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2010

... wat ik in mijn schoentje vind

Rieccoci di nuovo all’evento più emozionante dell’anno: il compleanno di San Nicola, familiarmente conosciuto da grandi e piccini come Sinterklaas. Sarà molto probabilmente l’ultimo anno che vivremo la magia di questo evento: Matteo ha ormai otto anni e l’anno prossimo, volente o nolente, dovrà fare i conti con l’amara realtà. Il programma della quarta elementare dà per scontato che i bimbi siano stati edotti sull’identità di Sinterklaas e partecipino alla versione adulta della festività, che prevede poesie in rima baciata e piccoli regali simbolici per i loro amici del cuore. Ci godiamo quindi gli ultimi attimi di magia e di ansia, dove l’ansia supera largamente la magia in quanto a otto anni l’ingranaggio della razionalità gira già a pieno ritmo. Matteo ha sgamato che la storia del camino non sta in piedi, essendo noi - come tutti - sprovvisti del suddetto e ha rivolto un’interpellanza al Sint per sapere come fanno gli Zwarte Pieten ad entrare in casa. Il vikingo se l’è cavata con una sibillina risposta in calligrafia ornata che ha quantomeno avuto il risultato di far restare a bocca aperta il pargolo. Il quale ha sgamato anche l’impossibilità dell’ubiquità del Sint e per ora si accontenta della spiegazione-standard che il Sint assolda un nutrito esercito di aiutanti che agiscono in suo nome e conto. La sua fede ha vacillato anche quando ha ricevuto in regalo il sesto libro di Capitan Fox e ha esclamato pieno di sospettosa incredulità “ma come fa Sinterklaas a sapere che mi mancava proprio il sesto libro? E in italiano anche?”, accogliendo le nostre dichiarazioni sulla sua onniscienza con una buona dose di scetticismo. Ma, come dicono gli psicologi infantili, conviene mantenere la sospensione d´incredulità se il risultato è una pioggia di regali: per questo tutti i bambini si aggrappano alla magia contro ogni logica, piccoli opportunisti che non sono altro.

 
Nel mondo degli adulti la follia non è da meno: ho appena appreso l´esistenza dell´associazione amici di Sinterklaas, il cui compito è di vigilare sul corretto svolgimento delle operazioni connesse all´evento, che spaziano dall´ubiquità (proibito organizzare processioni con il Sint nel giorno dell´intocht ufficiale) al corretto abbigliamento, la lunghezza della staffa e della barba, per finire alla quantità di volte che le scarpe possono essere esposte. Ho quindi preso coscienza di essere in difetto in quanto secondo l´associazione nessun adulto può esporre scarpe, mannaggia! Ieri sera poi, l´attore che interpreta Sinterklaas nelle cerimonie ufficiali era ospite del varietà del sabato sera “Ik hou van Holland” (Amo l´Olanda): un gioco a squadre in cui vince chi ha la maggiore conoscenza della storia e delle tradizioni olandesi. La puntata di ieri era ovviamente in tema Sinterklaas e sono rimasta affascinata dalla deferenza con cui tutti, dalla conduttrice al pubblico, interagivano con il personaggio. Era molto più che semplice recitazione: si vedeva che nel profondo dei loro cuori tutti volevano credere di essere davvero in presenza di Sinterklaas come quando erano bambini.
 
Per finire in bellezza, l’evento è stato accompagnato da abbondanti nevicate come tradizione vuole, cosicchè abbiamo tutti potuto accompagnare i nostri figli a scuola in slitta come ai bei vecchi tempi che io non conosco e di cui francamente farei volentieri a meno. Memore delle disavventure dell’anno scorso ho fatto installare per tempo pneumatici invernali e ho quindi potuto fare le compere senza troppi problemi, ma questo non toglie che andare in giro a -5° con fiocchi di neve sparati dal vento di tramontana che ti arrivano in faccia come proiettili non rientri nella top 10 delle mie attività preferite. La sempre divertente NS ha dichiarato di essere pronta alle temperature siderali con un rinnovato parco treni e scambi riscaldati ma ha tralasciato un paio di misure di sicurezza collaterali per cui settimana scorsa tutto il traffico ferroviario intorno a Utrecht è rimasto bloccato per quasi due giorni a causa dell’incendio scoppiato in una centralina e prontamente spento con acqua. Inutile dire che alla prima nevicata le autostrade si sono prontamente ingorgate e come ogni anno i quotidiani hanno potuto titolare che si era verificata la coda più lunga di tutti i tempi sull’A2. Son belle tradizioni anche queste. (5 dicembre)
 
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