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2010

cultuur

Forse non tutti sanno che sono una fanatica della serie televisiva Lost, prodotta negli USA dall’ABC e qui trasmessa da Net5. Già che ci siamo vi informo che non mi perdo una puntata di House MD (Fox) e di Crime Scene Investigation (CBS) e se ci fosse una serie della NBC che mi piacesse come a suo tempo Magnum P.I. guarderei pure quella. Lo dico per onorare la par condicio e per fugare ogni dubbio che mai poteste avere sui miei gusti culturali. Odio l’opera e tollero a malapena la musica classica, con qualche deroga per Debussy e Mozart, in genere non frequento le mostre di arti figurative e anche in fatto di letteratura sono piuttosto selettiva, infatti preferisco la prosa alla poesia, leggo quasi esclusivamente scrittori inglesi e sono allergica a russi e sudamericani ad eccezione di J.L. Borges. Non mi ritengo pertanto particolarmente intellettuale, ma ho frequentato liceo e università come tutti i miei amici e colleghi italiani e volente o nolente ho assorbito le nozioni prescritte dal programma ministeriale: la famigerata cultura di base.
 
Sono pertanto sempre più sconcertata nel constatare la povertà culturale dei miei colleghi e amici locali che pure hanno frequentato scuole equiparabili al liceo e all’università italiana perchè qui in Olanda i protocolli di assunzione sono rigidissimi e non si può nemmeno pensare di entrare in un’azienda senza il diploma HBO, che non è una televisione via cavo Americana ma un tipo di università non accademica di livello equiparabile alla scuola superiore di comunicazione. Nonostante questo, nessuno di loro sa una parola di Greco o Latino, per cui quando quattro anni fa è stato presentato il progetto Blue Delphi abbiamo dovuto spiegare a tutti chi era la Pizia e se lo chiedo oggi i più se lo sono dimenticati. Inoltre non hanno mai, non dico letto, ma sentito parlare di Dante, Chaucer e Shakespeare. Voglio dire, non è che io abbia letto tutti i racconti di Canterbury o i sonetti di Shakespeare e a suo tempo ho mollato la spugna della Divina Commedia al Purgatorio, ma conosco autori e opere in questione: l’ho imparato a scuola, fa parte della cultura generale. Qui invece chiunque non abbia fatto il classico (cioè il 99% della popolazione) è completamente privo di qualunque nozione di storia dell’arte, letteratura e filosofia e non ho indagato oltre per non deprimermi ulteriormente.
 
In un documentario della TV di stato sui pericoli dei videogames, ad un certo punto si è parlato di un gioco particolaremente violento: Dante’s Inferno. Commento: il gioco è basato su un romanzo medievale. Dante, il protagonista, arriva con la sua compagna Beatrice alle porte dell’inferno e viene costretto a passare per sette mondi corrispondenti ai sette peccati capitali. Non sono certo una fanatica di Dante ma vederlo ridotto a scrittore di fantasy mi ha provocato un moto di ribellione. Tornando a Lost (la serie televisiva), in una conversazione con un gruppo di colleghi altrettanto appassionati mi sono lasciata sfuggire un “si conferma una versione moderna di Paradise Lost” per poi pentirmene amaramente: un cerchio di silenzio, sorrisi congelati e occhi vacui ha accolto la mia dichiarazione. Ho scoperto allora che i miei colleghi non hanno mai sentito parlare di Milton e adesso lo credono un contemporaneo di Crichton. E a questo proposito mi torna in mente un episodio di qualche anno fa, quando volevo regalare alla mia nipotina decenne un classico della mia infanzia: Piccole Donne. Nijmegen è una città universitaria e vanta parecchie librerie specializzate tra cui una in letteratura infantile. Dopo aver cercato vanamente su tutti gli scaffali, ho chiesto informazioni all’unica impiegata, la quale mi ha guardato come se fossi un rospo e mi ha chiesto “Louisa chi?” Ho incassato il colpo e ho cominciato a cercare alternative. Sono scesa fino ai gialli di Nancy Drew, senza successo: la libraia non aveva sentito nominare nessuno degli autori che le ho proposto. Ho finito per comprare un autarchico libro di Annie M.G. Schmidt, unica autrice infantile presente insieme ad Astrid Lindgren (Pippi Calzelunghe). Adesso che Matteo è in età da letture sto esplorando il panorama dei libri per ragazzi e sono agghiacciata dal livello generale dell’offerta. Dico solo che se ai miei tempi fossi stata costretta a leggere questa palta avrei sviluppato – proprio come Matteo – un profondo disprezzo per la letteratura.
 
Per finire in bellezza, il quotidiano online più popolare ha aperto una sezione cultura. Gli articoli di oggi: L’ultimo film con Carice Houten, Rihanna in concerto ad Arnhem, Typhoon & New Cool Collective tornano sul podio, successo di Iggy Pop a Pinkpop Classic e il ritorno di Annet Malherbe nel serial Gooische Vrouwen.
 
O tempora, o mores (20 aprile)
 
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