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2009

malcostume mezzo gaudio

É arrivato e passato il compleanno di Matteo lasciando dietro di se una scia di regali e avanzi. Io naturalmente esausta ma questo è il meno. Quest’anno è accorsa mia madre in aiuto e ormai sono talmente ben organizzata che mi sono addirittura potuta permettere di preparare una quindicina di animaletti origami per la festa a scuola. Ricordo infatti ai miei nuovi lettori che il compleanno infantile olandese prevede ben tre feste: quella per i compagni di classe, quella per gli amichetti e quella per parenti e amici dei genitori. La festa per parenti e amici è una formalità estenuante di cui ho parlato diffusamente a settembre, in compenso la festa per gli amichetti e la festa a scuola possono essere molto divertenti se si usano un paio di astuti accorgimenti e cioè, primo, organizzare la festa in una sala giochi con pacchetto all-inclusive e, secondo, comperare presenti e dolci già confezionati negli appositi negozi o, meglio ancora, farseli recapitare a domicilio dall’ottimo servizio online. Cosa che ho puntualmente fatto e così venerdì sera ci siamo allegramente dedicati al confezionamento di ventiquattro presenti per gli amichetti di Matteo e per i figli di parenti e amici, sabato pomeriggio abbiamo trasportato dieci ragazzini urlanti al Jungle Town dove per due ore hanno potuto dar libero sfogo alle energie stimolate dalla rituale overdose di zuccheri e domenica sera, dopo la festa per parenti e amici, abbiamo preparato il vassoio dei dolci e dei presenti che il vikingo e mia madre hanno recapitato lunedì in classe mentre la sottoscritta si faceva il solito mazzo ad Amsterdam in compagnia di un nutrito assortimento di brand managers rampanti.
 
Mentre noi ci affaccendavamo tra tortine, origami e lasagne, nel resto del paese si consumava una tragedia ben più grossa e cioè il fallimento della più importante banca privata locale, la nostra piccola Lehmann: la DSB. Il padre-padrone della DSB, Dirk Scheringa, è anche sponsor della squadra di calcio AZ – vincitrice dello scudetto la scorsa stagione – e della squadra olimpica di pattinaggio sul ghiaccio e il vikingo ha commentato cinicamente che i quotidiani stanno dando più spazio ai problemi di finanziamento di queste ultime invece di occuparsi dei ben più seri problemi dei 35mila clienti della banca che da ieri non possono più accedere ai loro soldi. Devo dire che perfino io sono rimasta sconcertata dalla freddezza degli articoli sui tabloids che ieri pubblicavano una concisa e compatta F.A.Q. per i clienti della banca, la prima delle quali era: Q: Posso ancora usare il bancomat della DSB? A: No. Da domani mattina alle 8.00 anche l’uso del bancomat è bloccato.
Anche. Infatti lunedì è stato bloccato l’accesso ai depositi e conti a risparmio e i clienti hanno avuto solo un giorno di tempo dall’annuncio del possibile fallimento alla chiusura degli sportelli per ritirare i loro soldi o per girare i loro stipendi sul conto corrente di un’altra banca. Io avrei volentieri visto stampata la risposta alla sicuramente F.A.Q. corollaria alla prima Q: E allora come faccio a fare la spesa? A: cazzi tuoi. E’ stata sicuramente censurata ma questo è il succo della faccenda. Sui giornali di oggi troneggiano titoli cubitali che il governo sta provvedendo a liberare i fondi dei conti bloccati (ma non dei mutui e dei depositi vincolati) fino ad un massimo di 100mila euro, che è una bella notizia ma non è chiaro quando questi fondi saranno disponibili e io ho visioni tragiche di bambini che muoiono di fame di fronte ai supermercati traboccanti di ogni ben di dio come la piccola fiammiferaia. Lo so che è una reazione emotiva totalmente irrazionale ma da quando son madre la razionalità è uscita dalla top 10 dei miei sentimenti.
 
Razionalizzando, che la DSB avesse problemi era già chiaro ad aprile, quando ben due programmi televisivi nazionali di difesa del consumatore hanno esposto dettagliatamente gli imbrogli e i ricatti a cui i clienti della banca venivano sottoposti. Dopo l’estate i problemi si sono acuiti enormemente e infatti il catalizzatore del fallimento è stato – come sempre – la corsa dei clienti al ritiro dei soldi. Pare che dall’inizio di ottobre siano stati ritirati qualcosa come 600 milioni di euro e questo per una banca locale con un utile di 405 milioni nel 2008 sarebbe letale. Quel che è certo è che le sei banche chiamate a consulto dal ministro delle finanze nel weekend hanno preferito accollarsi l’onere di reperire i fondi per onorare i conti correnti fino a 10mila euro, come previsto dalla legge a seguito di un fallimento, piuttosto che rilevare la DSB accollarsi tutte le rotture di contratto e le cause per danni dei clienti inviperiti. Come si dice in gergo: il danno d’immagine è troppo grave e la quantità di mutui tossici è troppo alta. Vi risparmio le mie visioni al proposito.
 
