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2010

chiuso per ferie

Siamo per la terza estate consecutiva in vacanza a Sanremo e per la terza volta siamo felicissimi di aver fatto questa scelta. Arrivare in un posto caldo e soleggiato, pieno di fiori, dove tutti sorridono e ti salutano come se fossero veramente felici di rivederti e dove si mangia come dio comanda mi ha restituito in un colpo solo tutta l’energia e il buon umore persi in tre mesi di sfighe e casini aziendali.
Ho passato la prima settimana a fare incetta di sandali, borse e vestiti in saldo e oggi mi sono comperata uno smalto per unghie oltraggiosamente rosa e iridescente con il quale ho completato il mio holiday look. La pista ciclabile finita l’anno scorso comprende da quest’anno un servizio di noleggio che sfrutto ampiamente evitandomi in un colpo solo code e attese alle fermate del bus. Del resto tutto quello che mi serve si trova sulle due strade parallele alla ex ferrovia convertita in pista ciclabile: via Matteotti e via Roma, così vado ogni mattina a comperare la focaccia fresca dal baretto di piazza Cavour e tornando prendo il cappuccino al bar della Foce. Una vita da sogno, se non fosse per le auto perennemente ingorgate, puzzolenti e strombazzanti che occupano ogni possibile superficie, anche quelle riservate ad usi non stradali come marciapiedi, passaggi pedonali, passi carrai etc.
Dieci anni fa, per sfogare la mia ira repressa contro gli automobilisti, ho scritto un romanzo di fantapolitica in cui le auto a Milano erano state proibite a seguito di un maxi ingorgo fatale. Ben Elton aveva già dedicato al problema Gridlock, opera di qualità infinitamente superiore al mio modesto contributo. Non sarà stato merito suo ma adesso a Londra le auto private non circolano più, mentre constato che in Italia pare impossibile far rispettare le più elementari norme di educazione civica e del codice della strada. A Sanremo è stata costruita una nuova ferrovia e una nuova via Aurelia per disgorgare il traffico cittadino ma la pista ciclabile viene usata esclusivamente da pedoni e olandesi in vacanza, mentre l’Aurelia originale è ingorgata dalle otto di mattina alle otto di sera. Ieri siamo andati a prendere mia madre alla stazione FFSS di Ventimiglia: un’ora per fare 15 km, se avessimo preso l’autobus avremmo fatto prima. Ecco perchè la nostra auto di solito resta in garage per tutto il tempo della nostra vacanza  e la usiamo solo per arrivare e ripartire.
Quello che non capisco è come facciano i miei ex compatrioti (non so se notate ma sto prendendo sempre più le distanze) ad ostinarsi caparbiamente ad usare l’auto anche quando è evidente ad un lattante che qualunque alternativa sarebbe più veloce ed economica - e non ho nemmeno accennato all’impronta di CO2, di cui notoriamente se ne fregano tutti. Io utilizzo gambe, biciclette e mezzi pubblici da sempre: odio guidare e uso la smart (nota bene, mica una vera auto) solo se proprio non ne posso fare a meno; da quando sono emigrata la smart sta a fare le ragnatele sul marciapiede antistante casa e se non fosse che ogni tanto devo fare la spesa grossa all’Albert Heijn o andare da un cliente fuori rotta NS mi dimenticherei che esiste. Quando lo faccio notare ai miei ex compatrioti mi rispondono unanimi che i mezzi pubblici olandesi sono più efficienti di quelli italiani, al che ribatto che ho vissuto a Milano ben quindici anni nei quali ho usufruito esclusivamente dei mezzi pubblici locali e non ho mai sentito la mancanza di un’auto. Certo che se uno mi fa gli occhi a palla al pensiero di andare a far la spesa alla Standa (50 mt da casa) e in spiaggia (300 mt da casa) a piedi sarà dura riuscire a convincerlo che si può abitare a 125 km dal posto di lavoro e andarci in treno, sia pure in Olanda dove i treni hanno un tasso di puntualità vicino al 90%. A me pare che il problema italiano sia ben più radicato e irrazionale, se penso a tutti i tentativi falliti di rendere la cerchia dei Navigli a Milano zona a circolazione ridotta, mentre a Nijmegen (e ora anche a Londra) è un fatto incontestato e inconfutabile. E se osservo il comportamento incivile di automoblisti e motociclisti italiani che circolano e sostano nel più completo sprezzo di ogni regola e ti insultano pure se ti permetti di attraversare sulle strisce mentre loro stanno arrivando a 80 km/ora in centro abitato, contromano o superando sulla destra.
Mi duole dirlo, ma sarò felice di tornare al Nord al termine di queste ferie, come ogni anno. Anche se dovrò passare un altro anno senza il sole e il calore italiani. (3 agosto)
 
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