paola cassone
romanzi
racconti
collezioni di racconti
collezioni di racconti
diario  
comprami  
scrivimi  
2010

ferragosto

Ci sono molte ragioni per cui mi piace tornare ogni anno a Sanremo, una delle quali è che nel condominio che ci ospita il tradizionale pranzo di ferragosto ricorda i fasti di Roma imperiale. Dalla fondazione 50 anni fa, i festeggiamenti condominiali iniziano la sera del 14 con una cena in abito da sera formale su tavolate allestite in piscina e si concludono con l’aperitivo del 15 composto ufficialmente dagli avanzi della sera prima, in realtà un altro banchetto. L’anno scorso oltre ai classici prosciutto, melone, salame e focaccia, sono arrivati antipasti di pesce e dessert gelati dall’Hotel Royal ad arricchire la tradizionale grigliata. Io mi ero messa un vestitino di cotone comperato in saldo in una boutique di Nijmegen e ho assistito sconcertata all’arrivo delle dame dell’alta società degli anni sessanta truccatissime, cotonatissime, profumatissime, sfolgoranti di gioielli e haute couture e traballanti su creazioni calzolaie palesemente inadeguate alle vene varicose e alle caviglie gonfie della terza età. Ho calcolato rapidamente che la mia vicina di tavolo ottantenne avrebbe potuto mantenere la mia famiglia per circa cinque anni solo con la donazione dell’anello a cabochon e del collier di brillanti e smeraldi e ho deglutito ancor più rapidamente un bicchiere di prosecco per dimenticare il pensiero. 
 
Si narra che negli anni della dolce vita il bagnino avesse il compito di svuotare la piscina il 14 mattina per permettere alle signore in lamé e ai signori in smoking di dilettarsi dopo cena in danze sfrenate fino a notte fonda. Constatato che i tacchi a spillo delle signore rompevano le mattonelline del fondo, l’usanza è stata abbandonata a favore dell’attuale bagno di mezzanotte: le stesse signore in lamé e signori in smoking - attualmente abdicato a favore di un meno formale completo giacca e cravatta - vengono gettati in acqua vestiti, scarpe e gioielli compresi tra l’ilarità generale. Questa usanza tanto amata dalle classi superiori mi perseguita dai tempi della mia adolescenza e anche dopo tutti questi anni non incontra ancora il mio favore, per cui l’anno scorso mi sono defilata all’inglese pochi minuti prima del tocco e ho ascoltato i racconti esilarati dei protagonisti dell’avventura durante l’aperitivo del 15, bevendo prosecco come un’ossessa per non pensare a quanti anni avrei potuto mantenere la mia famiglia con tutti i gioielli, telefonini, orologi, scarpe e vestiti irrimediabilmente rovinati dalla permanenza nell’acqua salato-clorata della piscina.
 
Data la complessità dei festaggiamenti, l’organizzazione della cena di ferragosto è oggetto di discussione fin da luglio e la discussione è parte integrante dell’esperienza proprio come la preparazione del Palio di Siena. L’anno scorso non avevo abbastanza confidenza con il gruppo delle signore organizzatrici per essere messa a parte della discussione per cui mi sono limitata a pagare la quota di partecipazione e a fare i doverosi complimenti per lo sforzo e il risultato. Quest’anno devo aver valicato un confine invisibile perchè di colpo mi son trovata nel raggio di ascolto del gruppo organizzatore e ho potuto quindi partecipare sia pur indirettamente ad una modesta parte delle discussioni e perfino della preparazione. Non vi eccitate perchè il trucco c’è e si vede: quest’anno, per la prima volta dalla fondazione, si è assistito ad uno scisma. Le organizzatrici storiche si sono dichiarate indisponibili alla continuazione del mandato e hanno comunicato che sarebbero andate invece alla cena dell’Hotel Royal, riservandosi di organizzare solo l’aperitivo del 15. Si ipotizza che la ragione di questa sorprendente dichiarazione stia nel comportamento scorretto di alcuni condomini che gli anni scorsi pare comunicassero la loro adesione all’ultimo momento e si permettessero perfino di invitare numerosi ospiti non residenti: un comportamento pienamente in linea con la nouvelle vague dell’italianità predatrice e rampante del popolo delle libertà, che ha giustamente sollevato le ire delle compagne del comintern. A riprova di quanto ipotizzato, il tentativo di un altro gruppo di organizzare la cena in piscina con una formula alternativa in cui ogni famiglia si impegna a preparare un piatto per la sua tavolata ha sortito non più di una ventina di adesioni sui quasi duecento condomini presenti. Un commento rigorosamente anonimo quanto rappresentativo dell’atmosfera: “E certo, quando gli bastava versare la quota e presentarsi all’ora di cena ovvio che partecipavano. Adesso che gli tocca lavorare figurati!”
 
Noi naturalmente siamo tra i venti: mia madre e le sue due amiche sanremesi sono state per oltre un decennio le regine incontrastate del pranzo di ferragosto a Spiazzi che constava di minimo sei antipasti, pasta al forno, arrosto, brasato al barolo, tre contorni e un tripudio di dolci della gara di cucina condominiale, figurati se si lasciano scomporre da una semplice grigliata. Le signore si sono riunite qualche sera fa dopo cena per stendere il menù e assegnare i compiti: una discussione al cui cospetto il G9 è una chiacchierata tra amici. Io mi sono prudentemente ritirata dal dibattito appena ho visto l’aria che tirava dopo un quarto d’ora di discussione sull’opportunità di fare o meno le torte salate, rendendomi naturalmente disponibile per la confezione di un piatto a scelta che ho anche puntualmente preparato (curry di carne classico secondo la ricetta di Julie Sahni). Alla vigilia della cena non mi è ancora molto chiaro che cosa mangeremo: di sicuro c’è la polenta con vari intingoli al posto della grigliata, il che – data la potente perturbazione che ci ha raggiunto proprio oggi – si è rivelata una scelta ispirata. Poi sono stati comperati chili di focaccia, salame, gorgonzola, prosciutto e melone e due signore si occupano del dolce consistente in torta caprese e torta di pesche. Non rischieremo di sfigurare anche senza il catering dell’Hotel Royal e magari la pioggia ci eviterà perfino il bagno di mezzanotte. In ogni caso, il ferragosto italiano si conferma un’esperienza imperdibile. (14 agosto)
 
torna su
« precedente     successivo »  
 
| design&development: Artdisk