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2009

komkommertijd

Questo avrebbe dovuto essere un pezzo sull’estate nordica fragorosamente scoppiata con temperature tropicali, tramonti sfolgoranti e notti languide, ma quando ieri mattina ho aperto facebook mi aspettavano una decina di thread monotematici. Alla faccia delle dichiarazioni dittatoriali sempre più serrate, delle repressioni sanguinose e dell’economia sempre più allo sbando, l’unico grido ripetuto e rimbalzato da bacheca a bacheca era ‘addio grande Michael’. Ho capito allora che siamo entrati anche nell’estate della mente, o come molto appropriatamente viene definita qui: komkommertijd (stagione dei cetrioli).
 
Premetto che Michael Jackson è una delle mie popstar preferite insieme a Madonna. Piú di Madonna ha segnato una tappa importante della mia vita: la sua musica ha costituito il rito di passaggio tra pubertà e adolescenza. Ho ballato in discoteca con grande abbandono e contro l’opinone pubblica del tempo tutti i pezzi di Off the Wall (che ho sia in versione LP che CD); mi sono iscritta al mio primo corso di danza jazz dopo aver visto il video di Thriller (di cui ho l’LP) e ho comprato anche l’LP di Bad perchè ero già allora in grado di scindere l’uomo dall’artista.
 
Proprio per questo considero la morte di Michael Jackson un merciful release che lascia la sua musica per l’eternità e obnubila i suoi molti peccati mondani. Il mio innato cinismo mi ha subito suggerito il pensiero che il poveretto abbia preferito suicidarsi piuttosto di dover subire l’umiliazione pubblica del fiasco inevitabile che la sua annunciata mega tournée prospettava. Non credo di essere l’unica a ritenere che alla sua etá e nelle sue precarie condizioni di salute non ce l’avrebbe mai fatta: non tutti sono come Madonna e Tina Turner e Michael Jackson meno ancora.
 
Ma quando leggo che twitter é saltato per l’enorme quantitá di messaggi scambiati contemporaneamente, che il parlamento americano ha tenuto un minuto di silenzio in segno di lutto e che veglie funebri spontanee vengono tenute più o meno in ogni città americana mi viene da pensare che il mondo occidentale sia in preda ad una decadenza pari a quella che ha segnato la caduta dell’impero romano. Se siamo capaci di una tale mobilitazione per una ex-popstar pervertita e drogata ma non riusciamo a mettere insieme nemmeno le firme necessarie per un impeachment o un intervento dei caschi blu ci meritiamo tutti i dittatori e le repressioni correnti e future.
 
Non sono migliore degli altri: ho passato la mattina a spiegare a Matteo chi era l’artista Michael Jackson, abbiamo visto insieme su youtube quasi tutti i video di Thriller e gli ho insegnato a fare la giravolta e il moonwalking. Tutto questo anche se - per citare Nica – non avrei lasciato mio figlio nemmeno cinque secondi da solo insieme a quell’individuo. Non voglio giudicare niente e nessuno, sto solamente constatando una realtà che mi fa sempre più paura e da cui non capisco come fare ad uscire. Spero in un risveglio collettivo, intanto ballo.
 
Don’t stop ‘till you get enough.
 
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