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2009

porco cane!

Sulla guida Lonely Planet dell’Indonesia - edizione 1992 – è riportato che i cani di Bali sono una maledizione che serve a ricordare agli uomini (soprattutto turisti) che non si trovano in paradiso. Mirabile sintesi di un problema endemico.
 
Per i pochi che ancora non lo sanno, io odio i cani e in particolare tutti i cagnetti da compagnia tipo chihuaua che in inglese vengono chiamati lapdogs e in olandese - molto più appropriatamente - kuttenlikkers (la traduzione solo per sms o mail a chi ne farà espressa richiesta). Firmo volentieri tutte le petizioni per proibire cani aggressivi tipo pitbull e dobermann e se fosse per me brucerei anche tutte le copie di Lilli e il Vagabondo e della Carica dei 101 per non indurre i bimbi in tentazione: si guardino al massimo Nemo e gli Aristogatti. Non ho niente in contrario a mantenere i cani da guardia, da caccia e da pastore purchè se ne stiano in campagna o dietro i cancelli delle tenute che devono proteggere, non attacchino tutti i passanti come se fossero delinquenti e soprattutto non vengano costretti da padroni crudeli ad adattarsi ai trilocali cittadini e alle passeggiatine igieniche nei parchi pubblici o peggio ancora nelle aiuole spartitraffico dove depositano enormi cacche che i padroni non si sognano nemmeno di raccogliere. Non vi dico quali pene infliggerei ai suddetti padroni per non disturbare la vostra digestione.
 
Vi esterno invece la profonda irritazione con cui sopportiamo a denti stretti la presenza di numerosi cagnetti da compagnia nel lussuoso – se pur decaduto – condominio sanremese che ci ospita nel mese di agosto. Francamente non mi ricordo se l’anno scorso ci fossero così tante orride bestie; non credo, altrimenti non avremmo riaffittato lo stesso appartamento. Un barboncino nano, lasciato giorni interi sul terrazzo da padroni più spietati di Crudelia de Mon, abbaia costantemente ogni sera e all’alba per almeno mezz’ora di fila, naturalmente svegliando tutti gli altri cagnetti che si uniscono entusiasti al coro, tanto che il vikingo – notoriamente flemmatico e rilassato anche nelle situazioni più stressanti – si è lasciato scappare un ‘giuro che se quella bestia non la smette la strangolo’ all’ennesimo concerto alle cinque di mattina. Mia madre – notoriamente paranoica e stressatissima alla vista del più minuscolo granello di polvere – ha ululato peggio di un lupo mannaro quando ha scoperto le cacchine delle bestiacce nel giardino condominiale, frettolosamente fatte sparire dal portinaio al proposito sollevato da terra da tutte le signore parimenti indignate. Perfino al ristorante ci capita di sedere vicino a ultrasessantenni ingioiellate e accompagnate da mostriciattoli al guinzaglio che, invece di starsene accucciati sul grembo della padrona come da job description anglosassone, protestano sonoramente per tutta la durata del pasto, rovinandolo invariabilmente anche a tutti gli altri commensali. La nostra amica Marilena, proprietaria di un vero lord tra i barboncini, dice che è tutta questione di addestramento: i cagnetti vanno educati fin dal primo vagito a stare zitti e quieti e infatti il suo non si azzarda a dire bau nemmeno per esprimere la sua gioia nel rivedere la padrona, limitandosi a scondinzolare e tentare di demolirle le gambe a nasate. Vista l’educazione e la sensibilità media dei padroni di cani italiani, l’appello di Marilena resta un grido nel deserto. Assisto allibita non solo alla maleducazione delle bestie ma anche alle libertà che i padroni di cani si prendono in casa altrui, anche di notori amanti e proprietari di gatti.
 
Tanto per citare un esempio, quando ancora vivevo a Milano in un appartamento al terzo piano senza terrazzo, un conoscente ha osato presentarsi a casa mia con un pastore tedesco (nel senso di cane) al guinzaglio e lo ha lasciato libero nel mio salotto dicendo ‘tanto è buonissimo e non fa niente’. Il buonissimo cane ha subito abbaiato contro i miei due gatti, terrorizzando la piccola Twister al punto da farle fare pipì sotto il letto dalla paura, dopodichè si è pappato tutti i loro croccantini e il loro whiskas, al che Tamil ha tirato fuori tutta la grinta di cui nessuno l’ha mai creduta capace e gli ha soffiato contro fino a farlo retrocedere guaendo in un angolo. A questo punto il padrone del cane, che aveva ignorato il comportamento imperdonabile della sua bestia fino a quel momento, si è offeso a morte e se ne è andato tirandosi dietro l’animale con la coda tra le gambe. Noi invece, oltre che consolare una tremante Twister e calmare Tamil isterica, si è dovuto pulire e deodorare tutta la casa per togliere le impronte e il tanfo dell’animale.
 
Sì perchè i cani – oltre che abbaiare e cacare ovunque – PUZZANO! E’ inutile che i cinofili si spertichino a negare l’evidenza: ovviamente loro la puzza delle loro amate bestie non la sentono più, ma noialtri sì! E accenno solo en passant a quell’altra tremenda abitudine dei cani di venirti ad annusare le pudenda in giorni particolari, che i cinofili trovano tanto divertente e noialtri invece orrendamente imbarazzante se non addirittura disgustosa. Sia ben chiaro, mica ne faccio una colpa ai cani: sarebbe come incolpare le lumache di essere viscide. Ma esigo che i cinofili si rendano conto che i cani non sono i migliori amici di qualunque uomo, che non tutti amano essere annusati e leccati da una bestia puzzolente e soprattutto che nessuno trova simpatica la cacca canina o gli ululati notturni. E se non lo capiscono gli sguinzaglio in soggiorno mia nipote duenne per mezz’ora, poi ne riparliamo!
 
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