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2010

echt nijmeegs

E’ noto che l’italiano medio dell’Olanda conosce solo Amsterdam e in particolare Leidseplein, sede del Bulldog, per cui quando dico che abito a Nijmegen mi accoglie un imbarazzato silenzio e sguardi vuoti che accetto con buona grazia perchè è altrettanto noto che, dopo essere stati al Bulldog, il resto della vacanza olandese lascia solo vaghi e confusi ricordi.
 
Più sorprendente scoprire che anche l’Olandese medio della Randstad (area metropolitana di Amsterdam, Rotterdam, Utrecht e Den Haag) abbia idee vaghe e confuse sulla città che mi ospita da quasi dieci anni. Nijmegen sta ad Amsterdam come Bologna sta a Milano, con l’aggravante di trovarsi al confine con la Germania: perfino gli alleati durante la II Guerra Mondiale l’hanno scambiata per una città tedesca e debitamente bombardata.  Tre quarti dei miei colleghi non l’ha mai visitata e l’altro quarto la conosce solo perchè ci ha fatto l’università o aveva un fidanzato che studiava all’università e di Nijmegen ricorda solo i numerosi caffé, birrerie e clubs (notturni) frequentati quasi esclusivamente dalla chiassosa popolazione studentesca.
 
Nijmegen è considerata una delle città più laid back dell’Olanda, una specie di Venice o Santa Monica californiane, e viene regolarmente consigliata dalle riviste femminili come meta di weekend rigeneranti. Recentemente è stata eletta seconda città olandese per ricchezza di eventi (immagino grazie alla Vierdaagse) e prima città olandese per varietà di negozi in cui fare shopping. Entrambi gli onori sono ampiamente immeritati ma tant’è, a quanto pare la nostra amministrazione locale ha un ufficio stampa della madonna, cosa più unica che rara tra le amministrazioni di sinistra e sicuramente da proteggere. Oltre la rinomata università e l’ospedale accademico, Nijmegen vanta infine l’accoglienza per la comunità gay che le ha valso il titolo onorifico di ‘città rosa’.
 
Ma il bello di Nijmegen sono le istituzioni locali che le riviste femminili non riportano e che gli studenti non considerano, come il Lux, Oortjeshekken, Looijenga, Knollentuin e il popolarissimo BOMmen, concetto apparentemente esoterico per il resto dell’Olanda.
 
Il Lux è un cinema d’essai con annesso caffé/ristorante. Si trova in centro in un maestoso palazzo moderno ed era famoso già negli anni settanta come cineforum sotto il nome di Marienburg. Nel corso dei decenni è diventato sempre più grande e popolare, tanto che oggi è probabilmente l’unico cinema fuori dalla Randstad che ha in programmazione i film premiati nei vari festivals e nessun blockbuster holliwoodiano. E’ sempre pieno e il sabato pomeriggio bisogna fare la fila per trovare un posto al caffé. Non si mangia particolarmente bene ma un plauso allo sforzo di mettere sul menù qualcosa di più gastronomico delle crocchette e delle bitterballen.
 
Oortjeshekken è un B&B tradizionale nel cuore dell’Ooijpolder, con vista spettacolare sulla Bizonbaai e meta di tutti i gitanti a piedi o in bicicletta nelle belle giornate. Rinomato per il brunch, occorre prenotare almeno una settimana prima per essere sicuri di trovare posto. Domenica pomeriggio fila di almeno mezz’ora per una tazza di caffé e una fetta di torta di mele.
 
Looijenga è – insieme a Strik – la pasticceria più rinomata di Nijmegen. Specialità: Nijmeegse Vlaai e Crostata di Ciliegie viennese con marzapane e panna. Ogni sabato pomeriggio alle 15 tutte le torte vengono vendute al 50% di sconto, da cui una ressa spaventosa e scene da malavita. Da evitare accuratamente se si è a dieta.
 
Knollentuin è la migliore panetteria biologica di Nijmegen: il sabato la fila arriva fuori dal negozio e non si trova più uno sfilatino dopo le 12 (infatti chiudono alle 15). E’ l’unico posto in cui fanno una discreta focaccia e secondo me anche le brioches non sono male.
 
BOMmen infine è un verbo unicamente usato a Nijmegen e significa fare ginnastica a tempo di musica (bewegen op muziek), praticamente aerobica ma la scelta dei pezzi musicali è la ragione per cui mezza Nijmegen va ‘BOMmen’ la domenica nella sessione aperta al pubblico. Tradizione iniziata almeno quindici anni fa da un istruttore di ginnastica dell’Università, é diventata talmente popolare che cinque anni fa sono state aperte al pubblico anche due sessioni il venerdì e il sabato. De rigueur dopo una visita a Looijenga per smaltire i carboidrati in eccesso. (15 ottobre)
 
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