Razionalizzando ulteriormente, sapendo quel che si sapeva della DSB già prima dell’estate, chi ha caparbiamente mantenuto in quella banca più di 100mila euro in un conto, mutuo o deposito a risparmio si merita di perderli. E’ stato infatti chiaramente dimostrato che nei mutui della DSB venivano incluse una serie di polizze assicurative obbligatorie, carissime quanto inutili, che facevano lievitare gli interessi a livelli da strozzinaggio e che nei depositi vincolati ci fosse una clausola che svincolava la banca da ogni impegno in caso di fallimento (!), quindi in teoria nessuna persona sana di mente (e soprattutto tirchia come gli olandesi) si sarebbe sognata di affidare i propri soldi a quella banca, ma temo che i clienti della DSB siano gente che non guarda le trasmissioni TV sui diritti dei consumatori, non legge i quotidiani nazionali e soprattutto è uscita da una di quelle scuole tecniche di cui vi ho parlato settimana scorsa: gente che non sa fare i conti, che si è lasciata abbindolare dalla dialettica di un venditore abile e spregiudicato e soprattutto dall’immagine pubblica di Dirk Scheringa, santo patrono degli sport più popolari d’Olanda, un demagogo nato che solo sei mesi fa - alla faccia delle critiche sempre più forti e frequenti - proclamava pubblicamente “Se lasciassero fare a me risolverei questa crisi finanziaria in tre mesi”.
 
Gente che adesso probabilmente rimarrà senza casa mentre non ci sono dubbi che il Dirk nazionale se la caverà al termine di un lungo processo con 30mila euro di multa (Ahold docet): noccioline per uno che ha un patrimonio stimato di 500 milioni, si è dato un bonus di 11 milioni a dicembre del 2008 e che si è dichiarato scioccato dalle pratiche stozzine dei suoi managers, pratiche di cui ovviamente lui era del tutto all’oscuro come io sono Cappuccetto Rosso. La cosa che più mi sgomenta in questa squallida faccenda è che l’opinione pubblica - e con questo non intendo giornalisti e intellettuali, ma il cliente medio della DSB - crede fermamente nell’innocenza di Dirk! Cioè, invece di linciare il padrone della banca che li ha imbrogliati per anni, che gli toglierà la casa e nel frattempo li costringe all’elemosina, se la prendono con un tal Pieter Lakeman, presidente di una associazione per la protezione dei contraenti di mutui, perchè ha osato mettere in discussione le strategie e pratiche di vendita della DSB all’inizio di ottobre e con ciò avrebbe innescato la corsa al ritiro dei soldi che sarebbe stata la causa ultima del fallimento. Nota bene che Lakeman rappresenta 1300 clienti della DSB che avevano provato a recedere dai contratti-capestro della banca senza successo e per questo si erano rivolti all’associazione. Non c’è dubbio che l’opinione pubblica aveva probabilmente anche bevuto le scuse del Dirk per il malcostume dei suoi managers (2 ottobre) e la sua successiva assicurazione (8 ottobre) che le polizze superflue sarebbero state tolte dai mutui entro la fine dell’anno. Ribadisco, gente così si merita di perdere i soldi, altro che intervento di salvataggio del governo!
 
E che dice il Dirk nazionale? Un mutuo della DSB a chi indovina.
Ma naturalmente: “Mi hanno incastrato! Avremmo potuto farcela se il ministro delle finanze e la Banca Nazionale non avessero fatto trapelare alla stampa la notizia della nostra crisi.” E certo, perchè prendersela con Pieter Lakeman quando si può mirare più in alto? Io non sono una sostenitrice del nostro attuale ministro delle finanze, ne’ tantomeno della Banca Nazionale, ma sono mio malgrado costretta ad ammirare la correttezza della risposta: “La decisione di mettere la DSB sotto sequestro era stata presa ben prima che i giornali pubblicassero la notizia.”
 
Ma non è tutto. Sapete chi era il presidente del consiglio d’amministrazione della DSB fino alla fine del 2007? L’ex ministro delle finanze Gerrit Zalm, che da quest’anno fa parte del consiglio d’amministrazione della nazionalizzata ABN Amro e che ora è sotto inchiesta insieme allo Scheringa e a tutto il consiglio d’amministrazione della DSB.
 
Non so voi, ma io non aprirei un mutuo con l’ABN nemmeno ad interessi zero. Anzi, adesso mi spendo tutti i soldi che ho sul conto corrente così non corro rischi.
 
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