paola cassone
romanzi
racconti
collezioni di racconti
collezioni di racconti
diario  
comprami  
scrivimi  
2010

winterklaar

Alla faccia del global warming, qui dal 1 dicembre nevica a raffiche e le temperature si mantengono costantemente sotto lo zero per la gioia di tutti i pattinatori in erba che già parlano di Elfstedentocht a febbraio (Teso, prendi nota!). Io sono molto meno entusiasta in quanto mi tocca prendere l’intercity per Amsterdam e ritorno almeno due volte la settimana ed è noto che NS e ProRail – il gatto e la volpe dei trasporti ferroviari olandesi - al primo fiocco di neve danno forfait. Dopo la debacle dell’anno scorso l’NS ha rinnovato il parco treni e ProRail ha modernizzato gli scambi per rendeli winterklaar, fantastico neologismo che sta per ‘adeguati alle temperature invernali’. Inoltre, l’NS ha predisposto un piano di emergenza per far viaggiare i treni anche durante le tempeste di neve, piano che è stato testato una lontana domenica di ottobre con 20° e che già in quelle condizioni si è dimostrato ampiamente inadeguato. Non sorpende nessuno (ma fa incazzare tutti) che alla prima nevicata sia andato di nuovo tutto in tilt e da allora continua ad andare tutto sempre più storto: treni che non partono, porte che non si aprono, scambi che non funzionano, black out continui sulle linee elettriche. Ma quello che fa incazzare di più è che l’NS ha speso una milionata di euro in una campagna pubblicitaria intitolata Winterklaar, il cui compito era quello di informare il pubblico delle iniziative prese per evitare il ripetersi dell’emergenza dell’anno scorso. Cosicchè ora tutti sono perfettamente al corrente dell’inefficienza delle misure prese e dello spreco di denaro pubblico.
Intediamoci, sono arrivata in ufficio ogni mattina e sono anche tornata a casa ogni sera, il che è già più di quello che possono dire gli automobilisti in coda sulle autostrade. Ci ho solo messo in media 45 minuti in più del solito perchè la metà dei treni non viaggia e il resto viaggia con ritardi fissi di un quarto d’ora se va bene. La stazione di Utrecht sembra quella di Atlanta durante la guerra civile, con file interminabili per il caffè (gentilmente offerto come compensazione per i disagi) e frotte di viaggiatori intirizziti sotto un tabellone sempre più vuoto e annunci dall’altoparlante sempre più contraddittori. Il miglioramento rispetto all’anno scorso è impercettibile, la campagna pubblicitaria è stata sospesa e l’opinione pubblica chiede la testa del direttore di ProRail. Eroici impiegati NS si affannano a dirigere la folla ai binari dove si spera che prima o poi un treno parta ma anche loro come noi consultano febbrilmente le informazioni via internet, a loro volta sempre meno attendibili. Come al solito, gli unici a far festa sono i providers di telefonia mobile, che in Olanda vuol dire anche WIFI e meno male che ho il contratto flat.
Quello che mi fa incazzare maggiormente è la cosiddetta poldermentaliteit, ovvero l’atteggiamento-standard olandese, capace solo di puntare il dito accusatore e indignarsi per poi non fare assolutamente niente per risolvere la causa dell’indignazione. Voglio dire, una volta constatato che le misure prese sono inadeguate, che facciamo? Un bel niente, un beato cazzo, un’amata minchia. Non c’è uno straccio di ministro o sottosegretario ai trasporti che si degni di aprire un’inchiesta, licenziare la direzione di ProRail, chiamare rinforzi, stanziare fondi. Niente! A quanto pare ci sono cose più importanti sull’agenda di Rutte&C, tra le quali l’innalzamento dei limiti di velocità sulle autostrade a 130 km, l’aumento dell’IVA sulle opere d’arte e i tagli ai finanziamenti dell’istruzione pubblica. Del piano di Eurlings sull’evoluzione dei trasporti pubblici non parla più nessuno, come se non fosse mai esistito: zand erover (insabbiamo). E vi ricordo che qui si paga la bellezza di 15.80 euro in 2° classe per la tratta Nijmegen-Amsterdam, 30.20 euro il biglietto A/R e 360 euro per l’abbonamento mensile. Per questa cifra ho tutti i diritti di pretendere un servizio migliore, anche sotto la neve. (21 dicembre)
 
torna su
« precedente     successivo »  
 
| design&development: Artdisk