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2010

anniversari

Ditemi, francamente, non vi viene il nervoso ogni volta che in TV parte il tormentone dell’anniversario di qualche orrenda sfiga? Tipo 40 anni di Piazza Fontana, 30 anni del terremoto di Napoli, 20 anni di Tien-an-men, 10 anni dell’inondazione/uragano/tsunami di turno per arrivare all’annuale commemorazione delle Twin Towers, il cui tormentone è appena partito. Siccome torno dall’Italia dove per tutto agosto mi hanno fracassato il fracassabile con il trentennale dell’attentato alla stazione di Bologna voi capite bene che sono andata leggermente in paranoia. Sia chiaro che non intendo mancare di rispetto alle vittime delle varie tragedie ma il problema è che viviamo nella società dell’informazione e nel villaggio globale, quindi se dobbiamo ricordare tutte le calamità naturali e gli efferati attentati che mietono vittime in qualche parte del mondo, ogni giorno diventa il 2 novembre! E se poi ci sommiamo la giornata del cancro, quella dell’AIDS, quella della sclerosi multipla e di tutte le altre malattie sponsorizzate dalle varie associazioni di ricerca (che mi chiedo sempre se dietro non ci siano le multinazionali farmaceutiche, vedi come sono cattiva ...) facciamo prima a comprarci un cilicio e fustigarci ogni mattina per ricordarci che dobbiamo morire.
 
In questi giorni mi sono chiesta spesso: quando cadono in proscrizione gli anniversari delle sfighe?  Quanto ancora ci tocca ricordare l’assassinio Moro e l’Italicus, che nella generale overdose di informazione manco mi ricordo più cos’era esattamente? E qual è il criterio per cui si elegge una tragedia alla commemorazione annuale? Il numero delle vittime? La loro fama? L’efferatezza del crimine? Ci sono regole? No perchè allora non si capisce perchè ricordiamo la morte di Diana Spencer ma non le idi di marzo e perchè l’Olocausto sì e la strage dei Templari no. E’ stata forse meno spietata, ha fatto meno vittime oppure ha semplicemente perso lo sponsor? Ok, mi fermo qui prima di beccarmi una querela. Dico solo che ho deciso da tempo di praticare una sorta di sciopero bianco per cui alla prima menzione di qualche anniversario di questo genere spengo il televisore, giro pagina o clicco via. E basta!
 
Abbiamo già abbastanza sfighe di nostro mi pare, arrivati ormai all’età in cui con una stretta al cuore ti rendi conto che un numero allarmante di familiari, amici e conoscenti ha lasciato questa valle di lacrime ed epitaffi i settantenni defunti con “poveretto, era ancora così giovane”. Perfino sotto l’ombrellone quest’estate era tutta una conta di morti e malati terminali da far passare la voglia di uscire di casa. Vi va bene se invece commemoro un paio di anniversari felici, tanto per cambiare?
 
Il 10 agosto 2000 ho incontrato il vikingo e come noto da allora siamo praticamente incollati, che dico, cementificati insieme che il soldatino di piombo e la ballerina ci fanno le pippe.
Ma come, son già dieci anni? Ebbene sì, ho battuto tutti i miei record precedenti riuscendo a convivere con lo stesso uomo per ben 10 anni 10 senza - non dico fargli le corna - ma nemmeno pensare di fargliele (Josh Holloway non conta, vero? No perchè se conta anche quello non vale)! Brava eh? Mi faccio un bell’applauso da sola.
Il 24 agosto 2000 sono venuta a Nijmegen per la prima volta e come è noto da allora sono anche ivi residente. Sarà un record solo se resisto ancora un altro anno perchè anche a Milano son rimasta dieci anni ed è stata la residenza più lunga di tutta la mia vita. Che sia la volta buona? Ho veramente smesso di girare per l’Europa come una trottola impazzita? Mi faccio un altro bell’applauso da sola.
L’11 ottobre 2002 è nato Matteo, che tra tutte le cose che mi sono capitate finora continua ad essere di gran lunga la più bella, in tutti i sensi. Perfino il vikingo si è arreso all’idea che è lui il vero amore della mia vita e io non riesco ancora a credere che questa meraviglia sia uscita dalla mia pancia. Mi assegno un Oscar, che dico, un Nobel!
 
Il quale Matteo ha appena piantato una scena isterica di prima perchè non gli abbiamo permesso di stare alzato fino a notte fonda per finire di costruire un trattore Lego Tecnic in scala 1:5, trattore che adesso il vikingo sta pazientemente montando in salotto e appena finito di scrivere corro a dargli una mano. Questo è l’anniversario più felice di tutti: tornare ogni sera a casa dal lavoro e trovare i miei due amori che mi aspettano per raccontarmi come è andata la loro giornata. (8 settembre)
 
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