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2010

downshifting

Da quando il vikingo si sta curando dal burnout (ref: tsunami), la nostra casa è invasa da incenso, tappetini da meditazione e libri di personal growth. Sull’incenso e sui tappetini da meditazione non ho nulla da dire: in fin dei conti son cresciuta nei mefitici anni settanta e ho fatto il liceo sperimentale dove al posto di San Tommaso si studiava Lao Tse (o Tsu), ma se c’è una cosa che proprio non posso sopportare sono i libri di personal growth. Sono come i bigini di liceale memoria: scritti male e al livello intellettuale degli americani, un popolo che esige di vedere scritto sulle istruzioni per l’uso del microonde “non adatto ad asciugare animali vivi” - non so se mi spiego.
La mia posizione al riguardo è: se vuoi imparare la meditazione trascendentale, studia i testi filosofici originali e/o iscriviti agli appositi corsi di filosofia istituiti dalle svariate università: ci sono anche corsi serali e per la terza età. In quanto a me, mi considero una privilegiata perchè il liceo sperimentale mi ha fornito gratuitamente un corso di filosofia orientale prima ancora che fosse coniata la parola new age e a quindici anni giocavo già con i bastoncini dell’I-Chi e leggevo il Libro Tibetano dei Morti su un tappetino da meditazione tra nuvole di incenso al patchouli, per cui dieci anni dopo ero in grado di pigliare per il culo mio fratello che scopriva i misteri orientali per la prima volta. Ho già dato anche in tema di libri di personal growth americani: ho subito ben cinque training aziendali a spese dell’azienda (ref: immagine) e perfino uno a spese mie, dove sono stata costretta a leggere la quinta disciplina e le sette abitudini delle persone efficienti, nonchè una serie di testi minori e altrettanto soporiferi. Parlo quindi con cognizione di causa.
Per cui ho tutti i diritti di prendere a metaforici calci in culo gli autori di due libri che vanno correntemente per la maggiore: Adesso basta! Di S. Perotti e The Monk Who Sold His Ferrari di R. Sharma. Gli autori di questi libri - e tutti gli autori di libri simili - dovrebbero essere impeciati, impiumati e spediti a calci fuori dal villaggio globale per essersi permessi di trattarci come babbei con le loro opere truffaldine. Perchè? Facciamo un po’ di sana decostruzione testuale alla buona.
Sotto la superficie apparentemente diversa, tutti questi libri raccontano la stessa storia: uomo di successo all’apice della carriera viene folgorato sulla via di Damasco, si spoglia di tutti i suoi averi materiali e intraprende un lungo cammino verso l’illuminazione, che raggiunge puntualmente dopo anni e anni di vita frugale, accompagnata da molta meditazione e lavoro manuale. Morale della favola: il nirvana è a portata di tutti e adesso ti insegno come si fa - ovviamente a pagamento (il prezzo del libro). Nota per i lettori: questo tipo di libri dichiara invariabilmente che la storia narrata è una storia di vita vissuta, dando dettagli sulla posizione geofisica dei protagonisti: tutto vero siori e siore, non c’è trucco e non c’è inganno, controllate pure su Googlemaps.
Il trucco sta nel fatto che i protagonisti sono invariabilmente a) miliardari e b) single. Provate un po’ a fare la stessa scelta di vita con una famiglia da mantenere ed uno stipendio modale.  Il cammino verso l’illuminazione dura almeno dieci se non vent’anni. In questo tempo chi mantiene la famiglia e soprattutto, come fa il protagonista illuminato a tornare alla civiltà dal soggiorno presso la comunità di monaci himalayani o dal rudere ristrutturato sull’appennino?
Un rapido calcolo ci porta a stimare che bisogna disporre di un capitale tale da fornire una rendita fissa di almeno un migliaio di euro al mese, più le spese dei vari biglietti aerei per andare e tornarte dai vari ashram nella versione mistica orientale. Se poi si deve anche mantenere una famiglia, la rendita come minimo deve raddoppiare: sappiamo benissimo quale tipo di frugalità è necessaria al giorno d’oggi per dare un tetto, cibo, vestiti, scarpe e istruzione alla prole in crescita con duemila euro mensili. Ci facciamo un bel quesito con la Susy?
Sorvoliamo poi sul patetico esempio del Perotti su come ci si può mantenere facendo lo skipper o il golf caddy a pagamento. E’un insulto a tutti i poveracci che fanno questo lavoro per dar da mangiare ai figli, non per finanziarsi la ristrutturazione del rustico in Liguria.
Meditate gente, meditate. (6 giugno)
 
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