paola cassone
romanzi
racconti
collezioni di racconti
collezioni di racconti
diario  
comprami  
scrivimi  
2009

a-diploma

Da molti anni sospetto che gli anglosassoni non siano onesti come vogliono far credere a noi decadenti popoli mediterranei ed ora ne ho la prova.
Giovedì si è concluso un tragico percorso, durato due anni e mezzo e costato ben 840 euro, finalizzato a far prendere il diploma A di nuoto a mio figlio, senza il quale nessuno è autorizzato a nuotare in alcuna piscina olandese senza salvagente e supervisione di uno dei genitori. E siccome qui siamo a più di 1000 km dal Mediterraneo e nessun genitore sano di mente farebbe nuotare i propri figli minorenni nel mare del Nord, il diploma A è assolutamente indispensabile per consentire ai pargoli di poter usufruire delle numerose e attrezzatissime piscine. Ma torniamo al punto. Il diploma A si ottiene esclusivamente dopo un corso di nuoto effettuato da insegnati abilitati nelle piscine comunali, con un rigido protocollo che prevede cinque livelli di abilità natatoria, dal semplice stare a galla senza affogare fino a prodezze degne di Esther Williams.
 
In poche parole, dal momento in cui il pargolo viene iscritto alle lezioni settimanali occorre solo sperare che l’affare sia rapido ed indolore. Ovviamente non lo è.
 
Il pagamento delle lezioni è trimestrale e anticipato e se il bimbo è malato o in vacanza il denaro non viene restituito. Ogni madre sa che questo equivale allo strozzinaggio perchè i bimbi tra 4 e 6 anni sono malati in continuazione e se non lo sono lo diventano rapidamente dopo la frequentazione delle colture batteriche che sono le piscine pubbliche in inverno. Inoltre, ogni due mesi qui i bimbi sono in vacanza e il 90% delle famiglie ne approfitta per andare in luoghi di villeggiatura dal clima più temperato, quindi è già un successo se il bimbo fa la metà delle lezioni pagate ogni trimestre. Infine, quando il bimbo riesce a superare un livello si deve riscrivere per il livello successivo e 9 volte su 10 viene messo in lista d’attesa o viene spostato di giorno e orario, cosicchè il corso di nuoto si trasforma rapidamente in una corsa ad ostacoli per bimbi e genitori.
Questo sarebbe ancora il meno se gli insegnanti di nuoto non fossero particolarmente puntigliosi nel giudicare l’abilità natatoria dei piccoli e naturalmente il loro giudizio è assoluto e insindacabile. Per cui, anche se il piccolo nuota come un delfino in piscine e mari tropicali, questo non conta niente ai fini del suo progresso per l’ottenimento del diploma in patria. E se all’inizio tutti i genitori si armano di santa pazienza e sorridono all’ennesimo giudizio negativo dell’insegnante di turno, dopo due anni e 700 euro cominciano a diventare impazienti. La primavera scorsa, dopo svariati tentativi di capire perchè Matteo fosse fermo da più di sei mesi al terzo livello nonostante perfettamente in grado di eseguire tutti gli esercizi proposti, ho mandato avanti il vikingo nella speranza che l’intervento di un autoctono facesse chiarezza. Il vikingo è partito armato di determinazione ed è tornato incazzato come un bufalo. Apparentemente l’insegnante aveva ammesso l’abilità tecnica del piccolo ma lo giudicava troppo pigro (sic) per poterlo passare al quarto livello. A nulla sono valse le rimostranze del vikingo e la sottoscritta ha pagato a denti stretti un nuovo ciclo trimestrale di lezioni. Poche settimane dopo il piccolo è stato promosso al quarto livello, dove è rimasto fino all’inizio del nuovo anno scolastico. Nel frattempo eravamo stati a San Remo, dove Matteo aveva stupito tutti con acrobazie acquatiche che nessuno di noi sarebbe in grado di emulare.
Potete capire quindi che al rientro dalle vacanze eravamo fiduciosi in un rapido passaggio al quinto ed ultimo livello, propedeutico all’esame finale. Ci attendeva una sgradevole sorpresa. Il maestro non era d’accordo con la nostra visione dei fatti e riteneva che il bimbo avesse bisogno di più lezioni. Fortunatamente il programma scolastico della seconda elementare prevede un’ora di nuoto alla settimana per cui Matteo ha raddoppiato la sua presenza in piscina da settembre e questo pare aver convinto il maestro che dopotutto Matteo poteva passare al quinto livello. A questo punto abbiamo tirato un sospiro di sollievo e ci siamo preparati spiritualmente alla cerimonia del diploma che si sarebbe tenuta dopo le vacanze di ottobre. Ma la settimana prima delle vacanze il vikingo è tornato dalla lezione di nuovo incazzato come un bufalo e ha dichiarato che non voleva più avere nulla a che fare con gli insegnanti e i corsi di nuoto comunali. Raramente ho visto mio marito così agitato e ci son voluti tre quarti d’ora per calmarlo e farmi spiegare la causa di tanta indignazione. Apparentemente il maestro del quinto livello non giudicava Matteo in grado di sostenere l’esame a novembre e non sapeva dire quando il lieto evento si sarebbe potuto realizzare. L’ultimo ciclo di lezioni da noi pagato era scaduto proprio quel giorno e il vikingo si era rifiutato di pagare un nuovo trimestre: Matteo stava già seguendo le lezioni di nuoto scolastiche e queste, secondo il vikingo, sarebbero state sufficienti a fargli prendere il diploma. A quel punto ho avuto una visione epifanica, ho correlato le date dei pagamenti delle lezioni con le date dei passaggi di livello, ho sorriso al vikingo e gli ho detto di non preoccuparsi. Al rientro dalle vacanze abbiamo pagato un trimestre di lezioni e la settimana dopo, cioè giovedì, Matteo ha preso il diploma A. Inutile dire che il denaro pagato non ci è stato rimborsato e che può essere utilizzato solo se Matteo si iscrive alle lezioni preparatorie per il Diploma B.
 
Vi posso assicurare che il mio non è un caso isolato. Le mie amiche italiane residenti qui hanno avuto la stessa esperienza ed una di queste mi ha chiesto candidamente perchè non avessi fatto prendere a Matteo tre lezioni private prima di ogni prova per il passaggio di livello. Nella sua piscina lo fanno tutti ed è la migliore (= unica) garanzia di un giudizio positivo. Ecco che cosa intendevano i maestri quando mi dicevano che Matteo aveva bisogno di più ore di nuoto per essere promosso! E io imbecille a portarlo a nuotare la domenica e in ogni vacanza! Avrei potuto cavarmela con molto meno sbattimento se avessi capito che gli olandesi non sono più onesti di noi, sono solo diversamente corrotti.
 
torna su
« precedente     successivo »  
 
| design&development: Artdisk