorta di quanto la mia vita assomigli al famoso quanto vecchio videogame che va sotto il nome di SuperMario Bros, disponibile su tutte le piattaforme Xbox, Nintendo e Playstation.
Nel gioco il nostro eroe Mario – un idraulico baffuto e paffuto – deve liberare la bella Peach dal castello dove è tenuta prigioniera con l’aiuto del fratello Luigi e altri simpatici personaggi di fantasia che mio figlio conosce a memoria e io mi dimentico trenta secondi dopo averli visti. Per arrivare al castello, Mario deve attraversare nove mondi e su ogni mondo deve sottoporsi a prove sansoniche per poter salire di livello fino ad uscire dal mondo in questione e passare al prossimo. Non mi chiedete quanti livelli ci sono in ogni mondo ma spero che il concetto sia chiaro. Tutto sommato un gioco estremamente ripetitivo e totalmente incommensurato alla ricompensa finale: Peach liberata scende dalla gabbia aperta tra cori angelici e dà un casto bacio a Mario – the end, mentre nei racconti della mia adolescenza il cavaliere dopo aver ammazzato il drago sposava la principessa o quantomeno ci stava una sveltina.
Adesso sovrapponete la vostra vita a questa trama e ditemi in scala da uno a dieci quanto vi ci ritrovate. Io 10.
Venerdì scorso ho passato tutti i livelli del mondo-Milano e ne sono definitivamente uscita con la vendita della mia quota dell’appartamento in cui abitavo al mio ex e alla sua gentile consorte. Con ciò non ho più nulla che mi lega alla città che per ben diciotto anni mi ha ospitato e che ha fatto da sfondo alla maggior parte dei miei amori e dei miei racconti. L’ultimo livello del mondo-Milano, ovvero la vendita delle mie proprietà, mi è costato ben tre anni, trenta telefonate, trecento mails e aspetto la parcella dell’avvocato per fare il saldo del danno economico. Ne esco con un tesoretto che teoricamente mi sarà utile nel proseguimento del gioco nei prossimi mondi e che da buona SuperMaria ho chiuso nella cassaforte virtuale della mia banca in attesa di decidere il da farsi.
Nel corso di tutta la giornata di venerdì ero in preda ad una grande stanchezza: eseguivo le mosse in pilota automatico, come vedo fare a mio figlio quando per l’ennesima volta si accinge a passare attraverso la palude infuocata del mondo 6 schivando tutte le trappole in essa contenute con un atteggiamento blasé che avrebbe fatto impazzire Oscar Wilde.
Mi sento vuota e aspetto il calo di adrenalina che invece non arriva perchè proprio come in SuperMario il gioco prosegue parallelo su almeno altri due mondi.
Nel mondo-lavoro sono a metà esatta della traiettoria che mi farà approdare ad un contratto a tempo indeterminato o al mondo della disoccupazione mentre il vikingo ha superato brillantemente tutti i livelli che gli consentono di operare come massaggiatore sportivo e adesso deve decidere se spendere il capitale virtuale o tenerlo in cassaforte. Il mondo-Matteo è uscito dal livello 5 e dopo la pausa estiva entrerà al livello 6: con il vikingo abbiamo constatato che ancora nove anni, quattro mesi e undici giorni ci separano dalla maggiore età del pargolo e quindi dalla riappropriazione della nostra vita di coppia ora inesorabilmente incagliata nel raggio trattore delle esigenze della nostra discendenza.
 Siamo anche stati in vacanza, ma mi è sembrato di aver solo schiacciato il tasto pausa: appena ritornata a casa mi son trovata di nuovo nella palude e ho dovuto ricominciare a correre per schivare le sfere di fuoco lanciate dai cattivi. Cheppalle!
 Se aggiungiamo che la nostra versione di SuperMario si svolge in un contesto che assomiglia sempre meno al divano del salotto riscaldato e protetto dove Matteo manovra il suo nintendo si capisce perchè l’adrenalina non cala. Il batterio E-Coli di nuova generazione sta mietendo vittime a pochi chilometri dalla frontiera e ancora non se ne sa la causa; le vendite di cetrioli, germogli di soia e cavolfiori sono colate a picco e sommate alla mucca pazza, l’aviaria e la suina siamo ridotti a pane e acqua. L’Olanda dura e pura modello Wilders è gravemente imbarazzata dall’ultimo scandalo pedo-sessuale che ha per protagonisti scellerati genitori di Hardinxveld-Gissendam (Zuid-Holland) che hanno offerto i favori sessuali della loro figlia di otto (!) anni ad un trentenne di Heusden (Noord-Brabant) in cambio di denaro - forse non per la prima volta. Per non parlare del processo DSK (Dominique Strauss-Kahn) che qui ha addirittura meritato l’intero supplemento domenicale dell’NRC Handelsblad, forse per farci dimenticare che anche se i nostri politici non hanno una vita sessuale da processo penale tagliano i fondi alla cultura, alla ricerca, all’istruzione e all’assistenza sociale come e meglio di un qualunque vecchio satiro mediterraneo al potere. Quale sarà il prossimo livello in questo mondo? (13 giugno)
 
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